
Amy Winehouse è morta.
Non che la cosa mi stupisca più di tanto, sia chiaro. Me ne dispiaccio ma, dopotutto, non ha mai mosso un dito per tenersela questa vita. Non credo nemmeno che se ne sia accorta; di essere morta, intendo. Non gradirò nemmeno tutta la pioggia di link che inonderà Facebook. A lei, quale fossero le cause io di certo non lo so né mi interessano, la vita non interessava. E non venitemi a raccontare che il successo le aveva dato alla testa, che la sua infanzia era stata difficile, che il padre la picchiava e che non si fosse mai ripresa dalla morte del suo canarino. Venitemi a raccontare delle nottate di bagordi incontrollati e di tutte le sostanze stupefacenti che assumeva. Raccontatemi dei litri di alcool consumati attui solo ad uno stordimento che la portasse via, anche se solo momentaneamente, dalla vita; di quante piste di cocaina si fosse fatta, magari proprio prima di decedere. Che nessuno mi parli del fatto che, a volte, non si hanno altre scelte perché un' altra scelta c' è sempre. Sopratutto quando da una parte hai la vita e dall' altra la morte. Perché, sinceramente, sono certa che per divertirsi non sia necessario perdere completamente il controllo del proprio corpo, del proprio cervello.
Non mostratemi nessun muro del pianto per una persona che ha fatto della sua vita un inno alla dipendenza, al cattivo costume e allo sballo. Quello sballo cattivo ed ingrato nei confronti di chi l' ha messa al mondo e di chi ha creduto in lei, dei suoi fan che la supportavano nonostante tutto e -su tutti- di se stessa! Ed è esattamente con se stessa che, nel posto in cui si trova adesso, dovrà fare i conti. Avrà tutta l' eternità per fissare in uno specchio la sua immagine e pensare a quanto stupida sia stata. C' è chi lotta ogni istante per rimanere in vita, chi rimane attaccato con le unghie e con i denti ad ogni respiro pur di arrivare a quello successivo. A lei, questo, non è mai interessato. La vita, evidentemente, non valeva poi così tanto.
Vi lascio questa canzone e l' unica cosa che aggiungo è che forse avrebbe fatto meglio a dire "yes, yes, yes" anche se musicalmente -forse- non suonava poi così bene.
AttacatamenteAllaVita vostra, come sempre, R.