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giovedì 10 novembre 2011

Un mese senza shopping.

Non credevo di riuscirci davvero. Non ero certa che ci sarei arrivata incolume a questo giorno. Eppure...
C' eravamo lasciati così, un mese fa, con una promessa. Sono trascorsi trenta lunghissimi giorni da quando mi sono auto inflitta la punizione del non-shopping e ne sono uscita. Potrei aggiungere indenne ma qualche graffio qui e li... 
Alcuni di quei vestiti che avevano ancora l' etichetta attaccata non hanno visto la luce del sole e giacciono rilassati nell' armadio ma altri hanno vissuto momenti di gloria addosso a me. Non posso dire di ritenermi soddisfatta a pieno. Forse avrei dovuto decidere di non comprare assolutamente nulla dato che ci sono stati degli intermezzi comici in cui ho speso centotrentacinque euri per una tracolla (devo ammettere che non me ne sono pentita. Davvero).
Però è stato un mese strano. Mi sono resa conto che lo shopping è davvero un momento terapeutico per la donna (magari anche per gli uomini, dovrei indagare). L' ebbrezza di un vestito nuovo, la frenesia di correre in camerino e cercare, riflessa nello specchio, l' immagine che c' eravamo fatte di noi stesse con quel capo addosso. Il momento in cui esci il portafogli dalla borsa promettendo a te stessa che questa è l' ultima volta, almeno per quel giorno. E poi lo shopping è di compagnia in quei pomeriggi in cui non vuoi vedere nessuno ma, allo stesso tempo, hai voglia di infilarti le scarpe e andare al centro commerciale e contornarti di sconosciuti. Tra uno scaffale di Zara e un manichino di H&M. Tra il 'posso aiutarti?' di una commessa e l' odore buono dei vestiti nuovi.
Cosa volevo dimostrare a me stessa con questa scelta del Non-Shopping? Non lo so, ve lo dico onestamente. Andiamo per ipotesi.
Ho realizzato di poter fare a meno di non comprare vestiti per un arco di tempo definito? Si. 
Mi sono resa conto che lo shopping è inutile? No, anzi... In certi momenti è proprio necessario ma si superano.
Ho risparmiato? Non più di tanto perché quando non puoi comprare vestiti inevitabilmente sfoghi su altro e le ciprie di Chanel costano davvero un botto (maledettissimo Karl). 
Vi consiglio questa esperienza? Si, assolutamente. E' un modo per mettervi alla prova e, se ce la fate a non cedere ad altre tentazioni, per risparmiare. Ma dovete prenderla seriamente. 
Però sono stata di parola e, per una persona come me che di secondo nome fa Inconstanza, raggiungere l' obbiettivo prefissato è un gran traguardo. Non mi sono distratta e, dopo un mese, sono ancora qui!
Fatemi un sacco di complimenti che me li merito!

Non-Shoppingamente vostra, R.