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mercoledì 9 maggio 2012

Metti una sera al Met...


Se nella moda conti almeno un piffero il sette di maggio del duemiladodici eri al Metropolitan Museum di New York City. Se nella moda conti quanto il due di bastoni quando la briscola è a oro allora eri a casa a scaccolarti davanti l' ultima puntata di Revenge. Come la sottoscritta, appunto. Solo che io non mi scaccolo mentre vedo i telefilm che non lo trovo igenico. 
Guardando le foto del red carpet dell' evento che viene considerato di portata pari agli Oscar per la California, mi sono sorte alcune questioni di non poca importanza. Spero possiate aiutarmi a fare luce su questi dubbi amletici che mi attanagliano. 

venerdì 20 gennaio 2012

Volevo scrivere tante cose.

Volevo scrivere un post sulle nuove scarpe presentate da Prada. 
Poi volevo scriverne uno su Benedetta Parodi; avevo anche trovato un titolo fighissimo che però non vi dirò nel caso in cui un giorno mi decida a scriverlo davvero. 
Avevo pensato di scriverne uno sulla chiusura di Megavideo, fatto che mi sta arrecando non pochi momenti di sconforto e crisi. 
Magari ne potevo scrivere uno sulla drammatica situazione in Sicilia: io la benzina l' ho finita e domani mia sorella festeggerà i 18 anni e io non ho ancora comprato un vestito; vedete voi... 
Volevo fare gli auguri a Marco Simoncelli per i suoi 25 anni e a Nostra Signora (Amen) Franca Sozzani per i suoi 62 (portati egregiamente, s' intenda eh...). 
Magari, seguendo l' onda, potevo ravanarvi anche io un pochetto i maroni santi con la moldava che se la faceva con il comandante Schettino mentre la Costa Concordia concodiava con uno scoglio. 
Volevo scrivere un post sul 23° capitolo di 45 giorni a Vogue e dirvi che, secondo me, è il più bello di tutta la storia. Mi sono innamorata di Davide dopo averlo scritto, sicché....
Volevo scrivere un post sui blog che seguo, che sono un' infinità, ma che poi alla fine si riducono sempre ai soliti dieci in tutto. Volevo farlo per ringraziare Giulia (Diario di un' ex stacanovista), Fiona (Il pazzo mondo di Fiona), C. (LoveIs), Es (Just4u make up and style), Lucia (Cosmetics and Reviws) e Gilulia (La Pinta) per i premi che mi hanno assegnato e -sopratutto- per i loro interventi sull' isola di Robilandia. Grazie!
Volevo scrivere un post per segnalarvi la nascita di un utilissimo blog nato dall' idea, dalla costanza, dalla passione e dedizione di Claudia (Piccolo Spazio Vitale) che sarà per voi un faro nella notte nei meandri dello Shopping OnLine! Trovate il blog QUI. Mi spiace per i vostri portafogli.... 
Volevo raccontarvi della gallina che ho trovato nel viale di casa mia e che ora è parte integrante della famiglia. Ha deciso di rimanere con noi e non riusciamo proprio a capire da dove venga... 


In definitiva, potevo scrivere un sacco di cose su un sacco di cose... 
Non è detto che non lo farò, solo non adesso. 

Robi 

martedì 9 agosto 2011

Kate e le critiche: è ora della svecchiatina!

Kate, mia cara, c' era da aspettarselo che prima o poi arrivassero le critiche. Come si dice, non tutte le ciambelle riescono con il buco e non tutte le inglesi possono essere Victoria Beckham!
Quello stile troppo abbottonato e drappeggiato fatto di tessuti da tendaggio e cappellini piumati non è adatto ad una trentenne degli anni duemila nonostante lei sia destinata a diventare regina.
E se la critica, per prima, viene mossa da un' altra regina inglese (della moda) come Vivienne Westwood è il caso di correre ai ripari! La rossa stilista, infatti, ha definito la Middleton "ordinaria" ed "incapace di truccarsi" sul Sunday Times come riporta Vanityfair.it. E non è la sola a pensarla così: anche Victor&Rolf hanno sentenziato sull' uso sconsiderato di eye liner e sulle discutibili scelte di stile della duchessa sostenendo che una giovane donna così imitata in tutto il mondo dovrebbe vestire differentemente. Pochi giorni fa, al Jay Leno Show, anche Kelly Osborourne ha mosso delle critiche nei confronti della sposa di William chiedendosi il motivo per il quale Kate indossi lo stesso abito in occasioni ufficiali! Certo, il fatto che le critiche vengano mosse da una come Kelly Osbourne mi fa sorridere! Insomma... va bene che ora si è improvvisata grande maestra di stile e che ha i capelli biondo platino come Nostra Signora Franca, ma non dimentichiamoci chi è stata....


Io non sono totalmente in disaccordo sul fatto che sia sbagliato che la Middleton utilizzi più volte lo stesso abito in occasioni ufficiali. Sono dell' idea che è giusto riutilizzare la stessa t-shirt per andare in palestra, a comprare il pane e i giornali ma -allo stesso tempo- è appropriato che la futura regina d' Inghilterra sfoggi nelle occasioni mondane mise differenti.
In fondo, ammettiamolo, anche noi comuni mortali facciamo attenzione a non indossare due volte di seguito lo stesso abito!
E' anche vero che Kate deve seguire un rigido protocollo di corte che le impone perfino l' altezza dei tacchi ma una svecchiatina qui e li non guasterebbe!
E poi, Kate Kara, smettila di truccarti da sola o -almeno- guardati qualche tutorial su Youtube che il trucco fa miracoli e una donna che vuol fare l' icona di stile ai miracoli non deve mai dire di NO!

Svecchiatamente vostra, R.

venerdì 3 giugno 2011

Se la Sozzani ci prende per i fondelli...


Lo so, lo so che siete tutte li a strizzarvi in micro bikini in attesa del primo sole degno di essere definito tale. Posso ben immaginare le carte geografiche che avete fatto delle vostre smagliature e dei buchi da cellulite. Capisco bene che la vostra autostima sia da interporsi tra il meno infinito e l' oltre ma non disperate ci pensa Nostra Signora Franca a tirarci su di morale! Lei, la divina che non ha mai pesato più di 40 kg (Capelli compresi), ci propone un servizio che farebbe invidia ai peggiori giornaletti erotici per volgarità e che ha del surreale in termini di presa per i fondelli (avrei voluto scrivere 'presa per il culo' ma sono una signora, sicché...) sdoganando una fisicità di tutto rispetto!
La donna che alle "Invasioni Barbariche" ha confermato di non aver mai assaggiato un Tiramisù (e, diavolo, se non sai che cosa ti perdi Franca mia!) adesso mi mette in copertina delle signore (indubbiamente bellissime) rotonde, formose, facendole passare per l' ideale di donna che si è sempre ricercato. Eh certo, Bella, però prima proponimele 4789823782 pagine di pubblicità di costumi da bagno con modelle ai limiti dell' umana magrezza! Lascia passare vent' anni e oltre di carriera prima di proporre una copertina che vuole dare un altro segnale forte della vostra attenzione a tutte quelle donne che intendono la bellezza come qualcosa di molto più articolato e genuino rispetto ad una mera questione di taglie (parole di Nostra Signora)!
Che poi, mi chiedo io, se questa è la normalità che senso ha pubblicizzare questa copertina fino a Timbuctù costringendo il piccolo Dini di Vanity Fair a scriverne in ogni piattaforma a sua disposizione?
Io sono dell' idea che sia più credibile che Vogue mi proponga delle donne pelle e ossa con addosso pezzi d' alta moda e gioielli da mille e una notte piuttosto che donne formose ignude! Vogue ha il compito di farci sognare e come tale propone modelli inarrivabili che indossano abiti che mai ci potremo permettere. Ha il compito di guidarci nei meandri di un pianeta favoloso, quello della moda, attraverso delle fotografie eccezionali che ritraggono quello che è la vera essenza del giornale: la creatività degli stilisti! Ma dobbiamo avere chiaro in mente che tutto questo esula dalla normalità: nessuna di noi indossa un Valentino per andare all' università e non ho mai visto mia mamma scegliere Chopard come chincaglieria per andare a lavoro! La normalità che loro fingono di voler proporre non fa parte dello sfavillante e dorato mondo della moda, se no non sarebbe più così sfavillante, così dorato; è una semplice questione di logica!
Che poi sapete qual è la cosa che mi ha fatto ridere di più? E' che abbiano scelto di far posare queste donne in intimo o addirittura senza veli quasi a voler sottolineare che non ci sono abiti, nell' alta moda, adatti a loro. Come se, con il pretesto della copertina a favore, vogliano sottolineare che sono spiacenti ma che non c' è posto per della carne in più dentro un abito di Chanel!

‎"Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti."
-Seneca-

BellaVeramente vostra, R.

venerdì 8 aprile 2011

NO al Color Block! Campagna per i diritti del vestirsi civile.



Tadààààà eccolo il post che tutti voi aspettavate, il post che ha per argomento quello di cui ancora nessuno ha parlato, il post che cambierà il vostro modo di guardare alle tendenze per la prossima estate, il post sul COLOR BLOCK insomma!!!
Lo so che ne avete le bambole piene e al solo sentirne ancora parlare vi viene voglia di incappucciarvi, rinchiudervi in soffitta ed aspettare che giunga Natale per uscire ma è giusto (si! Lo è!) che io vi dica la mia opinione.
Insomma, vi interessa, no? Si? Bravi!

E' inutile che vi spieghi cosa sia, quali siano le regole e tutti i bla bla bla di cui ormai sentite blaterare da mesi, da quando -ancora- avevate gli UGG ai piedi e il pail sul sedere! E' inutile che mi dilunghi sul non dover accostare i noncolori (Bianco&Nero) e sulla scala cromatica da seguire perché perfino la panettiera sotto casa ormai lo sa. Si, lo sa!

Quindi mi limiterò a dirvi quanto io trovi questa specie di tendenza a metà tra il Carnevale di Rio e il Mango Contest assurdamente idiota quanto impraticabile!
Il fatto, di per se già alquanto antiestetico, di dover indossare più di tre colori che non comprendano il bianco e il nero mi pare quantomeno improponibile ma aggravare il tutto con la clausola che i colori debbano essere sgargianti, fluo, luccicanti e vistosi lo trovo davvero troppo.
Insomma spargete il vostro corpo di una mistura ben mescolata di acqua e colla vinilica, Fatto?
Aprite le ante del vostro armadio, Fatto?
Prendete la rincorsa e catapultatevi all' interno dell' oggetto d' arredo che contiene il vostro guardaroba e lasciate che i vostri panni colorati si attacchino a voi, Fatto?
Adesso guardatevi allo specchio e se e solo se sembrate dei perfetti idioti che si sono vestiti al buio allora si che potrete gridare vittoria!!!

Il fatto che l' arancione, il verde pistacchio, il fucsia e il giallo limone dovevano predominare nel mio armadio già mi creava una certa ansia (eppure -essendo estate- l' avevo accettato di buon grado) ma indossarli contemporaneamente e con un certo orgoglio è davvero troppo.
Ma sapete qual è, in realtà, il vero problema? No?
E' subito spiegato!
Il vero problema, miei cari, è che -essendo una tendenza conclamata perfino da Nostra Signora Franca e compari varie- saremo costretti quest' estate a sorbirci abominevoli intrugli di colori, tessuti e fantasie addosso a corpi più o meno pronti alla bella stagione, sulle riviste, in tv e -che Dio ci aiuti- in carne ed ossa per strada che ad un certo punto dovremo correre ai ripari e sperare che il Burqua diventi presto obbligatorio (Non iniziate con il discorso femminista che lo so che il Burqua è una brutta cosa, che siamo fortunate e bla bla bla; è solo una battuta, ok?)!!!
Eh si, perché superato l' iniziale squilibrio psico-fisico (che in me è destinato a NON esaurirsi) creato dal suddetto dettame modaiolo TUTTE coloro che si credono alla moda, fescìon, cool inizieranno a combinare pastrocchi che hanno dell' accecante.
Beh, se è di moda....
Se è di moda un paio di ciuffoli!

Quindi si ai colori ma sul jeans o su un pantalone bianco; no al nero in favore di tinte forti o pastello ma indossate una alla volta; si alle scarpe colorate ma abbinate ad un tubino tinta unita o ad un Capri color latte!
Osate accessori audaci che rendano particolare il complesso: copritevi di pietre dure, colorate e vistose; provate tacchi vertiginosi dai colori accessi e fermacapelli dai motivi floreali; optate per un rossetto fucsia, un mascara allungante e per uno smalto fluo!
E, in definitiva, vestitevi poco che in estate si sta in spiaggia!

Colorblockamente vostra, R.

giovedì 24 febbraio 2011

Gucci FALL 2011 RTW.


E' iniziata ieri la Milano Fashion Week e tutto il mondo della moda è in fermento.
I redattori escono le loro scarpe più scomode dagli scatoli, Anna Wintour i suoi occhiali da sole più scuri, i fashion blogger che contano (o le contano che pensar si voglia) propongono outfit ridicoli ma propriamente adatti all' imminente carnevale e così si va in scena. Si abbassano le luci, parte la musica, accelerano i battiti cardiaci delle modelle e via sulla passerella.
A me non piace parlare di sfilate perché a me piace parlare di moda e la moda per me non è quella delle sfilate (tié! Che gioco di parole, eh?).
Gli abiti lunghi lasciamoli a quelle che andranno agli Oscar domenica!
Solo che non è tutta couture quella che sfila, gli stilisti propongono la ready-to-wear per accontentare anche gli animi meno mondani ma altrettanto ricchi!
Sicché...
La prima grande firma che ha sfilato ieri è stata Gucci.
Aspettavo al varco questa collezione, memore della recente SS 2011 che ho trovato a dir poco eccezionale, per poter comparare nella speranza che il successo si ripetesse.
Così non è stato o -perlomeno- non del tutto.
Voglio fare una premessa prima che Franca Sozzani ne abbia a male: io giudico quello che vedo in base al mio gusto personale e, non essendo un addetto ai lavori che deve essere al di sopra delle parti o -perlomeno- influenzato dal contratto pubblicitario più redditizio- voglio potermi chiedere di ogni capo se lo indosserei o meno!
Per questa semplice ragione potrei dividere la sfilata in due parti: quella del NON ME LO METTEREI ADDOSSO NEMMENO SE MI PAGASSERO ORO e quella del CARINO; GUARDABILE; DEV' ESSER MIO!

Partiamo dalla prima così ci leviamo il dente amaro subito e, come si dice, lasciamo che il dulcis rimanga in fundo!



Rettili verdini su gonne e giacche?
Pelo scimmiesco ammollato nella vernice colorata?
Pantaloni bianchi e giacca di velluto marrone?
Cespugli di primule e viole a mò di coprispalle?
Lunghe gonne di velo trasparenti?
Culottes in bella mostra???
Suvvia, FridaBella, questa parte della collezione è proprio insalvabile!
E non commento più perché, a me, FridaBella fa simpatia e non vorrei che se la prendesse.

Ma, ringraziando il cielo, FridaBella è riuscita anche a farci sentire eleganti, ci ha ricordato che lo stile non si sciacqua ed ha partorito una serie di uscite sofisticate e particolari che ricordano le signore della società da bere degli anni '70!




Pantaloni larghi che sembrano frusciare sospinti dalla leggiadria delle modelle e dalle loro chilometriche gambe.
Abiti segnati sulla vita da una piccola cintura che mi ricordano la giovinezza di mia nonna e la sua eleganza.
Colori vivaci ma allo stesso tempo freddi che non danno l' idea d' aver sbagliato scatolone durante il cambio di stagione.
Un tocco di giallo al quale difficilmente direi di si ma che -ugualmente- sarebbe un sogno possedere.
Scollature vertiginose, sexy e spudorate per una donna che, se ha, è bene che mostri!
Colli di pelliccia dai toni scuri che contrastano lo scimmiesco di prima vincendo per eleganza, sobrietà e signorilità!


P.S. 1 Sono certa che Guendalina Canessa (e sorella fotografa), in prima fila, dati suoi trash-trascorsi avrà apprezzato la prima parte della collezione!
P.S. 2 Cosa avrà visto la Wintour da dietro quegli occhialoni scuri?




Gucciamente vostra, R.

lunedì 21 febbraio 2011

Brain Stoming!



Questo è uno di quei post, ve lo annuncio subito così da evitare fraintendimenti, che non parla di moda, non parla di attualità, non fa gossip né notizia ma che, in realtà, potrebbe parlare di tutto questo.
Lo scopriremo solo vivendo!
E' uno di quei post in cui, per mancanza d' ispirazione, non ho davvero qualcosa da raccontarvi e -così- faccio un pò di Brain Storming.
Venerdì sera sono stata al cinema a vedere Il cigno nero.


Il film analizza l' interiorizzazione da parte di Nina, ballerina classica, di uno dei personaggi più famosi del mondo del balletto: Odette nel Lago dei Cigni.
Tra un pliè e una piroette e una lamentela del mio ragazzo ho trascorso due ore di tensione pura alla ricerca di quella perfezione che finalmente Nina riesce a trovare alla fine del film ma che la porterà..........
Che ve lo dico a fare? Andatelo a vedere, no?

Sabato è finito Sanremo e ha vinto Roberto Vecchioni.
Tutti sostengono che la sua vittoria sia meritatissima, che lui è un poeta e bla bla bla. Non so dirvi se hanno ragione o meno perché ho sentito la canzone con molta superficialità e non ho un parere personale su di essa.
Ho trovato davvero belle le canzoni Arriverà di Emma con i Modà e Bastardo di Anna Tatangelo.
Una nota speciale la voglio dedicare a Giusy Ferreri: la sua canzone e la musica sono davvero eccezionali l' unica pecca è il modo in cui lei la interpreta.
Le si è incastrata una nocciolina in gola?
Certo è, che si è distinta in modo grottesco sul palco dell' Ariston non solo per la voce ma anche per l' abbigliamento che non sto qui a commentare perché non ne ho voglia.
Tralascio anche inutili commenti sulle primedonne di questa edizione della kermesse canora visto che sulla fanpage di Ronilandia ci siamo dilungati fin troppo e chissà -poi- se se lo meritavano davvero!

Ho in programma un viaggio a breve ma ve ne parlerò a tempo debito.
Vi dico solo che è una città in cui torno molto volentieri e dalla quale molto volentieri non tornerei indietro.

A proposito di nuove mode, sabato mattina sono stata in giro con mammina per centri commerciali e ho visto un prepotente ritorno del jeans a zampa d' elefante!

Presa dall' entusiasmo e dalla sindrome premestruale ne ho comprato un paio che ho subito indossato! La zampa non è particolarmente larga ma, abituata agli skinny, devo ammettere che faceva effetto!
La primavera è vicina e il ritorno della comoda zeppa, della suola di corda e delle infradito si fa già sentire quindi ben venga questa nuova moda che con loro si sposa bene!

Nella mia personale libreria ci sono due romanzi che aspettano di essere letti: L' allieva di Alessia Gazzola e Un alieno a Vanity Fair di Toby Young.
Non so quando avrò il tempo di dedicarmici ma quello della Gazzola mi incuriosisce molto essendo scritto da una ragazza che incarna il mio ideale di futuro: un futuro medico legale a cui piace scrivere!

La settimana della moda a New York si è conclusa, si è aperta quella di Londra (che sta per finire) in attesa di quella di Milano. Ma di tutto questo adesso non ho voglia di scrivere quindi niente!!!
Franca Sozzani, sul suo blog, ne ha ampiamente discusso quindi informiamoci li e buonanotte al secchio!

Domenica (ieri) mia nonna ha fatto il compleanno e nemmeno ve lo immaginate quanto abbia potuto mangiare.
Barbara Berlusconi, dopo dieci anni, ha rotto con il compagno nonché padre dei suoi due figli.
Jessica Alba, Natalia Titova, Victoria Beckham, Adriana Volpe e tante altre sono incinte: evidentemente la cicogna faceva i saldi!
Ho scoperto che la mia cantante preferita, per il momento, è Colbie Caillat.
Stamattina ho scaricato Skype sull' I-phone in vista dell' imminente partenza ma non ho ben capito come funziona, meno male che c' è mia sorella!
Dovrei andare all' ufficio passaporti e ritirare il mio: quello vecchio non era elettronico e dopo cento euro di bollettini, file alla posta, file all' ufficio e bla bla bla adesso dovrei essere autorizzata ad espatriare.
Che poi, dico io, a me piaceva il mio vecchio passaporto! La foto era carina, ero giovane e fresca, era pieno di timbri ricordo dei viaggi, me lo potevano lasciare, no? NO! Se non glielo tornavo non mi davano quello nuovo e se non mi davano quello nuovo non partivo quindi alla fine hanno vinto loro!

Quando la forza con la ragion contrasta vince la forza e la ragion non basta!

Potrei continuare a scrivere ancora per un pò ma visto che mi hanno già accusata di essere eccessivamente prolissa mi fermo e vi dedico questa stupenda canzone!

Che possiate passare una meravigliosa settimana,
BrainStomingamente vostra, R.

venerdì 28 gennaio 2011

Franca Sozzani, i fashion blogger e le donne del presidente.


In soli tre giorni Franca Sozzani e Vogue.it sono riusciti a scatenare l' inferno!
Nel senso buono del termine, s' intenda!
Così, da brava blogger quale non sono, ho deciso di mettere ordine nelle vostre testoline bramose di ascoltare il mio pensiero!

Partiamo dalle donne del presidente così ci leviamo il dente e non se ne parla più (perlomeno non ne parliamo più noi perchè il resto della popolazione italiana e Barbara D' Urso continueranno a disquisirne per mesi se non -addirittura- per secoli).
Tale Cesare Cunaccia (ho dovuto cercare il cognome di questo Vattelapesca) ha scritto, dopo aver trangugiato un libro di storia e un dizionario, un articolo in cui ci deliziava con l' idea d' abbigliamento che ha Alessia Glaviano per le sedicenti accompagnatrici (che sia vero o no, non entro nel merito) del nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi (il suocero di Silvia holazeppolainbocca Toffanin, se per caso vi stavate chiedendo come avesse fatto ad arrivare a Verissimo).
Ha definito le suddette "un harem che farebbe invidia a Solimano il Magnifico" e ha sviolinato per una decina di paragrafi la vicenda che ha colpito l' Italia facendoci zimbello agli occhi del mondo (che novità, eh!).
Le critiche, manco a dirlo, sono piovute a dirotto (come quando ci sono le pecorelle in cielo) e prontamente il giorno dopo Nostra Signora Franca se ne è uscita con un "Era ironico!" e arrivederci&grazie brutti stronzi che avete osato fare polemica alla divina rivista!
Ora, come ho già detto a chi ha chiesto il mio pensiero in merito (Già, non pare vero nemmeno a me che interessi a qualcuno! ♥ ) io credo che -inizialmente- il servizio di Cesare Comesichiama sia stato pubblicato come vero sul sito del giornale: molto spesso hanno fatto questo giochino di "Crea il Look" con le dive quindi, cavalcando l' onda del momento, hanno ripetuto il medesimo con le ragazzotte di Berlu. Successivamente quelle erinni delle lettrici dotate di senso e ragione hanno bombardato di commenti negativi il blog della direttora e l' articolo di Cesare nostro (avete notato che nella vignetta qua sopra Berlu è vestito da Cesare? Ma quanto sono geniale?) e intere discussioni su Fb si sono consumate gridando allo scandalo e la Nostra Signora Franca si è veduta costretta ad ironizzare sull' accaduto ond' essere mangiata (che poi mica c' è di che cibarsi su quella donna!).
Detto questo, che sia vero o no, veritiero o ironico, per me è comunque fuori luogo!
E con questo passo oltre :D

La Franca, briccolcella, in uno dei commenti al post di un paio di giorni fa aveva definito BryanBoy un "talento naturale" capace di comunicare con i vestiti e aveva promesso che avrebbe dedicato un intero articolo al fenomeno dei Fashion Blogger.
Bene, il grande giorno è arrivato e riporta la data di oggi!
Nostra Signora ha sparato a zero sulla categoria sostenendo che le loro idee non hanno particolare peso per gli addetti ai lavori e che le loro opinioni lasciano il tempo che trovano.
Io, prima di tutto, vorrei fare alcune precisazioni.
Che cos' è il fashion blogger? Beh, di preciso io non lo so!
Io ho aperto il mio blog semplicemente perché mi piace scrivere: potrei scrivere di sport come di giardinaggio, di cucina o di letteratura o di moda come ho scelto di fare (scelta assolutamente non vincolante, ovviamente!) e mi piacciono le parole.
Io, con le mie parole, a differenza della Signora Sozzani e di tutti gli addetti ai lavori di cui elogia la bravura a difetto dei blogger, nel mio piccolo spazio personale posso dire ciò che mi pare e piace e questo, di per se, mi da un vantaggio rispetto ai giornali che sono strettamente tenuti ad idolatrare chi offre la pubblicità maggiore!
Sicché, se io fossi Karl Lagerfeld, un giretto su Robilandia me lo farei una volta ogni tanto! Perché Vogue potrà definire romantiche le ultime porcherie presentate mentre Robilandia può tranquillamente chiamarle porcherie (che poi è quello che sono) senza scatenare nessuna guerra mediatica.
In secondo luogo io vorrei tracciare un confine netto, marcato e ben evidenziato tra il tipo di blogger che potrei essere io e il fashion blogger che è la Ferragni o Bryanboy.
Io non voglio dettare nessuna tendenza: indosso i jeans come fanno tutte le mie coetanee; non voglio imporre nessuno stile perché spero che ognuno di voi possa averne uno personale ed unico; non voglio conciarmi da stracciona a carnevale solo per aver qualche invito per le sfilate!
Non ho l' autostima e la faccia tosta necessari per farmi immortalare 5842020108989 dal mio fidanzato (che non lo farebbe a prescindere, è un sovversivo lui!) per poi propinarvi il mio sedere e la mia funcia (bocca, in siciliano :D) in posa plastica.
L' unica cosa che voglio è poter esprimere la mia opinione, quella vera, incondizionata, e darvi la possibilità di criticarla, smentirla, apprezzarla!
Fatta questa distinzione allora posso trovarmi d' accordo in parte con la Sozzani se dice che il valore mediatico di queste ragazze si sgonfierà presto perché è un fenomeno che non può reggere il tempo a lungo: prima o poi la rete sarà satura e i giovani si interesseranno a nuovi idoli ma se Nostra Signora Franca deve sminuire la MIA opinione solo perché non lavoro a Vogue o a qualsiasi altra testata giornalistica di moda allora IO NON CI STO!
E perché non ci sto? Semplice prima di tutto perché -come ho detto prima- la mia è un' opinione incondizionata da contratti pubblicitari e conoscenze quindi corrispondente al mio giudizio personale (che può essere condiviso come no, ovviamente!) e in secondo luogo perché sono io (i buyer quindi) che faccio girare l' economia di moda spendendo e spandendo: la Sozzani e gli addetti ai lavori i vestiti, gli accessori, le scarpe che tutte noi sogniamo li ricevono in regalo e non sanno cosa significa desiderare un oggetto e provare un immenso piacere quando -a suon di sacrifici- riusciamo ad entrarne in possesso e quando scelgo su cosa sperperare il mio piccolo gruzzolo lo faccio incondizionatamente da chi mi ha regalato di più ma semplicemente per gusto (che, per stessa ammissione della direttora, a molti addetti ai lavori manca)!
Quindi Robilandia 2 - Sozzani 0. Palla al centro.

E qui arriviamo a Chiara Ferragni (cito lei nello specifico perché è la più nota).
Inizialmente l' idea di un blog di outfits poteva pure essere innovativo, piacevole e non nego che la seguivo e mi interessavo alle sue proposte fino a che ha perso di umiltà e si è trasformata in una pubblicità carnascialesca!
Vengo a spiegarmi.
Lei, come tanti altri, pretendono di venire identificati come giornalisti quando poi i loro scritti lasciano il tempo che trovano: pieni zeppi di errori che manco il nipote del mio cugino acquisito che ancora nemmeno parla; poche righe buttate a casaccio traboccanti di k, x e intercalari inglesi che -a quanto pare- sono COOL.
Pretendono di essere definiti fotografi sconsacrando definitivamente quest' arte meravigliosa: se sono loro stessi i soggetti delle foto come fanno ad essere anche fotografi?
Pretendono di essere definiti esperti di moda per poi proporre abbinamenti indecenti e che, comunque, non starebbero mai bene a tutte!
Pretendono di essere il gradino intermedio tra l' alta moda e i poracci e poi propongono outfits con pezzi da svariate migliaia di euro.
Pretendono di dare un giudizio incondizionato e invece adesso fanno più pubblicità di Vogue in base ai regali ricevuti!
Ovviamente l' articolo della Sozzani non è chiaro a riguardo: cosa intende lei per fashion blogger? Quelli come me o quelli come la Ferragni e BryanBoy?
Perché se intende quelli come la Ferragni allora tanto di cappello: io spero che il fenomeno si sgonfi non tanto per antipatia (o invidia, di grazia, il primo che se ne esce con la scusa dell' invidia lo fucilo) ma perché non è bello vedere miliardi di rimbecillite tutte con gli stessi stivali, tutte con le stesse borse e via dicendo....
Infine spero che molte di loro imparino la loro lingua madre prima di mettersi a scrivere sui giornali perché come ha ben scritto La ScoMODAmente pretendiamo la qualità dalla carta stampata e non ragazzine senza ne arte ne parte che non sanno nemmeno comunicare nella lingua nazionale.
Quindi Franca Sozzani 100 - Fashion Bloggers 0.
L' arbitro fischia la fine!

Spero che la mia opinione sia chiara, spero di aver reso al meglio la differenza tra i due tipi di fashion blogger e spero che il mio pensiero non venga preso da Nostra Signora Franca come spazzatura!

Sozzanamente vostra, R.

mercoledì 12 gennaio 2011

L' insicuro cronico: le relazioni interpersonali.


A questo mondo, ahimè, siamo oltre sei miliardi (il fatto che in molti paesi del mondo, oltre l' acqua, non abbiano nemmeno la televisione ha contribuito in maniera esponenziale) e, volenti o nolenti, siamo costretti ad interagire con altri esseri viventi al di fuori di noi stessi che non sempre corrispondono alla categoria di "persona normale" con la quale ci aggraderebbe relazionarci. Perché, vi chiederete voi, premetto questo?
E' presto spiegato, adoratissimi discepoli nel tempio di Robilandia (ok, fly down!)! Mi è capitato, sopratutto nel recente passato, di dovermi calare nella mente di beati idioti per cercar il loro lumino della ragione (Ah, beati illuministi! Dove siete quando si necessita di voi?) e -qualora esistesse ancora- accenderlo e riportare le bestie sopracitate sulla retta via.
Non iniziate a gridare alla falsa modestia prima ancora di aver concluso la lettura. Non iniziate a sentirvi insultati nel vostro io più profondo prima che io possa esplicare ciò che voglio dire. E, di grazia, smettetela di mangiarvi le unghie e dividervi le doppie punte che poi vi vengono le mani da muratore (con il rispetto assoluto per la categoria) e i capelli vi si spezzano! Tagliatele piuttosto, come faccio io!
Premesso questo siamo ora in grado di affrontare con la serenità che contraddistingue una seduta parlamentare italiana il piccolo vademecum che vorrei propinarvi quest' oggi.
Iniziamo con una breve prefazione (Molti di voi ci avranno abbandonato alle prime righe ma TU, si si proprio TU, che continui a leggere COMPLIMENTI! Robilandia Ti Ama).
A mio avviso quello che spinge il 99% della popolazione mondiale ad intraprendere la via della deficienza è l' insicurezza: bombardati come siamo da pubblicità, giornali, televisione, Franca Sozzani, Belen, Rita Levi Montalcini e compagnia bella, modelli di assoluta bellezza e sovrumana intelligentia le povere mentuccie deboli della categoria alla quale mi riferisco, per reazione del tutto spontanea, sono portate a creare prima dentro di loro e poi fuori un piccolo mondo dorato fatto di cotanta menzogna che sia per loro un posto sicuro.
Di solito, le bestie in questione, sono dotate di una macchinazione celebrale che -ad una prima occhiata- può sembrare scaturire da una sana intelligenza ma che -se scaviamo a fondo- è semplicemente portata dall' insicurezza della quale prima vi dicevo. Le vedi li, circondarsi da esseri del loro stesso spessore (pari a ZERO) che mai potranno minare il loro piccolo orticello di qualcosa che sia migliore di loro.

Sotto la voce 'insicuro cronico' troviamo in primis le persone brutte.
E' un dato di fatto che, a questo mondo, esistano dei soggetti non propriamente appartenenti alla razza umana che inducono risolini e commenti poco carini al loro passaggio. E, badate bene, non mi riferisco a persone grasse, basse, mal vestite o truccate, NO! Mi riferisco a quei veri e propri scherzi della natura che, purtroppo, provengono da brutti accoppiamenti cromosomici ai quali nemmeno Roy De Vita, Franca Sozzani e Dio stesso possono porre rimedio.
Codesti agglomerati di cellule, di solito studiosi e colti, amano circondarsi di altri casi umani (non necessariamente dello stesso sesso) con i quali SPARLARE il mal capitato di turno attribuendogli, magari, una relazione con il preside della facoltà di scienze della formazione turistica alpina che ha 94 anni e UN DENTE SOLTANTO in un italiano che perfino Dante avrebbe trovato ANTIQUATO.
STATENE LONTANI IL PIù POSSIBILE E SE FOSSE IL CASO PROPONETE LA CASTRAZIONE CHIMICA PER I SUDDETTI.

Sotto la voce "insicuro cronico" troviamo, in secondo luogo, i bugiardi.
Costoro sono talmente insoddisfatti della loro misera e deplorevole esistenza che sono capaci di inventarsi storie talmente articolate e astruse pur di non sembrare i poveretti che in effetti sono che nemmeno gli sceneggiatori di Beautiful in 20 anni (E, credetemi, ce ne vuole. Pensate solo a quante diavolo di volte è stata sposata Brooke). Raccontano delle vicende così irreali e impossibili nella vita di tutti i giorni che delle volte ti portano a credere (MAI, NON FARTI ABBINDOLARE; TU SEI MIGLIORE!!!) di avere un' esistenza vuota e triste perché non hai mai attraversato un campo da calcio durante la finale dei mondiali in ambulanza sventolando le tue mutande dal finestrino. Ti convincono, mediante una dialettica che ha del Perry Mason, che hanno scalato l' Everest due volte e ti portano a credere di avere i capelli biondi quando in realtà vedi benissimo che sono castani.
Vi propongo questa canzone che ben esplica il concetto!
STATENE ALLA LARGA COME FOSSERO I CANDITI NEL PANETTONE PRIMA DI PERDERE OGNI BARLUME DI LUCIDITÀ'.

Sotto la voce 'insicuro cronico' in terzo luogo troviamo i disadattati.
Entrare a far parte di questa categoria, non sempre, è colpa del soggetto in questione: molte volte sono gli eventi che lo portano a disadattarsi .
Pestaggi familiari, divorzi parentali, disturbi alimentari, delusioni amorose, quantità di stupefacenti oltre la legalità, miseria interiore, miseria esteriore: insomma possono essere molteplici le cause del disadattamento ma solo le menti più deboli vi cadono come fosse il formaggio fuso dove immergere le tortillas al ristorante messicano.
Queste persone sono tormentate dal pensiero che una misteriosa forza oscura e ultraterrena le perseguiti facendoli croggiolare del fatto che la loro vita è una MERDA e non per colpa loro.
Da questa categoria sono venute fuori, poi, altre sottocategorie che non sto qui ad esplicarvi ma semplicemente ad elencarvi: Emo, Truzzi, Punk, Metallari, Pink Ladies (che poi che diavolo sono ASSORBENTI FEMMINILI?), BrianBoy e tutta un' altra serie di gentaglia che crede di credere in qualcosa ma che in realtà si conduce per le vie delle vostre città così perché appartenente alla categoria dei disadattati.
Loro ti vedono, ti invidiano (perché questo è) e dicono di te le peggio cose facendoti passare per quello che non sei agli occhi della tua povera nonna ottantenne che ti AMAVA tanto prima di sapere che ti fai le canne ai bordi di un fiume.
CACCIATELI COME LA PESTE. NON RIESCONO AD USCIRE DALLO STATO IN CUI PERVERSANO E VORREBBERO TRASCINARVICI DENTRO.

Sotto la voce 'insicuro cronico' in quarto luogo troviamo le Femmine/Oche.
Costei è un agglomerato di vestiti ultrafashion e silicone che si conduce per le vie della tua università come Eva Mendez alla prima di 'Live! Ascolti al primo colpo'.
Spende una quantità inverosimile di tempo e denaro nella cura della sua persona che ogni volta che la vedi ti chiedi se sia sempre la solita X (non faccio nomi a caso onde evitare di offendere qualcuno) o se sia la nuova sorella di Barbie.
Vestita e truccata, pettinata e lucidata come un trofeo rischia di far cadere te nell' insicurezza cronica perché non indossi l' ultimo modello di Louboutin. Le sue gote all' insù contro ogni forma di gravità, il suo naso ad angolo retto, il suo sedere che manco J.Lo sono lo specchio di tutto quello che avresti desiderato Madre Natura ti desse e INVECE NO!!!
Questi esseri sono delle cerebrolese che non distinguono una e da una è, false e arrampicatrici sociali ti metterebbero sotto con la macchina se solo Alessia Marcuzzi glielo chiedesse in cambio dell' ingresso al Grande Fratello!
VANNO BENE LE BORSE FIRMATE MA NEL MOMENTO IN CUI INIZI A PENSARE DI VOLER ASSOMIGLIARE AL SOGGETTO X IN QUESTIONE DATTI FUOCO: UNA VOLTA CHE IL PENSIERO S' INSINUA E' INIZIATA LA TUA LENTA DISCESA VERSO QUESTA CATEGORIA.

Sotto la voce 'insicuro cronico' poi vi sono anche quelli del Grande Fratello, Barbara D' Urso, i vecchietti di Uomini&Donne, i tronisti di Uomini&Donne, le corteggiatrici di Uomini&Donne, il fratello di Sarah Scazzi che vorrebbe essere un tronista di Uomini&Donne, quel cesso di Lorena Bianchetti e tanta altra gentaglia portata a comportarsi come si comporta.
La COLPA non è completamente loro, compatiamoli, ma cosa ben più importatene STIAMONE ALLA LARGA!!!!!!!!

Insicuramente vostra, R.P.S. Oggi è il COMPLEANNO di mia CUGINA CLAUDIA olèèèèFacciamole tutti gli auguri :D

sabato 11 dicembre 2010

L' età non è solo un numero.



Fra i commenti ad uno degli ultimi post della Sozzani, nel quale si lamentava di ragazze in sandalo e tacco a spillo quando la temperatura non raggiunge nemmeno lo zero, c' era questo qui sopra riportato.
Ad una prima lettura, veloce e priva di attenzione, si può pensare che sia un normale commento nel quale di acclamano i propri piaceri fashion nonostante il parere altrui.
Fin qui nulla di strano.
Siamo tutti liberi di condurci per strada come ci pare e piace.
Ancora nulla di strano.
Ma quando la signora (non vorrei definirla proprio così ma la buona educazione me lo impone) si vanta di essere alta 158 cm e di avere già raggiunto il mezzo secolo qualche conto non torna più.
Ed è qui che mi volevo soffermare.
Sempre più spesso, in giro, in televisione (la nostra è la più trash che esista) siamo costretti ad assistere a signore non più giovanissime conciate come delle tredicenni impazzite solo per poter rievocare qualche scampolo di gioventù ormai andato e passato. Siamo costretti ad assistere a pelle cadente e rughe profonde fasciate da leggins di pelle (lattex puro) e stivalone alla Preety Woman, gonne indecentemente corte e scollature troppo generose.
Si dice che ci sia un tempo per ogni cosa e che ogni cosa debba essere fatta a suo tempo ma allora è giusto che alcune persone si conducano per strada in maniera indecente? E' giusto che le padrone di casa della nostra tv nazionale si presentino nei nostri soggiorni, a qualunque ora del giorno e della notte vestite come se fossero delle ventenni? Senza contare il fatto che alcune non possono nemmeno permetterselo a differenza di altre che, nonostante il quaranta passati, hanno fisici tonici e asciutti.
Eleganza è anche saper accettare il tempo che passa, i cambiamenti normali del nostro corpo senza accanirsi ricorrendo ad un abbigliamento inadatto alla nostra età o, ancor peggio, alla mano -a volte- dannosa del chirurgo.
Mettici pure il baby-fidanzato più giovane di almeno vent' anni e il gioco è fatto.

Anzianamente vostra, R.




lunedì 6 dicembre 2010

Siamo tutti soldatini. Cara Franca di chi è la colpa?


Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, nota a tutti non solo per i suoi capelli, ogni giorno (o quasi) ci delizia con uno scritto (suo, pare) su quello che è definito il Blog del Direttore sul sito del giornale.
Questa mattina ha parlato di omologazione e mi sono sentita in dovere di esprimere un parere su questo mio piccolo spazio, non soltanto per dare una mia più vasta opinione in merito (le mille battute da loro imposte sono davvero poche per una chiacchierona come me) ma per sapere cosa davvero ne pensiate voi, persone normali, di questo argomento.
La prima obiezione a queste poche righe finora scritte potrebbe essere "perché non leggi i commenti fatti al post del direttore per capire cosa ne pensano i comuni mortali?" e la mia risposta, ve lo dico subito così non ci perdiamo in chiacchiere, è che chi commenta quel blog lo fa semplicemente per farsi "notare dal direttore".
Vi sono commenti ben scritti, ben articolati, ben composti ma che sono talmente canzonatori nei confronti della bionda direttrice che alle volte mi chiedo quanto gli si secchi la lingua a scrivere certe cose e cosa sperano di ottenere con tutti i 'sono d' accordo', 'proprio quello che pensavo', 'mi ha tolto le parole di bocca'.
Quindi, semmai qualcuno vorrà farlo, vorrei leggere dei commenti reali (anche anonimi) che esprimano davvero il punto di vista personale corrispondente a verità.
Premesso questo, cara Franca (mi permetta la confidenza poetica), il mio pensiero riguardo al suo post è semplice: la colpa di questa omologazione è di chi la fa la moda, non di chi la indossa.
Cosa voglio dire con questo?
E' presto spiegato: per tutti (non mi sento di inserirmi in questo vasto insieme perché il mio 'sogno' editoriale è un altro) Vogue è la bibbia della moda.
Siamo cresciute ascoltando Carrie Bradshow che ce lo ripeteva ogni sera e, adesso, non possiamo far a meno di credere che sia vero notando tutto il potere che signore come Anna Wintour, Anna dello Russo, Carine Roitfeld e lei, mia carissima Franca, avete in questo settore. Avete lanciato alcuni dei più grandi artisti del secolo, avete fatto si che un semplice fotografo diventasse un mito della fotografia, avete sdoganato la moda in quegli angoli bui del mondo in cui era solo frivolezza.
Avete, insomma, il potere di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato indossare/dire/fare per essere glamour.
E questo non è il principio base di ciò che lei ha notato a Parigi (come a Milano, Londra, New York e via dicendo)?
Non è questo che la moda fa?
Non è questo che rende un accessorio, un capo di moda?
Il fatto che più gente possibile lo brami, lo desideri, lo INDOSSI.
Non è forse questo che chi fa moda vuole?
Oggi è il momento degli UGG, domani sarà quello..... e chi lo sa? Oh, voi, certamente. Voi che decidete cosa sia di moda e cosa no.
Un ulteriore aggravante a questo fenomeno di omologazione è presto fornito dalle catene di abbigliamento Low-cost, capo indiscusso su tutti, il nostro amatissimo signor H&M.
In un momento in cui ognuna di noi vuol sentirsi Carrie o Blair, Serena o Andy non disponendo -però- anche del loro conto spese l' alternativa che queste catene ci forniscono è succulenta come una torta al cioccolato per il pranzo della domenica.
E allora via, tutti da H&M, tutti con gli stessi jeans, tutti con le stesse maglie, tutti con gli stessi braccialetti di metallo tintinnante semplicemente per poterci avvicinare un pochino di più al mondo -troppo caro per le nostre tasche- della moda.
Ups.. è vero! Niente torta al cioccolato per noi, il fashion system ci vuole magri, snelli, senza tette, senza sedere. Non è forse così?
E anche qui, mi spiace ammetterlo, ma siete voi che l' avete voluto.
Orde di adolescenti sognanti accompagnate da mammà ai casting che non mangiano da settimane per un cenno di consenso che -anche solo per il tempo di una sfilata- le consacri ad appartenenti del mondo della moda.
Milioni di ragazze ossessionate dalla linea, dall' aspetto, dallo stivale sopra il ginocchio, dalla vita bassa e dai capelli biondi solo per poter far parte di quel piccolo, dorato, ristretto ed esclusivissimo mondo che è il fashion system.
L' insicurezza di non appartenere a questa vostra élite avete fatto sì che avvolgesse ognuna di noi, perchè quello della moda è un mondo che -a vostro avviso- deve rimanere esclusivo, solo i prescelti possono farne parte, solo coloro che indossano quello che voi volete che indossino, solo coloro che vanno dove volete che vadano, solo coloro che sono talmente fashion da seguire con cura maniacale i vostri dettami possono davero far parte di quella piccola e ristretta cerchia.
Non tutti. Non i sovversivi.
Mia cara Franca, non si chieda -quindi- il perchè di tutti questi UGG, si chieda -piuttosto- come fare ad uscire da questa globalizzazione che voi stessi avete creato.

Globalizzalmente vostra, R.