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martedì 4 ottobre 2016

Giorno 277 - Shopping per la casa.

Giorno 277 - 5 Ottobre 2016 



Da quando, in banca, mi hanno insegnato come ricaricare la carta prepagata è tutto uno shopping online manco che mi avessero insegnato come fare i soldi. Tipo quei pop up che si aprono quando tu vorresti solo vederti un cavolo di telefilm in maniera illegale. 


Ecco di cosa ho sentito la necessita assoluta:



Parure da letto.


Kiabi.it   20 euro 


Sacchi porta qualcosa che non so ancora cosa ma erano graziosi.


Kiabi.it   6 euro l'uno
Grazioso e sobrio copri cuscino preso su HM.com


hm.com  5,99 euro 

Utilissimi tovagliolini di carta amorosi.


hm.com   1,99 euro 



Una tazzina da caffè dorata per sentirmi Kim Kardashian.


hm.com  9,99 euro 

Un set di posate da insalata di sobria ed inestimabile finezza.


hm.com  14,99 euro 


Porta lumini cimiteriali di grande stile.

Zarahome.com  11.99 euro 

Scala porta asciugamani che se non ce l'hai è meglio che ti nascondi.


Zarahome.com 99.99 euro


Decorazione per la porta che mia figlia distruggerà in 3... 2... 1....


Zarahome.com   11.99


Oggetti, come potete notare, necessari come l' ossigeno e la lasagna.

Robi



Home - Michael Bublé 


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lunedì 19 marzo 2012

Un mese, con lo scontrino!

Mi piace il fatto di poter cambiare un abito. Di avere a disposizione un intero mese per poter decidere se mi piace o no quel vestito o quella maglia. L' idea di poter tornare indietro sui miei passi mi da una strana sensazione di libertà appagante. Io non faccio parte di quella categoria di persone talmente decise da dire 'Se tornassi indietro rifarei esattamente le stesse cose'. Io, con il senno di poi, molte cose del mio passato le cambierei, così come si fa con un paio di pantaloni che risulta troppo stretto; altre le lascerei come sono; altre ancora le vivrei come se fosse la prima volta sperando di provare -ancora una volta- una sensazione unica; un battito d' ali convulso sul fondo dello stomaco.
Molte volte non abbiamo il tempo di pensare davvero a quello che stiamo facendo nel momento stesso in cui lo facciamo; ci lasciamo trascinare dalla corrente della vita, dal fiume dei pensieri come fossimo su un gommone durante una seduta di rafting.  Come quando compri un vestito dorato pieno di paillette  semplicemente perché "Uhhh, guarda come Luuuuccciccaaaaa" e quando torni a casa e ti fissi nello specchio, con quello scampolo alla Moira Orfei addosso, pensi a quanto sia stata affrettata la tua scelta.
Io sono sempre stata dell' idea che il tempo sia un lusso. Più dei denari, più dei gioielli. Chi possiede il tempo di scegliere con raziocinio è un uomo ricco.
E' (anche) per questo che lo shopping aiuta. Dopo aver fatto la tua scelta hai ancora la possibilità di cambiare idea. Un intero mese per decidere se quello che credi sia giusto per te lo è davvero oppure no.

lunedì 6 febbraio 2012

Tre giorni.

Tre giorni a Milano. 
Tre giorni durante i quali una città solitamente grigia si è piegata al candore di una spolverata di neve fresca, come granita dentro un succo di prugne.
Tre giorni in cui ho sentito freddo come mai in vita mia. Le temperature sono state così basse che in alcuni momenti credevo di perdere il naso congelato per strada. Ho desiderato il caldo che ti fa sudare anche i pensieri della mia Sicilia come un drogato in astinenza.
Tre giorni che volevo dedicare a del sano shopping. Lo sprint finale di una lunga maratona di saldi che però si è tradotto in un misero bottino: un maglione beidge a trecce strette di Tommy Hilfiger; uno scialle giallo ocra a motivi floreali di Zara e una t-shirt di Pinko un po' rock ma fin troppo adolescenziale.
Tre giorni in cui ho riscoperto la bellezza dello stare in famiglia. Le chiacchiere fra sorelle e il sabato sera tranquillo tra una tazza di cioccolata calda e una puntata di Hart of Dixie come non succedeva da secoli.
Tre giorni in cui ho imparato a guardare il cielo e scorgere minuscoli batuffoli di cotone gelato che si posavano leggeri sulle guglie del Duomo e sul velo dorato della Madonnina.
Tre giorni che sono passati veloci ma senza che il tempo mi mettesse fretta. Tutto era scandito dal pensiero di vacanza misto alla voglia di fare. Non abbiamo sprecato il nostro tempo senza che lui ci spingesse. Non avevo mai provato una sensazione tanto piacevole.
Tre giorni in cui ho visto un sacco di cose strane. Un giapponese bassino dall' aria allegra e gli occhi ridotti a due fessure che lasciava dondolare placidamente una Birkin arancio dai profili giallo fluo. Un cagnolino con un bomber di pelliccia di visone con tanto di cappello. Un uomo a maniche corte nel gelo della capitale del glamour.
Tre giorni durante i quali ho visto così tante persone con le scarpe del boscaiolo che sembrava di essere davvero in un bosco! Ed io che credevo… Comunque la parte alta dello stivaletto, dopo un giorno intero, mi ha dato un po’ fastidio: devo prenderci l’ abitudine prima di metterle un’ altra volta!
Tre giorni ricchi di sorrisi e di fotografie.
Tre giorni durante i quali ho scoperto un' ottima pizzeria a Milano. Pizza and Friends in via Baracchino, dietro il Duomo. Io ho preso un' insalata che si chiamava Glamour: questo deve dirvi tutto ma ho assaggiato la pizza da mio papà ed era davvero buona!
Tre giorni in cui ho lasciato che i miei occhi si posassero sulle vetrine dei posti in cui sono racchiusi i sogni di donna. I manichini erano fasciati da eleganti abiti leggeri a stampe floreali; i loro piedi senza dita incastrati in sandali dai colori accesi; le loro braccia scoperte e tese ti invitavano a raggiungerli anche se per te non è ancora momento di primavera.
Tre giorni durante i quali ho sentito una coppia di russi lamentarsi per il freddo di Milano. Ora, posso capire che mi lamento io, che vengo dalla Sicilia, ma voi? Insomma passate l’ inverno intero a meno venti!
Tre giorni in cui ho bevuto così tanta cioccolata calda con panna che nemmeno in tutta la mia vita. Ogni scusa era buona per rintanarsi in un bar e sfuggire al gelo di Milano.
Tre giorni in cui ho apprezzato il caos ordinato di Milano. Mi piace il modo in cui la città abbia tutto sotto controllo nonostante gli impegni e il tempo che corre.
Tre giorni che adesso sono un miscuglio sparso di fotogrammi e ricordi piacevoli.

Tregiornamente vostra, R.

mercoledì 11 gennaio 2012

Ho trovato la soluzione.

Ho appena avuto l' illuminazione del secolo. La rivelazione prima che risolleverà le sorti del genere umano. La Fornero, il ministro gemente e piangente per la crisi, e il signor Mario Monti dovrebbero farmi una statua e metterla alle porte di Roma per questa geniale intuizione che sto per svelarvi. Ho trovato la soluzione, non solo alla crisi economica mondiale, ma ad uno dei difetti genetici che ha colpito la maggior parte della popolazione femminile occidentalizzata: la voglia irrefrenabile di shopping. 
Tu donna, sai che parlo di te, ammetti che ciò che sto dicendo è vero. Asserisci, senza vergognarti del tuo DNA, che non riesci ad entrare in un negozio ed uscire a mani vuote. Di senza timore che non riesci a tenere il portafogli nella borsa per più di due minuti dopo essere entrata in un centro commerciale. Non avere vergogna di questa tua debolezza: è genetico. Non è mica colpa tua: è una questione genetica. E' colpa della natura, della biologia! E' nel DNA di ogni donna, di ogni essere vagina munita. Ecco perché gli uomini certe cose non le possono capire: non hanno il gene dello shopping! E' semplice...
Ed ecco qual è la soluzione che propongo. Ad ogni femmina, nel momento in cui viene al mondo, dev' essere allegata al certificato di nascita una carta di credito illimitata da usare a suo piacimento fin da quando è bambina. Pensate a come girerebbe l' economia se ogni donna potesse esaudire ogni suo desiderio a forma di borse o scarpe? Pensate a quanti sorrisi? Pensate a quanti cappottini con gli alamari che potremmo comprare?? Non ci sarebbero più donne depresse o mercati in ribasso. Non vedrete più donne sciatte agli angoli della strada ne uomini disperati per il conto in banca in rosso a causa della moglie. E' questa l' unica strada per ovviare al difetto genetico che Madre Natura ci ha afflitto senza possibilità di rimedio.
E' inutile continuare a negare l' evidenza, caro il mio Signor Mario Monti, è questa l' unica soluzione per la crisi economica e non tutte quelle fregnaccie piene di paroloni che vogliono solo incularci tutti che blateri da quando sei diventato premier per chissà quale grazia del cielo (io, di certo, uno che è il presidente dell' università dalla quale sono usciti soggetti come Nina Senicar, Leo Bongiorno, Sara Tommasi e Chiara Ferragni non lo volevo a rappresentarmi. Al massimo gli facevo aprire un fashion blog! E pensare che mia sorella medita di iscriversi li... Benedetta gioventù... E se poi diventa come Sara Tommasi?? Non ci voglio nemmeno pensare, Sant' Iddio!).
Bah... se oltre la carta di credito il Buon Signore ci desse anche la possibilità di mangiare come se non ci fosse un domani senza prendere nemmeno un etto allora si che potremmo affermare di aver trovato il Paradiso.
Ahhh... Quanto è difficile essere Donna!

Soluzionamente vostra, R.

venerdì 6 gennaio 2012

Che non si dica di me che non faccio girare l' economia #Saldi


E' cosa certa e sperimentata che la parola 'Saldi' provoca in me un istinto primordiale che mi spinge ad aprire il portafogli senza star li a fare i calcoli, non quanto faccio di solito, comunque. 

martedì 15 novembre 2011

Credici quando ti dicono che il mondo gira al contrario.

Viviamo nella comune convinzione che siano gli uomini che non vogliono andare con le proprie fidanzate in giro per negozi. Crediamo ancora che loro soffrano al pensiero di varcare le porte del centro commerciale come se si trattasse di un girone dell' inferno. Ci croggioliamo del fatto che la sola idea di aspettarci fuori da un negozio provochi loro dei pruriti che, in confronto, la varicella che mia sorella Renata ha preso mentre eravamo in settimana bianca sedici anni fa è stata una pischerata! 
Ma, dato che io non sono una che si omologa alla massa, voglio raccontarvi la mia storia. La mia storia al contrario. Eh si, perché, tra me e il mio fidanzato sono IO che sudo freddo quando lui mi chiede di fare un giro, di accompagnarlo a scegliere un maglione.

giovedì 10 novembre 2011

Un mese senza shopping.

Non credevo di riuscirci davvero. Non ero certa che ci sarei arrivata incolume a questo giorno. Eppure...
C' eravamo lasciati così, un mese fa, con una promessa. Sono trascorsi trenta lunghissimi giorni da quando mi sono auto inflitta la punizione del non-shopping e ne sono uscita. Potrei aggiungere indenne ma qualche graffio qui e li... 
Alcuni di quei vestiti che avevano ancora l' etichetta attaccata non hanno visto la luce del sole e giacciono rilassati nell' armadio ma altri hanno vissuto momenti di gloria addosso a me. Non posso dire di ritenermi soddisfatta a pieno. Forse avrei dovuto decidere di non comprare assolutamente nulla dato che ci sono stati degli intermezzi comici in cui ho speso centotrentacinque euri per una tracolla (devo ammettere che non me ne sono pentita. Davvero).
Però è stato un mese strano. Mi sono resa conto che lo shopping è davvero un momento terapeutico per la donna (magari anche per gli uomini, dovrei indagare). L' ebbrezza di un vestito nuovo, la frenesia di correre in camerino e cercare, riflessa nello specchio, l' immagine che c' eravamo fatte di noi stesse con quel capo addosso. Il momento in cui esci il portafogli dalla borsa promettendo a te stessa che questa è l' ultima volta, almeno per quel giorno. E poi lo shopping è di compagnia in quei pomeriggi in cui non vuoi vedere nessuno ma, allo stesso tempo, hai voglia di infilarti le scarpe e andare al centro commerciale e contornarti di sconosciuti. Tra uno scaffale di Zara e un manichino di H&M. Tra il 'posso aiutarti?' di una commessa e l' odore buono dei vestiti nuovi.
Cosa volevo dimostrare a me stessa con questa scelta del Non-Shopping? Non lo so, ve lo dico onestamente. Andiamo per ipotesi.
Ho realizzato di poter fare a meno di non comprare vestiti per un arco di tempo definito? Si. 
Mi sono resa conto che lo shopping è inutile? No, anzi... In certi momenti è proprio necessario ma si superano.
Ho risparmiato? Non più di tanto perché quando non puoi comprare vestiti inevitabilmente sfoghi su altro e le ciprie di Chanel costano davvero un botto (maledettissimo Karl). 
Vi consiglio questa esperienza? Si, assolutamente. E' un modo per mettervi alla prova e, se ce la fate a non cedere ad altre tentazioni, per risparmiare. Ma dovete prenderla seriamente. 
Però sono stata di parola e, per una persona come me che di secondo nome fa Inconstanza, raggiungere l' obbiettivo prefissato è un gran traguardo. Non mi sono distratta e, dopo un mese, sono ancora qui!
Fatemi un sacco di complimenti che me li merito!

Non-Shoppingamente vostra, R.



mercoledì 26 ottobre 2011

Il NON-SHOPPING all' ombra del Duomo di Milano.


Quando non puoi comprare vestiti...
...COMPRI STRONZATE! 

Sono stata a Milano meno di ventiquattrore. Meno di un giorno intero. Meno del tempo di andare e tornare da Los Angeles. E, complice il fatto che non posso comprare vestiti, ho speso i miei soldi in cose che rasentano l' inutilità o -perlomeno- non sono di primaria importanza.

lunedì 10 ottobre 2011

Ho messo ordine nel mio armadio: decisioni di vita che possono cambiarti la giornata!


Il piccolo divanetto nella mia stanza era stato sommerso. Non se ne si vedevano più i piedi. Il colore non lo riuscivi a distinguere correttamente. Una massa informe di vestiti, jeans, t-shirt e camicie se n' era impossessata. Un variopinto mucchio di cotone e jeans, di seta e viscosa che doveva essere sistemato. Una morbida montagna che doveva essere scalata. Dato che oggi, causa sforzi universitari in tregua, non avevo granché da fare ho esclamato "ordino camera e metto a posto l' armadio!" quando Madre mi ha chiesto che programmi avessi per il pomeriggio. Era davvero necessario. Si erano ammassati vestiti stirati e vestiti smessi in un abbraccio amoroso; tutte le borse che possiedo (Ok, non credevo che fossero così tante!) erano prive delle loro custodie protettive e piene di scontrini e fazzoletti memori di sedute di shopping terapeutico.
Un piccolo pensiero si è insinuato nella mia mente, come un tarlaccio maledetto, mentre venivo a capo di tanto disordine: forse (e sottolineo FORSE) ho troppi vestiti.
Mi sono resa conto di possedere trentasei camicie. TRENTASEI camicie. Ma come diavolo ho fatto ad accumularne tante? Dev' essere stato l' anno scorso quando ci volevano tutti boscaioli del Canada del Nord. Ho scovato quattro paia di pantaloni e una decina di magliette con l' etichetta ancora attaccata. Possiedo una quantità di canottiere che nemmeno un camionista nel suo periodo migliore e -udite udite- mi sono resa conto di avere L' INTERO stock di colori dei maglioncini ZARA. Di quelli nero, marrone e verde ne ho addirittura due e persino la variante che arriva al ginocchio. Nemmeno la figlia del signor Zara ha tutti i maglioncini di Zara a 14.95 euro che ho io (quella è milionaria mica li compra da Zara come la povera sottoscritta, Babbioni!). Ho dei vestiti nell' armadio che ho indossato una sola volta (ad esempio quello comprato in occasione dell' anniversario dei miei che ho deciso indosserò a Capodanno qualunque cosa farò). Una quantità di jeans immonda TUTTI UGUALI e una serie di sciarpe di ogni tonalità, forma e dimensione. Di scarpe e borse non dico nulla. E' meglio così. Ho una dignità.
Ed è per questo che ho preso una decisione. NON comprerò più nulla per un mese. Trenta lunghissimi giorni senza acquistare nemmeno un cardigan. Utilizzerò le cose ancora con l' etichetta e indosserò quello che ho già. Nemmeno una misera t-shirt basic. Oggi è il primo giorno del mio mese di astinenza dallo shopping. Sarà dura ma la decisione è presa. Ho troppe cose. Mi sento male al solo pensiero.

Ordinatamente vostra, R.

sabato 21 maggio 2011

Lo shopping allunga la vita!


Ecco la conferma che tutti noi aspettavamo da tempo: lo shopping allunga la vita!
Gli studiosi del National Health Research Institute di Taiwan hanno condotto uno studio su un gruppo di 1.850 persone arrivando alla conclusione che una dose giornaliera di acquisti renderebbe più longevi. Il dottor Yu-Hung Chang ha pubblicato su alcune delle più note riviste mediche lo studio che lo ha portato al conseguimento di tale teoria: è venuto fuori che gli uomini che hanno una buona abitudine allo shopping sono più longevi e in salute dei coetani che non acquistano null' altro al di fuori dei beni di prima necessità! Non solo, il dottore ha aggiunto che l' andare per negozi ha anche una finalità terapeutica: agevola il movimento, permette di smaltire calorie, combatte la solitudine e allevia i dissidi psicologici di ognuno di noi. Un giro al supermercato, un salto al centro commerciale, una passeggiata tra i mercatini o una spesa folle implicano la socializzazione e questo favorirebbe il disperdersi di alcune patologie legate alla solitudine aumentando la longevità dell' individuo! Si è anche scoperto che lo shopping è un' importante terapia di stimolo della mente e aiuta a mantenerla giovane e attiva in quanto la ricerca di un oggetto all' interno di un negozio è spinta dall' immagine che il nostro cervello si era fatta di essa! In conclusione, spendere soldi aiuta a vivere meglio quindi mano al portafogli, lucidate la carta di credito e correte ad... allungare la vostra vita!

Allungatamente vostra, R.

martedì 12 aprile 2011

Shopping&Assorbenti


"Irresistibile voglia di shopping? Può dipendere dall' ovulazione.
Le donne in fase di ovulazione tendono a comprare di più e scelgono abiti e accessori più sexy del solito, secondo una ricerca su gruppi di volontarie della Carlson School of Management del Minnesota. E' un meccanismo inconscio guidato dalla chimica: per 5 o 6 giorni al mese le donne sono alla ricerca di ciò che può aiutarle a vincere la competizione con le altre."

Ero in bagno a trastullarmi allegramente leggendo un giornale (Si, anche le donne fanno la pupù di che ne dica un mio compagno del liceo che affermava deciso che le donne in bagno non vanno assolutamente!) abbandonato tra il box doccia e il mobiletto, Diva&Minchiona per l' esattezza, quando mi trovo davanti questo trafiletto.
La prima conclusione che ho tratto alla fine della mia interessantissimissima lettura è stata che, senza alcuna ombra di dubbio, questa ricerca è stata svolta da un uomo!
Perché? E' presto spiegato.
Solo un individuo di sesso maschile che non ha mai provato il piacere dell' ovulazione e dei quindici giorni che ne susseguono può affermare con cotanta idiozia che la donna cerca di abbigliarsi a gattina sexy proprio in quei giorni!
La mia fame chimica inizia proprio con l' ovulazione! Altro che completini sexy, una ciambellina! Datemi una ciambellina!!!
Un ovaio al mese inizia a contorcersi per espellere quel dannato ovulo e tu con lui! Si diventa irrequiete e lunatiche! E l' ultima cosa che si vuole fare è proprio lo shopping: la pancia è gonfia come un palloncino, il viso inizia pian piano ad assomigliare al piano astrale che il Mago Iano (che ha lo studio sotto casa vostra) vi ha fatto quando gli avete chiesto se -finalmente- quest' anno la sfiga vi avrebbe abbandonato per rallegrare porti diversi dal vostro, i capelli assomigliano a quelli della Barbie (plastica indomabile, insomma!) e -con l' arrivo del caldo infernale- non solo la situazione peggiora ma ad agosto si aggiunge al pacchetto la voglia di uccidere qualunque essere che di lavoro fa il commesso/a (motivo per cui i negozi vanno in ferie)!
Durante l' ovulazione (nel periodo del ciclo la situazione tende a peggiorare notevolmente) le maglie si allargano sensibilmente e adottiamo quello "stile impero" a metà tra la vestale greca e la gestante di nove mesi e più, divoriamo qualsiasi cosa troviamo in giro (indipendentemente dal fatto che sia commestibile o meno) e ci contorciamo a causa delle fitte e del mal di testa martellante (a meno che non siate drogate di Moment Rosa o Oki a piacimento come la sottoscritta).
Insomma in quel periodo a tutto pensiamo di somigliare tranne che agli angeli di Victoria' s Secrets....
Mi sa che questi del Minnesota hanno toppato... Che ne pensate?

Ovulatamente vostra, R.