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mercoledì 2 maggio 2012

Situazione sentimentale cambiasi.



Mario Rossi è passato da 'Fidanzato Ufficialmente' a 'Single' 


Questo è il primo passo da compiere dopo la rottura: aggiornare la situazione sentimentale sul social network per eccellenza. Si susseguiranno una serie di commenti di persone più o meno interessate; più o meno li solo per fare cortile; più o meno dispiaciute; più o meno finte.

lunedì 19 marzo 2012

Un mese, con lo scontrino!

Mi piace il fatto di poter cambiare un abito. Di avere a disposizione un intero mese per poter decidere se mi piace o no quel vestito o quella maglia. L' idea di poter tornare indietro sui miei passi mi da una strana sensazione di libertà appagante. Io non faccio parte di quella categoria di persone talmente decise da dire 'Se tornassi indietro rifarei esattamente le stesse cose'. Io, con il senno di poi, molte cose del mio passato le cambierei, così come si fa con un paio di pantaloni che risulta troppo stretto; altre le lascerei come sono; altre ancora le vivrei come se fosse la prima volta sperando di provare -ancora una volta- una sensazione unica; un battito d' ali convulso sul fondo dello stomaco.
Molte volte non abbiamo il tempo di pensare davvero a quello che stiamo facendo nel momento stesso in cui lo facciamo; ci lasciamo trascinare dalla corrente della vita, dal fiume dei pensieri come fossimo su un gommone durante una seduta di rafting.  Come quando compri un vestito dorato pieno di paillette  semplicemente perché "Uhhh, guarda come Luuuuccciccaaaaa" e quando torni a casa e ti fissi nello specchio, con quello scampolo alla Moira Orfei addosso, pensi a quanto sia stata affrettata la tua scelta.
Io sono sempre stata dell' idea che il tempo sia un lusso. Più dei denari, più dei gioielli. Chi possiede il tempo di scegliere con raziocinio è un uomo ricco.
E' (anche) per questo che lo shopping aiuta. Dopo aver fatto la tua scelta hai ancora la possibilità di cambiare idea. Un intero mese per decidere se quello che credi sia giusto per te lo è davvero oppure no.

giovedì 9 febbraio 2012

Dicono che San Valentino sia vicino: e 'sti ca**i.

La rivolta dei singles, sui social network più improbabili, si sta già consumando da giorni. Tutti a gridare con la mano sul petto quanto bello sia non dover rendere conto a nessuno. Stanno li a progettare memorabili scorpacciate di Nutella annegata nella Vodka in pigiama di pail e pantofole di pelo mentre lo stuolo di coppiette dagli occhi scoppiettanti d' amore invaderanno questo o quel ristorante che propone l' intero menù a forma di cuore. Dall' antipasto al dolce. Perfino il caffè, non chiedetemi come.
Stanno li a far comunella, a prepararsi per il glorioso giorno di San Faustino quando giustizia per i cuori infranti o solitari sarà fatta. Quando i biscotti non saranno più cuoriciosi ma mezze frolle tagliate a zig zag.
Ma è giusto che io dica la mia. E' ora che quelli in coppia si facciano sentire e si ribellino a questo stato d' essere. E' arrivato il momento di guardare in faccia la realtà: San Valentino preoccupa più quelli in coppia che quelli scoppiati. Già l' immagine che ce ne danno non è delle più entusiasmanti: un nano, grassoccio e biondiccio che ti punta un' arma appuntita contro. Seriously? Cosa c'è di romantico in questa immagine? Perché il suddetto nano dovrebbe procurarmi degli spasmi d' amore?
E poi c'è la ricerca del regalo perfetto che non può essere utile; non può essere un maglione o un cellulare. No, belli, il regalo di San Valentino dev' essere romantico!
'Cosa hai preso a Sigismondo?'
'Un paio di scarpe'
'Ma non è romanticoooooo. Io ho ho fatto al mio fidanzato un collage con tutte le mie foto da quando sono nata ad ora da appendere sopra il comodino e ho sparso qui e li dei cuoricini rossi ritagliati con la forbice dalla punta arrotondata!"
'Non avevi un ca**o da fare, eh?'

Così, sentendoti una fidanzata di mierda, esci alla disperata ricerca di qualunque stronzata che possa trasformare il tuo misero paio di scarpe (misero un paio di ciuffoli dato che hai speso quei duecentocinquanta euro che avevi conservato risparmiando perfino sulle patatine fritte -che, si sa, toglietemi tutto ma non le patatine- per comprarti quel bellissimo cappotto color caramello che pur essendo in saldo costava quanto il tuo rene sano) in un romanticissimo dono d' amore.
I negozi sono pieni di pelusches a forma di cuore; le vetrine sono colme di adorabili gadget rossi che ti viene l' emicrania solo a guardare quelle scritte 'Je t' aime' fluorescenti, le commesse ti guardano ammiccanti dalle vetrine dei negozi di intimo che inizi a rimpiangere il giorno in cui ti sei fidanzata. Tu vaghi per il centro commerciale ormai stanca e spaurita. Il tuo corpo si chiede come sia possibile che sia passato già un anno dall' ultimo straziante giro alla ricerca del cuore gonfiabile.
E poi ti devi fare la ceretta, quella seria che nemmeno a ferragosto per dormire in spiaggia. Perché anche se ormai il tuo ragazzo è abituato a fare sesso con un camionista della peggior specie il giorno di San Valentino da te ci si aspetta che ti trasformi miracolosamente in un angelo di Victoria's Secrets. Metti da parte le tue mutande ascellari di H&M prese ai saldi tre paia 5 euro e corri alla disperata ricerca di quel bel merletto rosso che si adagi bene sulla chiappa cellulitica (ora meno perché i soldi destinati alle patatine sono finiti nel regalo pegno d' amore!). Il reggiseno push-up che ti da fastidio tutta la sera sotto il vestito. La ciccia sui fianchi chiede pietà e ti supplica di liberarla dai collant stingi panza di Calzedonia nei quali l' hai intrappolata. I tacchi che ormai sono un ricordo lontano tornano ai tuoi piedi e Dio solo sa come devi fare ad alzarti dalla sedia e arrivare alla macchina.
Poi è d' obbligo l' atteggiamento amoroso: vi dovete tenere per mano (anche mentre tagliate la carne, è ovvio. E li sono ca**i) sfidando la coppia del tavolo accanto che sembra più SanValentinosa di voi. Mai sia che i loro occhi, mentre sono fissi gli uni negli altri, mandino più scintille dei vostri.
Il dopo cena dev' essere memorabile! Almeno mezz' ora di preliminari in cui ringraziate tutti i santi, in particolare il nano che vi ha scoccato la freccia: è ovvio, per avervi fatti incontrare. Poi si dovrà guardarsi negli occhi e fare all' amore dolcemente sussurrandosi nomignoli degni dei peggiori film Disney con Bruno Mars che vi canta che voi siete Emezing jast de wey iu arrrr. Come se fosse la prima volta. Come se non ci fosse un domani. Come se fosse l' ultima prima della vostra partenza per l' Iraq.
Un giorno intero in cui s' inneggia al vero amore come se hai passato il precedente anno con il tuo ragazzo solo in attesa di questo memorabile giorno in cui finalmente potete giurarvi, occhi negli occhi, che non vi lascerete mai; che starete insieme for ever and ever! 
Poi, magicamente, arriva la mezzanotte. La farsa è finita. Tu e Sigismondo tornate la solita vecchia coppia innamorata che si guarda negli occhi e si sceglie, giorno dopo giorno, senza bisogno di aspettare San Valentino per capire che stare insieme è la cosa più bella del mondo. Anche con le mutande di H&M e una pizza ancora nel cartone davanti una partita dell' NBA. 

SanValentinamente Vostra, R. 

Amiamoci.

sabato 7 gennaio 2012

L' amore ai tempi di #Youtube



Apparentemente posso sembrare cinica. Posso apparire fredda e senza cuore. Una spietata disillusa nell' era di internet e del Blackberry rovente. Sono una calcolatrice, io. Una di quelle che misura le parole e gli sguardi; che dosa la confidenza non tanto per paura quanto per noia. Ma quando assisto a certe scene il mio cuore si scioglie come burro su una fetta di pane appena tostato. Come non si può non commuoversi quando l' amore struggente e divoratore di anime si presenta ai nostri occhi sotto forma di video su youtube. Basta scrivere lettere, basta accontentarsi di missive o di miseri sms: è arrivato il momento di metterci la faccia. Di culo.
Ah cosa ci può far fare l' amore. Quali limiti è capace di farci oltrepassare. Quali umiliazioni è disposto ad infliggerci! Ma del resto questo è internet; questa è la libertà. Che non si dica poi che sbaglio quando prego Iddio di farmi risvegliare in un altro secolo. Magari agli inizi del '900. Dove non c' erano disadattati che inquinavano la rete con tragici video che voglio prendere per comici perché non accetto, utopicamente, il degrado dei miei coetanei, di coloro che -come me- saranno la guida futura dei miei figli.
Massimo, io posso ben comprendere le ragioni del tuo allontanamento (tanto quanto non capisco -se mai sia successo- le motivazioni che ti hanno spinto ad avvicinarti al soggetto in questione). E, Caterina, torna.... Fallo per il popolo della rete; fallo per Christian. E, no, non Dior e nemmeno Lacroix...
L' unica cosa che mi chiedo è ancora una: perché??? 

Innamoratamente vostra, Robi.

domenica 25 dicembre 2011

Facciamoci gli auguri.


Finalmente riesco a trovare cinque secondi in croce per potervi fare gli auguri. Il giorno di Natale volge quasi al termine. Quello che dovevate ingurgitare, per lo più, è già andato e adesso aspettiamo frementi l' ultimo giorno dell' anno. In un nanosecondo questo Natale va via, esattamente come è venuto: in silenzio. Io ho osservato da brava spettatrice silenziosa il suo avvicinarsi, il suo arrivare e il suo andare via. Nulla di tutto questo mi ha scalfita. Ho mangiato. Ho aperto regali. Ho fatto regali. Ho sorriso e ringraziato. Tutto meccanicamente. Senza sentire quasi nulla. Certe volte volevo scuotere il corpo che vedevo davanti a me e consigliarlo. Magari dirgli che quegli stivaletti col tacco, essendo nuovi, avrebbero fatto male. Ma ero fuori da quella bolla natalizia. O, per lo meno, una metà di me era fuori mentre l' altra partecipava alla recita del Natale.
Se un anno fa mi fosse venuto a trovare il Fantasma dei Natali Futuri avrei visto queste immagini come uno scherzo. Era impossibile, fino all' anno scorso, pensare a me come a qualcosa di diverso da un elfo di Babbo Natale. Le cose cambiano e questo malessere che ha portato apatia, che mi ha portato ad essere anaffettiva nei confronti di questa festa spero passi in tempo per il prossimo anno. Sempre che i Maya non abbiano ragione. Speriamo di no: non mi piacerebbe ricordare questo Natale come l' ultimo. 

Nonostante quest' ombra buia, spero passeggera, voglio farmi i miei migliori auguri. I vostri commenti, il vostro partecipare alla vita che si svolge su Robilandia, il vostro apprezzare la confusione della mia testa mi ha regalato momenti di puro benessere. Solitamente, quando l' anno sta per finire, si fanno sempre delle statistiche; un bilancio di quello che è stato e di quello che non è stato; di quello che abbiamo fato e dato e di quello che non abbiamo fatto e dato. Io non sono ancora in grado di farle. Sono un tantino smarrita. Persa nei meandri dell' incertezza; della voglia di fare e di realizzare alcuni sogni che si scontra con la realtà delle cose.
Ma voglio che i miei Auguri per tutti voi siano chiari e forti. Voglio che sappiate che sono sinceri. Voglio che sia palese il fatto che io sono grata ad ognuno di voi di aver fatto parte, assiduamente o occasionalmente, della vita sull' Isola di Robilandia. 

Realizzate i vostri desideri e tenetene sempre uno di riserva. Non arrivate mai al punto di dover elemosinare un sogno perché, alla fine della storia, sarà l' unica cosa che vi terrà vivi. Che vi permetterà di alzarvi ogni giorno e di dargli un senso. 


Tantissimi auguri,
Robi.

domenica 2 ottobre 2011

Desiderate.



Ma chi è che desidera ciò che ha già? Avere una cosa e desiderarla allo stesso tempo è un nonsenso. Non prendiamoci in giro. Che sia un oggetto, un sentimento, un uomo... si brama ciò che non si ha. L' eterna insoddisfazione che proviamo è data dalla condizione di essere umano. Siamo schiavi di questa condizione, schiavi del desiderio. E ringraziamo Dio. Cosa sarebbe la nostra vita senza desiderio? Senza la brama di essere migliori, di avere di meglio, di fare di più? E non c' è nessun desiderio che dovete definire deplorevole. Desiderate il sesso, desiderate il divertimento, desiderate l' apparire o il denaro. Niente farà di voi esseri meri. Il desiderio è giusto ed è giusto desiderare sempre di più, sempre di meglio. Non mi piacciono quelli che dicono che si deve desiderare ciò che si ha: quello è accontentarsi e accontentarsi non porta mai a nulla di buono. Mettetevelo in testa. Il desiderio di un abito nuovo non farà di voi dei superficiali. Il desiderio di un bicchiere di vino in più non farà di voi degli alcolisti. Il desiderio di una notte di sesso in più non farà di voi dei maniaci. Il desiderio di un po' di soldi in più non farà di voi degli avidi. Non cercate ragioni nei vostri desideri. Assecondate le vostre passioni fino a che siete ancora in tempo. Non lasciate che il tempo o la società vi portino via l' entusiasmo: nessuno può arrogarsi di decidere quali desideri sono giusti e quali sbagliati. Preoccupatevi delle conseguenze solo domani, con il sorgere del sole. Ma, attenti, non desiderate a caso ma chiedete solo ciò che desiderate davvero perché -anche se ancora non ci credete- i desideri prima o poi si avverano e non vorrei che vi trovaste per le mani qualcosa che non sapete gestire. Per questa notte ballate al ritmo del desiderio. Quando le vostre gambe non reggeranno più il peso degli anni saranno i ricordi a darvi la forza e badate bene che questi non si trasformino in rimpianti perché da quelli non si fugge.

Desideratamente vostra, R.

lunedì 22 agosto 2011

L' amore non ha sesso.



Recentemente si sono unite in matrimonio due persone che si amano. Nulla di strano. Si sono sposate in Germania. Nemmeno qui nulla di strano se non fosse che nel nostro paese non potevano. Loro si chiamano Paola e Riccarda. Una la conosciamo perché è un personaggio della nostra bizzarra classe politica; l' altra è la donna che ama e con la quale -finalmente- ha potuto legalizzare la sua uninione nel paese di nascita della compagna.
Quando ho visto le foto non ho notato se tutte e due avevano la vagina o no. Quando io ho visto le foto ho notato gli sguardi emozionati di due persone, nei loro poco modaioli completi avorio abbelliti da cascate di fiori lilla, che festeggiavano il loro amore. Ho visto gli sguardi complici di due persone che -dopo anni di maturazione del loro amore, come qualsiasi altra coppia che decide di sposarsi- ha coronato il loro sogno.
E -badate bene- io sono contro ogni forma di spettacolarizzazione ma sono stata ben felice di vedere il loro amore sbandierato sulle copertine e sui siti di gossip. Sono stata ben felice perché l' amore è una cosa talmente meravigliosa che -chi ha la fortuna di incontrarlo- deve essere d' esempio. Un esempio positivo è l' amore, sempre e in tutti i casi. E un matrimonio va sempre festeggiato non solo se la sposa si chiama Kate e veste McQueen (che poi non era nemmeno McQueen!).
Quando due mani si stringono e due cuori battono all' unisono -sono dell' idea- che non sia fondamentale che siano ornati da un corpo femminile e da uno maschile. Io credo fortemente nell' amore totalizzante, quello che ti fa commettere le pazzie e che non ti fa dormire la notte. Ho una visione quasi fiabesca dell' amore e nella mia idea di "e vissero per sempre felici e contenti" ci possono essere due principi, due principesse, un principe e una principessa... addirittura un rospo (basta che poi diventi un principe!).

Innamoratamente vostra, R.

giovedì 5 maggio 2011

Le donne perfette...


Sono quelle in equilibrio tra quello che sono e quello che vorrebbero essere. Quelle che sui tacchi a spillo riescono a fare tutto ma che hanno sempre un paio di ballerine pieghevoli nella borsa. Quelle impeccabili, sempre perfette in ogni occasione. Quelle capaci di amare senza condizioni ma che in primo luogo amano loro stesse. Quelle che non si fanno piegare dai sentimenti ma che sono dolci e gentili con chiunque. Quelle che capiscono il valore delle false amicizie: fanno apprezzare quelle vere. Quelle che non si vergognano di piangere al cinema ma che quando escono dalla sala non hanno il trucco sbavato. Quelle con i capelli sempre in ordine, come se fossero appena uscite dal parrucchiere. Quelle che si preparano alla prova costume ma che in realtà non sono mai pronte. Quelle che lasciano il fidanzato ad aspettarle di sotto ad aspettare anche solo per il gusto di farlo. Quelle che credono ancora nelle favole e, anzi, sono convinte che prima o poi anche loro calzeranno la scarpetta di cristallo. Quelle che vanno in brodo di giuggiole per una borsetta ma che conoscono il valore dei soldi guadagnati. Quelle che sognano e sognano ma che vivono ogni giorno con la consapevolezza che non è sempre facile. Quelle convinte dell' esistenza del principe azzurro ma che si innamorano sempre del camionista di turno. Quelle che sanno cucinare o che, al massimo, conoscono il numero della rosticceria più vicina: in entrambi i casi sono quelle che faranno un figurone. Quelle che sanno essere sexy senza dover necessariamente mostrare l' accoppiata tette&culo. Quelle che sorridono, sorridono sempre, sorridono anche quando dentro hanno uno tsunami. Quelle che non hanno mai lo smalto sbeccato. Quelle che sognano il solitario di Tiffany ma che la proposta più romantica la immaginano con un anellino di plastica trovato nelle patatine. Quelle fragili, romantiche, fatte da un mosaico di emozioni che le rendono uniche. Quelle che indossano i pantaloni e non semplicemente nel senso modaiolo dell' espressione. Quelle che sanno cosa vogliono diventare ma che, nei momenti di confusione, lo dimenticano e fantasticano su quello che avrebbero potuto fare se... Quelle sognano la Birkin ma solo per la lista d' attesa. Quelle a cui il soufflé non si sgonfia mai e quelle che il soufflé non sanno manco cosa sia. Quelle che leggono e lo fanno perché la realtà con loro è stata troppo cattiva. Quelle che si fanno corteggiare. Quelle che partoriscono con dolore solo per poter incontrare quel piccolo esserino che è stato parte di loro per tantissimo tempo. Quelle che seducono con un sorriso ma per il loro uomo hanno armi che nemmeno si immaginano. Quelle che dicono si e ti fanno credere di essere d' accordo. Quelle che conquisteranno il mondo facendogli credere di essere stato lui a conquistare loro. Quelle che non hanno bisogno di nessuno ma che non disdegnano l' abbraccio della mamma. Quelle che fanno l' amore anche solo per il piacere di farlo senza sentirsi delle poco di buono. Quelle che cominciano la dieta lunedì ma che martedì l' hanno già finita perché si piacciono, Dio se si piacciono! Quelle che sono delle stronze, ma lo sono solo perché particolarmente intelligenti. Quelle che per amore si sono lasciate andare e che per questo hanno sofferto ma non per questo vi hanno rinunciato. Quelle a capo di una grande azienda o di una grande famiglia, che poi non si sa cosa sia più difficile da organizzare. Quelle che si sentono bene sempre perché quello che hanno scelto di fare è quello che volevano fare realmente. Quelle che non danno nulla per scontato. Quelle che hanno peccato e che l' hanno fatto coscientemente. Quelle che hanno milioni di pregi e quelle che non ne hanno nemmeno uno o -almeno- così sembra. Quelle che comprano Vogue ma solo per guardare le fotografie. Quelle che hanno il polso pieno di braccialetti di corda, ognuno di essi in ricordo di qualcosa. Quelle che amano i diamanti e la chincaglieria allo stesso modo perché l' importante è luccicare. Quelle che sognano l' amico gay ma solo perché hanno capito quanto possano essere cattive le donne.
Quelle che sanno riconoscere quelle che non lo sono!

Quelle che.... a voi la parola!

Perfettamente vostra, R.
Questa è per tutte voi!

domenica 1 maggio 2011

Siamo certi che si tratti di una favola?


Se Diana potesse parlare sono quasi certa che risponderebbe di no...
Da quando, lo scorso ottobre, data del fidanzamento ufficiale, è cominciata questa messa in scena non poche volte ho cercato di immedesimarmi in lei e valutare i pro e i contro di una situazione non comune come quella di sposare l' erede al trono di una delle dinastie più importanti d' Europa.
La prima cosa che mi sono chiesta è quanto possa essere degradante nel 21° secolo per una donna bella, laureata in una delle più prestigiose università dell' Inghilterra, ricca e intelligente venire identificata solo come la moglie di.. o, peggio ancora, come un' arrampicatrice sociale disposta a tutto pur portare quella corona? Diventare una bella statuina costretta a stare un passo indietro e riverire l' uomo che si è sposato dev' essere dura da sopportare finchè morte non li separi (se Dio vuole!) sopratutto se tutto questo si deve affrontare sotto lo sguardo critico di una famiglia a te fino a quel momento estranea e fissata dall' occhio malvagio della stampa mondiale.
Quanti i casi di ribelli future regine passati alla storia per l' epilogo tragico? Basti pensare alla regina di queste: la principessa Sissi, perseguitata dall' ossessione di quella perfezione richiesta ad una imperatrice che la portò alla psicosi e ad una morte solitaria.
E proprio la Royal Family inglese non è estranea a queste disgrazie visto che siamo ad una sola generazione di distanza da quell' amata Lady D. che ricordiamo per eleganza, bellezza ma -sopratutto- per la sofferenza patita nei suoi anni da moglie di Carlo.
E' vero che, mi auguro, questo è l' esempio di un amore consolidato negli anni e la scelta di sposarsi è ponderata e per questo dopo così tanti anni di fidanzamento ma può il sentimento per eccellenza -per quanto profondo, forte- reggere alle pressioni di un' etichetta rigida e antiquata come quella della corona inglese? E' capace William di rassicurare costantemente Kate in privato e mostrarsi il futuro re che tutti si aspettano in pubblico? Perché, ammettiamolo, il fatto di essere designato a questo destino prima ancora di sapere che verrai al mondo può -in un certo senso- farti montare la testa e Kate da venerdì 29 aprile 2011 avrà bisogno di avere al suo fianco un marito servizievole pronto a ridere delle sue cadute di stile piuttosto che uno che le ricordi da dove viene e che la corregga con malizia.
Perché alle critiche ci pensiamo noi rosicone: basti pensare alle orribile zeppe indossate per lasciare Buckingham Palace la mattina seguente al matrimonio. Insomma, era sposata da nemmeno ventiquattrore che già le vengono criticate le scarpe (che, ammettiamolo, erano inguardabili Kate; fattene una ragione!).

Il fatto è, in realtà, che Will che dice "I will" ad un' emozionata trentenne che aspetta quelle parole da dieci anni a me m' ha commosso. E tifo per Kate e per la sua sanità mentale proprio perché (che sia amore o strategia) quel 29 aprile a Westmister poteva esserci una qualsiasi di noi al suo posto avvolta da metri e metri di stoffa bianca. Tifo per quel sorriso emozionato come quello di una qualsiasi sposa il giorno più bello della sua vita e perché possa insegnare ai figli che arriveranno quello che i suoi commoner genitori hanno insegnato a lei e cioè ad essere una persona normale, a credere nelle favole e a credere che queste un giorno si realizzino!


Favolosamente Vostra, R.

giovedì 24 marzo 2011

Quando l' i-pod ti fa i dispetti.


Sono in macchina.
Brani casuali.
Dispetti.

Ci sono più di mille brani e vai a scegliere giusto quelli che per un motivo o per un altro mi ricordano quello che sta succedendo dentro di me?

Quando la musica e il destino ti fanno i dispetti. Dispettosamente vostra, R.

lunedì 28 febbraio 2011

Perdonare è essere perdonati.


Sta per concludersi la settimana della moda milanese, per cominciare quella parigina; stanno per iniziare i corsi all' università, le giornate si allungano e sta per cambiare l' ora (legale in solare o solare in legale? Non lo so, a me ste cose confondono!); sto per partire (mancano 29 giorni, yeaaa!) e dovrei mettere i panni in lavatrice ma siccome diluvia è inutile e lascio che si ammassino trasbordando dal cesto fucsia in cui giacciono.
Gli Oscar si sono conclusi con mia cocente delusione per "The Social Network" in favore de "Il discorso del re" e nessuna sorpresa per la -meritatissima- statuetta a Natalie Portman per "Il cigno nero".
Siamo, quindi, in un periodo di passaggio.
Qualcosa si è concluso, qualcosa sta per cominciare.

Giovedì sera, a Parigi, è stato fermato John Galliano con le accuse di 'violenze lievi' e 'insulti a carattere antisemita e razzista' ed è stato temporaneamente sollevato dall' incarico di direttore creativo (dal 1996) della maison Dior.
Vi dirò, forse per Dior è un bene. Nonostante Galliano sia stato definito l' enfant progige della couture mondiale ho sempre trovato le sue creazioni atte a stupire a tutti i costi piuttosto che ad accompagnare il corpo della donna durante un avvenimento importante.
Magari la mia è una blasfemia e verrò lapidata per questo ma se di couture vogliamo davvero disquisire allora prendiamo Elie Saab, facciamogli un calco, coliamolo d' oro e regaliamo una sua statua a grandezza naturale ad ogni sobborgo di Parigi come esempio da seguire con devozione!

Vi starete chiedendo che diavoletto turco c' entra il titolo con questo post?
Bricconcelli, abbiate un attimo di pazienza e l' arcano verrà svelato!
Sabato sera qui a Catania si è scatenata la tempesta del secolo così io e il mio amorottolo, non proprio di comunissimo accordo, abbiamo deciso di rimanercene stravaccati sul divano del mio soggiorno a contenderci il telecomando di Sky.
Inutile dirvi che ho avuto la meglio e Bride Wars ha vinto su Forrest Gump.
Oh, insomma, non si leva il telecomando di mano ad una con la sindrome pre-mestruale meteoropatica (Dio, quanto odio la pioggia!) e non le si impedisce di guardare una commedia romantica che ha già visto centinaia di volte, non si fa e basta!
Ed infatti il mio ragazzo ha aspettato pazientemente che mi assopissi sulle sue ginocchia per sfilarmi lo scettro dalle mani e cantar vittoria sguazzando da un canale di sport all' altro!


Ma non perdiamoci in chiacchiere superflue e arriviamo al dunque.
C' è una frase del monologo che trovate nel video qua sopra che mi ha fatto riflettere: 'a volte capita veramente di trovare quella persona speciale che ti resterà accanto qualunque cosa accada'.
Ma è davvero possibile?
Secondo uno studio di una qualche università minchiona di non so dove passiamo in media QUATTRO ANNI della nostra vita a LITIGARE.
Si litiga per il posteggio al centro commerciale, per il film da vedere, per uno sguardo di troppo, per divergenza d' opinione, per gioco, per scherzo, per scaricare la tensione.... Insomma -in definitiva- ogni scusa è buona per litigare. Ci dev' essere un sentimento molto forte affinché due persone (che siano due amici, due amanti, due sposi, due tartarughe) resistano alla tentazione continua di litigare.
Ma è davvero giusto smussare i propri angoli in favore della felicità altrui?
E la nostra?
E' davvero possibile trovare un punto d' incontro che accontenti sia capre che cavoli o -alla fine- una delle due parti finge per il benessere comune?
Io, per quanto tenda ad assecondare gli altri, molto probabilmente per pigrizia, sono una che non ha mai nascosto gli angoli bui del mio carattere e ho accettato di buon grado chi non se la sentiva di avere a che fare con me ma -in realtà- quanti si mostrano realmente per quello che sono?
E -mi chiedo ancora- perché si fa pace?
Per convenzione?
Per mancanza?
Per abitudine?
Per voglia?
E perché non si fa pace?
Per orgoglio?
Per testardaggine?
Per stupidità?
Esistono davvero dei dissapori che non possono essere risolti?

Ai posteri l' ardua sentenza.

Litigiosamente vostra, R.

mercoledì 24 novembre 2010

L' amore è una cosa meravigliosa: NON DICIAMO CAZZATE!


L' amore -ci hanno insegnato fin da bambini- è un sentimento talmente forte, talmente importante capace di oltrepassare i mari, ridisegnare i confini.
Ci hanno fatto credere che -qualunque cosa succeda e qualunque stronza si metta in mezzo- alla fine il vero amore trionfa sempre. Ed è stato così per Biancaneve o per Cenerentola. La Bella Addormentata nel bosco può scrivere un libro talmente zuccheroso da provocare una crisi diabetica già dopo le prime venti pagine ma loro vivono nel mondo delle favole.
Noi NO.
Siamo stati illusi che quando finalmente trovi la persona giusta, quella delle farfalle nello stomaco per intenderci, il tuo mondo si colori magicamente di rosso passione e tutto è più bello.
Non è così.
L' amore è prima di tutto sacrificio. Sacrificio della propria libertà in favore di quella condivisa, della propria felicità in favore di quella altrui, del proprio essere da plasmare sulle spigolosità della persona alla quale affidiamo il nostro cuore.
Ed è qui che volevo arrivare. Noi siamo talmente accecati dalla bellezza dell' amore, per come ce l' hanno presentato, che affidiamo alle cure di un' altra persona la cosa più importante che abbiamo: il nostro cuore. Lasciamo entrare, chi con maggiore facilità e chi con più prudenza, una persona nel nostro profondo permettendogli di scrutare i nostri angoli bui, i nostri spazi nascosti dai quali abbiamo tenuto a distanza perfino noi stessi. Ci scopriamo. Rimaniamo nudi con la nostra anima. E questo è un danno. Indubbiamente.
Ed è proprio li che l' amore sferra il suo attacco, all' anima.
Ci sono notti in attesa di qualcosa, momenti di speranza o di angoscia tali da non riuscire a respirare. Sentiamo il cuore talmente grosso e pesante in mezzo al petto che ci comprime i polmoni facendoci mancare l' aria.
Ora, intendiamoci, io sono una attivista dell' amore. Quello con la A maiuscola. Sono un soldato dell' amore. Pronta a qualsiasi battaglia. Ma, si sa, non puoi ottenere la pace senza prima affrontare il campo di battaglia.
Per me è arrivato il tempo degli armistizi. Ho un fidanzato meraviglioso con il quale sto da tre anni ormai. Non abbiamo più bisogno di struggerci per un litigio o per una telefonata mancata in quanto abbiamo raggiunto una conoscenza intima, profonda, che ci permette di star tranquilli.
Come in tutte le coppie ci sono gli alti e bassi per i motivi sopraelencati ma il momento delle scenate, delle telefonate in piena notte, degli isterismi di gelosia è passato. Rimasto in un angolo della nostra memoria e chiuso con un sorriso. Perché quando un rapporto cresce, e tu insieme a lui, alcune cose diventano sottintese.
Quando si è già detto tutto non puoi far altro che goderti ogni singolo momento che la vita ti propone insieme alla persona che ami. Ed è li che l' amore diventa piacevole. Diventa conoscenza, intimità, dolcezza. E' quando non ti accorgi più dei confini che dividono te dalla persona che ami che l' amore diventa meraviglioso. Nonostante tu continui a camminare in equilibrio su un filo sai che quando cadi c' è qualcuno pronto a prenderti.
Ci buttiamo a capofitto nell' amore, scoprendoci intimamente, perchè ognuno di noi -in fondo in fondo- è innamorato dell' amore stesso, di quello che ci hanno insegnato sia l' amore. Ci croggioliamo nel mito favolesco del principe azzurro ma sapendo bene che lui nella maggior parte dei casi non arriva sorridente su un cavallo bianco ma stanco, stressato e incazzato, bisogno d' affetto, sporco e affamato.

Questo post vuole solo dare un visione più reale di quello che è il sentimento per eccellenza. Vuole fare una differenza sostanziale tra l' amore e la passione.
Di una storia finita ricorderemo le sofferenze e le notti passate in bianco a piangere, ed è giusto così perché saranno un monito per il futuro. Perché quando cominci una nuova storia non hai bisogno di ricordare le farfalle nello stomaco, se è amore loro arrivano da sole a ricordarti che esistono.

Sapete perché in una storia d' amore Dio ci ha messo una donna? Perchè siamo così capaci di donarci incondizionatamente, siamo così pronte a scoprirci e a dare tutto senza chiedere niente che siamo state elevate ad esseri divini invincibili.

Il video della canzone di oggi è questo.
Amorevolmente vostra, R.