Su Vanity Fair di questa settimana (uscito ieri per noi poveracci del sud, uscito l' altro ieri da Roma in su) vi è uno stupendo articolo che si intitola 'Come hai fatto a ridurre tua figlia così?'.
Un articolo che mi ha bagnato gli occhi e che riaccende quei fari, che mi auguro non si siano mai spenti, sull' ANORESSIA.
Una cosa che mi ha sconvolto, e devo ammettere non poco, è stato il fatto che la morte di Isabelle Caro sia passata in sordina: io ho scovato un articoletto su Vanity Fair della settimana scorsa e BASTA.
Isabelle Caro, qualora ve lo stesse domandando, è la modella francese protagonista della campagna shock di Oliviero Toscani:

Ma non è soltanto la carta stampata che ha deciso di ignorare la notizia: nessun blog di moda, nessuna pagina FB, nessun sito di gossip e quant' altro al quale sono iscritta ha pensato fosse il caso di parlarne.
Perché? Mi chiedo io. Perchè in Europa abbiamo saputo della sua scomparsa solo due mesi dopo? Perché nessuno ne parla? Eppure l' anoressia è una malattia che colpisce tantissime persone al giorno d' oggi. Perché nessuno si cura di gridare al mondo che un' altra ragazzina è morta inseguendo quella magrezza disumana che molte volte la moda propone?
Perché nessuno ha dato ad Isabelle (come a tante altre) l' amore che disperatamente chiedeva?
L' articolo del quale vi parlavo prima racconta del dolore per un malato di anoressia attraverso gli occhi dei genitori. Vi sono i racconti di due mamme ed un papà che spiegano il disagio che questo ha causato in loro perché quando si nomina un malato di anoressia non si va mai a scavare più di tanto. Perché l' anoressia ci fa paura, ci culliamo del fatto che a noi mai potrebbe capitare, ci vergogniamo per loro, pensiamo che i nostri figli o le nostre sorelle o -addirittura- noi stessi mai e poi mai potremmo essere così stupidi da cadere in quel baratro che è questa malattia.
E mentre Dolce&Gabbana hanno il coraggio di mandare gli scheletri sulla passerella e Tom Ford fa della sana Pedocouture con delle bambine di sei anni c' è chi soffre un po' anche a causa loro.