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giovedì 11 ottobre 2012

Nessuno è perfetto fino a che non te ne innamori.

Avvertenze: Il post è ad alto contenuto di parolacce, sproloqui, maledizioni di ogni sorta. Potrebbe benissimo essere letto all' Osteria dell' Antico Scaricatore di Porto ed essere utilizzato come manifesto della donna media con le calze color carne e il bauletto di Vuitton Finto.
Se per queste, e probabilmente molte altre, ragioni pensate di non poter andare avanti nella lettura sarò la prima a capire.
Altresì, se anche voi, babbioni, siete stati innamorati, buon proseguimento. Perché l' amore è bello. 

martedì 12 giugno 2012

Se questo è amore.

Sara teneva i pugni stretti. Le unghie le si conficcavano nella pelle ma il dolore che quel gesto le provocava era niente in confronto. Niente in confronto al resto che stava capitando al suo corpo in quel momento. Le mani di Andrea si scagliavano sulla sua pelle bianca con una violenza inaudita. 
Non importava in quale punto, quello che importava era colpire forte.
Poi, d' un tratto, tutto divenne confuso. Vide arrivare la fine anche quella volta. E quella volta la fine era un pugno diretto sullo zigomo sinistro. Il dolore era talmente forte che le orecchie cominciarono a pulsarle.
Nella sua testa, Sara voleva alzare una mano e tastare i danni ma il suo corpo non ubbidiva. Sentiva in bocca il sapore metallico e ferroso del sangue. Con la lingua percorse l' arcata dentale superiore. Poi quella inferiore. Lucidamente cercava di accertarsi che non ci fossero danni evidenti. Eppure tutto sul volto le faceva male.
Andrea si allontanò lasciando Sara senza forze in quell' angolo. 
Il rubinetto dell' acqua della cucina gocciolava fastidiosamente.
Tic tic tic tic. Ogni goccia che cadeva, apparentemente innocua e quasi sorda, si rifaceva sulla testa di Sara come un martello pneumatico dentro un cinema silenzioso.
Sara afferrò la maniglia della porta vicino a lei e affidò tutto il suo peso al suo braccio martoriato. Si mise in piedi. Fissò per qualche secondo i brandelli della sua maglia grigia. Le piaceva quella maglia; gliel' aveva regalata Tiziana, quella sua collega d' ufficio che recentemente era stata trasferita a Roma.
Andrea si era lavato le mani e con esse la sua colpa. Sapeva che Sara doveva essere punita. Era stato chiaro con lei: non voleva andare a cena con sua sorella e il marito il prossimo sabato sera. L' aveva detto esplicitamente a Sara che odiava il modo in cui il cognato lo guardava ma lei, no, aveva insistito e alla fine aveva accettato l' invito della sorella. Sara andava punita.
Sara si chiuse in bagno e si lasciò andare alle lacrime, stretta in un angolo tra la doccia ed il bidet. L' occhio sinistro le faceva un male cane. Lividi ed escoriazioni iniziavano a presentarsi, puntuali come era già successo ancora e ancora, sulla sua pelle bianca. Si allungò i pantaloncini più che poteva per nascondere a se stessa quello che le era appena capitato. Chiuse gli occhi e dimenticò anche quella volta. Giustificò Andrea come era già successo. Ancora e ancora. 

'Cristo Santissimo, Sara, non un' altra volta' le disse Carolina.
Sara non si era presentata a lavoro per due giorni e la sua collega Carolina, che le si era affezionata come un cagnolino appena raccolto dalla strada, era andata a vedere se era tutto ok. Carolina aveva intuito già parecchi mesi fa cosa stava succedendo ma che poteva fare? Rapire Sara? Denunciare Andrea? E se poi lei, cosa che sicuramente avrebbe fatto, avesse negato tutto? Sarebbe sembrata una pazza visionaria.
Quando Sara le aprì la porta dell' appartamento e vide lo zigomo tumefatto dell' amica, Carolina sentì salirle la rabbia al cervello. Come poteva ancora soccombere? Perché Sara acconsentiva a farsi fare questo?
'Ho aperto uno sportello della cucina con troppa foga ed un bicchiere mi è caduto addosso' disse Sara a Carolina.
'Credi che sia una stupida?'
'E' così' tentò di convincerla Sara.
Carolina sbuffò. Si avvicinò all' amica ed esaminò il livido che le copriva mezza faccia. 'Dovresti andare in ospedale' sentenziò 'potrebbe esserci qualche osso fratturato'.
'Ma che sciocchezze. E' solo un bicchiere messo male'
Sara si rannicchiò nell' angolo del divano di pelle che lei e Andrea avevano scelto insieme un anno prima quando avevano deciso di andare a vivere insieme.
Da quando condividevano lo stesso tetto Andrea aveva avuto alcuni scatti di violenza ma Sara sapeva che lui non era un manesco. Sara voleva credere che l' Andrea che lei amava, e che sperava che l' amasse di rimando, stesse solo attraversando una fase.
'E' il cambiamento' l' aveva giustificato tante volte. 'Andare a vivere insieme è un passo importante per una coppia' si diceva. 

Sara è finita in ospedale con il bacino fratturato; un occhio gonfio e nero; il polso slogato; lividi, ematomi, escoriazioni ed ecchimosi in varie parti del corpo prima di rendersi conto che questo non è amore.
Sara è stata fortunata. Molte altre no.
Fatti furba. La violenza è un reato. La violenza sulle donne non è solo un reato, è un abominio. 

Robi


lunedì 16 aprile 2012

Donne al volante...

Ho sempre sostenuto che dare la patente ad una donna è una scelta che va ponderata. L' esaminatore, che si trova nella difficile posizione di dover accordare questo permesso ad una signorina, deve prestare attenzione ai segnali. Riconoscere una cattiva guidatrice non è poi così difficile dato che il 95% della popolazione femminile lo è. 
Le cattive guidatrici possono essere distinte in sotto categorie che definiscono meglio il loro status quo di 'portatrici sane di incidenti' e sono facilmente distinguibili.

domenica 1 aprile 2012

Primavera e confusione.


Dopo un attenta e accurata analisi della fauna femminile, che sboccia in questa calda primavera, mi sono resa conto che la stagione di mezzo sta creando non poca confusione nel soggetto medio. Sopratutto la mattina, di fronte l' armadio che non è ancora estivo ma nemmeno invernale; che non è più un total black da perfetto funerale ma nemmeno un' esplosione di colore in tema color block; che non è più lanoso come una pecorella prima della tosa ma che non è ancora idrorepellente e a triangolini! 

martedì 13 marzo 2012

E mettitela 'sta gonna, su...

Mettetevi comodi.
Molto probabilmente il post sarà lungo. Magari no.
Il concetto è semplice.



lunedì 30 gennaio 2012

Ma tu ti vuoi sposare davvero?


E' credenza comune che la donna media ha come obbiettivo primario, durante la vita, di sposarsi. Accasarsi, essere ingravidate, mettere al mondo nani gementi e piangenti, prendersi cura di un uomo per tutta la vita... Ce l' hanno inculcato fin dalla prima infanzia; insomma, quante favole Disney conoscete che non sono finite con un vestito bianco e un candito velo di tulle lungo chilometri? E quanti dei film, quelle commediole romantiche che ci piacciono tanto, non hanno almeno un vestito bianco e una proposta di matrimonio con tanto di brillocco di Tiffany e uomo inginocchiato con gli occhi a forma di cuore? E, badate bene, io mi commuovo  sempre. Ogni santa volta.

lunedì 18 luglio 2011

Inchiniamoci al sapere di Alfemminile.com


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alfemminile.commamente vostra, R.

giovedì 5 maggio 2011

Le donne perfette...


Sono quelle in equilibrio tra quello che sono e quello che vorrebbero essere. Quelle che sui tacchi a spillo riescono a fare tutto ma che hanno sempre un paio di ballerine pieghevoli nella borsa. Quelle impeccabili, sempre perfette in ogni occasione. Quelle capaci di amare senza condizioni ma che in primo luogo amano loro stesse. Quelle che non si fanno piegare dai sentimenti ma che sono dolci e gentili con chiunque. Quelle che capiscono il valore delle false amicizie: fanno apprezzare quelle vere. Quelle che non si vergognano di piangere al cinema ma che quando escono dalla sala non hanno il trucco sbavato. Quelle con i capelli sempre in ordine, come se fossero appena uscite dal parrucchiere. Quelle che si preparano alla prova costume ma che in realtà non sono mai pronte. Quelle che lasciano il fidanzato ad aspettarle di sotto ad aspettare anche solo per il gusto di farlo. Quelle che credono ancora nelle favole e, anzi, sono convinte che prima o poi anche loro calzeranno la scarpetta di cristallo. Quelle che vanno in brodo di giuggiole per una borsetta ma che conoscono il valore dei soldi guadagnati. Quelle che sognano e sognano ma che vivono ogni giorno con la consapevolezza che non è sempre facile. Quelle convinte dell' esistenza del principe azzurro ma che si innamorano sempre del camionista di turno. Quelle che sanno cucinare o che, al massimo, conoscono il numero della rosticceria più vicina: in entrambi i casi sono quelle che faranno un figurone. Quelle che sanno essere sexy senza dover necessariamente mostrare l' accoppiata tette&culo. Quelle che sorridono, sorridono sempre, sorridono anche quando dentro hanno uno tsunami. Quelle che non hanno mai lo smalto sbeccato. Quelle che sognano il solitario di Tiffany ma che la proposta più romantica la immaginano con un anellino di plastica trovato nelle patatine. Quelle fragili, romantiche, fatte da un mosaico di emozioni che le rendono uniche. Quelle che indossano i pantaloni e non semplicemente nel senso modaiolo dell' espressione. Quelle che sanno cosa vogliono diventare ma che, nei momenti di confusione, lo dimenticano e fantasticano su quello che avrebbero potuto fare se... Quelle sognano la Birkin ma solo per la lista d' attesa. Quelle a cui il soufflé non si sgonfia mai e quelle che il soufflé non sanno manco cosa sia. Quelle che leggono e lo fanno perché la realtà con loro è stata troppo cattiva. Quelle che si fanno corteggiare. Quelle che partoriscono con dolore solo per poter incontrare quel piccolo esserino che è stato parte di loro per tantissimo tempo. Quelle che seducono con un sorriso ma per il loro uomo hanno armi che nemmeno si immaginano. Quelle che dicono si e ti fanno credere di essere d' accordo. Quelle che conquisteranno il mondo facendogli credere di essere stato lui a conquistare loro. Quelle che non hanno bisogno di nessuno ma che non disdegnano l' abbraccio della mamma. Quelle che fanno l' amore anche solo per il piacere di farlo senza sentirsi delle poco di buono. Quelle che cominciano la dieta lunedì ma che martedì l' hanno già finita perché si piacciono, Dio se si piacciono! Quelle che sono delle stronze, ma lo sono solo perché particolarmente intelligenti. Quelle che per amore si sono lasciate andare e che per questo hanno sofferto ma non per questo vi hanno rinunciato. Quelle a capo di una grande azienda o di una grande famiglia, che poi non si sa cosa sia più difficile da organizzare. Quelle che si sentono bene sempre perché quello che hanno scelto di fare è quello che volevano fare realmente. Quelle che non danno nulla per scontato. Quelle che hanno peccato e che l' hanno fatto coscientemente. Quelle che hanno milioni di pregi e quelle che non ne hanno nemmeno uno o -almeno- così sembra. Quelle che comprano Vogue ma solo per guardare le fotografie. Quelle che hanno il polso pieno di braccialetti di corda, ognuno di essi in ricordo di qualcosa. Quelle che amano i diamanti e la chincaglieria allo stesso modo perché l' importante è luccicare. Quelle che sognano l' amico gay ma solo perché hanno capito quanto possano essere cattive le donne.
Quelle che sanno riconoscere quelle che non lo sono!

Quelle che.... a voi la parola!

Perfettamente vostra, R.
Questa è per tutte voi!

martedì 3 maggio 2011

La rivalità femminile e la mancanza d' umilta: Andy Winner!


Andy Torres, blogger messicana vivente in quel di Amsterdam ha vinto il Mango Contest e -a quanto pare- ciò significa una bella cifra, una collaborazione con il marchio spagnolo e tanta visibilità. Non sono informatissima in primo luogo perché poco me ne viene e in secondo luogo perché l' aspetto che voglio analizzare è un altro!

L' Italia era rappresentata dalla ventitreenne Chiara Ferragni (che non sto a dirvi chi è, suvvia!) e che -proprio dagli italiani, dalle ITALIANE, anzi- è stata boicottata in favore della messicana.
Ed è proprio questo il punto che voglio sottolineare!
Perché noi (mi ci metto anche io che ho votato per Poppy perché mi piaceva e per Andy per spirito di comunità) abbiamo preferito che vincesse una straniera piuttosto che una connazionale?
In primo luogo ho pensato che fosse la solita storia che si ripete: le donne, sopratutto le italiane, non riescono a fare comunella le une con le altre! A differenza del sesso XY noi donzelle non riusciamo a gioire delle vittorie delle nostre consimili: la rivalità prevale sempre tra il gentil sesso sulla razionalità, abbiate l' ardire di non negarlo!
Ed essendo Chiara la più famosa blogger d' Italia (non neghiamo nemmeno questo per quanto non ci possa piacere, di grazia) spinte da un istinto innato e naturale abbiamo cercato colei che potesse batterla (identificandola in Andy) solo per farle un dispetto!

In secondo luogo, poi, mi sono messa nei panni di Chiara stessa e, dopo un attento esame di coscienza, ho realizzato che -in parte, buona parte- potrebbe essere stata pure colpa sua!
E qui veniamo alle dolenti note!
Il successo, si sa, da alla testa e credo che questo sia stato il problema della Ferragni. Essere invitata alle sfilate di mezzo mondo, richiesta come sponsor, fotografata come l' ultima delle dive, acclamata come un' esperta di moda che -in confronto- Nostra Signora Franca deve mettersi da parte può provocare nel cervello della giovane una sorta di convinzione che la porta a credere di
A) aver fatto qualcosa di buono e sensato
B) averlo fatto bene.
La suddetta convinzione ha modificato il modo di porgersi di Chiara Ferragni nel tempo: da umile ragazzina di provincia che pubblicava fotografie per divertimento si è trasformata in una macchina da guerra arrogante e presuntuosa pronta a qualsiasi cosa pur di raggiungere il suo obbiettivo. Questo, purtroppo, misto alla rivalità di cui abbiamo appena discorso, ha fatto si che si creasse una fazione opposta e contraria che si è battuta in tutti i modi per far si che lei perdesse!
Quando si dice che l' odio unisce i popoli..............
E, credetemi, ho trovato il link per votare Andy in ogni dove; come minimo la Torres deve offrire da bere alle ragazze de Le Vipere e del Covo almeno fino a Natale!
Anche adesso, nel momento della sconfitta, Chiara avrebbe dovuto farsi avanti con la vincitrice (che, a detta sua, è pure un' amica) e congratularsi, anche solo per faccia lavata, pubblicamente!
Perché l' umiltà è una gran cosa e pochi la posseggono!
A tutti, ammettiamolo, sarebbe piaciuto che la nuova IT Girl di Mango -marchio spagnolo- fosse italiana ma a nessuno piace chi si impone con arroganza!
E punizione divina fu......

Mangosamente vostra, R.

martedì 1 marzo 2011

Siamo donne, oltre le gambe c' è di più.. Sicuri?


«Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Prendiamo esempio dalla Libia, piuttosto».
(Oliviero Toscani - Fotografo)