giovedì 26 maggio 2011

Moda Mare: Low Cost vs High Price!


Rassegnata ormai del fatto che l' ora del mare è arrivata (nonostante qui in Sicilia continui a diluviare, e non venitemi a dire che sono acquazzoni estivi!) è tempo di dare uno sguardo critico alle collezioni Moda Mare che ci propongono. Sfogliando cataloghi e andando in giro per negozi non ho notato delle sostanziali novità: colore, fantasie floreali, fluo e animalier animeranno i nostri corpi sbiancati dal passato inverno. Insomma, potete tranquillamente uscire i costumi dell' anno scorso dall' anta buia del vostro armadio e, con ritrovato coraggio, spogliarvi e mostrarvi al pubblico. Io lo farò questo week end costretta dal mio fidanzato mare-dipendente ma vi giuro che non lo faccio per altro che per amore!
La cosa che ho notato, però, e del quale voglio parlarvi è il sostanziale abisso di prezzo (e di qualità?) tra il Low Cost e le grandi firme (no, non quelle dell' uovo Bauli). Se da H&M con meno di 20 euro riuscite a comprare costume, borsa di paglia e infradito da Blumarine (ad esempio) non riuscireste a prendere nemmeno il laccetto del pezzo di sopra!

Tra il cielo e il mare, ovviamente c' è l' orizzonte e ci sono un' infinità di marchi che possono sopperire al divario come Calzedonia o Golden Point che offrono un' accettabile qualità ad un prezzo alto si ma non esagerato. Io sono dell' idea che spendere più di 40/50 euro per un costume sia un' esagerazione: la salsedine, il cloro, il sole, la sabbia e gli oli solari che caratterizzano la routine balneare rovinano il tessuto e inaspriscono i colori dei costumi da bagno sia che siano di Blumarine sia che siano di H&M o Calzedonia. Ho tirato fuori proprio ieri i costumi dell' anno scorso e quelli di Tezenis comprati all' inizio dell' estate 2010 sono ancora integri dopo una stagione come quelli di Golden Point o di H&M senza aver speso una fortuna!
E voi? Cosa ne pensate? Avete un limite di prezzo consentito per la spesa di un costume da bagno o è un capo d' abbigliamento al pari di un vestito o di un jeans e come tale non ha limiti?

Costumatamente vostra, R.

martedì 24 maggio 2011

Chicco di Felicità per Bimbi Speciali.



Io non sono il tipo da pubblicità a scopo benefico: il più delle volte vedo in queste iniziative un inutile spreco di carta pubblicitaria ai danni di quei becchi che vi abboccano. Questa volta però ho deciso di parlarvene (senza nessun fine, sia chiaro) perché mi è piaciuta l' idea di poter regalare un sorriso ad un bambino che, per qualche strana decisione di un adulto cattivo, non se l' è mai potuto permettere!
Chicco, noto brand per l' infanzia, ha deciso di supportare l' operato di Ai.Bi. in favore di minori adottabili in situazioni particolari mettendo in commercio una piccola medaglietta chiamata "Chicco di Felicità" acquistabile all' irrisoria cifra di 3 euro in tutti gli store del marchio! La ricerca di famiglie idonee a questo tipo di adozione (gruppi di fratelli, bambini con età superiore ai 7 anni, minori affetti da patologie più o meno solvibili nel tempo) prevede una preparazione che Chicco vuole sostenere attraverso, anche, il nostro aiuto.
Io, come molti di voi, siamo stati fortunati: siamo nati e cresciuti sani in una famiglia che ci ha desiderato e amato accettando di noi i nostri dissidi e i nostri difetti. Facciamo in modo che chi è meno fortunato di noi possa capire che significhi avere una famiglia dalla quale tornare quando la vita non va come ce lo siamo immaginato.
Io ce l' ho già al polso e anche le mie sorelle! E voi? Cosa aspettate?
Perché a tutti è concesso di sorridere ma per i bambini il sorriso dev' essere un obbligo!

Bambinamente vostra, sulle note di questa canzone, R.


sabato 21 maggio 2011

Lo shopping allunga la vita!


Ecco la conferma che tutti noi aspettavamo da tempo: lo shopping allunga la vita!
Gli studiosi del National Health Research Institute di Taiwan hanno condotto uno studio su un gruppo di 1.850 persone arrivando alla conclusione che una dose giornaliera di acquisti renderebbe più longevi. Il dottor Yu-Hung Chang ha pubblicato su alcune delle più note riviste mediche lo studio che lo ha portato al conseguimento di tale teoria: è venuto fuori che gli uomini che hanno una buona abitudine allo shopping sono più longevi e in salute dei coetani che non acquistano null' altro al di fuori dei beni di prima necessità! Non solo, il dottore ha aggiunto che l' andare per negozi ha anche una finalità terapeutica: agevola il movimento, permette di smaltire calorie, combatte la solitudine e allevia i dissidi psicologici di ognuno di noi. Un giro al supermercato, un salto al centro commerciale, una passeggiata tra i mercatini o una spesa folle implicano la socializzazione e questo favorirebbe il disperdersi di alcune patologie legate alla solitudine aumentando la longevità dell' individuo! Si è anche scoperto che lo shopping è un' importante terapia di stimolo della mente e aiuta a mantenerla giovane e attiva in quanto la ricerca di un oggetto all' interno di un negozio è spinta dall' immagine che il nostro cervello si era fatta di essa! In conclusione, spendere soldi aiuta a vivere meglio quindi mano al portafogli, lucidate la carta di credito e correte ad... allungare la vostra vita!

Allungatamente vostra, R.

mercoledì 18 maggio 2011

Are you ready for the summertime??


A quanto mi hanno riferito sta per essere estate. Effettivamente avevo iniziato a percepire la fastidiosa presenza di insetti attui solo a farmi gonfiare come un balloon ma non credevo che fossimo già a questo punto... ed invece...
Un altro segno che la stagione calda sia ormai alle porte si è palesato con la season finale di Gossip Girl, l' ho vista stanotte quando sono tornata a casa.
E mi sono inca**ta!
Quattro lunghissimi anni a sopportare i tira e molla tra Chuck e Blair, giorni e giorni d' attesa per la proposta di matrimonio che ci è costata due serie (terza e quarta) senza dimenticare le prime due serie che si sono concluse con uno sdolcinato "I love you" con annesso giro di mezza Europa per cercare calze e amaretti! Quattro stagioni, quasi 100 episodi, oltre 4000 minuti per vederla partire per la Francia fidanzata con un bell' imbusto???
E, non per fare congetture, ma il pregnancy test che Dorota butta nella spazzatura -ve lo dico io- è di Blair (anche perché Seiiiirrriinnaa....) e il pupo è di Chuk (perché il principe proprio non ce la fa!).
Vi ho detto troppo??? Uh, suvvia, non siate pignoli tanto non è che la puntata cambia! Meno male che ad ogni fine di stagione c' è la mia amata Seiirriinnaaa che decide di rifugiarsi in qualche località balneare in cui è sempre presente nonna Cece giurando a gran voce e con la mano sul cuore "Quest' estate voglio stare da SOLA, non voglio maschi in giro!" e poi -puntualmente- la puntata finisce con lei che casualmente incontra un figo da paura e.........
Quindi, ricapitolando, zanzare e seasons finales di tutti i telefilm che abbiamo maniacalmente seguito per tutto l' anno. Cos' altro mi dice che l' estate è vicina??? Ah si, i cataloghi di costumi da bagno e le signorine a grandezza King Kong sui cartelloni per strada che evito accuratamente di guardare.
Ora, dico io, a cosa servono?
A ricordarti che, in realtà, la perfezione esiste ma che tu non ne sei dotata?
A farti sentire più grassa di quello che in realtà sei?
Perché, di certo, dopo aver visto costei a tutto penso tranne che a comprarmi il suo stesso costume e cercare di emularla!
Il fatto che io sia bianca come un mozzarella di bufala appena fatta non è che aiuti granché ad immedesimarmi nel clima. Insomma, quando si avvicina Natale ci abbuffiamo di dolcetti facendoli calare con litri di cioccolata calda e copriamo il tutto con un bel maglione rosso con renne e il gioco è fatto! Ma qua bisogna denudarsi! E bisogna farsi la ceretta all' inguine! E bisogna mostrarsi al mondo in bikini........
Proprio ora che mi ero data ai cupcakes (che, devo ammettere, mi sono venuti una meraviglia!)...
No! Estate, per carità, ho bisogno ancora di qualche giorno al calduccio del mio piumoneeee! Non sono ancora pronta! Per favoreeeee ancora un paio di settimaneeeeeeee!

E voi? Come vi state preparando alla bella stagione??

Estatamente vostra, R.

giovedì 12 maggio 2011

Spose di Plastica.

Oggi ero con mia mamma stravaccata sul divano del soggiorno facendo zapping su Sky in attesa che il timer del forno trillasse e ci avvertisse che il pranzo era pronto! Ovviamente sono finita sul canale 124 che propone sempre approfondimenti di alta cultura come E! News o reality ad alto livello emotivo come "Al passo con i Kardashian!" certa che avrei trovato diletto per il mio intelletto. E così, ovviamente, è stato!
Mi sono imbattuta in un programma dal titolo "Spose di Plastica" che avevo visto in programmazione più volte ma sul quale non mi ero mai sintonizzata. Siccome l' alternativa era Love Bugs con Fabio e Michelle (io sono una fan di Giorgia ed Emilio!)....
In spiccioli: ci sono una decina di disadattate (solo gli americani possono fà 'ste cose!) che devono superare delle prove legate alla preparazione di un matrimonio perfetto (la prova di oggi era preparare un bouquet perfetto, appunto!). La futura sposa che ottiene il punteggio più alto dato da una giuria ogni volta diversa vince il diritto ad un intervento di chirurgia estetica. Ad ogni prova la prima vince un rimodellamento di una parte anatomica a sua scelta mentre quella con il punteggio più basso è costretta a lasciare il programma.
A parte il fatto che il bouquet che ha vinto aveva dell' osceno misto a piume e fiori di ogni genere e tipo, io mi chiedo perché??? Siamo davvero arrivati a questo punto?
Io capisco bene che l' ansia da abito a mò di torta meringata bianca possa destare anche nelle più snelle e filiformi fobie e il voler sembrare perfette nelle foto da mostrare ai posteri è più che comprensibile ma, insomma!, a tutto c' è un limite. Potrebbe pure succedere che il vostro futuro marito si ritrovi Heidi Montag alzando il velo e scappi a gambe levate!
Siamo diventate così insicure da dover ricorrere ad ore ed ore di massacrante tortura sotto anestesia pur di indossare il famoso abito bianco con nonchalance ?
E voi? Avete qualche difettuccio che aggiustereste con il bisturi o riuscite ad accettare le vostre imperfezioni come segno di unicità?

Plasticamente vostra, R.

lunedì 9 maggio 2011

Quanto costa seguire la moda?


Parecchio, ammettiamolo!
Al mio compleanno manca poco più di un mese (faccio 23 anni ma ho detto in giro di farne 17, vi prego di mantenere questo segreto!) e mentre girovagavo tra i siti delle varie case di moda in cerca della borsa verde prato perfetta che sarebbe diventata mia in onore dei miei DICIASSETTE anni mi è sorto l' amletico dubbio.
Ero sul sito di Burberry arrovellandomi su quale di queste mi piacesse di più (sbav!); per poi trastullarmi sul sito di Miu Miu per dei goduriosi momenti fino a che non ho trovato questa da Dolce&Gabbana e sono morta!
Quindi consci del fatto che adesso è il mio spirito a scrivervi mi chiedo e Vi chiedo: Quanto costa essere alla moda?
A giudicare dai prezzi che accompagnavano quelle deliziose meraviglie che hanno causato l' arresto del mio cuore e la mia prematura scomparsa all' età di 17 anni (non compiuti, sia chiaro!) è parecchio dispendioso!
E, aggiungo, se si dovesse davvero seguire maniacalmente ogni dettame fashion non basterebbe inventare Facebook e diventare Mark Zuccomesichiama per potersi mantenere!
E' vero che, negli anni, le catene low cost hanno avvicinato noi povere comuni mortali al glamour che altrimenti avremmo potuto vedere sulle pagine patinate di Vogue lasciandoci sopra piccole righe di bava ma dobbiamo ammettere a noi stesse (ad alta voce, su coraggio!) che -per quanto il signor Zara si meriti tutta la nostra misericordia- possedere le ultime decolleté di Miu Miu è pari soltanto all' ascesa al Paradiso terreste in quanto a godimento.
E, comunque, anche vestendosi interamente low cost, il dispendio non è circoscritto. Il fatto in se di essere donne non aiuta al riempimento del nostro salvadanaio a forma di porcellino ma -sopratutto- il susseguirsi così veloce di tendenze, il cambiare del colore di moda, della forma dei pantaloni e chi più ne ha più ne metta è un fatto che incide notevolmente sulle finanze personali di ognuna di noi (anche se ci vestiamo da Zara come Kate Middleton)!
Badate bene che io non parlo di stile perché quello dovete mostrarlo (se ne siete provviste) anche e sopratutto quando addosso non avete nulla, quando addosso avete la tuta dell' Adidas che avete comprato a 13 anni (ma che ancora vi entra! Clap Clap Clap) e siete senza trucco e con i capelli sporchi (come me in questo momento, insomma!): lo stile è innato e -a prescindere dalle tendenze- deve accompagnarvi attraverso le varie epoche modaiole.
Ho voluto fare questa precisazione perché qualunque sia il vostro stile se la borsa/cintura/scarpa/maglia che è di tendenza in un determinato momento costa X (e di solito questa X è accompagnata da molti zeri) lo stile non serve a pagarla ma solo ad indossarla in maniera differente dalle altre persone!
Quindi, a meno che voi non siate il feto che porta in grembo Victoria Beckham, seguire i fashion dictat non è cosa semplice se non si hanno a disposizione svariate carte viola.
In definitiva: tutto il denaro del mondo non può comprare lo stile ma può assicurarvi, assolutamente, un bravo stilista!

Costosamente vostra, like always, R.

giovedì 5 maggio 2011

Le donne perfette...


Sono quelle in equilibrio tra quello che sono e quello che vorrebbero essere. Quelle che sui tacchi a spillo riescono a fare tutto ma che hanno sempre un paio di ballerine pieghevoli nella borsa. Quelle impeccabili, sempre perfette in ogni occasione. Quelle capaci di amare senza condizioni ma che in primo luogo amano loro stesse. Quelle che non si fanno piegare dai sentimenti ma che sono dolci e gentili con chiunque. Quelle che capiscono il valore delle false amicizie: fanno apprezzare quelle vere. Quelle che non si vergognano di piangere al cinema ma che quando escono dalla sala non hanno il trucco sbavato. Quelle con i capelli sempre in ordine, come se fossero appena uscite dal parrucchiere. Quelle che si preparano alla prova costume ma che in realtà non sono mai pronte. Quelle che lasciano il fidanzato ad aspettarle di sotto ad aspettare anche solo per il gusto di farlo. Quelle che credono ancora nelle favole e, anzi, sono convinte che prima o poi anche loro calzeranno la scarpetta di cristallo. Quelle che vanno in brodo di giuggiole per una borsetta ma che conoscono il valore dei soldi guadagnati. Quelle che sognano e sognano ma che vivono ogni giorno con la consapevolezza che non è sempre facile. Quelle convinte dell' esistenza del principe azzurro ma che si innamorano sempre del camionista di turno. Quelle che sanno cucinare o che, al massimo, conoscono il numero della rosticceria più vicina: in entrambi i casi sono quelle che faranno un figurone. Quelle che sanno essere sexy senza dover necessariamente mostrare l' accoppiata tette&culo. Quelle che sorridono, sorridono sempre, sorridono anche quando dentro hanno uno tsunami. Quelle che non hanno mai lo smalto sbeccato. Quelle che sognano il solitario di Tiffany ma che la proposta più romantica la immaginano con un anellino di plastica trovato nelle patatine. Quelle fragili, romantiche, fatte da un mosaico di emozioni che le rendono uniche. Quelle che indossano i pantaloni e non semplicemente nel senso modaiolo dell' espressione. Quelle che sanno cosa vogliono diventare ma che, nei momenti di confusione, lo dimenticano e fantasticano su quello che avrebbero potuto fare se... Quelle sognano la Birkin ma solo per la lista d' attesa. Quelle a cui il soufflé non si sgonfia mai e quelle che il soufflé non sanno manco cosa sia. Quelle che leggono e lo fanno perché la realtà con loro è stata troppo cattiva. Quelle che si fanno corteggiare. Quelle che partoriscono con dolore solo per poter incontrare quel piccolo esserino che è stato parte di loro per tantissimo tempo. Quelle che seducono con un sorriso ma per il loro uomo hanno armi che nemmeno si immaginano. Quelle che dicono si e ti fanno credere di essere d' accordo. Quelle che conquisteranno il mondo facendogli credere di essere stato lui a conquistare loro. Quelle che non hanno bisogno di nessuno ma che non disdegnano l' abbraccio della mamma. Quelle che fanno l' amore anche solo per il piacere di farlo senza sentirsi delle poco di buono. Quelle che cominciano la dieta lunedì ma che martedì l' hanno già finita perché si piacciono, Dio se si piacciono! Quelle che sono delle stronze, ma lo sono solo perché particolarmente intelligenti. Quelle che per amore si sono lasciate andare e che per questo hanno sofferto ma non per questo vi hanno rinunciato. Quelle a capo di una grande azienda o di una grande famiglia, che poi non si sa cosa sia più difficile da organizzare. Quelle che si sentono bene sempre perché quello che hanno scelto di fare è quello che volevano fare realmente. Quelle che non danno nulla per scontato. Quelle che hanno peccato e che l' hanno fatto coscientemente. Quelle che hanno milioni di pregi e quelle che non ne hanno nemmeno uno o -almeno- così sembra. Quelle che comprano Vogue ma solo per guardare le fotografie. Quelle che hanno il polso pieno di braccialetti di corda, ognuno di essi in ricordo di qualcosa. Quelle che amano i diamanti e la chincaglieria allo stesso modo perché l' importante è luccicare. Quelle che sognano l' amico gay ma solo perché hanno capito quanto possano essere cattive le donne.
Quelle che sanno riconoscere quelle che non lo sono!

Quelle che.... a voi la parola!

Perfettamente vostra, R.
Questa è per tutte voi!

martedì 3 maggio 2011

La rivalità femminile e la mancanza d' umilta: Andy Winner!


Andy Torres, blogger messicana vivente in quel di Amsterdam ha vinto il Mango Contest e -a quanto pare- ciò significa una bella cifra, una collaborazione con il marchio spagnolo e tanta visibilità. Non sono informatissima in primo luogo perché poco me ne viene e in secondo luogo perché l' aspetto che voglio analizzare è un altro!

L' Italia era rappresentata dalla ventitreenne Chiara Ferragni (che non sto a dirvi chi è, suvvia!) e che -proprio dagli italiani, dalle ITALIANE, anzi- è stata boicottata in favore della messicana.
Ed è proprio questo il punto che voglio sottolineare!
Perché noi (mi ci metto anche io che ho votato per Poppy perché mi piaceva e per Andy per spirito di comunità) abbiamo preferito che vincesse una straniera piuttosto che una connazionale?
In primo luogo ho pensato che fosse la solita storia che si ripete: le donne, sopratutto le italiane, non riescono a fare comunella le une con le altre! A differenza del sesso XY noi donzelle non riusciamo a gioire delle vittorie delle nostre consimili: la rivalità prevale sempre tra il gentil sesso sulla razionalità, abbiate l' ardire di non negarlo!
Ed essendo Chiara la più famosa blogger d' Italia (non neghiamo nemmeno questo per quanto non ci possa piacere, di grazia) spinte da un istinto innato e naturale abbiamo cercato colei che potesse batterla (identificandola in Andy) solo per farle un dispetto!

In secondo luogo, poi, mi sono messa nei panni di Chiara stessa e, dopo un attento esame di coscienza, ho realizzato che -in parte, buona parte- potrebbe essere stata pure colpa sua!
E qui veniamo alle dolenti note!
Il successo, si sa, da alla testa e credo che questo sia stato il problema della Ferragni. Essere invitata alle sfilate di mezzo mondo, richiesta come sponsor, fotografata come l' ultima delle dive, acclamata come un' esperta di moda che -in confronto- Nostra Signora Franca deve mettersi da parte può provocare nel cervello della giovane una sorta di convinzione che la porta a credere di
A) aver fatto qualcosa di buono e sensato
B) averlo fatto bene.
La suddetta convinzione ha modificato il modo di porgersi di Chiara Ferragni nel tempo: da umile ragazzina di provincia che pubblicava fotografie per divertimento si è trasformata in una macchina da guerra arrogante e presuntuosa pronta a qualsiasi cosa pur di raggiungere il suo obbiettivo. Questo, purtroppo, misto alla rivalità di cui abbiamo appena discorso, ha fatto si che si creasse una fazione opposta e contraria che si è battuta in tutti i modi per far si che lei perdesse!
Quando si dice che l' odio unisce i popoli..............
E, credetemi, ho trovato il link per votare Andy in ogni dove; come minimo la Torres deve offrire da bere alle ragazze de Le Vipere e del Covo almeno fino a Natale!
Anche adesso, nel momento della sconfitta, Chiara avrebbe dovuto farsi avanti con la vincitrice (che, a detta sua, è pure un' amica) e congratularsi, anche solo per faccia lavata, pubblicamente!
Perché l' umiltà è una gran cosa e pochi la posseggono!
A tutti, ammettiamolo, sarebbe piaciuto che la nuova IT Girl di Mango -marchio spagnolo- fosse italiana ma a nessuno piace chi si impone con arroganza!
E punizione divina fu......

Mangosamente vostra, R.

domenica 1 maggio 2011

Siamo certi che si tratti di una favola?


Se Diana potesse parlare sono quasi certa che risponderebbe di no...
Da quando, lo scorso ottobre, data del fidanzamento ufficiale, è cominciata questa messa in scena non poche volte ho cercato di immedesimarmi in lei e valutare i pro e i contro di una situazione non comune come quella di sposare l' erede al trono di una delle dinastie più importanti d' Europa.
La prima cosa che mi sono chiesta è quanto possa essere degradante nel 21° secolo per una donna bella, laureata in una delle più prestigiose università dell' Inghilterra, ricca e intelligente venire identificata solo come la moglie di.. o, peggio ancora, come un' arrampicatrice sociale disposta a tutto pur portare quella corona? Diventare una bella statuina costretta a stare un passo indietro e riverire l' uomo che si è sposato dev' essere dura da sopportare finchè morte non li separi (se Dio vuole!) sopratutto se tutto questo si deve affrontare sotto lo sguardo critico di una famiglia a te fino a quel momento estranea e fissata dall' occhio malvagio della stampa mondiale.
Quanti i casi di ribelli future regine passati alla storia per l' epilogo tragico? Basti pensare alla regina di queste: la principessa Sissi, perseguitata dall' ossessione di quella perfezione richiesta ad una imperatrice che la portò alla psicosi e ad una morte solitaria.
E proprio la Royal Family inglese non è estranea a queste disgrazie visto che siamo ad una sola generazione di distanza da quell' amata Lady D. che ricordiamo per eleganza, bellezza ma -sopratutto- per la sofferenza patita nei suoi anni da moglie di Carlo.
E' vero che, mi auguro, questo è l' esempio di un amore consolidato negli anni e la scelta di sposarsi è ponderata e per questo dopo così tanti anni di fidanzamento ma può il sentimento per eccellenza -per quanto profondo, forte- reggere alle pressioni di un' etichetta rigida e antiquata come quella della corona inglese? E' capace William di rassicurare costantemente Kate in privato e mostrarsi il futuro re che tutti si aspettano in pubblico? Perché, ammettiamolo, il fatto di essere designato a questo destino prima ancora di sapere che verrai al mondo può -in un certo senso- farti montare la testa e Kate da venerdì 29 aprile 2011 avrà bisogno di avere al suo fianco un marito servizievole pronto a ridere delle sue cadute di stile piuttosto che uno che le ricordi da dove viene e che la corregga con malizia.
Perché alle critiche ci pensiamo noi rosicone: basti pensare alle orribile zeppe indossate per lasciare Buckingham Palace la mattina seguente al matrimonio. Insomma, era sposata da nemmeno ventiquattrore che già le vengono criticate le scarpe (che, ammettiamolo, erano inguardabili Kate; fattene una ragione!).

Il fatto è, in realtà, che Will che dice "I will" ad un' emozionata trentenne che aspetta quelle parole da dieci anni a me m' ha commosso. E tifo per Kate e per la sua sanità mentale proprio perché (che sia amore o strategia) quel 29 aprile a Westmister poteva esserci una qualsiasi di noi al suo posto avvolta da metri e metri di stoffa bianca. Tifo per quel sorriso emozionato come quello di una qualsiasi sposa il giorno più bello della sua vita e perché possa insegnare ai figli che arriveranno quello che i suoi commoner genitori hanno insegnato a lei e cioè ad essere una persona normale, a credere nelle favole e a credere che queste un giorno si realizzino!


Favolosamente Vostra, R.

venerdì 29 aprile 2011

La verità è che a me piacciono le favole...

Brava Kate, il tuo ghigno sulla frase "in ricchezza e in povertà" è stato il ghigno di tutte noi!
La verità, miei cari, è che a me piacciono i matrimoni; mi commuovo e mi commuoverò sempre (in attesa di quello di Bella ed Edward, che per me rimane il vero matrimonio dell' anno!).
In un' atmosfera che aveva del cenerentolesco questa mattina William, erede al trono d' Inghilterra, e la qualsiasi Kate Middleton si sono uniti in matrimonio davanti gli occhi indiscreti di quasi tre miliardi di persone.
Per quanto ci abbiano fracassato le bambole per mesi e per quanto io per prima non vedessi l' ora che questo giorno arrivasse e passasse devo ammettere che quel "I will" mi ha provocato un che di commovente alla bocca dello stomaco che si è aperto in un sorriso per una giovane che -in fondo- rappresenta il sogno che diventa realtà.

Devo ammettere che -dopo tanta attesa- l' abito nuziale mi ha profondamente deluso: il bolero di pizzo e il taglio della scollatura richiamavano eccessivamente quello di Grace Kelly ottenendo un effetto brutta copia (diciamocelo, pensare anche solo di poter imitare o evocare la grace di Grace è impossibile. Meglio non tentarci proprio!).
La gonna eccessivamente ampia doveva chiudersi con uno strascico molto più dei due metri e poco più che la sposa si è concessa per ottenere una forma più armoniosa e quel codazzo appeso al sedere di Kate aveva di che inorridire.

Mi è davvero piaciuta la posizione della tiara a mò di fermaglio per il velo ma meno l' acconciatura che -per quanto fosse semplice ed adatta alle spalle larghe della ragazza- sembrava eccessivamente vaporosa, quasi a voler sottolineare la corona che s' è accalappiata!

Un DIECI e LODE a Philippa (Pippa mi piace di più) Middleton, a mio parere vera protagonista di questa giornata. Elegantissima in un lineare abito bianco (ma, scusate, ai matrimoni di bianco non si veste solo la sposa?) che le scivolava perfettamente addosso. Il viso incorniciato dalla stessa pettinatura della sposa ma portata con la naturalezza che, forse per eccessiva ansia, mancava a Kate.
Le più eleganti? Charlene Wittstock e Victoria Beckham.
La più bella? Pippa Middleton.
La più appariscente? La Regina avvolta in un abbagliante giallo Tweety.
Gli illustri mancanti? I capelli dello sposo.
La più gaudente? La mamma della sposa (e te credo!).
Il più bello? Non so decidere tra il fratello della sposa e quello dello sposo!
E potrei continuare all' infinito ma è finito: è passato il matrimonio e già da domani tutti cercheremo qualcos' altro a cui interessarci.
Kate s' è rinchiusa con le sue stesse mani in una gabbia, dorata, ma pur sempre una gabbia dalla quale difficilmente potrà tornare indietro. Non so se io, nei suoi panni, avrei scelto di essere prigioniera ma regina piuttosto che ricca e libera ma senza fama e senza gloria (poteva andare al Grande Fratello!).
Si chiude qui questo attesissimo giorno tra cappellini da fare invidia a Lady Gaga e vestiti color pastello da riporre nelle sacche in attesa di un prossimo royal wedding.

Matrimoniamente vostra, come sempre R.

P.S. Aspetto la vostra opinione e nel frattempo ascoltatevi questa!

lunedì 18 aprile 2011

Nati con la CAMICIA...

E' tornata prepotente sulle passerelle per questa primavera.
In seta o in cotone, in denim o in chiffon è il simbolo della donna di classe.
A quadrettoni o con le ruches abbottonatevi donne!
La camicia sarà la vostra migliore amica!


Bianca e dal taglio maschile per Alberta Ferretti, chic e colorata da Emporio Armani, sexy e sfrontata quella di Angelo Marani, addirittura per le spose di Alessandro del' Acqua.
Possibilmente personalizzata da piccole iniziali sotto il seno.


E, contrariamente a quanto si possa pensare, è uno degli indumenti ritenuti più intriganti dal sesso maschile: il dover sbottonare -ad uno ad uno- i piccoli bottoncini viene considerata una pratica quasi afrodisiaca!
Io, personalmente, le adoro! Ne ho di tutti i colori e tessuti!
La mia preferita? Un modello maschile azzurro cielo comprata l' estate scorsa a Londra (proprio al reparto maschile!) da portare aperta su una canotta bianca e un paio di jeans.

Camiciatamente vostra, R.

Questa la canzone che ha accompagnato questo post, buon ascolto!

martedì 12 aprile 2011

Shopping&Assorbenti


"Irresistibile voglia di shopping? Può dipendere dall' ovulazione.
Le donne in fase di ovulazione tendono a comprare di più e scelgono abiti e accessori più sexy del solito, secondo una ricerca su gruppi di volontarie della Carlson School of Management del Minnesota. E' un meccanismo inconscio guidato dalla chimica: per 5 o 6 giorni al mese le donne sono alla ricerca di ciò che può aiutarle a vincere la competizione con le altre."

Ero in bagno a trastullarmi allegramente leggendo un giornale (Si, anche le donne fanno la pupù di che ne dica un mio compagno del liceo che affermava deciso che le donne in bagno non vanno assolutamente!) abbandonato tra il box doccia e il mobiletto, Diva&Minchiona per l' esattezza, quando mi trovo davanti questo trafiletto.
La prima conclusione che ho tratto alla fine della mia interessantissimissima lettura è stata che, senza alcuna ombra di dubbio, questa ricerca è stata svolta da un uomo!
Perché? E' presto spiegato.
Solo un individuo di sesso maschile che non ha mai provato il piacere dell' ovulazione e dei quindici giorni che ne susseguono può affermare con cotanta idiozia che la donna cerca di abbigliarsi a gattina sexy proprio in quei giorni!
La mia fame chimica inizia proprio con l' ovulazione! Altro che completini sexy, una ciambellina! Datemi una ciambellina!!!
Un ovaio al mese inizia a contorcersi per espellere quel dannato ovulo e tu con lui! Si diventa irrequiete e lunatiche! E l' ultima cosa che si vuole fare è proprio lo shopping: la pancia è gonfia come un palloncino, il viso inizia pian piano ad assomigliare al piano astrale che il Mago Iano (che ha lo studio sotto casa vostra) vi ha fatto quando gli avete chiesto se -finalmente- quest' anno la sfiga vi avrebbe abbandonato per rallegrare porti diversi dal vostro, i capelli assomigliano a quelli della Barbie (plastica indomabile, insomma!) e -con l' arrivo del caldo infernale- non solo la situazione peggiora ma ad agosto si aggiunge al pacchetto la voglia di uccidere qualunque essere che di lavoro fa il commesso/a (motivo per cui i negozi vanno in ferie)!
Durante l' ovulazione (nel periodo del ciclo la situazione tende a peggiorare notevolmente) le maglie si allargano sensibilmente e adottiamo quello "stile impero" a metà tra la vestale greca e la gestante di nove mesi e più, divoriamo qualsiasi cosa troviamo in giro (indipendentemente dal fatto che sia commestibile o meno) e ci contorciamo a causa delle fitte e del mal di testa martellante (a meno che non siate drogate di Moment Rosa o Oki a piacimento come la sottoscritta).
Insomma in quel periodo a tutto pensiamo di somigliare tranne che agli angeli di Victoria' s Secrets....
Mi sa che questi del Minnesota hanno toppato... Che ne pensate?

Ovulatamente vostra, R.

domenica 10 aprile 2011

Che fucsia sia...



Buttate i pennelli da ombretto, regalate le polveri scure che hanno colorato i vostri occhi durante l' inverno, disfatevi di matite nere e eyeliners:
è ora d' estate!
Ed è lui il protagonista indiscusso della stagione calda 2011: il rossetto.
Ma non uno qualsiasi: morbido, corposo, glossy e rigorosamente FUCSIA!

Un velo di fondotinta, una cascata di mascara e un bacio abbondante color Barbie è tutto quello che serve!

Io ho già comprato il mio, e voi? Cosa aspettate?

Rossettamentefucsia vostra, R.



venerdì 8 aprile 2011

NO al Color Block! Campagna per i diritti del vestirsi civile.



Tadààààà eccolo il post che tutti voi aspettavate, il post che ha per argomento quello di cui ancora nessuno ha parlato, il post che cambierà il vostro modo di guardare alle tendenze per la prossima estate, il post sul COLOR BLOCK insomma!!!
Lo so che ne avete le bambole piene e al solo sentirne ancora parlare vi viene voglia di incappucciarvi, rinchiudervi in soffitta ed aspettare che giunga Natale per uscire ma è giusto (si! Lo è!) che io vi dica la mia opinione.
Insomma, vi interessa, no? Si? Bravi!

E' inutile che vi spieghi cosa sia, quali siano le regole e tutti i bla bla bla di cui ormai sentite blaterare da mesi, da quando -ancora- avevate gli UGG ai piedi e il pail sul sedere! E' inutile che mi dilunghi sul non dover accostare i noncolori (Bianco&Nero) e sulla scala cromatica da seguire perché perfino la panettiera sotto casa ormai lo sa. Si, lo sa!

Quindi mi limiterò a dirvi quanto io trovi questa specie di tendenza a metà tra il Carnevale di Rio e il Mango Contest assurdamente idiota quanto impraticabile!
Il fatto, di per se già alquanto antiestetico, di dover indossare più di tre colori che non comprendano il bianco e il nero mi pare quantomeno improponibile ma aggravare il tutto con la clausola che i colori debbano essere sgargianti, fluo, luccicanti e vistosi lo trovo davvero troppo.
Insomma spargete il vostro corpo di una mistura ben mescolata di acqua e colla vinilica, Fatto?
Aprite le ante del vostro armadio, Fatto?
Prendete la rincorsa e catapultatevi all' interno dell' oggetto d' arredo che contiene il vostro guardaroba e lasciate che i vostri panni colorati si attacchino a voi, Fatto?
Adesso guardatevi allo specchio e se e solo se sembrate dei perfetti idioti che si sono vestiti al buio allora si che potrete gridare vittoria!!!

Il fatto che l' arancione, il verde pistacchio, il fucsia e il giallo limone dovevano predominare nel mio armadio già mi creava una certa ansia (eppure -essendo estate- l' avevo accettato di buon grado) ma indossarli contemporaneamente e con un certo orgoglio è davvero troppo.
Ma sapete qual è, in realtà, il vero problema? No?
E' subito spiegato!
Il vero problema, miei cari, è che -essendo una tendenza conclamata perfino da Nostra Signora Franca e compari varie- saremo costretti quest' estate a sorbirci abominevoli intrugli di colori, tessuti e fantasie addosso a corpi più o meno pronti alla bella stagione, sulle riviste, in tv e -che Dio ci aiuti- in carne ed ossa per strada che ad un certo punto dovremo correre ai ripari e sperare che il Burqua diventi presto obbligatorio (Non iniziate con il discorso femminista che lo so che il Burqua è una brutta cosa, che siamo fortunate e bla bla bla; è solo una battuta, ok?)!!!
Eh si, perché superato l' iniziale squilibrio psico-fisico (che in me è destinato a NON esaurirsi) creato dal suddetto dettame modaiolo TUTTE coloro che si credono alla moda, fescìon, cool inizieranno a combinare pastrocchi che hanno dell' accecante.
Beh, se è di moda....
Se è di moda un paio di ciuffoli!

Quindi si ai colori ma sul jeans o su un pantalone bianco; no al nero in favore di tinte forti o pastello ma indossate una alla volta; si alle scarpe colorate ma abbinate ad un tubino tinta unita o ad un Capri color latte!
Osate accessori audaci che rendano particolare il complesso: copritevi di pietre dure, colorate e vistose; provate tacchi vertiginosi dai colori accessi e fermacapelli dai motivi floreali; optate per un rossetto fucsia, un mascara allungante e per uno smalto fluo!
E, in definitiva, vestitevi poco che in estate si sta in spiaggia!

Colorblockamente vostra, R.

giovedì 24 marzo 2011

Quando l' i-pod ti fa i dispetti.


Sono in macchina.
Brani casuali.
Dispetti.

Ci sono più di mille brani e vai a scegliere giusto quelli che per un motivo o per un altro mi ricordano quello che sta succedendo dentro di me?

Quando la musica e il destino ti fanno i dispetti. Dispettosamente vostra, R.

lunedì 14 marzo 2011

Voglio tornare a Capeside.


Mentre sfogliavo Vanity di questa settimana mi sono imbattuta in una vecchia fotografia di Joey e Dawson appollaiati sul pontile in riva al lago, come i vecchi tempi.
E mi è venuta nostalgia.
Nostalgia di un periodo spensierato della vita di moltissimi di miei coetanei che hanno vissuto fianco a fianco a Joey, Dawson, Pacey, Jen e tutti gli altri per quasi sei anni!
E, come vecchi amici che non vedo da tempo, m' è venuta voglia di rincontrarli!
Vorrei chiedere a Joey se sta ancora con Pacey, se hanno avuto dei bambini e come va il lavoro. Lui sarà sicuramente bello come a quei tempi.
Chissà se hanno comprato una nuova barca dopo aver perso quella che fu testimone della loro fuga in quella terribile tempesta.
Chissà se sono partiti ancora.
E come va il ristorante, Pacey? Chiederei.
Vorrei sapere come sta la bimba di Jen, vorrei vedere la sua reazione al video che la mamma le lasciò prima di morire (che mi fece piangere a dirotto!). Vive ancora con Jack e con il fratello di Pacey?
E la nonna? Come sta la nonna? E' ancora viva?
Vorrei sapere come sono stati gli incassi del film di Dawson e cosa aveva da dirgli Steven Spielberg in quella telefonata.
Chissà se ha trovato il grande amore che per tutto quel tempo ha creduto fosse Joey. Io l' ho sempre detto che non erano fatti l' uno per l' altra!
Speriamo che abbia smesso con le espressioni pietose!
E si sarà tagliato il ciuffo biondo alla Elvis???
E come stanno sua madre e la sua sorellina?
Come mi è dispiaciuto per la morte di Mitch!




Milioni di adolescenti in tutto il mondo si sono affezionati alle storie semplici di questi ragazzi a dimostrazione del fatto che un tempo eravamo meno impressionabili!
Ci accontentavamo di quelle storie talmente semplici ma allo stesso tempo forti da farci appassionare, sorridere, piangere...
Non c' erano grandi città e borsette firmate, omicidi irrisolti e casi clinici ai limiti dell' umano. Non c' erano scuole prestigiose e divise formali.
Io, come moltissimi altri, ci siamo affezionati alla semplicità di un gruppo di ragazzi che potevano essere noi.

Io adesso sono cresciuta, diventerò un medico, magari mi sposerò a avrò dei figli e, come con dei vecchi compagni di scuola, mi piacerebbe vedere come è andata a loro!

Dawsoniniamente vostra, R.
Anowonuwei a tutti quanti...Vi lascio la mitica sigla di Dawson' s Creek certa che vi sia scesa una lacrimuccia!


sabato 12 marzo 2011

Il mare immenso ha colpito il Giappone.



Madre Natura spara colpi di dolore e per molto tempo ancora ci sarà qualcuno che non potrà fare l' amore per colpa di un mare immenso.
No, qualora ve lo stesse chiedendo, non sono impazzita dopo aver sentito l' ultima canzone di Giusy Ferreri ma l' ho fatto. Essere impazzita, intendo.
L' ho fatto quando un' altra catastrofe si è abbattuta sulle nostre teste, sulle spalle di milioni di giapponesi.
L' ho fatto questa notte, appena tornata da una tranquilla serata con la mia famiglia tra le risate delle mie sorelle eccitate all' imminente vacanza oltreoceano e le raccomandazioni di mia mamma, tra le parole rauche di mio papà stordito dall' influenza e le carezze del mio unico amore con il quale condivideremo grandi cose.
Sono impazzita guardando le immagini di quello che è stato il terremoto più forte della storia capace di mettere in ginocchio una delle nazioni più forti di questo mondo malato.
Mi sono chiesta e ho chiesto a Dio quale fosse il suo piano, quale fosse lo scopo di tutto questo e poi sono arrivata alla conclusione che noi -gli uomini- non abbiamo fatto granché per preservare il grande dono di questa terra.
E, nonostante questo, meritavamo davvero un' altra tragedia?
No.
Un no secco e deciso.
Qualunque siano i nostri errori siamo esseri umani e siamo stati costruiti per sbagliare, è nel DNA.

Mentre qui si chiude un altro giorno li milioni di persone cercano la forza di affrontarne uno nuovo con la consapevolezza di aver perso tutto.
Come si fa ad accettarlo?
Si fa e basta.
Ed è questo che più auguro a tutte queste persone: la forza di accettare quello che si è abbattuto su di loro e che domani possa essere migliore di oggi.

Giapponesamente vostra, R.


mercoledì 9 marzo 2011

Se Ronaldinho diventa stilista...

Grazie alla segnalazione di un caro amico sono oggi venuta a conoscenza delle doti artistico-stilistiche di uno dei calciatori più conosciuti nel mondo: Ronaldinho.
Lo ammetto: preferivo non vedere le sue creazioni perché un moto di nausea mista a sconcerto mi ha pervaso per non abbandonarmi più ma, ammettiamolo, mi ha fatto tornare la voglia di scrivere ed è così che lo ringrazio.
Christian Audigier, designer francese, ha deciso di avviare questo progetto che ha dell' inverosimile con uno dei suoi migliori clienti e questo è il risultato che -ahi noi- ne è venuto fuori.


Vorrei spendere poche parole per questo inno al trash più puro e vorrei insultare quel tamarro di Christian Audigier fino a farlo piangere ma poi mi ravvedo ed essendo una persona di buon cuore mi e gli auguro che comprino questi aborti di T-shirt solo per spolverare il marmo sopra i camini.

Rony, dal canto suo, mostra i dentoni orgoglioso! Del resto la sua finezza è nota ai più e poco mi sorprende che dietro questa adorabili maglie ci sia il suo zampino!
Ohibò la collezione comprende solo una decina di maglie e dei berretti e se il cielo ci assiste non verrà venduta in Italia tanto presto (o magari MAI) e se tutto va bene non dovremo mai vedere ragazzi con i pantaloni sbracati che si vantano di portare una Madonna a grandezza naturale sul cuore seppur l' immagine è quantomeno poetica!

Ronaldinhamente vostra, R.

Di seguito il video dell shooting promozionale dal quale sono tratte le foto!!

martedì 1 marzo 2011

Siamo donne, oltre le gambe c' è di più.. Sicuri?


«Per fortuna non ho mai avuto mogli italiane. Culi bassi, gambe corte e ascelle pelose. Mi state sulle palle. D’altronde, con un premier così, che cosa si aspetta? Il grande problema è la mancanza di una destra intelligente. Prendiamo esempio dalla Libia, piuttosto».
(Oliviero Toscani - Fotografo)

lunedì 28 febbraio 2011

Perdonare è essere perdonati.


Sta per concludersi la settimana della moda milanese, per cominciare quella parigina; stanno per iniziare i corsi all' università, le giornate si allungano e sta per cambiare l' ora (legale in solare o solare in legale? Non lo so, a me ste cose confondono!); sto per partire (mancano 29 giorni, yeaaa!) e dovrei mettere i panni in lavatrice ma siccome diluvia è inutile e lascio che si ammassino trasbordando dal cesto fucsia in cui giacciono.
Gli Oscar si sono conclusi con mia cocente delusione per "The Social Network" in favore de "Il discorso del re" e nessuna sorpresa per la -meritatissima- statuetta a Natalie Portman per "Il cigno nero".
Siamo, quindi, in un periodo di passaggio.
Qualcosa si è concluso, qualcosa sta per cominciare.

Giovedì sera, a Parigi, è stato fermato John Galliano con le accuse di 'violenze lievi' e 'insulti a carattere antisemita e razzista' ed è stato temporaneamente sollevato dall' incarico di direttore creativo (dal 1996) della maison Dior.
Vi dirò, forse per Dior è un bene. Nonostante Galliano sia stato definito l' enfant progige della couture mondiale ho sempre trovato le sue creazioni atte a stupire a tutti i costi piuttosto che ad accompagnare il corpo della donna durante un avvenimento importante.
Magari la mia è una blasfemia e verrò lapidata per questo ma se di couture vogliamo davvero disquisire allora prendiamo Elie Saab, facciamogli un calco, coliamolo d' oro e regaliamo una sua statua a grandezza naturale ad ogni sobborgo di Parigi come esempio da seguire con devozione!

Vi starete chiedendo che diavoletto turco c' entra il titolo con questo post?
Bricconcelli, abbiate un attimo di pazienza e l' arcano verrà svelato!
Sabato sera qui a Catania si è scatenata la tempesta del secolo così io e il mio amorottolo, non proprio di comunissimo accordo, abbiamo deciso di rimanercene stravaccati sul divano del mio soggiorno a contenderci il telecomando di Sky.
Inutile dirvi che ho avuto la meglio e Bride Wars ha vinto su Forrest Gump.
Oh, insomma, non si leva il telecomando di mano ad una con la sindrome pre-mestruale meteoropatica (Dio, quanto odio la pioggia!) e non le si impedisce di guardare una commedia romantica che ha già visto centinaia di volte, non si fa e basta!
Ed infatti il mio ragazzo ha aspettato pazientemente che mi assopissi sulle sue ginocchia per sfilarmi lo scettro dalle mani e cantar vittoria sguazzando da un canale di sport all' altro!


Ma non perdiamoci in chiacchiere superflue e arriviamo al dunque.
C' è una frase del monologo che trovate nel video qua sopra che mi ha fatto riflettere: 'a volte capita veramente di trovare quella persona speciale che ti resterà accanto qualunque cosa accada'.
Ma è davvero possibile?
Secondo uno studio di una qualche università minchiona di non so dove passiamo in media QUATTRO ANNI della nostra vita a LITIGARE.
Si litiga per il posteggio al centro commerciale, per il film da vedere, per uno sguardo di troppo, per divergenza d' opinione, per gioco, per scherzo, per scaricare la tensione.... Insomma -in definitiva- ogni scusa è buona per litigare. Ci dev' essere un sentimento molto forte affinché due persone (che siano due amici, due amanti, due sposi, due tartarughe) resistano alla tentazione continua di litigare.
Ma è davvero giusto smussare i propri angoli in favore della felicità altrui?
E la nostra?
E' davvero possibile trovare un punto d' incontro che accontenti sia capre che cavoli o -alla fine- una delle due parti finge per il benessere comune?
Io, per quanto tenda ad assecondare gli altri, molto probabilmente per pigrizia, sono una che non ha mai nascosto gli angoli bui del mio carattere e ho accettato di buon grado chi non se la sentiva di avere a che fare con me ma -in realtà- quanti si mostrano realmente per quello che sono?
E -mi chiedo ancora- perché si fa pace?
Per convenzione?
Per mancanza?
Per abitudine?
Per voglia?
E perché non si fa pace?
Per orgoglio?
Per testardaggine?
Per stupidità?
Esistono davvero dei dissapori che non possono essere risolti?

Ai posteri l' ardua sentenza.

Litigiosamente vostra, R.