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lunedì 16 gennaio 2012

La miglior campagna pubblicitaria di tutti i tempi. #Dolce&Gabbana



La magia stereotipata di una Sicilia che c'è e non c'è. 
Il profumo di limone e d' arancia in un' estate infinita. 
La terra del sole e del fuoco; dell' acqua e delle tradizioni. 
Una Monica divina, una Bianca eterea. 
I colori vivi che ti lasciano il sapore di salsedine in bocca. 
I pizzi e i broccati. Le stampe a fantasia. I tacchi a spillo. 
Scorci di mare azzurro come il cielo, così uguali che non distingui nemmeno l' orizzonte. 
La Sicilia è magia e Dolce&Gabbana, con queste foto, ne ha esaltato l' essenza. 

L' Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui la chiave di tutto.
(Goethe)

mercoledì 2 febbraio 2011

La rivincita dei pantaloni!


Che siano in cotone o in denim, in seta o in lana pesante.
Che siano short o lungo, che sia a zampa o skinny i pantaloni hanno conquistato prepotentemente l' armadio di ogni donna e fanno da padrone ad ogni loro outfits.
Chi l' ha detto che per essere sexy bisogna mostrare le gambe?
Chi l' ha detto che solo le gonne ci rendono femminili?
Chi ha osato dire che un completo in pantalone non può essere elegante?


Il pantalone nero è un passe-par-tout per ogni occasione: un drink con gli amici abbinato ad un semplice dolcevita e ad una importante collana con le pietre colorate; una cena di lavoro insieme ad una giacca di seta; ad una serata in discoteca con le amiche impreziosito da un bustier provocante.



Il jeans è diventato, negli anni, il migliore amico di ognuno di noi: con una felpa e le sneakers per portare fuori il cane o abbinato ad uno stivale dalla rigorosa suola piatta e ad una mantella color cammello per un giro di shopping veloce.
Con una camicia bianca e una giacca modello Chanel per una giornata di lavoro o con una camicia quadrettata e una canotta per una domenica fuori porta.


E voi? Che pantalone siete?
Coprite le vostre gambe e non abbiate paura di accavallarle!

Pantalonamente vostra, R.

E' da un pò che non ci ascoltiamo qualche bella canzone, ecco quella di oggi!

venerdì 14 gennaio 2011

Ciao Isabelle. L' anoressia ha segnato un' altra tacchetta sul muro delle morti.

Su Vanity Fair di questa settimana (uscito ieri per noi poveracci del sud, uscito l' altro ieri da Roma in su) vi è uno stupendo articolo che si intitola 'Come hai fatto a ridurre tua figlia così?'.
Un articolo che mi ha bagnato gli occhi e che riaccende quei fari, che mi auguro non si siano mai spenti, sull' ANORESSIA.
Una cosa che mi ha sconvolto, e devo ammettere non poco, è stato il fatto che la morte di Isabelle Caro sia passata in sordina: io ho scovato un articoletto su Vanity Fair della settimana scorsa e BASTA.
Isabelle Caro, qualora ve lo stesse domandando, è la modella francese protagonista della campagna shock di Oliviero Toscani:

Ma non è soltanto la carta stampata che ha deciso di ignorare la notizia: nessun blog di moda, nessuna pagina FB, nessun sito di gossip e quant' altro al quale sono iscritta ha pensato fosse il caso di parlarne.
Perché? Mi chiedo io. Perchè in Europa abbiamo saputo della sua scomparsa solo due mesi dopo? Perché nessuno ne parla? Eppure l' anoressia è una malattia che colpisce tantissime persone al giorno d' oggi. Perché nessuno si cura di gridare al mondo che un' altra ragazzina è morta inseguendo quella magrezza disumana che molte volte la moda propone?
Perché nessuno ha dato ad Isabelle (come a tante altre) l' amore che disperatamente chiedeva?
L' articolo del quale vi parlavo prima racconta del dolore per un malato di anoressia attraverso gli occhi dei genitori. Vi sono i racconti di due mamme ed un papà che spiegano il disagio che questo ha causato in loro perché quando si nomina un malato di anoressia non si va mai a scavare più di tanto. Perché l' anoressia ci fa paura, ci culliamo del fatto che a noi mai potrebbe capitare, ci vergogniamo per loro, pensiamo che i nostri figli o le nostre sorelle o -addirittura- noi stessi mai e poi mai potremmo essere così stupidi da cadere in quel baratro che è questa malattia.
E mentre Dolce&Gabbana hanno il coraggio di mandare gli scheletri sulla passerella e Tom Ford fa della sana Pedocouture con delle bambine di sei anni c' è chi soffre un po' anche a causa loro.

Ciao Isabelle. Isabellamente vostra, R.