mercoledì 19 dicembre 2012

Momenti di Black Out.

Volevo scrivere un post sulla season finale di Gossip Girl. Volevo scriverlo su quello che ho fatto e visto nei giorni passati a Milano e della splendida opportunità regalatami dal Teatro alla Scala. Volevo pubblicare il nuovo capitolo di One Way Or Another. Volevo dirvi dei miei imminenti viaggi, di come va lo studio e di come si sono evolute le cose con il mio ragazzo (Tutto ok, tranquilli). Volevo scrivervi dei miei progressi con la dieta che si scontrano con le festività natalizie.
Volevo rendervi partecipi perché ve lo meritate. Perché un blog a questo serve.
Ma non ce l' ho fatta. Non ce la faccio perché non riesco più a scrivere.
Sono un po' come Ligabue: ho perso le parole. Eppure ce le avevo davvero qua un attimo fa. I pensieri mi sfuggono spinti da un vento pesante che li allontana da me quasi potessi io stessa contaminarli di questa apatia in cui mi sono addentrata. 

venerdì 30 novembre 2012

Il tradimento.



Il divano in pelle giallo ocra faceva da scenario ai loro corpi avvinghiati. Non c' era malizia nei loro gesti, solo voglia di stare in quel modo: stretti in un abbraccio infinito. Il braccio di Luca era tra i capelli di Lidia, le sue dita si arrotolavano distrattamente a piccole ciocche bionde, poggiato sul suo collo bianco e lineare. Loro non erano un insieme, eppure si completavano e riuscivano a formare un cerchio quasi perfetto. Un cerchio quasi perfetto. Quasi perché, fuori dal loro guscio, loro appartenevano ad insiemi diversi. Lidia aveva Andrea; Luca aveva Giulia e Sofia e Claudia... Ma Luca era Lidia che voleva. La voleva in maniera talmente disperata che la cercava in ogni persona, in ogni cosa. E, se in Giulia aveva visto i suoi occhi, in Sofia aveva ritrovato le sue mani anche se sapeva bene che non avrebbe mai trovato in nessun altra il suo tocco gentile o il suo sguardo profondo come il mare. 
Lidia, al contempo, in Luca vedeva un mondo inesplorato. Era la curiosità di quello che c' era nella sua testa che la spingeva sempre un passo più in la. Un passo dietro l' altro verso quel bacio che lei non si aspettava ma che l' aveva sorpresa così piacevolmente come non le succedeva da secoli. 
Lidia razionalmente voleva Andrea al suo fianco. Andrea era la risposta alle sue preghiere inespresse; era l' uomo con cui aveva immaginato da sempre di stare. Posato, tranquillo, rassicurante, onesto. I passi insieme a lui erano impronte incoraggianti sulla sabbia della vita. Ma da quando Luca era entrato nella sua vita le aveva stravolto il sonno. I suoi sogni erano costellati dai loro baci mai dati; delle loro mani incrociate e dei loro sguardi persi l' uno in quello dell' altra. 
Lidia non sarebbe mai stata di Luca eppure lo era da sempre. Da prima ancora che i loro sguardi si incrociassero in quel bar in cui lei sedeva con le amiche mentre Andrea era a letto. Da prima ancora della loro prima chiacchierata. Da prima ancora di decidere che lui la voleva. 
Lidia ogni mattina si alzava con la fronte imperlata di sudore, avvolta nelle lenzuola umide di desiderio, accanto all' uomo che amava con razionalità disarmante. Lidia ogni mattina si alzava con il cuore gonfio di sensi di colpa per l' ennesimo tradimento che si era consumato nei suoi sogni. 


Cosa ne pensate dei tradimenti con il pensiero?
Quanto vale un bacio sognato e quanto vale un bacio dato?


Robi

martedì 27 novembre 2012

Prima che finisca il mondo...



Prima che finisca il mondo devo:


  1. Conoscere la stylist di Clio e chiederle il perché del male che vuole a quella poveretta. 
  2. Finire il terzo libro di Fabio Volo che sto leggendo e ricordarmi di non prenderne mai più un altro dato che scrive come un idiota. E c'è gente che addirittura lo cita. 
  3. Far capire alla cameriera che il plurale di Camion non è Camii. 
  4. Spiegare a Morfeo che sono anni che rompe il cazzo con i pensieri notturni. Che me li porti in dono la mattina quando di alzarmi proprio non ne voglio. 
  5. Sapere chi è Gossip Girl. 
  6. Sapere chi è A e che minchia di problemi ha con quelle quattro sfigate di Pretty Little Liars. 
  7. Esporre ad Elsa Fornero la mia versione di Choosy. Vediamo poi se piangi. 
  8. Chiedere a Raffaella Carrà se c'è posto 'un po' più in la' quando cadrà il mondo. 
  9. Sapere chi è il padre biologico del pupo di Raffaella Fico. 
  10. Imparare a guidare per onorare la patente che ho da sei anni.
  11. Inventare una batteria per Iphone che duri più di Rocco Siffredi. 
  12. Riuscire a dire Ti voglio bene. Uno di quelli sinceri sinceri che ti fanno bene all' anima. 
  13. Compiere un peccato. Uno di quelli per cui ti mordi le labbra al pensiero di quanto sia eccitante.
  14. Farmi i capelli rosso fuoco. 
  15. Indossare tutti i maglioncini di Zara che possiedo. 
  16. Indossare tutte le scarpe che possiedo.
  17. Dire a Florence Welch che mi ha salvato l' anima. 
  18. Vedere Ligabue dal vivo. E magari farci pure all' amore (non lo dite al mio fidanzato). 
  19. Capire perché ai maschi piace tanto il calcio. 
  20. Lasciarmi abbracciare. Davvero, intendo.
  21. Dire a Simona Ventura di smetterla con il botox e, sopratutto, farle capire che lei di musica ne capisce come una a cui piacciono i One Directions. Io, ad esempio. 
  22. Ragionare sul perché io abbia acquistato così tanti Biker Boots. 
  23. Capire perché tutti postano la foto della loro colazione su Instagram. Cos' ha il pranzo che non vi garba? Perché discriminate la cena? E lo spuntino delle cinque?
  24. Dire meno parolacce. Che scurrile che sono diventata. 


E voi?
Qualcosa di impellente prima della fine?

Robi


lunedì 26 novembre 2012

One way or another. Chapter 10




I suoi occhi chiedono risposte. 
Cosa ha significato questo bacio? 
Che effetto hanno avuto su di me le sue parole?
Che cosa provo? Cosa sento?
Io non so cosa dire. Non c’è nulla da dire: il tempo che è passato non si può cancellare con un bacio. 
A malincuore mi allontano da lui. A fatica le mie mani si staccano dal suo corpo caldo.

martedì 6 novembre 2012

Erano gli anni '50...



Voglio vedere donne con la loro femminilità nei gesti morbidi e gentili, nei sorrisi aggraziati, nelle movenze seducenti ma accennate, dalle parole dolci e decise allo stesso tempo. Dai pensieri originali e nuovi. Vorrei vedere donne indipendenti, non succubi dell’uomo a cui immolano la propria dignità, femmine dai cuori di ghiaccio fuso, compagne e amiche dell’uomo, libere e sincere. Vere.
— Charles Bukowski

“Being married to Michelle, and having these tall, beautiful, strong-willed girls in my house, never allows me to underestimate women.” 
–President Obama





Le unghie laccate di un rosso intenso, e non era fondamentale che fosse Essie.
La vita stretta in un busto allacciato ad arte.
Il seno a punta, merito di un reggiseno quasi ridondante.
I capelli raccolti in boccoli laccati, talmente perfetti da sembrare finti.
Il sorriso smagliante e i denti bianchi e allineati come biglietto da visita. 


giovedì 25 ottobre 2012

One way or another. Chapter 9




Nuoto lentamente fino al fuori bordo; mi arrampico sulla scaletta e lascio che le ultime gocce d’ acqua mi scivolino addosso per riunirsi al mare. Il sole è bollente e asciuga immediatamente il sale sulla mia pelle che sento tirare. Ho i capelli scombinati e appiccicati sul collo e sulla schiena come una coperta. Mi aggiusto in maniera maliziosa il bordo del pezzo di sotto del costume e risalgo lentamente la scaletta.

martedì 16 ottobre 2012

Certo che sei proprio Meschina!



Questo è un post insolito.
Non era mai successo che volessi rispondere ad una... canzone.
La canzone in questione si chiama Meschina ed è dei Modà. Non cominciate a storcere il naso, che ci sarà di che divertirsi.



Cambio d'umore solo se 
se aggiungi veleno alle tue lacrime 
sei stata così perfida che 
che soffocherei tutti i respiri che fai... 

Perfida? Addirittura? E ti avrà fatto mai.... Se sicuro che non sia un po' anche colpa tua?

ti voglio restituire solo un po' del mio dolore 
VOGLIO VEDERTI STRISCIARE E CONCEDERTI A ME 
Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te 
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te 

Ahhh, voi maschi e il complesso di inferiorità. Io posso anche dirtelo che voglio solo te, e ti riesco anche a convincere, ma la verità poi qual è? 

Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti 

Ma chi sei, Christian Grey?

Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me 
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me 
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me 

Sicuramente mentre urlava e godeva no, magari dopo... 

Son stato sempre attento a non farti mancare mai niente 
di quello che chiedevi che sognavi e ricevevi ogni volta che poi lo chiedevi 

E c'è bisogno che te lo dico io che così le femmine poi si stancano?
A noi ci piacciono gli stronzi, questa è la verità. 

Son stato in silenzio quando uscivi vestita da sera 
io stanco dicevo "vai pure" e facevo a 2 mani da solo l'amore 

Perché l' hai lasciata andare?
Quando una donna ha accanto un uomo stanco, ci mette un attimo a trovarne uno che ha preso un caffé che la faccia divertire. Ricordatelo, caro amico...
E, comunque, 'a due mani'? Seriuosly??
Stai pure certo che se avevi bisogno davvero di due mani quella non usciva. 

Ti voglio restituire solo un po' del mio dolore voglio vederti strisciare concederti a me 


Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te 
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te 
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti 
Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me 
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me 
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me 

Sei ripetitivo... Ah, giusto, è il ritornello!
Per la restituzione del dolore va bene un pacco posta? Una raccomandata con ricevuta di ritorno?

Meschina ora basta voglio farla finita per tutte una volta 
ma prima inginocchiati saziati e concediti ancora per l'ultima volta 

Lo sapevo che era la che volevi andare a parare.
Gli uomini ti perdonerebbero qualsiasi cosa per un po' di sesso orale.
Venduti...

Accontentami, guardami, piangi prega e chiedi SCUSAAAAAAAAA 

Si si, sto guardando... 

Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te 
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te 
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti 
Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me 
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me 
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me... di tradire lui con me... di tradire lui con me...

Credo che alla fine tornerà da lui.
Almeno non rompe il ca...volo!


Robi




giovedì 11 ottobre 2012

Nessuno è perfetto fino a che non te ne innamori.

Avvertenze: Il post è ad alto contenuto di parolacce, sproloqui, maledizioni di ogni sorta. Potrebbe benissimo essere letto all' Osteria dell' Antico Scaricatore di Porto ed essere utilizzato come manifesto della donna media con le calze color carne e il bauletto di Vuitton Finto.
Se per queste, e probabilmente molte altre, ragioni pensate di non poter andare avanti nella lettura sarò la prima a capire.
Altresì, se anche voi, babbioni, siete stati innamorati, buon proseguimento. Perché l' amore è bello. 

mercoledì 3 ottobre 2012

One way or another. Chapter 8



Il porticciolo si allontana fino a sparire dalla vista. Il mare è calmo e il gommone ondeggia quel tanto che basta a prendere velocità. Dietro di noi una lunga scia di schiuma bianchissima squarcia l’ azzurro dell’ acqua. Il sole è accecante; caldo e forte già nelle prime ore del mattino. 
Ettore è al posto di comando: armeggia con pulsanti e bottoni vari mentre prendiamo velocità. Vira a destra, oltre i porticcioli più lontani dalle case, verso il mare aperto. 
‘Leni ricordi quell’ insenatura, a Nord della costa, dove andavamo sempre a fare il bagno?’ mi urla Ettore per coprire il rumore del motore. 
‘Si’ gli dico. La ricordo perfettamente. Non c’è roccia, né scoglio, ne spiaggia, di quel posto che non sia disegnato nella mia memoria con un pennarello indelebile.  Quante lacrime ho versato sulle foto che ritraevano felici in quel posto? 

venerdì 28 settembre 2012

Il problema Christian Grey.


Il serissimo problema Christian Grey, vorrei specificare.
Eh si perché, e chi ha letto la trilogia 50 sfumature di... ('sto cazzo, vorrei dire io, che poi è più che appropriato) capirà il perché del mio post.
Andiamo con ordine. Io ho cominciato la trilogia che ero ancora felicemente fidanzata. Mi trovavo al caldo della Costa Brava; sullo sfondo piatti di paella Valenciana e scintillanti spiagge barcellonesi. Mi doravo tra fustacchioni e il mio ex (che però dice che stiamo ancora insieme, ma questa è un' altra storia....) ma nei miei pensieri c' era solo lui: Christian Grey. E come poteva essere altrimenti? Perfino il mio ex me l' ha ribadito questa mattina.
Christian Grey è quanto di più vicino alla perfezione esista. Chi ha letto i romanzi non può che concordare.
La prima cosa che un po' tutte abbiamo notato è che è instancabile. A tutti gli uomini piace il sesso e, diciamocelo, quando hanno bisogno di svuotare i sacchetti biologici andrebbero anche con uno scorfano di proporzioni galattiche solo perché ha la vagina. Ma quando i sacchetti sono vuoti ed il signorino soddisfatto, ripongono l' arnese moscio nella biancheria intima (altro che Intimissimi, al massimo mutandazze con l' elastico sformato e anche qualche macchietta) e se ne vanno felici. Christian Grey no. Christian Grey è già pronto a riprendere mentre non ha ancora finito con l' orgasmo precedente. E' sempre pronto. E' nato pronto e morirà così. Il suo gioiellino, non ha solo forme e sembianze pornodivistiche, ma è sempre pronto all' uso. E, di conseguenza, anche tutte le sue partners lo sono; perché nessuno dice no a Christian Grey.
Christian Grey è irresistibile. Ha i capelli perfetti anche sotto la doccia, nemmeno fosse Ridge Forrester, e quando va a correre col cavolo che gli si muovono o si bagnano di sudore. Perché Christian Grey non suda. Ha il fisico scolpito come uno dei protagonisti di Magic Mike (tranne Matt Bomer che non faceva nulla per nascondere che la passerotta gli faceva orrore. E come dargli torto con tutta quella carne al vento). Lui non trasuda testosterone; lui è il testosterone fatto persona.
Ogni femmina non può far altro che cascare nella sua trappola erotica acconsentendo di suggellare patti ai limiti del ridicolo e di prestarsi a pratiche sessuali e non che nemmeno Cicciolina e Nicole Minetti prima di darsi, entrambe, alla politica. Darsi proprio, eh...
Christian Grey è schifosamente ricco. Ma non ricco da borsetta di Chanel a Natale e vacanze estive nel sud della Francia. No. Christian Grey guadagna in un giorno più del prodotto interno lordo annuale della Francia. Lui potrebbe alzarsi una mattina e decidere di conquistarla la Francia solo per impedire a Karl Lagerfeld di sfilare ancora!
Christian Grey è geloso. E, credetemi, non è un difetto. Lui è capace di spaccare il naso a quel disgraziato seduto la in fondo solo perché, alzando casualmente lo sguardo, ha fissato la caviglia della sua donna. Lui sa come fare sentire l' oggetto del suo desiderio il bene più prezioso.
Christian Grey è poetico. Solitamente, quando ricevi un mazzo di fiori, un compleanno si e uno no, dal tuo uomo, nel biglietto trovi le parole in croce reperite nell' ultimo Bacio Perugina scartato. Christian Grey ti cita i grandi della letteratura inglese. Christian Grey, volendo, ti compone una poesia su due piedi partendo dal soggetto 'Le punte spezzate della donna che amo'.
Christian Grey è protettivo. Lui assolda il Soldato Rayan (se alla fine lo salvano. Altrimenti un altro.) per starti alle costole perché il pericolo è sempre in agguato.

Christian Grey è tutte queste belle cose e, diciamolo, fortunata chi se lo prende.
Quando io e il mio ex ci siamo lasciati tutti quanti, compreso lui, mi continuavano a dire che la fine della nostra storia era da attribuire a questo romanzo. La mia estetista; mia cugina Claudia; mia Mamma... Ci scherzavano su chiedendomi se avessi perso la testa dall' oggi al domani credendo di poter trovar un sosia del nostro beneamato.
Ora, e ve lo dico con tutto il cuore, se io trovassi uno come Christian Grey con il cavolo che me lo lascerei scappare (non sono mica cretina) ma sono ben conscia che un tipo così non esiste se non nei romanzi.
Questo romanzo -che può piacere, come è successo a me, o no- ha sdoganato la figura del principe azzurro un po' pericoloso con quell' aspetto nascosto e tormentato che risveglierebbe l' animo crocerossino della più cinica. Ed è vero che io, se potessi disegnare i tratti del mio uomo ideale, li farei ad immagine e somiglianza di Christian Grey ma è anche vero che l' amore è un' altra cosa. Che poi ve l' avevo già detto qui, o no?
Quindi ecco svelato il Problema Christian Grey. Non paragonate i vostri uomini a Christian Grey. Al massimo sognatelo la notte mentre il vostro uomo vi russa beatamente accanto con il pigiamone sporco di Nutella della colazione passata.

P.S. Io l' ho sempre detto che le donne hanno bisogno di due uomini: un Jamaicano in camera da letto e un gay al tavolo della cucina. Potete negarlo?

Robi.

lunedì 24 settembre 2012

One way or another. Chapter 7




Le sue mani scivolavano sulla stoffa pesante del maglione mentre mi stringeva. Accarezzavano, su e giù, ritmicamente, le trecce di lana color cioccolato. Era il nostro primo Natale insieme. Io gli avevo regalato un quarantacinque giri dei Beatles rarissimo, che avevo trovato in un negozio d’ antiquariato on line, che l’ aveva letteralmente mandato in brodo di giuggiole. 
‘E’ stupendo Leni, l’ ho cercato in lungo e in largo. La mia collezione è quasi ultimata!’ disse lui, felice come un bambino, quando aprì il pacchetto. 
Mi abbracciò forte, stritolandomi. Quell’ anno avevamo affittato una piccola baita in montagna per poter passare le vacanze insieme. Volevamo trascorrere quelle vacanze senza misurarne il tempo. I primi mesi di università ci avevano completamente assorbito: Ettore era nato per diventare architetto e viveva per quello che studiava. La sua mano ferma era capace di tracciare linee perfette, che in un solo istante si trasformavano in piccoli capolavori architettonici. Milioni di volte l’ avevo fissato disegnare la nostra vita: la nostra casa, che doveva essere a tre piani con la piscina sul retro; la chiesa in cui si sarebbe svolto il nostro matrimonio, con quelle guglie e quello stile un po’ gotico e un po’ romantico; perfino l’ hotel in cui avremmo soggiornato per il nostro venticinquesimo anniversario di matrimonio. La matita scivolava lenta e ferma sul foglio mentre le nostre teste disegnavano un futuro dettato dal cuore. Nei suoi disegni tutto era possibile.  Quando si hanno vent’ anni tutto sembra possibile: basta disegnarlo su un foglio bianco per far si che si realizzi.

domenica 16 settembre 2012

E poi ci sono io, che sotto la Shower mi lavo i capelli.




Dato che adesso sono single, e non posso più passare le mie serate spaparanzata sul divano a godere di commediole romantiche e scorpacciate di carboidrati, è arrivato il momento della Fashion Shower pure per me. E che ve lo dico a fà? Come m' ha detto la dietologa ieri pomeriggio, è ora di rimettersi sulla piazza.
Meno male che Santa Anna Dello Russo, quell' essere scheletrico, anello mancante tra la donna e Vladimir Luxuria, ha pensato bene di illuminarci con un decalogo sul Fashion in occasione della prossima uscita della sua sfavillante linea di accessori in collaborazione con H&M.
Prima di analizzare con voi i dieci insegnamenti lasciati dalla Annina nostra ai posteri, vorrei sapere se qualcuno di voi conosce il suo spacciatore. E' importante conoscere il suo nome così da evitarlo con abbondante saggezza prima di incappare nella roba tagliata male, veramente male consentitemelo, di cui si fa la Dello Russo e finire su Youtube vestite da Pretty Woman. 

mercoledì 12 settembre 2012

One Way Or Another. Chapter 6



'Io credo che sia troppo' dico. Un moto di insoddisfazione mi sale dalla pancia fino alla punta dei capelli. Giorgio è via da tre giorni e i preparativi del matrimonio stanno mettendo a dura prova la mia resistenza. 
'Tesoro, non ti piace il posto?' mi chiede mia suocera con una punta di indignazione malcelata nella voce. 
'No, non è questo, il posto è stupendo. E' solo che...' 
Vengo bruscamente interrotta. 
'Eh si. E' proprio stupendo e non sai quante pedine ho dovuto muovere sulla scacchiera delle mie conoscenze per farvi avere il giardino d' inverno all' ultimo piano. Avete insistito per sposarvi in ottobre, e non in agosto o settembre come vi avevo caldamente consigliato, e dovete mettere in conto il tempo incerto. Potrebbe addirittura piovere a dirotto!' commenta lei come se fosse la peggiore delle tragedie che si potrebbe abbattere sull' umanità. 
'Già, potrebbe'

martedì 11 settembre 2012

Io ci sarò. Illuminazioni di una notte insonne.



Sapete, io adesso posso spiegarvi l' amore.
Credete che sia pazza?
Credete che quello che sto per scrivere sia una follia?
Beh, vi sbagliate e di grosso anche.
Seguite il mio ragionamento...

Il concetto è più semplice di quanto ognuno di voi possa credere: l' amore è esserci. 
La promessa più importante che dovete fare a quel pazzo che decide di dividere il suo spazio con voi è quella di esserci. Sempre. Non servono frasi come 'Ti amerò per sempre' oppure 'La nostra storia non finirà mai'. Quello che dovete dire è 'Ovunque la vita e questa storia ci porterà, io ci sarò. Sarò al tuo fianco'.
Perché l' amore è eterno finché dura ma la lealtà nei confronti di qualcuno è sacra. Quanti combattenti sono morti per lealtà al loro re? E quante donne hanno attraversato la trincea -con tanto di tuta mimetica che, consentitemelo, non sta bene proprio a nessuna. Quel verde smorto... Quelle macchie...- solo per essere vicine all' uomo che amano?
Ci saranno giorni difficili, quella famosa cattiva sorte di cui sentiamo millantare dai preti ai matrimoni, e in quei momenti magari il nostro amore sarà meno forte ma se ne vale la pena noi donne siamo in grado di metterci una corazza e buttarci nel fuoco.
Chi ha accanto una donna a supportarlo è fortunato. Perché noi donne siamo fatte di ferro. 
Noi abbiamo le palle di sorridere anche quando intorno a noi scorrono solo lacrime. 
Siamo capaci di aprire le braccia e riparare i nostri figli e i nostri uomini dalle tempeste delle vita.
Possiamo fare e pensare contemporaneamente più e più cose.
Il nostro 'Andrà tutto bene' è credibile anche quando noi siamo le prime a prospettare una tempesta.
Sappiamo usare il sesso a nostro favore anche in quelle sere in cui la nostra vagina non ne vuol sentire.
Noi abbiamo la capacità di esserci. Nonostante tutto. Ferme e salde.
E facciamo tutto questo con le unghie laccate, i capelli in ordine e il tacco dodici.

E sapete quale sarà la più grande ricompensa per questo sporco lavoro? L' uomo che ami che ti guarda negli occhi e ti sussurra 'Meno male che ci sei ancora; meno male che ci sei tu'. 

Con amore, Robi.



lunedì 10 settembre 2012

Quella che non sei...


Le persone credono che alla fine si tratti semplicemente di ruoli. Quello che siamo, quello che vorremmo essere, quello che non saremo mai... Ma è il "per chi" il vero problema. È il "per chi" che mi frega. E allora quello che sono, quello che vorrei essere e quello che non sarò mai, diventano quello che sono per te, quello che vorrei essere per te e quello che non sarò mai per te. 

Chi crede di avere sempre tutto sotto controllo pecca di presunzione, perché non si può decidere da soli, non è così che funziona. Non sarebbe giusto. Ed il crederlo è un mentire a se stessi. Un mentire giustificato, in fondo, perché fa male mettersi nelle mani di chi, da un momento all'altro, può portarvi dal paradiso all'inferno. 

Fa male, sì, mettere da parte il proprio orgoglio, ma avere a che fare con l'orgoglio dell'amore, quello che ci rende allo stesso tempo unici e distrutti come tutti gli altri, è tutta un'altra storia.
(S&TC)


Quanto è sottile la linea di demarcazione tra quello che siamo e quello che gli altri percepiscono? Quanto c'è di vero negli atteggiamenti di ognuno di noi? Quanto corrispondono a realtà?
Nel mio caso non è una linea sottile. Nel mio caso un muro in mattoni e cemento armato divide ciò che sono da quello che gli altri percepiscono.
La percezione di me è sfalsata di alcuni passi.
Mi puoi vedere nascosta dietro un sorriso di circostanza mentre dentro di me si sta consumando una tragedia greca. E mi vedrai con i capelli in ordine e il trucco perfetto quando in me ci sarà una donna talmente stanca, con i capelli sporchi legati in una crocchia spettinata.
Noterai di me la borsa da mille euro e i jeans alla moda; le scarpe dalla suola rossa e i braccialetti di Tiffany pensando che per me valgano più di quello che sono in realtà: fronzoli. Ninnoli senza cuore che servono solo ad abbellire l' aspetto esterno. Roba di poco valore.
E vedrai le mie unghie laccate di gel pensando che non mi piace sporcarmi le mani, che delego, che non mi abbasso. E sbaglierai pensando questo perché, di solito, non mi sporco solo le mani senza curarmi delle unghie. Di solito mi immergo nella merda fino ai gomiti, se è necessario.
Penserai che io sia fredda, distaccata, anaffettiva, riluttante al contatto fisico. E lo crederai perché me ne sto in disparte. Perché non do confidenza subito. Perché rifletto troppo a lungo prima di buttarmi nelle cose. Ma lo faccio per timidezza ed insicurezza. E lo faccio perché ho il terrore di scottarmi: sono le persone a cui dai di più che alla fine ti feriscono, ti fanno a pezzi e oltrepassano i tuoi resti senza voltarsi indietro.
Crederai che io sia viziata, disonesta, pronta a tutto per ottenere ciò che voglio e scambierai la mia voglia di arrivare agli obbiettivi che mi sono prefissata per prepotenza e arroganza.
Mi crederai stupida. Ignorante. Inetta. Ed invece io sarò leggera solo per paura. Ti attaccherò più forte solo per non dovermi scoprire troppo, per non doverti mostrare il lato fragile di me: quello con cui puoi distruggermi.
Ti farò antipatia e mi odierai. Crederai che sono un' ochetta infantile e cattivella. Una superficiale stupidotta. E ti perderai il meglio.
Perché in ognuno di noi c'è sempre un meglio. E vale la pena di darsi la possibilità di scoprirlo. Quindi non fermatevi mai alle apparenze, grattate la crosta e arrivate al cuore delle persone. Se siete fortunati potrete scoprire un mondo meraviglioso anche se, bisogna essere realisti, può anche succedere che sotto la buccia luccicante ci sia un cuore di merda. E li, davvero, sono cazzi.

Robi. 


P.S.: Il prossimo capitolo della RobiFiction è vicino. Lo giuro. Ho solo avuto un tantinello di pensieri negativi qui e li che non mi hanno permesso di scrivere lucidamente. Ma ne stiamo uscendo. A poco a poco.


domenica 9 settembre 2012

Cosa è successo dopo?



Dopo la rottura:

-Mi sono tagliata e colorata i capelli
Immagino che questo sia un passo obbligatorio. Non ho ancora deciso se questo biondo scuro/nocciola sia il colore definitivo ma il cambiamento fa bene. Avete visto?

-Ho programmato viaggi. 
Ho in cantiere una visitina alla mia adorata coinquilina del primo anno di università che abita fuori Napoli, città che tra l' altro non ho mai visto, e una entusiasmante crociera nel Mar Rosso, che tocca città come Gerusalemme e Petra che ho sempre desiderato vedere, con la mia migliore amica. 

-Ho tinto le unghie di rosso.
Sembra una sciocchezza ma bisogna contornarsi di colori positivi. E il rosso è sicurametne uno di quelli. 

-Ho perso altri tre kg
Che, sommati ai precedenti, siamo già a meno 11,5 da quando ho iniziato la dieta. Perdere peso mi fa acquistare sicurezza e quando si è sicuri di se stessi si è più belli. 

-Ho maturato certezze. 
So che cinque anni sono difficili da dimenticare ma sono arrivata alla conclusione che tornare indietro, per quanto possa o meno valerne la pena, non è una soluzione accettabile. La cosa che mi spaventa di più è il pensiero che tutto questo possa accadere ancora. I giorni d' incertezza nell' attesa di un segno che ci fosse ancora speranza e le notti insonni fatte di congetture e brutti pensieri. Il peso schiacciante sul cuore e quei momenti di sconforto fatti di lacrime a diluvio. 
Avrei bisogno di certezze e stabilità e sono certa che alla fine mi odierei per le richieste assurde che la mancanza di fiducia mi porterebbe a fare. Per quanto l' amore in una coppia sia essenziale, c'è tutto un contorno di cui devo tenere conto. C'è un angolino nel mio cuore che spera di poterci riuscire ma la verità è che bisogna essere realisti e, sopratutto, onesti con se stessi: se in queste settimane lui non ha sentito il bisogno impellente di dimostrarmi che, nonostante il momento fosse difficile e di confusione, mi ama e che mi vuole non vedo una luce alla fine di questo tunnel. 

-Ho ripreso ad uscire.
In quel modo che non facevo da anni ed anni. In quel modo spenzierato senza l' orologio al polso e una meta prefissata. Ho ascoltato musica mentre la strada mi scorreva sotto i piedi e ho assecondato i miei desideri senza riflettere. Mi sono sentita libera e, giorno dopo giorno, la ferita bruciava di meno. Per quanto tutto fosse doloroso come spade nel torace, ho ripreso a respirare. E, credetemi, l' aria è fondamentale per sopravvivere. 
Adesso piango di meno. A poco a poco non piangerò più e, poi, quando il momento sarà esattamente quello giusto, sorriderò di nuovo a qualcun altro. 

-I segni sulla pelle fanno ancora male. 
Ma ne sto uscendo. Il segno bianco sulla mano abbronzatissima della vera che tenevo all' anulare sinistro, pegno del suo amore, è ancora definito e ben visibile. Ligabue diceva che non è la botta a fare male quanto il livido e vedermi il dito spoglio dopo tanti anni mi provoca sempre uno strano senso di soffocamento. L' ho sostituito con un altro anello nell' attesa che il segno sparisca e faccia meno male. 

P.S. Io non so davvero come ringraziare ognuno di voi. Le vostre parole, le vostre confidenze, il vostro dimostrarmi di essere vicino sono stati meravigliosi. I vostri commenti e le numerose mails che mi avete inviato mi hanno commosso come non mi succedeva da anni. Per quanto scorprirmi e mostrarmi fragile è stato un passo difficile, non sono pentita di avervi raccontato quello che mi è successo.

Con affetto, Robi

lunedì 3 settembre 2012

In bianco e nero: cose che Robi non avrebbe detto mai.

Non sono solita esternare quello che mi succede. Sono una persona fondamentalmente molto riservata. Mi piace marcare il territorio e alzare muri intorno al mio spazio. Detesto mostrarmi fragile, con il volto rigato di lacrime. Mi piace scrivere la mia storia senza dare la possibilità di leggerla. Ma quando ho deciso di aprire questo blog ho acconsentito anche a chi non fa parte del mio gregge recintato di sapere qualcosa di me. Di sapere cosa penso. Cosa voglio. Cosa sogno. Ma, a quanto pare, bisogna essere onesti per essere rispettati ed è per questo che voglio esserlo con voi. Con tutti voi ma sopratutto con chiunque abbia voglia di sapere. Perché la vita, purtroppo, non è fatta solo di borsette firmate e viaggi intorno al mondo. Non è fatta solo di chiacchiere con le amiche scoprendo questo o quell' aneddoto. Non è fatta di solo shopping. 

Non è solo rosa. 
La maggior parte del tempo è color merda

Se non ve ne sbatte una minchia non è che mi offendo, eh. 

mercoledì 29 agosto 2012

One way or another. Chapter 5




'L' ho trovato davanti il portone della villetta al mare' confesso. 
Il sole è sorto da un' ora circa e dalle persiane, leggermente aperte, si riversano raggi timidi sul pavimento di legno scuro. Le pareti bianche sono illuminate dai bagliori. 
L' arredamento è minimal, come piace a me. Non ci sono fronzoli ne suppellettili. Un armadio quattro stagioni dello stesso legno del pavimento alla destra del letto e una toletta della fine del secolo scorso dall' altra parte. E' ancora un po' impersonale ma conto di dargli un mio tocco quando mi trasferirò qui definitivamente. Magari comprerò delle stampe in bianco e nero o appenderò delle foto d' autore. 
Se non fosse per le quattro foto appese accanto la porta potrebbe tranquillamente essere la camera da letto di chiunque. Due, scattate a Central Park quando ci siamo messi insieme, sono incorniciate da un sottile bordo di legno chiaro. La terza l' abbiamo scattata alle Maldive, nel giorno del nostro terzo anniversario. La spiaggia, il mare cristallino e la sabbia lattiginosa, fa da sfondo a due sorrisi divertiti. L' ultima è senza cornice: sono passati solo pochi mesi e risale alla sera della proposta di matrimonio. Ritrae le nostre mani incrociate sull' anello di fidanzamento, in bianco e nero scattata con il cellulare.  
Aspetto che Giorgio mi dia un segno di vita per continuare a raccontare della sera prima. 
'Come faceva a sapere che eri li?' chiede lui. Il suo respiro mi colpisce sulla schiena, mi abbraccia più forte, il suo polso si frappone fra i miei seni e con le lunghe dita mi accarezza il collo bagnaticcio. Fa caldo, un caldo umido e quasi doloroso che ti toglie le energie. E, nonostante il caldo, lui stringe più forte. Capisco che non si aspettava di dover affrontare questa conversazione. Non si aspettava che Ettore ritornasse a forza nei nostri discorsi meno di quattro mesi prima del matrimonio. 

domenica 26 agosto 2012

Il fidanzato perfetto non esiste, cretine.




Il fidanzato perfetto è quello che ti ama. In quel modo che solo quando il cuore batte e i polmoni respirano all' unisono succede. 
Il fidanzato perfetto è quello che si accerta che tu sia arrivata a casa sana e salva. Ed è ancora più perfetto se a casa ti ci porta lui. 
Il fidanzato perfetto è quello che si ricorda il giorno del vostro primo bacio, della vostra prima volta... 
Il fidanzato perfetto è quello che ti fa i regali con il cuore e non con il portafogli. E' quello che si ricorda di quella collana fatta di conchiglie e perline che avete visto al mercatino in riva al mare e te la regala per l' anniversario. 
Il fidanzato perfetto è quello che ti tocca. Che ti tocca sul collo e sulle labbra; che ti accarezza con due dita con la dolcezza che si riserva ai bambini e la malizia che si concede agli amanti. 
Il fidanzato perfetto è quello che sa dove ti trovi. Lo sa e gli va bene perché va bene a te. 
Il fidanzato perfetto è quello che ti aiuta a scendere le scale quando hai ai piedi una di quelle trappole mortali chiamate scarpe con il tacco
Il fidanzato perfetto è quello che ti prende la mano e la tiene sotto la sua sulla leva del cambio mentre guida.
Il fidanzato perfetto è quello che ti lascia guidare nonostante tu abbia preso la patente con i punti della cioccolata. 
Il fidanzato perfetto è quello seduto accanto a te al cinema a vedere Twilight per la seconda volta sorridendo di te che guardi i vampiri beata. 
Il fidanzato perfetto è quello che guarda le partite costringendoti a stare accanto a lui. Perché gli piace il calcio, Cristo se gli piace, ma gli piace con te. 
Il fidanzato perfetto non è quello che ti asciuga le lacrime ma è quello che non te le fa versare. Perché lui sa che nessuno, nemmeno lui stesso, le merita. 
Il fidanzato perfetto è quello che stona Hey Soul Sister mentre ti sorride. 
Il fidanzato perfetto è quello che balla con te mentre la musica è finita. Quando la pista inizia a svuotarsi, sulle note della canzone del vostro cuore, che solo voi due potete sentire. 
Il fidanzato perfetto non è quello che ti regala le rose ma è quello che te le pianta in giardino e aspetta accanto a te che crescano. Per tutto il tempo che serve.
Il fidanzato perfetto è quello che ti dice che sei bella in quei giorni in cui tu assomigli a Valeria Marini.
Il fidanzato perfetto è quello che sta sul tuo stesso piano. Non è più importante o più ricco o più bello. E' quello che ti ama allo stesso modo in cui l' ami tu. Se sei fortunata, ti ama di più.
Il fidanzato perfetto è quello che viene da te, dopo una lite furibonda in cui tu hai torto marcio, solo perché non importa chi sia la vittima e chi il carnefice. Per lui l' importante siete voi. Insieme.
Il fidanzato perfetto è quello che capisce quando te la stai facendo sotto dalla paura senza che tu dica una parola. E in quel momento ti stringe la mano più forte. E tu stai meglio.
Il fidanzato perfetto è quello che è vicino a te anche quando non lo è fisicamente.
Il fidanzato perfetto è quello che ti risponde nel mezzo della notte solo per sentirsi raccontare l' incubo in cui il professore del prossimo esame ti sta accoltellando per aver sbagliato la risposta. 

Ora, e ve lo dico con estremo rammarico, quest' uomo non esiste. Non l' hanno ancora inventato. Nei momenti più rosei della nostra vita ci convinceremo del fatto di averlo trovato. Spunteremo tutte le voci di questa lista con orgoglio quasi patetico. Poi, arriverà un giorno in cui quel sorriso bello come il sole si trasformerà in pioggia e bam... Si rompono le dighe. 
Il fidanzato perfetto non esiste. Le coppie perfette non esistono.
Esistono persone che sanno stare insieme nonostante tutto. Vi pare poco?
Banane che non siete altro, trovare qualcuno che sta con te nonostante tutto è la più grande delle fortune.
Ma ricordate una cosa fondamentale: non c'è nessuno più importante di voi stessi. Non scendete a compromessi con voi stessi solo per tenervi qualcuno perché sarebbe la stupidaggine più stupida che potreste fare. Stare insieme e soffrire per tutto il tempo vi farà guadagnare il Paradiso alla sezione 'Martiri' ma vi farà anche vivere di merda. E, contenti voi...... 

Robi 




giovedì 23 agosto 2012

Settembre? Di già?



Li vedo già, con le ditine frementi sul pulsante di share, tutti pronti a condividere 'Wake me up when september ends'. Ma, un momento, io non voglio nemmeno che cominci, come fate a pretendere addirittura che finisca?
Non che l' estate non mi abbia già stancato, che sia chiaro, anzi. Sono stufa di tutte 'ste botte di caldo dai nomi più improbabili che quelli di Studio Aperto ci sguazzano come i turisti cinesi nella fontana a Piazza di Spagna. Sono stufa delle goccioline di sudore che ti macchiano le maglie color pesca facendoti somigliare ad un Dalmata alla frutta. Sono stanca del fatto che manchino quasi cinquanta giorni alla nuova stagione di The Vampire Diaries; manco Gesù Cristo è dovuto stare tanto senza mangiare e bere nel deserto e il Ramadan dura ben di meno. Sono arcistufa di non poter arrivare nemmeno al garage che già i miei capelli non solo hanno perso la piega, diligentemente fatta buttando sudore come se non ci fosse un domani sotto i fumi di phon e piasta, ma hanno pure assunto la consistenza e la morbidezza della paglia. E mi sono rotta di depilarmi le gambe e, che Dio ci aiuti, l' inguine. Mi sono proprio rotta. Voglio tornare barbona, lo pretendo.
In compenso, tanto per farci del male, Pretty Little Liars è in pieno svolgimento. Credibile come il mio compagno del liceo bruttino che interpreta Christian Grey nel rifacimento cinematografico di 50 Sfumature di Grigio. Uguale uguale, proprio. Minchia, ma 'ste stronze perché non chiamano la polizia? Perché?
Vabbé, cambiamo argomento, che se no mi vengono i cinque minuti e poi non è bello.
I miei genitori sono tornati lunedì e domani partono. Non mi hanno portato un bel niente adducendo la scusa che tanto ho la carta di credito e posso tranquillamente comprarmi ciò che desidero ma che devo essere ponderata perché adesso la benzina costa più di due euro e sono cazzi. Stavo meditando di uscire e comprarmi un cavallo. Unirebbe capre e cavoli. Il fieno, dite, costa meno della benzina?
Dobbiamo rifletterci su queste questioni di questionabile importanza. Dobbiamo proprio perché, a quanto pare, facciamo parte del mondo delle genti adulte. E' come se fosse arrivato il Settembre della nostra gioventù. La fine. E allora che facciamo? Non ci andiamo più da H&M? No. O, perlomeno, ci andiamo ma non compriamo più nulla che se no Mario Monti dice che siamo ricchi e la benzina ce la fa pagare direttamente in organi interni e frattaglie varie. Woooo, che schifo! Da Zara non consideriamo nemmeno di passarci che, come ha ben detto e sottolineato la brava Claudia in questo post, si sono montati la capa. Che poi, in Spagna, come ho ben potuto constatare quest' estate, mica costa così tanto. E pensare che avevo visto una camicetta militare che mi piace un sacchissimo. Ma no! Non preoccuparti Mario Monti, che non glieli do 49,99 euri. Aspetterò i saldi. Aspetterò di tornare in Spagna. Magari me la regalo per Natale? Eh, come dici, Mario Monti? Per Natale la benzina sarà già alla soglia dei tre euro? Eccheccazzo! Tu sai proprio come rendere depressa una donna. Adesso mi spiego perché tua moglie assomiglia a Maga Magò e tua figlia viene utilizzata nei campi di frumento come spaventapasseri!
Comunque, torniamo al succo del nostro discorso: Settembre. Per me, il mese di Settembre, è come capodanno. A Dicembre mica finisce qualcosa. A Settembre tutto cambia. Cambiano i vestiti, cambia il clima, cambia il colore della nostra pelle che torna color latticino, cambia il palinsesto della CW Tv, torna Barbara D' Urso. Tra Dicembre e Gennaio che minchia cambia? Nulla.
Settembre è un punto di inizio e io non ci posso pensare che ho meno di una settimana per iniziare un altro anno. Non è poi nemmeno questo: non è che non ci voglio pensare, io non ce la faccio proprio. Lo sottolineo che poi non capite quanto è grave la situazione.
Quasi quasi pure io mi addormento e mi risveglio quando è finito settembre. Ora punto la sveglia.
Non ce la faccio proprio ad affrontare Settembre.
Vedi tu, che i Green Day avevano ragione. 

Settembramente vostra, Robi

P.S. Chi di voi, giovani menti della blogosfera sarà in giro in quel di Milano per la VFNO?
Io sto meditando di fare un salto ma il fatto che accada in Settembre mi turba. 

lunedì 20 agosto 2012

One way or another. Chapter 4



Giorgio mi lascia sfogare per qualche minuto poi rompe i miei sussulti.
'Entriamo in casa, ok?' chiede dolce. Non mi lascia nemmeno un secondo e lo ringrazio silenziosamente per tutto. Le mi gambe sono molli come gelatina e non sono certa di poter deambulare. Le sue mani sono intorno alla mia vita e sulla mia schiena, mi sorreggono. Sono li, dov' erano quelle di Ettore un momento fa. Mi sento sporca e questa sensazione mi fa singhiozzare di nuovo. 
'Elena, calmati, per favore' mi sussurra lui. E' fermo e padrone della situazione. Mi ha già visto in questo stato, eccome se mi ha visto. E mi ha salvato. Come un principe azzurro su un cavallo bianco che riesce a salvare la principessa rinchiusa sulla torre. Come un pompiere che salva la ragazza dalle fiamme. Come un medico che salva una vita, lui aveva salvato la mia.
Mi ha salvata da un deterioramento interiore lento e inesorabile. Ogni giorno, dopo la rottura con Ettore, una parte di me si perdeva in quel limbo di dolore e disperazione. Ogni giorno, da quando Giorgio è entrato nella mia vita, ho ricostruito me stessa. 

martedì 14 agosto 2012

Giusto un saluto veloce.

Sono tornata in città per qualche ora. Avevo bisogno di un momento di civiltà, della connessione wi.fi di casa che è veloce e rassicurante, della mia tv enorme con MySky per registrare un centinaio di film che mi perderò in questi giorni... Avevo bisogno della tecnologia. Volevo aggiornarmi sulle novità, volevo vedere cosa era successo nel mondo nell' ultimo mese. Avevo bisogno di roba pulita e di una valigia più grande.
Avevo bisogno di casa mia.
Volevo vedere la Season Finale di Jane By Design e dovevo pubblicare il nuovo capitolo della RobiFiction che, personalmente, sto adorando. (Qui, al solito, trovate tutti i capitoli già usciti. E anche tutti quelli di 45 giorni a Vogue di cui, vi confesso, ho iniziato un seguito ma che poi ho lasciato in un angolino)
Volevo leggere un po' dei post che mi sono persa in questo lungo periodo di ferie a zonzo.
Qualora ve lo stesse chiedendo, questa sera non farò una beneamata cippa. Credo di odiare il Ferragosto quasi quanto il Capodanno. Rabbrividisco all' idea barbara di passare un' intera notte in spiaggia perdendo i sensi stordita dall' alcool e credo, con un cenno di rammarico, di non averne più nemmeno l' età.
Domani mattina presto partirò per una ridente località di mare che si chiama Santo Stefano di Camastra, in cui si trova la mia migliore amica che non vedo da settimane. Troppe settimane. Starò con lei un paio di giorni prima di tornare alla realtà. Quella vera, stavolta. E si perché, da quando sono tornata dal mio viaggio a zonzo tra Francia e Spagna, non è che abbia concluso granché. Ho passato le mie giornate pressoché dormendo. Credo di non aver perso nemmeno un grammo durante queste ferie ma la cosa consolante è che credo anche di non averne presi in più. Fra meno di tre settimane ho il controllo dalla dietologa e se mi trova ingrassata si metterà a gridare in aramaico e molto probabilmente vomiterà verde per il disgusto come la bambina dell' Esorcista. E' un tantino grassofobica, la mia dietologa. Stasera mangerò solo anguria, lo giuro.
Mi sono tagliata i capelli. L' avete visto su Instagram? No? E niente.
Li volevo più corti ma la parrucchiera mi ha detto di pensarci ancora un po'. E' saggia lei.
Ho dovuto farlo perché li avevo davvero rovinati. Tra il sole, il mare, il sale, le continue asciugature e il colore e i colpi di sole, avevano bisogno di un taglio netto. Sono contenta, eh... Solo che li volevo più corti.
Mentre vi scrivo questo post, Ridge sta girando la sua ultima puntata di Beautiful. Dovrebbe essere dichiarato giorno di lutto. Solo che questo è riuscito a sopravvivere agli alieni, alle sparatorie e pure al forno crematorio. Come diavolo faranno ad ammazzarlo, una volta e per tutte?
Che altro? Ah si, mi sono ravanata, come le donne di mezzo mondo, la saga di 50 Sfumature. M'è piaciuta, ve lo dico. E non lasciatevi infinocchiare da quello che dicono alla tv che non è solo sesso violento e sculacciate. Suvvia.... 

Basta. 

A presto. Si spera.

Robi 

One way or another. Chapter 3



Che cosa dovrei fare? Scendere dalla macchina e chiedergli per quale diamine di motivo si trova di fronte il portone di casa mia in piena notte? Oppure potrei ingranare la prima, metterlo sotto e poi scappare. Dite che la vernice bianca della macchina potrebbe rimanere su di lui? Certo che, se un qualunque giudice sapesse le pene dell' inferno che mi ha fatto provare, mi assolverebbe immediatamente. 
Spengo il motore della macchina, lasciando i fari accesi puntati su Ettore. Raccolgo lo strascico del vestito che adesso, senza le scarpe altissime, mi arriva sotto i piedi e scendo dall' auto. 
'Hai bisogno di qualcosa?' chiedo sprezzante. Il mio tono è sorprendentemente freddo e distaccato nonostante, dentro di me, si stia consumando una corrida bollente e sanguinolenta a causa dei ricordi. 
'Ho bisogno di sapere perché ti sposi' dice lui asciutto. Si sposta su un piede per evitare che i fari della macchina lo accechino. La sua voce è calda e carezzevole, esattamente come la ricordavo.

lunedì 6 agosto 2012

One way o another. Chapter 2



'Vanno bene così?' mi chiede il parrucchiere che sta acconciando i miei lunghi capelli castani. Alzo per un momento lo sguardo sulla mia immagine riflessa e mi meraviglio sensibilmente di quanto possa essere miracolosa la mano esperta di un buon parrucchiere. 
I lunghi capelli castani mi ricadono i morbidi riccioli, spettinati ad arte, sulle scapole. Un ciuffo di capelli, un po' troppo vaporoso per i miei gusti, mi incornicia la fronte facendomi assomigliare a Farrah Fawcett. Nonostante la pelle del mio viso gridi ancora vendetta e la mia espressione è, come sempre, stralunata; il risultato è più che buono. 
'Sono perfetti, grazie' rispondo cordiale. La visione di una me riveduta e corretta mi dona un po' del buon umore che ho perso a causa della recente puntata di Carramba che sorpresa che si è consumata nel supermercato vicino casa. 

lunedì 30 luglio 2012

One way or another. Chapter 1




La casa al mare è un disastro. Le imposte non vengono aperte da quasi un anno. Le persiane scricchiolano indolensite dallo spesso strato di salsedine che si è depositato su di loro durante l' inverno. La vernice verde è leggermente scrostrata; il pittore dovrebbe venire entro la fine della settimana per dargli una passata di colore prima dell' arrivo dei miei genitori.
Tiro la pesante maniglia della porta finestra sul balcone principale, nel salone, e spingo forte in fuori. Un po' di polvere mi cade sulla testa. Raccolgo i capelli in una crocchia spettinata e inspiro. Una nuova estate. Giugno ci ha salutato da pochi giorni ma l' aria è già torrida, bollente. 
Solitamente in questo periodo, io e la mia famiglia abbiamo già finito il trascolo ma quest' anno, a causa degli esami di maturità di mio fratello minore, abbiamo rimandato di qualche settimana. Mio fratello Filippo partirà per il viaggio della maturità fra qualche giorno e non arriverà prima della fine di luglio; i miei genitori hanno così tanti impegni mondani in città che difficilmente si faranno vedere almeno per qualche altra settimana.

venerdì 13 luglio 2012

Mi sono persa.


Robi, oh Robi, dove sei finita?
Perché non scrivi più? 
Perché non interagisci più con il popolo della rete?


Mi sono trasferita al mare. 
La semplice spiegazione alla mia prematura scomparsa è essenzialmente questa.
E' pur vero che mi tengo aggiornata con l' i-phone ma dopo un po' i bulbi oculari cominciano a vorticarmi come gli ormoni in periodo premestruale e quindi abbandono tutto. E, tra l' altro, mi incazzo.
Lo sapevo che mi dovevo comprare l' I-pad. O, più semplicemente potrei accendere il pc e collegarmi con la chiavetta ma con i 45° all' ombra che aggradano le mie giornate ogni minimo sforzo diventa disumano.
L' unico sforzo che faccio volentieri è quello di sollevare il telecomando del condizionatore; puntarlo verso l' apparecchio e premere il tasto d' accensione. A casa mia al mare ci vuole il maglioncino.
Mi sono messa a dieta. 
Seriamente intendo.
Sono andata da una dietologa molto brava che però, poveraccia, è grassofobica. Ha guardato con disgusto i miei rotolini trabordanti un po' qui e un po' li e mi ha messo a regime. Era l' unica cosa da fare. Stavo ingrassando come se non ci fosse un domani e prima di dover ricorrere ad Extreme Makeover Diet Edition (no, vabbé.... Ma l' avete mai visto 'sto programma? Ma che figata è?) sono corsa ai ripari. Ieri ho avuto il mio primo controllo: cinque chili virgola duecento grammi si sono andati a fare benedire più una manciata di centimetri qui e li che non vi sto ad elencare. E' inutile dirvi che sono felice come una Pasqua. Spero che la costanza non mi abbandoni!
Vado addirittura a correre tutte le sere. Molto probabilmente la fine del mondo è più vicina di quanto non si creda, altrimenti certi miracoli non si spiegherebbero.
Sto per partire. 
Il tour della Spagna che il mio ragazzo ha organizzato è a dir poco disumano.
In soli sette giorni toccherò le seguenti città: Elche, Alicante, Valencia, Castellon de La Plana, Barcellona. Il tutto ad una temperatura costante di 55° gradi all' ombra. Non oso immaginare quanto caldo faccia al sole.
Poi andrò in Francia, come al solito, e cercherò di riprendermi dalla vacanza. Roba da matti.
La cosa che mi turba di più è il pensiero che dovrò attraversare due nazioni con il solo supporto di un misero bagaglio a mano. Senza contare lo shopping fuori dal normale che farò a Barcellona (Primark.... Zara....) in tempo di saldi. Molto probabilmente mi metterò tutto addosso e via.....

Sono cominciati i saldi. 
Io ho comprato una serie di maglioni, camicie, giacche, blazer, vestitini di lana... come se il mio trasferimento in Antartide fosse ormai imminente. Invece vivo, e ci vivrò molto probabilmente ancora per un bel po', in Sicilia e qui fa caldo. Cristo se fa caldo.
Ah, per chi fosse interessato sono finalmente entrata in possesso di quella bella maglia di Intimissimi che desideravo e l' ho presa con il 30% di sconto. Non ho aspettato nemmeno il 50%: la desideravo!!

Ho ripreso a scrivere.
Ho cominciato 45 Giorni a Vogue per distrarmi dalla storia che sto scrivendo da ormai due anni e qualcosa. Era arrivato il momento di riprendere in mano quelle pagine, quelle parole. Era giusto che gli dessi le attenzioni che meritano dopo quasi un anno di silenzio. E, sopratutto, era giunto il momento di scrivere il capitolo della fine. Sono ancora in mezzo ad una strada (causa ventordici esami) ma spero di potervelo fare leggere prima o poi. 


Essenzialmente sono questi i motivi per i quali non scrivo più.... Ma giuro che tornerò.
Magari può sembrarvi una minaccia ma il fatto è che mi mancate, davvero.

Buone vacanze a tutti
E, comunque, ci sentiamo sempre su Facebook e su Twitter e su Instagram!!!
Robi

venerdì 29 giugno 2012

Questo non è il set di Fast and Furios.


Ed io non sono Toretto. 
Si, spiegatelo a quelli che hanno avuto la sfortuna di incrociarmi per strada questa mattina.
Avevo l' appuntamento per il gel alle mani alle nove.
Mia sorella Renata doveva affrontare la prova orale del suo esame di Maturità.
Non me la sarei persa per nulla al mondo.
Credetemi

Mia sorella era la terza e la sua scuola è posizionata al centro esatto di Catania. Avete presente quel punto esatto in cui converge tutto il traffico del mondo? Dell' universo addirittura. Sono sicura che anche le navicelle spaziali e E.T. intasano quelle strade.

Io mi sono sempre chiesta chi fosse il genio che aveva deciso di posizionare una scuola da 
milleseicento iscritti l' anno al centro della città. Genio, proprio. 

mercoledì 20 giugno 2012

Nessuno deve scegliere per me.

Oggi volevo scrivere. Un sacco di cose. Ma tipo, un sacchissimo. Un saccone grande quanto quello di Babbo Natale quando non c'è la crisi e Mario Monti che rompe er cazzo con lo spread, che mica l' ho ancora capito che cosa è. Maledettissima ignoranza.
Volevo scrivervi che mia sorella ha fatto la Maturità. Che poi, maturità en par de ciuffoli. Ministro Profumo, nemmeno la Gelmini sarebbe riuscita a scegliere temi più facili. Nemmeno Chiara Ferragni, che ha studiato (o studia ancora, non so) alla stessa facoltà di Mario Monti.
I giovani e la crisi? Ma che è?
Se ci metteva il tema sulle corna di Emma mi risultava meno scontato, mi creda Profumo. Che poi, che profumo? Io sto usando il Miss Dior Cherie, lei?
Comunque, se volevate saperlo, mia sorella ha scelto questo sulla crisi. Io avrei scelto quello su quanto fa schifo avere vent' anni al giorno d' oggi. Per scriverci cosa, poi... Che si stava meglio quando si stava peggio? E c'è bisogno che ve lo scrivo io? Non c' arrivate da soli? Me cojoni. 
L' ultima cosa, Ministro Profumato che non è altro, la mia amica Sofia chiede se gentilmente potreste darle uno schifo di stipendio, anche 50 euro tanto per dire che c'è, durante la sua specializzazione in fisica medica. Si rompe il cavolo a lavorare dieci ore al giorno senza vedere il becco di un euro per i prossimi quattro anni. E anche i suoi non sono tanto contenti, mi creda. Veda che può fare. 

Volevo anche scrivere che Pretty Little Liars sta perdendo di credibilità. Sempre che ne abbia mai avuta, effettivamente. Succedono cose strane. Cose talmente strane che se arrivasse un vampiro in città non mi stupirei più di tanto. Cose talmente fuori dall' ordinario che se scoprissi che Mona è un trans venuto male non ci rimarrei secca. Cose talmente astruse che se Ezra si facesse la mamma di Aria (che magari è ancora una strega, chi lo sa) non aprirei la bocca stupita.
Ma 'ste quattro stronze non si meritano un attimo di pace?
Perché non chiedono aiuto?
Perché non chiamano il Telefono Azzurro o quello Rosa?
Perché indossano cappelini di lana grossa se poi girano scollate come se stessero girando uno spot per una nuova marca di solare in California? 

Ho comprato due nuove cassettiere all' Ikea e portarle a casa è stato terribile. Pesano quanto un bue dopo il pranzo di Natale e io avevo indosso una camicetta di H&M di un tessuto misto poliestere e cellofan. Mi si è letteralmente incollata addosso. Letteralmente. Al di sotto dello strato plastificato della camicetta rivoli di sudore hanno pervaso ogni antro ed ogni anfratto. Un caldo che non vi dico. Ho supplicato il mio amorevole fidanzato di venirmele a montare stasera stessa ma lui ha detto che lo farà venerdì. Perché venerdì? Perché proprio venerdì? Non è dato saperlo. Quindi, adesso, oltre all' usuale casino in stile c'è stata una rapina ed hanno messo tutto a soqquadro, ci sono anche due enormi e pesantissime scatole in mezzo alla stanza. Fino a venerdì. Un venerdì non ben specificato, tra l' altro.

Ma la cosa più importante che è successa oggi è che nessuno ha toccato, modificato o abolito la legge 194 in merito all' interruzione volontaria di gravidanza.
La corte costituzionale si è trovata oggi a decidere in merito ad un ricorso proposto da un giudice di Spoleto, presentato lo scorso gennaio, in cui si chiedeva una modifica dell' articolo 4.
L’articolo stabilisce che può abortire entro i primi novanta giorni, “la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” può rivolgersi a un consultorio”.
In questo articolo non si menziona ne si stabilisce quale sia l' età minima in cui una donna può decidere per se e questo è stato l' oggetto della discussione.
Noi viviamo in un paese che impedisce a chi vuol essere mamma di diventarlo con leggi e intimidazioni e restrizioni sulle fecondazioni assistita e sull' inseminazione artificiale e, cosa ai limiti dell' umana comprensione, viviamo un uno stramaledetto paese che vorrebbe obbligare a diventare mamma chi, invece, non ne vuol sapere proprio.
Ancora oggi, dopo trentaquattro anni dall' approvazione della 194, dobbiamo vederla messa in discussione per gli isterismi uterini di qualche sciocca donnina che anziché pensare ai propri diritti si affida alle volontà di una religione, di un uomo, di un padre o di una società.
Io sono una donna, un corpo, un cervello, un essere umano, un tassello della società, e nessuno può e deve decidere se i miei diritti sono uguali, maggiori o minori di un feto. Nessuno.
Mi piacerebbe che nessuno mettesse più in discussione questo diritto concesso alle donne.
Mi piacerebbe poter scegliere del mio corpo, del mio futuro e della mia vita in totale libertà rispettando la libertà altrui.
Mi piacerebbe che nessun uomo si arrogasse il diritto di scegliere per me. Che sia un giudice. Che sia un medico obbiettore di coscienza. Che sia un Papa. Che sia un Dio.
Caro Mario Monti, anziché tassarci anche il buco del sedere, intensifica l' educazione sessuale nelle scuole. Insegna fin dall' elementari la prevenzione. Mettiti a distribuire preservativi fuori dalle discoteche, qualora fosse necessario, ma non ti permettere (tu inteso come istituzione, non t' abbarruare, eh) di negarmi il diritto di scegliere del mio utero.
Ovviamente questo implica, donne, di non permettere all' uomo la scelta del metodo contraccettivo da utilizzare. Siate consapevoli quando fate sesso e fatelo con la testa. Sopratutto se non vi va di cambiare pannolini.
Nessuno deve scegliere per me. Per noi. 

Robi 

lunedì 18 giugno 2012

Di scarpe e di nuove Cenerentole.

Come se fossi una Cenerentola in disgrazia, tempo fa, avevo perso una scarpa. Una bella scarpa dal tacco quindici con tanto di plateau e fiocco di raso; di un verde acqua divino che avevo comprato in saldo un paio di anni fa. Non era una scarpetta di cristallo e non ci sarebbe stato nessun principe -che ne so, tipo Harry d' Inghilterra o Filippo di Svezia- pronto ad impalmarmi non appena l' avessi ritrovata. Però la sua repentina scomparsa mi aveva profondamente turbata. Era una scarpa comodissima nonostante la sua altezza spropositata. Ci avevo ballato per una notte intera e avevo attraversato con lei il parco erboso di una tenuta di campagna. C' era amore tra di noi.
Poi, un giorno, l' annosa scomparsa.
Eravamo di ritorno da una festa di compleanno. Io, lei e la sua compagna.
Eravamo in tre, com' era giusto che fosse, d'altronde.
Poi, magicamente, io sono tornata a casa sola.
Un paio di giorni dopo il mio fidanzato, come un principino delle favole anche se non ai livelli di Filippo di Svezia, Amò non te lagnà che quello c' ha la corona e il regno, me ne riporta una.
UNA.
'Dov' è l' altra?' chiedo. Mi pare una domanda lecita e più che legittima. Lui non risponde. Anzi, risponde ma lo fa in maniera vaga. Non sa. Non ricorda. In macchina ne ha ritrovata una sola.
Attimi di disperazione si sono susseguiti di li in avanti.
Fino a IERI. Mesi e mesi DOPO.
Ero placidamente seduta sul letto di mia sorella 2 e l' armadio di mia sorella 1 era aperto davanti a me. Un luccichio mi colpisce. Immagino sia un' allucinazione, lo scampolo di un ricordo.
In fondo mi gira la testa e sono debilitata. Nel mio utero sono in corso le riprese de I fiumi di porpora 2 - Un assorbente non basta e quando ci sono 44° all' ombra.... Beh, potete immaginarlo.
Nonostante il dolore alla schiena che mi permette la mobilità di un burattino di legno e mi conferisce l' agilità di una novantenne mi piego verso il vano delle scarpe e seguo il luccichio.
In quel momento la vedo.
E' li.
La mia bellissima scarpetta di raso verde acqua.
Lucciconi di gioia.
Gridolini d' eccitazione pura.
Ehi. Un momento. Ma quelle non sono le mie ballerine pitonate? Le ho messe una sola volta prima di non trovarle più. E ci sono pure i miei sandali di camoscio con le frange stile FashionPochaontas. E le mie Havaianas bianche. E i sandali di corda. E le decolleté di cristalli dorati.
Ho riportato le mie bambine a casa, nel loro habitat naturale: la mia scarpiera.

Avere due sorelle minori nuoce gravemente all' armadio. 

Robi

martedì 12 giugno 2012

Se questo è amore.

Sara teneva i pugni stretti. Le unghie le si conficcavano nella pelle ma il dolore che quel gesto le provocava era niente in confronto. Niente in confronto al resto che stava capitando al suo corpo in quel momento. Le mani di Andrea si scagliavano sulla sua pelle bianca con una violenza inaudita. 
Non importava in quale punto, quello che importava era colpire forte.
Poi, d' un tratto, tutto divenne confuso. Vide arrivare la fine anche quella volta. E quella volta la fine era un pugno diretto sullo zigomo sinistro. Il dolore era talmente forte che le orecchie cominciarono a pulsarle.
Nella sua testa, Sara voleva alzare una mano e tastare i danni ma il suo corpo non ubbidiva. Sentiva in bocca il sapore metallico e ferroso del sangue. Con la lingua percorse l' arcata dentale superiore. Poi quella inferiore. Lucidamente cercava di accertarsi che non ci fossero danni evidenti. Eppure tutto sul volto le faceva male.
Andrea si allontanò lasciando Sara senza forze in quell' angolo. 
Il rubinetto dell' acqua della cucina gocciolava fastidiosamente.
Tic tic tic tic. Ogni goccia che cadeva, apparentemente innocua e quasi sorda, si rifaceva sulla testa di Sara come un martello pneumatico dentro un cinema silenzioso.
Sara afferrò la maniglia della porta vicino a lei e affidò tutto il suo peso al suo braccio martoriato. Si mise in piedi. Fissò per qualche secondo i brandelli della sua maglia grigia. Le piaceva quella maglia; gliel' aveva regalata Tiziana, quella sua collega d' ufficio che recentemente era stata trasferita a Roma.
Andrea si era lavato le mani e con esse la sua colpa. Sapeva che Sara doveva essere punita. Era stato chiaro con lei: non voleva andare a cena con sua sorella e il marito il prossimo sabato sera. L' aveva detto esplicitamente a Sara che odiava il modo in cui il cognato lo guardava ma lei, no, aveva insistito e alla fine aveva accettato l' invito della sorella. Sara andava punita.
Sara si chiuse in bagno e si lasciò andare alle lacrime, stretta in un angolo tra la doccia ed il bidet. L' occhio sinistro le faceva un male cane. Lividi ed escoriazioni iniziavano a presentarsi, puntuali come era già successo ancora e ancora, sulla sua pelle bianca. Si allungò i pantaloncini più che poteva per nascondere a se stessa quello che le era appena capitato. Chiuse gli occhi e dimenticò anche quella volta. Giustificò Andrea come era già successo. Ancora e ancora. 

'Cristo Santissimo, Sara, non un' altra volta' le disse Carolina.
Sara non si era presentata a lavoro per due giorni e la sua collega Carolina, che le si era affezionata come un cagnolino appena raccolto dalla strada, era andata a vedere se era tutto ok. Carolina aveva intuito già parecchi mesi fa cosa stava succedendo ma che poteva fare? Rapire Sara? Denunciare Andrea? E se poi lei, cosa che sicuramente avrebbe fatto, avesse negato tutto? Sarebbe sembrata una pazza visionaria.
Quando Sara le aprì la porta dell' appartamento e vide lo zigomo tumefatto dell' amica, Carolina sentì salirle la rabbia al cervello. Come poteva ancora soccombere? Perché Sara acconsentiva a farsi fare questo?
'Ho aperto uno sportello della cucina con troppa foga ed un bicchiere mi è caduto addosso' disse Sara a Carolina.
'Credi che sia una stupida?'
'E' così' tentò di convincerla Sara.
Carolina sbuffò. Si avvicinò all' amica ed esaminò il livido che le copriva mezza faccia. 'Dovresti andare in ospedale' sentenziò 'potrebbe esserci qualche osso fratturato'.
'Ma che sciocchezze. E' solo un bicchiere messo male'
Sara si rannicchiò nell' angolo del divano di pelle che lei e Andrea avevano scelto insieme un anno prima quando avevano deciso di andare a vivere insieme.
Da quando condividevano lo stesso tetto Andrea aveva avuto alcuni scatti di violenza ma Sara sapeva che lui non era un manesco. Sara voleva credere che l' Andrea che lei amava, e che sperava che l' amasse di rimando, stesse solo attraversando una fase.
'E' il cambiamento' l' aveva giustificato tante volte. 'Andare a vivere insieme è un passo importante per una coppia' si diceva. 

Sara è finita in ospedale con il bacino fratturato; un occhio gonfio e nero; il polso slogato; lividi, ematomi, escoriazioni ed ecchimosi in varie parti del corpo prima di rendersi conto che questo non è amore.
Sara è stata fortunata. Molte altre no.
Fatti furba. La violenza è un reato. La violenza sulle donne non è solo un reato, è un abominio. 

Robi