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martedì 18 ottobre 2011

Grazie Florence per avermi smosso l' anima.


...e poi ci sono giorni come questi. Giorni in cui non succede nulla di particolarmente brutto, per fortuna, ma che sembrano non andare comunque nella giusta direzione. A volte è colpa anche di una canzone. Tu sei fresca come un quarto di pollo (cit.) poi senti una canzone e puff ti si smuove l' anima. Allora il tuo cervello inizia a girare. Li puoi sentire scricchiolare tutti gli ingranaggi tra un neurone e l' altro, quei pochi che ti sono rimasti sani ai quali ti affidi. Cerchi di inseguire i pensieri ma corrono troppo veloce. Ed è assurdo perché sono i tuoi pensieri. Come fanno i miei pensieri ad essere più veloci di me? E come fanno ad essere così tanti? Non si può star dietro a tutti e così esci di casa e solo a metà strada ti rendi conto di esserti dimenticata di mettere le scarpe. E forse il fatto che hai speso parte dei tuoi risparmi impulsivamente per un paio di occhiali da sole Tom Ford rotondi ai quali facevi la corte da un po' è un segno del destino. Perché stamattina i tuoi occhiali da sole sono spariti nel nulla. A volte non avere un piano è un' ottima cosa. Io un piano non ce l' ho. Una volta ne avevo tanti poi ho capito che avere un piano significa solo che ad un certo punto qualcuno te lo manda a puttane. Ah... qualora non lo sapeste, nella maggior parte dei casi se tu stessa che li mandi a puttane. E poi succede che pensi di stare vivendo un momento spensierato ed invece vuoi solo una cipria di Chanel da quaranta euro perché ti piace la confezione, e stai parlando con una vecchia amica ma in realtà sei distratta da qualcosa. Io sono distratta in questo momento. Forse dovevo solo scriverlo per rendermene conto. Adesso che è nero su bianco è più vero. E' da cosa sono distratta il problema. Punto. E' da cosa vorrei essere distratta che è peggio. Punto e a capo.
Uno di quei giorni in cui sembra che tu stia guardando il tuo corpo che si atteggia a te. Tu sei li, che mangi pop corn mentre guardi il film della tua vita.

Vostra, R.

lunedì 28 febbraio 2011

Perdonare è essere perdonati.


Sta per concludersi la settimana della moda milanese, per cominciare quella parigina; stanno per iniziare i corsi all' università, le giornate si allungano e sta per cambiare l' ora (legale in solare o solare in legale? Non lo so, a me ste cose confondono!); sto per partire (mancano 29 giorni, yeaaa!) e dovrei mettere i panni in lavatrice ma siccome diluvia è inutile e lascio che si ammassino trasbordando dal cesto fucsia in cui giacciono.
Gli Oscar si sono conclusi con mia cocente delusione per "The Social Network" in favore de "Il discorso del re" e nessuna sorpresa per la -meritatissima- statuetta a Natalie Portman per "Il cigno nero".
Siamo, quindi, in un periodo di passaggio.
Qualcosa si è concluso, qualcosa sta per cominciare.

Giovedì sera, a Parigi, è stato fermato John Galliano con le accuse di 'violenze lievi' e 'insulti a carattere antisemita e razzista' ed è stato temporaneamente sollevato dall' incarico di direttore creativo (dal 1996) della maison Dior.
Vi dirò, forse per Dior è un bene. Nonostante Galliano sia stato definito l' enfant progige della couture mondiale ho sempre trovato le sue creazioni atte a stupire a tutti i costi piuttosto che ad accompagnare il corpo della donna durante un avvenimento importante.
Magari la mia è una blasfemia e verrò lapidata per questo ma se di couture vogliamo davvero disquisire allora prendiamo Elie Saab, facciamogli un calco, coliamolo d' oro e regaliamo una sua statua a grandezza naturale ad ogni sobborgo di Parigi come esempio da seguire con devozione!

Vi starete chiedendo che diavoletto turco c' entra il titolo con questo post?
Bricconcelli, abbiate un attimo di pazienza e l' arcano verrà svelato!
Sabato sera qui a Catania si è scatenata la tempesta del secolo così io e il mio amorottolo, non proprio di comunissimo accordo, abbiamo deciso di rimanercene stravaccati sul divano del mio soggiorno a contenderci il telecomando di Sky.
Inutile dirvi che ho avuto la meglio e Bride Wars ha vinto su Forrest Gump.
Oh, insomma, non si leva il telecomando di mano ad una con la sindrome pre-mestruale meteoropatica (Dio, quanto odio la pioggia!) e non le si impedisce di guardare una commedia romantica che ha già visto centinaia di volte, non si fa e basta!
Ed infatti il mio ragazzo ha aspettato pazientemente che mi assopissi sulle sue ginocchia per sfilarmi lo scettro dalle mani e cantar vittoria sguazzando da un canale di sport all' altro!


Ma non perdiamoci in chiacchiere superflue e arriviamo al dunque.
C' è una frase del monologo che trovate nel video qua sopra che mi ha fatto riflettere: 'a volte capita veramente di trovare quella persona speciale che ti resterà accanto qualunque cosa accada'.
Ma è davvero possibile?
Secondo uno studio di una qualche università minchiona di non so dove passiamo in media QUATTRO ANNI della nostra vita a LITIGARE.
Si litiga per il posteggio al centro commerciale, per il film da vedere, per uno sguardo di troppo, per divergenza d' opinione, per gioco, per scherzo, per scaricare la tensione.... Insomma -in definitiva- ogni scusa è buona per litigare. Ci dev' essere un sentimento molto forte affinché due persone (che siano due amici, due amanti, due sposi, due tartarughe) resistano alla tentazione continua di litigare.
Ma è davvero giusto smussare i propri angoli in favore della felicità altrui?
E la nostra?
E' davvero possibile trovare un punto d' incontro che accontenti sia capre che cavoli o -alla fine- una delle due parti finge per il benessere comune?
Io, per quanto tenda ad assecondare gli altri, molto probabilmente per pigrizia, sono una che non ha mai nascosto gli angoli bui del mio carattere e ho accettato di buon grado chi non se la sentiva di avere a che fare con me ma -in realtà- quanti si mostrano realmente per quello che sono?
E -mi chiedo ancora- perché si fa pace?
Per convenzione?
Per mancanza?
Per abitudine?
Per voglia?
E perché non si fa pace?
Per orgoglio?
Per testardaggine?
Per stupidità?
Esistono davvero dei dissapori che non possono essere risolti?

Ai posteri l' ardua sentenza.

Litigiosamente vostra, R.

sabato 4 dicembre 2010

Voi lo conoscete il potere delle emozioni?


Voi lo conoscete il potere delle emozioni? Il potere di un cuore che batte per qualcosa? Beh, posso garantirvi che quando succede è una cosa eccezionale. Ti vibra ogni centimetro del corpo, ogni vena pulsa di vita, i capelli in testa ti si rizzano quasi fossero percorsi da energia elettrica.
Un' emozione può nascere da uno stupido film, magari una di quelle commediole romantiche americane che a me fanno sempre piangere.
Un' emozione può venir fuori da una canzone. A me succede sempre quando sento 'Certe notti' di Ligabue, sembrerà un clichè -uno di quelli brutti, aggiungerei- ma a me fa vibrare l' anima.
Il battito del nostro cuore può accelerare semplicemente fissando la persona amata o magari quella odiata e in entrambi i casi la scarica di adrenalina è forte, vitale.
Ci sono alcuni momenti in cui ti svegli nel cuore della notte in preda ad un incubo o notti in cui vorresti chiudere gli occhi e spegnere il cervello -se solo fosse possibile- che ti tormenta con i ricordi.
Ah, i ricordi. Brutta bestia i ricordi. Stanno li, rinchiusi in qualche cassetto della nostra memoria, in agguato e poi semplicemente vengono fuori un sabato pomeriggio a ricordarti che sei ancora viva, che respiri ancora nonostante tutti i momenti che il fiato te l' hanno tolto.
Perchè le emozioni è questo che fanno: ti tolgono il fiato per degli interminabili secondi che per tutta la vita ricorderai. Ti lasciano delle cicatrici profonde che, anche se a volte fanno male, ti ricordano che sei vivo, che hai amato e che puoi ancora farlo, che hai odiato e che hai ancora la forza di poterlo fare, che hai perdonato e perdonerai ancora, che hai sofferto e Dio solo sa quanto ancora soffrirai, che hai pianto e riso, che hai vissuto e che ancora vivrai.

Il video della canzone di questo piccolo post che è uscito, così, da un emozione è ovviamente questo.

Godetevi le vostre emozioni e tenetevi stretto chi ha il potere di regalarvene.
Emozionatamente vostra, R.

lunedì 11 ottobre 2010

Chi ha tempo non aspetti tempo.


Chi ha tempo non aspetti tempo
Così dicono.
Io ho capito che di tempo non ne ho proprio e Dio solo sa quanto me ne servirebbe. Non hai nemmeno il tempo di accorgerti del tuo presente che quello è scappato via, come una furia, diventando passato.
Non c'è il tempo di fermarsi a riflettere prima di agire e quasi sempre la decisione presa è troppo frettolosa, troppo impulsiva.
Ma allora come sopperire alla mancanza di tempo che ci perseguita?
Dove possiamo trovare il tempo di sederci e pensare, vagliare le conseguenze delle nostre scelte, delle nostre azioni?
E' una corsa costante e continua contro la vita stessa, alla fine arriveremo sfiniti ma, mi auguro e vi aguro, non distrutti.
Non voglio arrivare alla fine di tutto piena di rimpianti, piena di se e di forse. Voglio essere fiera e orgogliosa di quello che ho fatto senza avere il tempo di pensarci e sopratutto voglio arrivare alla fine senza grossi rimpianti per quello che non ho avuto il tempo di fare.
E' possibile? Non lo so e non ho nemmeno il tempo di stare qui a pensarci tanto.
Il mio presente mi sta sfuggendo dalle mani, io e la mia vita stessa viaggiamo su due frequenze diverse e sono stanca di doverla inseguire, di essere sempre in ritardo.


Il video di oggi è di questa meravigliosa canzone....
Godetevela, se ne avete il tempo.
Infinitamente vostra, R.