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martedì 27 novembre 2012

Prima che finisca il mondo...



Prima che finisca il mondo devo:


  1. Conoscere la stylist di Clio e chiederle il perché del male che vuole a quella poveretta. 
  2. Finire il terzo libro di Fabio Volo che sto leggendo e ricordarmi di non prenderne mai più un altro dato che scrive come un idiota. E c'è gente che addirittura lo cita. 
  3. Far capire alla cameriera che il plurale di Camion non è Camii. 
  4. Spiegare a Morfeo che sono anni che rompe il cazzo con i pensieri notturni. Che me li porti in dono la mattina quando di alzarmi proprio non ne voglio. 
  5. Sapere chi è Gossip Girl. 
  6. Sapere chi è A e che minchia di problemi ha con quelle quattro sfigate di Pretty Little Liars. 
  7. Esporre ad Elsa Fornero la mia versione di Choosy. Vediamo poi se piangi. 
  8. Chiedere a Raffaella Carrà se c'è posto 'un po' più in la' quando cadrà il mondo. 
  9. Sapere chi è il padre biologico del pupo di Raffaella Fico. 
  10. Imparare a guidare per onorare la patente che ho da sei anni.
  11. Inventare una batteria per Iphone che duri più di Rocco Siffredi. 
  12. Riuscire a dire Ti voglio bene. Uno di quelli sinceri sinceri che ti fanno bene all' anima. 
  13. Compiere un peccato. Uno di quelli per cui ti mordi le labbra al pensiero di quanto sia eccitante.
  14. Farmi i capelli rosso fuoco. 
  15. Indossare tutti i maglioncini di Zara che possiedo. 
  16. Indossare tutte le scarpe che possiedo.
  17. Dire a Florence Welch che mi ha salvato l' anima. 
  18. Vedere Ligabue dal vivo. E magari farci pure all' amore (non lo dite al mio fidanzato). 
  19. Capire perché ai maschi piace tanto il calcio. 
  20. Lasciarmi abbracciare. Davvero, intendo.
  21. Dire a Simona Ventura di smetterla con il botox e, sopratutto, farle capire che lei di musica ne capisce come una a cui piacciono i One Directions. Io, ad esempio. 
  22. Ragionare sul perché io abbia acquistato così tanti Biker Boots. 
  23. Capire perché tutti postano la foto della loro colazione su Instagram. Cos' ha il pranzo che non vi garba? Perché discriminate la cena? E lo spuntino delle cinque?
  24. Dire meno parolacce. Che scurrile che sono diventata. 


E voi?
Qualcosa di impellente prima della fine?

Robi


domenica 16 settembre 2012

E poi ci sono io, che sotto la Shower mi lavo i capelli.




Dato che adesso sono single, e non posso più passare le mie serate spaparanzata sul divano a godere di commediole romantiche e scorpacciate di carboidrati, è arrivato il momento della Fashion Shower pure per me. E che ve lo dico a fà? Come m' ha detto la dietologa ieri pomeriggio, è ora di rimettersi sulla piazza.
Meno male che Santa Anna Dello Russo, quell' essere scheletrico, anello mancante tra la donna e Vladimir Luxuria, ha pensato bene di illuminarci con un decalogo sul Fashion in occasione della prossima uscita della sua sfavillante linea di accessori in collaborazione con H&M.
Prima di analizzare con voi i dieci insegnamenti lasciati dalla Annina nostra ai posteri, vorrei sapere se qualcuno di voi conosce il suo spacciatore. E' importante conoscere il suo nome così da evitarlo con abbondante saggezza prima di incappare nella roba tagliata male, veramente male consentitemelo, di cui si fa la Dello Russo e finire su Youtube vestite da Pretty Woman. 

mercoledì 9 maggio 2012

Metti una sera al Met...


Se nella moda conti almeno un piffero il sette di maggio del duemiladodici eri al Metropolitan Museum di New York City. Se nella moda conti quanto il due di bastoni quando la briscola è a oro allora eri a casa a scaccolarti davanti l' ultima puntata di Revenge. Come la sottoscritta, appunto. Solo che io non mi scaccolo mentre vedo i telefilm che non lo trovo igenico. 
Guardando le foto del red carpet dell' evento che viene considerato di portata pari agli Oscar per la California, mi sono sorte alcune questioni di non poca importanza. Spero possiate aiutarmi a fare luce su questi dubbi amletici che mi attanagliano. 

mercoledì 29 giugno 2011

Fashion News!

Ho scovato, dopo ore ed ore in una sala d' attesa, alcuni interessanti orpelli d' utilità ai limiti dell' indispensabile che figurano adesso nella mia wish list.
Andiamo con ordine!
Prime su tutte le Footzyrolls: le ballerine arrotolabili da tenere sempre nella borsa! Sono l' ideale per ritornare ad un' altezza normale dopo una nottata di bagordi, per guidare quando le scarpe che abbiamo ai piedi non sono proprio quelle che sceglierebbe un pilota o -semplicemente- per comodità! Costano 24,90 euro e sul sito potete trovare tutti i rivenditori e le varianti di colore! Esistono anche le infradito arrotolabili, ma questa è un' altra storia...



Un' invenzione che meriterebbe il Nobel e che -per questo- è entrata nella mia lista dei desideri sono i copri scarpe Shuella! Si chiamano SHUELLA... Your shoe Umbrella e sono dei pratici stivaletti impermeabili utili a non rovinare calzature e pedicure in caso di acquazzone improvviso. Esistono in diversi colori e in sette misure. Se solo l'avessi scoperti prima le mie bellissime scarpe di seta color champagne fatte a mano non avrebbero delle dannatissime macchioline nere e indelebili! Damn! "Non permettere più che la pioggia rovini le tue scarpe" dice la confezione ed io ho compreso che è il cielo che mi parla. Costo? 49,90 euro.


Passiamo oltre! Ultima fissa borsaiola è per Roberta di Camerino. Non avevo mai prestato particolare attenzione a questo brand ma ho dovuto ricredermi e adesso le desidero TUTTE!


Se vi dico "braccialetto Tiffany" a cosa pensate? Esatto: al polso di ogni ragazza del globo! Ma c' è qualcuno che ha voluto darne una chiave ironica. Si chiama OPS! Love... ed è una rivisitazione divertente del celebre braccialetto (Io ne ho già comprati tre: il primo l' ho perso, il secondo me l' hanno rubato e il terzo l' ho agognato finché quell' anima buona del mio fidanzato me l' ha ricomprato!) in dieci colori allegri ed estivi! Io lo volevo verde (Davvero? Quale novità!) ma essendo che non esiste lo prenderò celeste Tiffany!
Lo potete acquistare online QUI al prezzo di 36 euro!


Ultima, ma non meno importante, news riguarda la casa di gioielleria Salvini. Come hanno fatto già in precedenza Damiani, Bvlgari e tante altre case che vendono lusso, anche Salvini si da al low cost presentando una linea in argento e madre perla che riprende i celebri "Segni". Io cuocio già in un brodo di giuggiole da quando ne sono venuta a conoscenza e desidero la parure con le farfalle! La collezione si chiama "En plein air" (si, come gli impressionisti, ma questa la trovate in gioielleria e non al Museo D' Orsay) e i prezzi sono a partire da 198 euro.



Fashionewsamente vostra, R.

giovedì 23 giugno 2011

La vuoi una banana Miuccia?



E' estate e quindi bisogna farsi coraggio, mostrare le gambe e dare un occhio alle collezioni estive dei big della moda e cercare di prendere spunto.
Ah ah ah. Bella bananata.
Quest' estate -è ormai alquanto evidente- il mood carnevalesco ha preso il sopravvento sulla razionalità e dopo l' angosciante momento di Color Block che ci siamo dovuti sorbire è il momento della frutta. Ma non di frutta qualsiasi: nessuna mela avvelenata, nessuna pera oblunga, nessuna fragola succosa e ross' intensa! No, niente di tutto questo! Sarà -secondo la Miuccia Prada nazionale- lui, l' unico frutto dell' ammoorre il vero protagonista dei nostri caldi giorni: la BANANA. Ora, mi chiedo io, ma si può?
Davvero c' è gente che -a meno che non ci si trovi a Rio durante il Carnevale- si metterebbe queste oscenità per andare in giro?
Miuccia, gioia della mia vita, perché?
Jesus, Joseph and Mary che vi sta prendendo a tutti quanti? Mi gira la testa...
Che poi, diciamocelo, ci vuole coraggio anche a metterci la firma su questi pezzi di stoffa bananizzati. Io posso decidere di non spendere mille mila euri e di non comprare la camicia del marinaio proveniente dal Brasile nero trasportante BANANE ma tu, Miu Miuccia che non sei altro, ci hai messo la faccia. All' indomani della sfilata tutti ti hanno osannato come "La Donna Delle BANANE". Non dev' essere bello, ma non dire poi che non te la sei cercata...
I miei occhi chiedono pietà, le mie retine supplicano le coscienze altrui affinché non vengano più barbaramente ferite da scempi di questo genere.
Basta, ve ne preghiamo, io e le mie retine.
Wake me up when september ends, svegliatemi quando questa maledetta estate colorata all' inverosimile sarà finita. Avrò bisogno di una iniezione di TOTAL BLACK l' inverno prossimo che in confronto un funerale sarà più allegro!

Bananamente vostra, R.

Notate bene che non ho detto nulla sulle scimmiette, è davvero troppo.

martedì 14 giugno 2011

Sono TAMARRO e me ne vanto!



Ieri sera, mentre impazzavano i festeggiamenti per il compleanno di mio papà, a causa di una sfortunata serie di coincidenze il televisore del mio soggiorno è stato sintonizzato su Italia Uno. Che c' è di male? Siete li, tutti a chiedervi! Di male c' è che a causa della messa in onda del nuovo reality condotto nientepopòdimenoche da Fiammetta Cicogna (chi? Daiii, quella delle pubblicità della Tim...) la mia notte è stata costellata di plurimi incubi (meno male che la mattina è arrivata prima del previsto visto che alle 5 ero già in aeroporto per accompagnare mia sorella).

Otto disgraziati, quattro donne e quattro uomini, gireranno l' Italia (che Dio ce ne scansi e liberi qualora dovessero incrociare il nostro cammino) per darci la possibilità (ma chi caspita gliel' aveva chiesto?) di scoprire i dettami del tamarro medio, le sue regole, le sue priorità.
Un reality tutto italiano a metà tra Jersey Shore e i peggiori raduni di fashion blogger che ci permetterà di esplorare la materia grigia (si, quale?) del tamarro e di scoprire cosa lo induce ad essere tale.
Quintalate di trucco che non voglio nemmeno pensarci a quante salviettine detergenti servano, scollature vertiginose che lasciavano ben poco all' immaginazione, silicone perfino dove il silicone non dovrebbe esserci, tatuaggi perfino in faccia e abiti (se così possiamo definirli) che non andrebbero bene nemmeno nei peggiori raduni di prostitute di Cuba! Donne sguaiate e svestite che non riescono nemmeno ad esprimersi in un italiano corretto, con aspirazioni quantomeno ridicole (vedi tronista a Uomini & Donne) che non hanno nemmeno una lontana idea di quello che -in realtà- debba dire e fare una donna per ritenersi una signora!


La cosa che mi viene da chiedere è se davvero un programma del genere fosse necessario. Insomma, di tamarri la televisione è piena e basta farsi un giro al centro il sabato sera per imbattersi in certi soggetti che avrebbero davvero bisogno di un rehab di stile. E' davvero necessario sdoganarli sulla tv nazionale, quasi fossero una vera categoria, e mostrarli in prima serata ammettendo -quindi- che siano una parte della società positiva che deve essere palesata?
Io credo fortemente di NO. L' eccesso così palese di svogliatezza e volgarità non è un buon messaggio per le generazioni ancora influenzabili e credo che il trash bisogna combatterlo piuttosto che idolatrarlo.
Lasciatemeli in "cura" un mesetto che ve li rimetto a posto io 'sti qua...
Yooo, fratello....


Tamarramente vostra, come sempre, R.


lunedì 9 maggio 2011

Quanto costa seguire la moda?


Parecchio, ammettiamolo!
Al mio compleanno manca poco più di un mese (faccio 23 anni ma ho detto in giro di farne 17, vi prego di mantenere questo segreto!) e mentre girovagavo tra i siti delle varie case di moda in cerca della borsa verde prato perfetta che sarebbe diventata mia in onore dei miei DICIASSETTE anni mi è sorto l' amletico dubbio.
Ero sul sito di Burberry arrovellandomi su quale di queste mi piacesse di più (sbav!); per poi trastullarmi sul sito di Miu Miu per dei goduriosi momenti fino a che non ho trovato questa da Dolce&Gabbana e sono morta!
Quindi consci del fatto che adesso è il mio spirito a scrivervi mi chiedo e Vi chiedo: Quanto costa essere alla moda?
A giudicare dai prezzi che accompagnavano quelle deliziose meraviglie che hanno causato l' arresto del mio cuore e la mia prematura scomparsa all' età di 17 anni (non compiuti, sia chiaro!) è parecchio dispendioso!
E, aggiungo, se si dovesse davvero seguire maniacalmente ogni dettame fashion non basterebbe inventare Facebook e diventare Mark Zuccomesichiama per potersi mantenere!
E' vero che, negli anni, le catene low cost hanno avvicinato noi povere comuni mortali al glamour che altrimenti avremmo potuto vedere sulle pagine patinate di Vogue lasciandoci sopra piccole righe di bava ma dobbiamo ammettere a noi stesse (ad alta voce, su coraggio!) che -per quanto il signor Zara si meriti tutta la nostra misericordia- possedere le ultime decolleté di Miu Miu è pari soltanto all' ascesa al Paradiso terreste in quanto a godimento.
E, comunque, anche vestendosi interamente low cost, il dispendio non è circoscritto. Il fatto in se di essere donne non aiuta al riempimento del nostro salvadanaio a forma di porcellino ma -sopratutto- il susseguirsi così veloce di tendenze, il cambiare del colore di moda, della forma dei pantaloni e chi più ne ha più ne metta è un fatto che incide notevolmente sulle finanze personali di ognuna di noi (anche se ci vestiamo da Zara come Kate Middleton)!
Badate bene che io non parlo di stile perché quello dovete mostrarlo (se ne siete provviste) anche e sopratutto quando addosso non avete nulla, quando addosso avete la tuta dell' Adidas che avete comprato a 13 anni (ma che ancora vi entra! Clap Clap Clap) e siete senza trucco e con i capelli sporchi (come me in questo momento, insomma!): lo stile è innato e -a prescindere dalle tendenze- deve accompagnarvi attraverso le varie epoche modaiole.
Ho voluto fare questa precisazione perché qualunque sia il vostro stile se la borsa/cintura/scarpa/maglia che è di tendenza in un determinato momento costa X (e di solito questa X è accompagnata da molti zeri) lo stile non serve a pagarla ma solo ad indossarla in maniera differente dalle altre persone!
Quindi, a meno che voi non siate il feto che porta in grembo Victoria Beckham, seguire i fashion dictat non è cosa semplice se non si hanno a disposizione svariate carte viola.
In definitiva: tutto il denaro del mondo non può comprare lo stile ma può assicurarvi, assolutamente, un bravo stilista!

Costosamente vostra, like always, R.

lunedì 18 aprile 2011

Nati con la CAMICIA...

E' tornata prepotente sulle passerelle per questa primavera.
In seta o in cotone, in denim o in chiffon è il simbolo della donna di classe.
A quadrettoni o con le ruches abbottonatevi donne!
La camicia sarà la vostra migliore amica!


Bianca e dal taglio maschile per Alberta Ferretti, chic e colorata da Emporio Armani, sexy e sfrontata quella di Angelo Marani, addirittura per le spose di Alessandro del' Acqua.
Possibilmente personalizzata da piccole iniziali sotto il seno.


E, contrariamente a quanto si possa pensare, è uno degli indumenti ritenuti più intriganti dal sesso maschile: il dover sbottonare -ad uno ad uno- i piccoli bottoncini viene considerata una pratica quasi afrodisiaca!
Io, personalmente, le adoro! Ne ho di tutti i colori e tessuti!
La mia preferita? Un modello maschile azzurro cielo comprata l' estate scorsa a Londra (proprio al reparto maschile!) da portare aperta su una canotta bianca e un paio di jeans.

Camiciatamente vostra, R.

Questa la canzone che ha accompagnato questo post, buon ascolto!

domenica 10 aprile 2011

Che fucsia sia...



Buttate i pennelli da ombretto, regalate le polveri scure che hanno colorato i vostri occhi durante l' inverno, disfatevi di matite nere e eyeliners:
è ora d' estate!
Ed è lui il protagonista indiscusso della stagione calda 2011: il rossetto.
Ma non uno qualsiasi: morbido, corposo, glossy e rigorosamente FUCSIA!

Un velo di fondotinta, una cascata di mascara e un bacio abbondante color Barbie è tutto quello che serve!

Io ho già comprato il mio, e voi? Cosa aspettate?

Rossettamentefucsia vostra, R.



venerdì 8 aprile 2011

NO al Color Block! Campagna per i diritti del vestirsi civile.



Tadààààà eccolo il post che tutti voi aspettavate, il post che ha per argomento quello di cui ancora nessuno ha parlato, il post che cambierà il vostro modo di guardare alle tendenze per la prossima estate, il post sul COLOR BLOCK insomma!!!
Lo so che ne avete le bambole piene e al solo sentirne ancora parlare vi viene voglia di incappucciarvi, rinchiudervi in soffitta ed aspettare che giunga Natale per uscire ma è giusto (si! Lo è!) che io vi dica la mia opinione.
Insomma, vi interessa, no? Si? Bravi!

E' inutile che vi spieghi cosa sia, quali siano le regole e tutti i bla bla bla di cui ormai sentite blaterare da mesi, da quando -ancora- avevate gli UGG ai piedi e il pail sul sedere! E' inutile che mi dilunghi sul non dover accostare i noncolori (Bianco&Nero) e sulla scala cromatica da seguire perché perfino la panettiera sotto casa ormai lo sa. Si, lo sa!

Quindi mi limiterò a dirvi quanto io trovi questa specie di tendenza a metà tra il Carnevale di Rio e il Mango Contest assurdamente idiota quanto impraticabile!
Il fatto, di per se già alquanto antiestetico, di dover indossare più di tre colori che non comprendano il bianco e il nero mi pare quantomeno improponibile ma aggravare il tutto con la clausola che i colori debbano essere sgargianti, fluo, luccicanti e vistosi lo trovo davvero troppo.
Insomma spargete il vostro corpo di una mistura ben mescolata di acqua e colla vinilica, Fatto?
Aprite le ante del vostro armadio, Fatto?
Prendete la rincorsa e catapultatevi all' interno dell' oggetto d' arredo che contiene il vostro guardaroba e lasciate che i vostri panni colorati si attacchino a voi, Fatto?
Adesso guardatevi allo specchio e se e solo se sembrate dei perfetti idioti che si sono vestiti al buio allora si che potrete gridare vittoria!!!

Il fatto che l' arancione, il verde pistacchio, il fucsia e il giallo limone dovevano predominare nel mio armadio già mi creava una certa ansia (eppure -essendo estate- l' avevo accettato di buon grado) ma indossarli contemporaneamente e con un certo orgoglio è davvero troppo.
Ma sapete qual è, in realtà, il vero problema? No?
E' subito spiegato!
Il vero problema, miei cari, è che -essendo una tendenza conclamata perfino da Nostra Signora Franca e compari varie- saremo costretti quest' estate a sorbirci abominevoli intrugli di colori, tessuti e fantasie addosso a corpi più o meno pronti alla bella stagione, sulle riviste, in tv e -che Dio ci aiuti- in carne ed ossa per strada che ad un certo punto dovremo correre ai ripari e sperare che il Burqua diventi presto obbligatorio (Non iniziate con il discorso femminista che lo so che il Burqua è una brutta cosa, che siamo fortunate e bla bla bla; è solo una battuta, ok?)!!!
Eh si, perché superato l' iniziale squilibrio psico-fisico (che in me è destinato a NON esaurirsi) creato dal suddetto dettame modaiolo TUTTE coloro che si credono alla moda, fescìon, cool inizieranno a combinare pastrocchi che hanno dell' accecante.
Beh, se è di moda....
Se è di moda un paio di ciuffoli!

Quindi si ai colori ma sul jeans o su un pantalone bianco; no al nero in favore di tinte forti o pastello ma indossate una alla volta; si alle scarpe colorate ma abbinate ad un tubino tinta unita o ad un Capri color latte!
Osate accessori audaci che rendano particolare il complesso: copritevi di pietre dure, colorate e vistose; provate tacchi vertiginosi dai colori accessi e fermacapelli dai motivi floreali; optate per un rossetto fucsia, un mascara allungante e per uno smalto fluo!
E, in definitiva, vestitevi poco che in estate si sta in spiaggia!

Colorblockamente vostra, R.

mercoledì 9 marzo 2011

Se Ronaldinho diventa stilista...

Grazie alla segnalazione di un caro amico sono oggi venuta a conoscenza delle doti artistico-stilistiche di uno dei calciatori più conosciuti nel mondo: Ronaldinho.
Lo ammetto: preferivo non vedere le sue creazioni perché un moto di nausea mista a sconcerto mi ha pervaso per non abbandonarmi più ma, ammettiamolo, mi ha fatto tornare la voglia di scrivere ed è così che lo ringrazio.
Christian Audigier, designer francese, ha deciso di avviare questo progetto che ha dell' inverosimile con uno dei suoi migliori clienti e questo è il risultato che -ahi noi- ne è venuto fuori.


Vorrei spendere poche parole per questo inno al trash più puro e vorrei insultare quel tamarro di Christian Audigier fino a farlo piangere ma poi mi ravvedo ed essendo una persona di buon cuore mi e gli auguro che comprino questi aborti di T-shirt solo per spolverare il marmo sopra i camini.

Rony, dal canto suo, mostra i dentoni orgoglioso! Del resto la sua finezza è nota ai più e poco mi sorprende che dietro questa adorabili maglie ci sia il suo zampino!
Ohibò la collezione comprende solo una decina di maglie e dei berretti e se il cielo ci assiste non verrà venduta in Italia tanto presto (o magari MAI) e se tutto va bene non dovremo mai vedere ragazzi con i pantaloni sbracati che si vantano di portare una Madonna a grandezza naturale sul cuore seppur l' immagine è quantomeno poetica!

Ronaldinhamente vostra, R.

Di seguito il video dell shooting promozionale dal quale sono tratte le foto!!

giovedì 24 febbraio 2011

Gucci FALL 2011 RTW.


E' iniziata ieri la Milano Fashion Week e tutto il mondo della moda è in fermento.
I redattori escono le loro scarpe più scomode dagli scatoli, Anna Wintour i suoi occhiali da sole più scuri, i fashion blogger che contano (o le contano che pensar si voglia) propongono outfit ridicoli ma propriamente adatti all' imminente carnevale e così si va in scena. Si abbassano le luci, parte la musica, accelerano i battiti cardiaci delle modelle e via sulla passerella.
A me non piace parlare di sfilate perché a me piace parlare di moda e la moda per me non è quella delle sfilate (tié! Che gioco di parole, eh?).
Gli abiti lunghi lasciamoli a quelle che andranno agli Oscar domenica!
Solo che non è tutta couture quella che sfila, gli stilisti propongono la ready-to-wear per accontentare anche gli animi meno mondani ma altrettanto ricchi!
Sicché...
La prima grande firma che ha sfilato ieri è stata Gucci.
Aspettavo al varco questa collezione, memore della recente SS 2011 che ho trovato a dir poco eccezionale, per poter comparare nella speranza che il successo si ripetesse.
Così non è stato o -perlomeno- non del tutto.
Voglio fare una premessa prima che Franca Sozzani ne abbia a male: io giudico quello che vedo in base al mio gusto personale e, non essendo un addetto ai lavori che deve essere al di sopra delle parti o -perlomeno- influenzato dal contratto pubblicitario più redditizio- voglio potermi chiedere di ogni capo se lo indosserei o meno!
Per questa semplice ragione potrei dividere la sfilata in due parti: quella del NON ME LO METTEREI ADDOSSO NEMMENO SE MI PAGASSERO ORO e quella del CARINO; GUARDABILE; DEV' ESSER MIO!

Partiamo dalla prima così ci leviamo il dente amaro subito e, come si dice, lasciamo che il dulcis rimanga in fundo!



Rettili verdini su gonne e giacche?
Pelo scimmiesco ammollato nella vernice colorata?
Pantaloni bianchi e giacca di velluto marrone?
Cespugli di primule e viole a mò di coprispalle?
Lunghe gonne di velo trasparenti?
Culottes in bella mostra???
Suvvia, FridaBella, questa parte della collezione è proprio insalvabile!
E non commento più perché, a me, FridaBella fa simpatia e non vorrei che se la prendesse.

Ma, ringraziando il cielo, FridaBella è riuscita anche a farci sentire eleganti, ci ha ricordato che lo stile non si sciacqua ed ha partorito una serie di uscite sofisticate e particolari che ricordano le signore della società da bere degli anni '70!




Pantaloni larghi che sembrano frusciare sospinti dalla leggiadria delle modelle e dalle loro chilometriche gambe.
Abiti segnati sulla vita da una piccola cintura che mi ricordano la giovinezza di mia nonna e la sua eleganza.
Colori vivaci ma allo stesso tempo freddi che non danno l' idea d' aver sbagliato scatolone durante il cambio di stagione.
Un tocco di giallo al quale difficilmente direi di si ma che -ugualmente- sarebbe un sogno possedere.
Scollature vertiginose, sexy e spudorate per una donna che, se ha, è bene che mostri!
Colli di pelliccia dai toni scuri che contrastano lo scimmiesco di prima vincendo per eleganza, sobrietà e signorilità!


P.S. 1 Sono certa che Guendalina Canessa (e sorella fotografa), in prima fila, dati suoi trash-trascorsi avrà apprezzato la prima parte della collezione!
P.S. 2 Cosa avrà visto la Wintour da dietro quegli occhialoni scuri?




Gucciamente vostra, R.

mercoledì 23 febbraio 2011

L' oggetto del desiderio: il JEANS ANTICELLULITE!


Quando ne sono venuta a conoscenza stentavo a crederci, bonariamente ho pensato 'ma guarda un pò che se sono inventati pé fà notizia'.
E, dopo aver letto tutto quello che ho trovato in giro per il web, devo ammettere che -se fanno davvero quello che dicono di fare- sono l' invenzione del secolo!
Di cosa sto parlando?
Del primo jeans anticellulite!
Si chiama Eve le Rock
Come funziona? Vi starete chiedendo voi!
Vi vedo la, con gli occhi a forma di cuoricino, in fondo l' estate non è poi così lontana. Bricconcelle!
Nel tessuto del jeans sono incorporate microcapsule che rilasciano, a contatto con la pelle, una sostanza a base di caffeina, escina e vitamina E. La formula ha un’azione lipolitica e, grazie al massaggio naturale che si ottiene camminando, viene riattivata la microcircolazione che causa la buccia d' arancia.
Il jeans, brevettato, è stato testato su un campione di 20 donne all' università di Pavia ed è stata riscontrata una diminuzione della circonferenza coscia media di 1,8 cm!
Questo fantasmagorico oggetto del desiderio costa 180 euro e in dotazione vi è una ricarica da 50 ml del cosmetico di cui è intriso il jeans.
Bisogna indossarlo per 28 giorni e lavarlo ogni 6 (vi immaginate un mese sempre vestite uguali?). Al terzo lavaggio (in acqua tiepida a 30°C) rimane il 23% del cosmetico anticellulite ma il capo può essere ricaricato con l'apposito kit in dotazione con il jeans. Esaurito questo, si potrà acquistare un ulteriore ricarica da 100 ml presso i rivenditori autorizzati.
Luca Berti, ideatore del capo, rassicura che presto potremo trovare questa meraviglia anche in profumeria, accanto le creme! Per adesso è acquistabile nei negozi d' abbigliamento ma non ho ancora trovato uno store che li tenga in Italia ;(

Io non ho provato quest' oggetto del desiderio quindi non vi so dire se il fine è veritiero o meno ma sicuramente, mossa da curiosità e pigrizia, cercherò di reperire il jeans!!

Keep in touch.
Anticelluliticamente vostra, R.

giovedì 10 febbraio 2011

Chi le ha inventate le fotografie...


A me piacciono le fotografie.
Sono come il tatuaggio di un ricordo felice, il biglietto aereo per tornare indietro nel tempo ad un istante che sarà nostro per sempre.
E mi piacciono le fotografie di moda: rappresentano un passe-par-tout per la fantasia.
Puoi immaginarti coperta di Bvlgari alla prima di un tuo film, accarezzata da Elie Saab (mio amor) ad un ricevimento di beneficenza al quale non puoi assolutamente mancare o -ancora- longilinea con ai piedi un paio di Louboutin.
E' convinzione comune, però, che la fotografia sia un' arte solo se è un grande artista a scattarla, è credenza che la bellezza di una foto sia da attribuire al fotografo e non al soggetto della stessa.
Io, manco a dirlo, non sono d' accordo.
La fotografia è il fermo immagine di un momento personale che ci è parso talmente bello da doverlo immortalare per sempre nella memoria.
E' la favolosa creazione di uno stilista che viene immortalata e donata al mondo affinché sogni.
E' lo scatto di un mare che si perde a vista d' occhio contornato da sabbia bianchissima e palme che ti lascia il sapore della salsedine in bocca.
E' il corpo abbronzato di una donna svestita, un bambino attaccato al seno della madre per il suo primo pasto.
Io, nelle fotografie di moda, noto un bell' abito che sia o meno sotto una buona luce! Non vedo i led a Time Square quanto i sorrisi di chi è felice di starvi sotto. Nello scatto di un paesaggio mi soffermo sui colori naturali che l' acqua crea al frangersi con l' orizzonte.
Hanno idolatrato Testino (che, per carità, sarà molto bravo) per le foto a Kate e William e poi guardandole attentamente si stentano a riconoscere i soggetti tanto sono ritoccate. Non c' è naturalezza nei loro gesti, non c' è felicità per l' imminente matrimonio nei loro occhi. E la stessa cosa è successa, sempre per sua mano, a Kristen Stewart per Vogue America Feb 2011. Ritocchi impietosi.
Su Vogue.it hanno proposto il backstage del servizio di Francesco Carrozzini presente su Vogue Italia di Febbraio osannandolo ma io in quelle foto ho visto solo sguardi cupi. Mi hanno messo addosso ansia, sono claustrofobiche tanto sono nere.
Sono stati sacrificati abiti possibilmente straordinari dai colori possibilmente sublimi e modelle dagli occhi possibilmente di ghiaccio e -ancora- luoghi che possibilmente non hanno nulla da invidiare al Paradiso in favore di una fotografia in bianco e nero che ne ha rubato l' anima, l' essenza.
Eppure, guardando il video girato durante il lavoro di fotografia ho visto uno splendido sole, lo scintillio dell' acqua e il sorriso negli occhi delle modelle.
Allora, mi chiedo, dov' è la bravura del fotografo se tutto questo poi nelle foto si è trasformato nell' esatto contrario?
La fotografia, che sia di moda o di nudo, che immortali un paesaggio o i miei nonni durante il taglio della torta al loro 55° anniversario di matrimonio ha il potere di trasmettere emozioni straordinarie quando l' uomo non decide di metterci del suo.
L' uomo deve solo premere il grilletto e lasciare che quel momento, quel soggetto, rimanga com' è per sempre.
Perché gli occhi sono la porta dell' anima e guardare la foto del tuo primo compleanno, sdentata e con la faccia coperta di panna, inevitabilmente, ti farà sorridere.

Fotograficamente vostra, R.

Questa è la canzone che voglio dedicarvi oggi.

martedì 8 febbraio 2011

Mary Katrantzou: la mia regina di primavera.

Ci sono state due giornate di sole e tutti gridano alla primavera!
Perfino Guendalina Canessa anche se in una lingua diversa da quella nazionale!
Inutile dirlo, anche io spero che arrivi presto!
Ho voglia di giacche leggere ed aperitivi di fronte i faraglioni di Acitrezza, di maglioncini di cotone (che comunque porto tutto l' anno!) e foulard colorati a mò di fascia tra i capelli.
Voglio il calore sulla pelle e i capelli schiariti dal primo sole caldo.
E andar per negozi in cerca di costumi nuovi in attesa di una nuova estate.
La mia regina di primavera per le sfilate Spring/Summer 2011 è sicuramente Mary Katrantzou!


Questa giovane stilista greca ha partorito una collezione colorata ed originalissima senza mai scadere nel volgare e nell' immettibile.
I suoi pezzi rimangono in mente e fanno sorridere, ideali per una serata in discoteca sotto le stelle come per una cena formale al chiaro di luna.


Nata nel 1983 da madre interior designer e padre venditore di tessuti. Dopo essersi formata alla Rhode Island School of Design e successivamente alla Central St. Martins, vince per 3 volte la New Generation sponsorship del British Fashion Council.


La semplicità delle linee dei suoi abiti le ha permesso di spaziare tra le stampe più irriverenti e i colori vivaci che devono caratterizzare le collezioni S/S.
Pur essendo un' amante del nero e del bianco, del classico e del certo questa stilista mi mette addosso la voglia di osare, di rotolarmi tra le tinte.
E' riuscita in un mix eccezionale come pochi avrebbero saputo fare, ha creato una collezione spiritosa ma elegante, originale ma non pacchiana!



Coloratamente vostra, R.
La canzone che voglio dedicarvi è assolutamente questa!
La ripasso in occasione del loro prossimo concerto al quale, per nulla al mondo, mancherò!

mercoledì 2 febbraio 2011

La rivincita dei pantaloni!


Che siano in cotone o in denim, in seta o in lana pesante.
Che siano short o lungo, che sia a zampa o skinny i pantaloni hanno conquistato prepotentemente l' armadio di ogni donna e fanno da padrone ad ogni loro outfits.
Chi l' ha detto che per essere sexy bisogna mostrare le gambe?
Chi l' ha detto che solo le gonne ci rendono femminili?
Chi ha osato dire che un completo in pantalone non può essere elegante?


Il pantalone nero è un passe-par-tout per ogni occasione: un drink con gli amici abbinato ad un semplice dolcevita e ad una importante collana con le pietre colorate; una cena di lavoro insieme ad una giacca di seta; ad una serata in discoteca con le amiche impreziosito da un bustier provocante.



Il jeans è diventato, negli anni, il migliore amico di ognuno di noi: con una felpa e le sneakers per portare fuori il cane o abbinato ad uno stivale dalla rigorosa suola piatta e ad una mantella color cammello per un giro di shopping veloce.
Con una camicia bianca e una giacca modello Chanel per una giornata di lavoro o con una camicia quadrettata e una canotta per una domenica fuori porta.


E voi? Che pantalone siete?
Coprite le vostre gambe e non abbiate paura di accavallarle!

Pantalonamente vostra, R.

E' da un pò che non ci ascoltiamo qualche bella canzone, ecco quella di oggi!

venerdì 28 gennaio 2011

Franca Sozzani, i fashion blogger e le donne del presidente.


In soli tre giorni Franca Sozzani e Vogue.it sono riusciti a scatenare l' inferno!
Nel senso buono del termine, s' intenda!
Così, da brava blogger quale non sono, ho deciso di mettere ordine nelle vostre testoline bramose di ascoltare il mio pensiero!

Partiamo dalle donne del presidente così ci leviamo il dente e non se ne parla più (perlomeno non ne parliamo più noi perchè il resto della popolazione italiana e Barbara D' Urso continueranno a disquisirne per mesi se non -addirittura- per secoli).
Tale Cesare Cunaccia (ho dovuto cercare il cognome di questo Vattelapesca) ha scritto, dopo aver trangugiato un libro di storia e un dizionario, un articolo in cui ci deliziava con l' idea d' abbigliamento che ha Alessia Glaviano per le sedicenti accompagnatrici (che sia vero o no, non entro nel merito) del nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi (il suocero di Silvia holazeppolainbocca Toffanin, se per caso vi stavate chiedendo come avesse fatto ad arrivare a Verissimo).
Ha definito le suddette "un harem che farebbe invidia a Solimano il Magnifico" e ha sviolinato per una decina di paragrafi la vicenda che ha colpito l' Italia facendoci zimbello agli occhi del mondo (che novità, eh!).
Le critiche, manco a dirlo, sono piovute a dirotto (come quando ci sono le pecorelle in cielo) e prontamente il giorno dopo Nostra Signora Franca se ne è uscita con un "Era ironico!" e arrivederci&grazie brutti stronzi che avete osato fare polemica alla divina rivista!
Ora, come ho già detto a chi ha chiesto il mio pensiero in merito (Già, non pare vero nemmeno a me che interessi a qualcuno! ♥ ) io credo che -inizialmente- il servizio di Cesare Comesichiama sia stato pubblicato come vero sul sito del giornale: molto spesso hanno fatto questo giochino di "Crea il Look" con le dive quindi, cavalcando l' onda del momento, hanno ripetuto il medesimo con le ragazzotte di Berlu. Successivamente quelle erinni delle lettrici dotate di senso e ragione hanno bombardato di commenti negativi il blog della direttora e l' articolo di Cesare nostro (avete notato che nella vignetta qua sopra Berlu è vestito da Cesare? Ma quanto sono geniale?) e intere discussioni su Fb si sono consumate gridando allo scandalo e la Nostra Signora Franca si è veduta costretta ad ironizzare sull' accaduto ond' essere mangiata (che poi mica c' è di che cibarsi su quella donna!).
Detto questo, che sia vero o no, veritiero o ironico, per me è comunque fuori luogo!
E con questo passo oltre :D

La Franca, briccolcella, in uno dei commenti al post di un paio di giorni fa aveva definito BryanBoy un "talento naturale" capace di comunicare con i vestiti e aveva promesso che avrebbe dedicato un intero articolo al fenomeno dei Fashion Blogger.
Bene, il grande giorno è arrivato e riporta la data di oggi!
Nostra Signora ha sparato a zero sulla categoria sostenendo che le loro idee non hanno particolare peso per gli addetti ai lavori e che le loro opinioni lasciano il tempo che trovano.
Io, prima di tutto, vorrei fare alcune precisazioni.
Che cos' è il fashion blogger? Beh, di preciso io non lo so!
Io ho aperto il mio blog semplicemente perché mi piace scrivere: potrei scrivere di sport come di giardinaggio, di cucina o di letteratura o di moda come ho scelto di fare (scelta assolutamente non vincolante, ovviamente!) e mi piacciono le parole.
Io, con le mie parole, a differenza della Signora Sozzani e di tutti gli addetti ai lavori di cui elogia la bravura a difetto dei blogger, nel mio piccolo spazio personale posso dire ciò che mi pare e piace e questo, di per se, mi da un vantaggio rispetto ai giornali che sono strettamente tenuti ad idolatrare chi offre la pubblicità maggiore!
Sicché, se io fossi Karl Lagerfeld, un giretto su Robilandia me lo farei una volta ogni tanto! Perché Vogue potrà definire romantiche le ultime porcherie presentate mentre Robilandia può tranquillamente chiamarle porcherie (che poi è quello che sono) senza scatenare nessuna guerra mediatica.
In secondo luogo io vorrei tracciare un confine netto, marcato e ben evidenziato tra il tipo di blogger che potrei essere io e il fashion blogger che è la Ferragni o Bryanboy.
Io non voglio dettare nessuna tendenza: indosso i jeans come fanno tutte le mie coetanee; non voglio imporre nessuno stile perché spero che ognuno di voi possa averne uno personale ed unico; non voglio conciarmi da stracciona a carnevale solo per aver qualche invito per le sfilate!
Non ho l' autostima e la faccia tosta necessari per farmi immortalare 5842020108989 dal mio fidanzato (che non lo farebbe a prescindere, è un sovversivo lui!) per poi propinarvi il mio sedere e la mia funcia (bocca, in siciliano :D) in posa plastica.
L' unica cosa che voglio è poter esprimere la mia opinione, quella vera, incondizionata, e darvi la possibilità di criticarla, smentirla, apprezzarla!
Fatta questa distinzione allora posso trovarmi d' accordo in parte con la Sozzani se dice che il valore mediatico di queste ragazze si sgonfierà presto perché è un fenomeno che non può reggere il tempo a lungo: prima o poi la rete sarà satura e i giovani si interesseranno a nuovi idoli ma se Nostra Signora Franca deve sminuire la MIA opinione solo perché non lavoro a Vogue o a qualsiasi altra testata giornalistica di moda allora IO NON CI STO!
E perché non ci sto? Semplice prima di tutto perché -come ho detto prima- la mia è un' opinione incondizionata da contratti pubblicitari e conoscenze quindi corrispondente al mio giudizio personale (che può essere condiviso come no, ovviamente!) e in secondo luogo perché sono io (i buyer quindi) che faccio girare l' economia di moda spendendo e spandendo: la Sozzani e gli addetti ai lavori i vestiti, gli accessori, le scarpe che tutte noi sogniamo li ricevono in regalo e non sanno cosa significa desiderare un oggetto e provare un immenso piacere quando -a suon di sacrifici- riusciamo ad entrarne in possesso e quando scelgo su cosa sperperare il mio piccolo gruzzolo lo faccio incondizionatamente da chi mi ha regalato di più ma semplicemente per gusto (che, per stessa ammissione della direttora, a molti addetti ai lavori manca)!
Quindi Robilandia 2 - Sozzani 0. Palla al centro.

E qui arriviamo a Chiara Ferragni (cito lei nello specifico perché è la più nota).
Inizialmente l' idea di un blog di outfits poteva pure essere innovativo, piacevole e non nego che la seguivo e mi interessavo alle sue proposte fino a che ha perso di umiltà e si è trasformata in una pubblicità carnascialesca!
Vengo a spiegarmi.
Lei, come tanti altri, pretendono di venire identificati come giornalisti quando poi i loro scritti lasciano il tempo che trovano: pieni zeppi di errori che manco il nipote del mio cugino acquisito che ancora nemmeno parla; poche righe buttate a casaccio traboccanti di k, x e intercalari inglesi che -a quanto pare- sono COOL.
Pretendono di essere definiti fotografi sconsacrando definitivamente quest' arte meravigliosa: se sono loro stessi i soggetti delle foto come fanno ad essere anche fotografi?
Pretendono di essere definiti esperti di moda per poi proporre abbinamenti indecenti e che, comunque, non starebbero mai bene a tutte!
Pretendono di essere il gradino intermedio tra l' alta moda e i poracci e poi propongono outfits con pezzi da svariate migliaia di euro.
Pretendono di dare un giudizio incondizionato e invece adesso fanno più pubblicità di Vogue in base ai regali ricevuti!
Ovviamente l' articolo della Sozzani non è chiaro a riguardo: cosa intende lei per fashion blogger? Quelli come me o quelli come la Ferragni e BryanBoy?
Perché se intende quelli come la Ferragni allora tanto di cappello: io spero che il fenomeno si sgonfi non tanto per antipatia (o invidia, di grazia, il primo che se ne esce con la scusa dell' invidia lo fucilo) ma perché non è bello vedere miliardi di rimbecillite tutte con gli stessi stivali, tutte con le stesse borse e via dicendo....
Infine spero che molte di loro imparino la loro lingua madre prima di mettersi a scrivere sui giornali perché come ha ben scritto La ScoMODAmente pretendiamo la qualità dalla carta stampata e non ragazzine senza ne arte ne parte che non sanno nemmeno comunicare nella lingua nazionale.
Quindi Franca Sozzani 100 - Fashion Bloggers 0.
L' arbitro fischia la fine!

Spero che la mia opinione sia chiara, spero di aver reso al meglio la differenza tra i due tipi di fashion blogger e spero che il mio pensiero non venga preso da Nostra Signora Franca come spazzatura!

Sozzanamente vostra, R.

giovedì 27 gennaio 2011

Chanel Haute Couture PE 2011


Che noia, che tristezza.
Le fotografie della passerella di Lagerfeld mi hanno amareggiato!
Arrivare dalla prima alla sessantasettesima è stato un durissimo sforzo per i miei occhi per culminare con la vista di quel damino infiocchettato del nostro Karl!
Se questa è l' haute couture che sfila a Parigi, la grande moda, l' olimpo dell' arte allora preferisco -di gran lunga- H&M!
Abiti sciatti, modelle infiocchettate come uova di Pasqua, colori morti che non danno affatto l' idea d' estate e che -anzi- ti fanno venir voglia di partecipare ad un funerale: quello dell' alta moda!



Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la bruttezza delle modelle!
Io, che sono cresciuta con Claudia Schiffer e con Valeria Mazza, le ho trovate anonime; senza sale!
Scheletri ambulanti che ciondolavano sulla passerella in attesa del giudizio finale!
Non c' erano sorrisi, non c' era bellezza, armonia, splendore nel loro modo di approcciarsi al pubblico.
Nessun volto mi è rimasto impresso se non uno o due ma non per beltà ma per la vecchiaia mostrata.
Forse le lamentele per l' eccessiva giovinezza delle modelle di Tom Ford ha scatenato nel nostro amico Karl voglia di rivalsa?
Nessun corpo mi ha fatto schiattare d' invidia.
Ossa: questo ho visto!



Tulle e fiocchi, raso e rosa!
Pantaloni sotto le mini (già viste da Armani Privé alcuni giorni prima)!
Donne brutte e troppo magre!
Scarpe basse e appuntite (buone solo per scacciare le formiche dagli angoli).
Delusione e disappunto per Karl Lagerfeld che, ancora una volta, ha infangato il buon nome di Chanel!

Chanellamente vostra, R.