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mercoledì 9 maggio 2012

Metti una sera al Met...


Se nella moda conti almeno un piffero il sette di maggio del duemiladodici eri al Metropolitan Museum di New York City. Se nella moda conti quanto il due di bastoni quando la briscola è a oro allora eri a casa a scaccolarti davanti l' ultima puntata di Revenge. Come la sottoscritta, appunto. Solo che io non mi scaccolo mentre vedo i telefilm che non lo trovo igenico. 
Guardando le foto del red carpet dell' evento che viene considerato di portata pari agli Oscar per la California, mi sono sorte alcune questioni di non poca importanza. Spero possiate aiutarmi a fare luce su questi dubbi amletici che mi attanagliano. 

lunedì 5 marzo 2012

Storie di ordinaria follia #2 #PFW


Anna Wintour, temutissima direttora di VogueUS, e Kristen Stewart, che ha fatto un sacco di film ma per noi sarà sempre Bella di Twilight, si incontrano nel front row di Balenciaga durante la Paris Fashion Week SS 2012. 

Anna Wintour: Gesù, ogni sfilata ce ne sta una... Mi mancava proprio la vampira annoiata dalla vita che non sa nemmeno da che parte si infili un vestito d' alta moda.
Kristen Stewart: Yoo Man, senti chi parla... Intanto quelli di Balenciaga hanno voluto me come testimonial per il loro profumo, a te al massimo ti chiamano quelli per i pannoloni!
AW: Ma vedi tu 'sta scema. Sembri un meccanico quando parli! Lo sai che quando ho visto Panic Room credevo che fossi un maschietto?
KS: Tu, mi sa, che è da allora che non vedi un maschietto.
AW: Tipico discorso da calciatore nello spogliatoio. Pff...
KS: Addirittura ti piacerebbe un' intera squadra di calcio? Buongustaia.... L' ho visto come ridacchiavi alla sfilata di Victoria Beckham mentre eri seduta vicino a suo marito!
AW: Non capisco proprio di cosa tu stia parlando...
KS: Di questo! La Stewart, fan di Robilandia, mostra una foto alla Wintour.

La Wintour si gira dall' altra parte indignata. 

KS: Che frigidona... A lei farebbe comodo un bel vampiro che le ridimensioni i sentimenti.

Le luci si abbassano, la sfilata comincia. 


Ordinariamente vostra, R.

lunedì 28 novembre 2011

Quando c'è l' amore...


E' ufficiale: gli opposti si attraggono. Davvero.
E non c'è niente, meglio della coppia formata da Anna Wintour e Homer Simpson, che può rappresentare al meglio il concetto di tesi ed antitesi. Lei è algida e perfetta, direttore della Bibbia del buongusto, secca come un giunco. Lui è un grassoccio uomo di mezza età senza stile ne classe; senza charme ne buongusto, senza arte ne parte addirittura sposato. Eppure, guardando le immagini frutto della fantasia di AleXsandro Palombo, non si direbbe che ad Anna Wintour dispiaccia, anzi... Ma, attenzione, Anna Wintour sa che non può abbandonare il suo ruolo di regina cattiva neanche quando arde la passione e -per questo- non toglie gli occhiali da sole nemmeno in quel momento. 
Che ne penserà Marge di tutto questo? Si sarà rassegnata al fatto che nessuno può dire di no alla temibile Anna Wintour oppure farà di tutto per riconquistare il marito fedifrago?
Voi che ne pensate? Meglio la familiare affettuosità di una donna di provincia che cucina e lava come Marge o il travolgente gelo di un capo come Anna Wintour?

Amorosamente vostra, R.

mercoledì 14 settembre 2011

Storie di ordinaria follia alla NYFW!

Anna Wintour, direttore di Vogue America, e Taylor Swift, cantante country, si incontrano ad una sfilata durante la NYFW.

Anna: Ma vedi tu se non mi tocca dividere la scena co' sta cretina che è diventata famosa scrivendo canzoni sulla sua rottura con un Jonas Brothers.
Taylor: Ma vedi tu 'sta rattrappita! Ora per stare su Vogue devo leccarle quel culo flaccido.
Anna: Ridi, ridi. Ah bella yo me so' fatta 'n mazzo così per sedere su quella poltrona.
Taylor: Io mi sono fatta un licantropo. Ora che ci penso, ma non è che sei un vampiro tu?
Anna: Un vampiro? Dio santissimo ma sei fuori come un balcone!
Taylor: Beh, se ci rifletti i tuoi capelli non si muovono e sono gli stessi da una vita; idem con patate la tua faccia! Hai sempre le stesse scarpe. Sei bianca come un lenzuolo... Vivi a New York perché i grattacieli ti proteggono dalla luce del sole? Perché luccichi?
Anna: L' abbronzatura è così anni '80. E poi, senti da che pulpito, bella mozzarellina... Comunque... che diavolo ti sei messa addosso? E' uno dei centrini che tua nonna sferruzza?
Taylor: E meno male che dirigi Vogue...
Anna: Che vorresti dire?
Taylor: Niiiiennnte....
Anna: Pfff tanto il tuo parere da provincialotta del sud è poco importante per me. Dove hai lasciato il cappello da Cowgirl?
Taylor: Ha parlato l' immigrata!
Anna: Immigrata? Immigrata a me? IMMIGRATA?
Taylor: Come sei arrivata a New York dall' Inghilterra? Con il Titanic? Hai conosciuto Jack e Rose?
Anna: Il Titanic è naufragato nel 1912, ignorantona di una bionda, siamo nel 2011...
Taylor: Lo sapervo che eri un vampiro!
Anna: Ancora?

Le luci si spengono. La sfilata comincia.

Anna: Grazie a Dio. Se la sentivo parlare ancora dieci minuti mi sarei avventata sulla sua giugulare!

Ordinariamente vostra, R.

giovedì 22 luglio 2010

Anna Wintour: Il Diavolo NON veste italiano.


Si vocifera che Lauren Weinsberger (mia amatissima) abbia scritto Il Diavolo veste Prada dopo aver lavorato per Anna Wintour ed essere stata sua assistente proprio come la protagonista del suo romanzo.
Ovviamente la Wintour è un’ istituzione nel panorama della moda ad alto costo per il ruolo che svolge e per la posizione che occupa. Dicono che Vogue sia la Bibbia della moda quindi è giusto considerarne la Wintour il padreterno?
Indubbiamente ha dei meriti e chi è appassionato di moda vede il poter lavorare a Vogue come la Città di Smeraldo ma non è forse ora di frenare quello che è più uno stereotipo che altro? Mi spiego. Questa mattina ho googlato Anna Wintour e ho aperto la pagina Wikipedia che la riguardava e sono rimasta allibita. Ha preteso (e ottenuto per Dio) di riddure i giorni dedicati alla settimana della moda italiana da sette a cinque e poi a tre per non doversi trattenere troppo a Milano. Predilige gli stilisti americani pur essendo inglese e dando come unico vanto della nostra amata penisola la signora Miuccia Prada. E la cosa che mi fa più rabbrividire è che solo lo stilista italiano Roberto Cavalli ha criticato questa sua pretesa. Tutti gli altri se la sono contesa come un premio raro ottenendo accavallamenti di orari e confusione.
E’ riuscita ad impedire che venisse concessa la licenza di vendere alcolici ad un nuovo ristorante giamaicano che doveva aprire nel suo quartiere solo perché il locale avrebbe portato scompiglio e confusione nel cortile adiacente al suo giardino.
Può davvero una donna fare tutto questo? E’ davvero così grande il suo potere?
Ma la cosa che mi chiedo è se io ho davvero la necessità di chiedere ad una donna classe 1949 cosa indossare la prossima stagione? La moda è passeggera, è istantanea, non hai il tempo di conoscerne un aspetto che quello è già passato e a mio modestissimo parere lei e i suoi completi di Chanel ormai hanno fatto la storia. Voglio la pelle liscia e piena, voglio i blogger e i giovani in prima fila alle sfilate. Non voglio scheletri in copertina. Voglio i jeans, voglio i capelli morbidi e soprattutto voglio guardare negli occhi chi pretende di decidere cosa è giusto che si indossi e cosa no.

AnnaWintouramente vostra, R.