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martedì 27 novembre 2012

Prima che finisca il mondo...



Prima che finisca il mondo devo:


  1. Conoscere la stylist di Clio e chiederle il perché del male che vuole a quella poveretta. 
  2. Finire il terzo libro di Fabio Volo che sto leggendo e ricordarmi di non prenderne mai più un altro dato che scrive come un idiota. E c'è gente che addirittura lo cita. 
  3. Far capire alla cameriera che il plurale di Camion non è Camii. 
  4. Spiegare a Morfeo che sono anni che rompe il cazzo con i pensieri notturni. Che me li porti in dono la mattina quando di alzarmi proprio non ne voglio. 
  5. Sapere chi è Gossip Girl. 
  6. Sapere chi è A e che minchia di problemi ha con quelle quattro sfigate di Pretty Little Liars. 
  7. Esporre ad Elsa Fornero la mia versione di Choosy. Vediamo poi se piangi. 
  8. Chiedere a Raffaella Carrà se c'è posto 'un po' più in la' quando cadrà il mondo. 
  9. Sapere chi è il padre biologico del pupo di Raffaella Fico. 
  10. Imparare a guidare per onorare la patente che ho da sei anni.
  11. Inventare una batteria per Iphone che duri più di Rocco Siffredi. 
  12. Riuscire a dire Ti voglio bene. Uno di quelli sinceri sinceri che ti fanno bene all' anima. 
  13. Compiere un peccato. Uno di quelli per cui ti mordi le labbra al pensiero di quanto sia eccitante.
  14. Farmi i capelli rosso fuoco. 
  15. Indossare tutti i maglioncini di Zara che possiedo. 
  16. Indossare tutte le scarpe che possiedo.
  17. Dire a Florence Welch che mi ha salvato l' anima. 
  18. Vedere Ligabue dal vivo. E magari farci pure all' amore (non lo dite al mio fidanzato). 
  19. Capire perché ai maschi piace tanto il calcio. 
  20. Lasciarmi abbracciare. Davvero, intendo.
  21. Dire a Simona Ventura di smetterla con il botox e, sopratutto, farle capire che lei di musica ne capisce come una a cui piacciono i One Directions. Io, ad esempio. 
  22. Ragionare sul perché io abbia acquistato così tanti Biker Boots. 
  23. Capire perché tutti postano la foto della loro colazione su Instagram. Cos' ha il pranzo che non vi garba? Perché discriminate la cena? E lo spuntino delle cinque?
  24. Dire meno parolacce. Che scurrile che sono diventata. 


E voi?
Qualcosa di impellente prima della fine?

Robi


lunedì 3 settembre 2012

In bianco e nero: cose che Robi non avrebbe detto mai.

Non sono solita esternare quello che mi succede. Sono una persona fondamentalmente molto riservata. Mi piace marcare il territorio e alzare muri intorno al mio spazio. Detesto mostrarmi fragile, con il volto rigato di lacrime. Mi piace scrivere la mia storia senza dare la possibilità di leggerla. Ma quando ho deciso di aprire questo blog ho acconsentito anche a chi non fa parte del mio gregge recintato di sapere qualcosa di me. Di sapere cosa penso. Cosa voglio. Cosa sogno. Ma, a quanto pare, bisogna essere onesti per essere rispettati ed è per questo che voglio esserlo con voi. Con tutti voi ma sopratutto con chiunque abbia voglia di sapere. Perché la vita, purtroppo, non è fatta solo di borsette firmate e viaggi intorno al mondo. Non è fatta solo di chiacchiere con le amiche scoprendo questo o quell' aneddoto. Non è fatta di solo shopping. 

Non è solo rosa. 
La maggior parte del tempo è color merda

Se non ve ne sbatte una minchia non è che mi offendo, eh. 

venerdì 30 marzo 2012

La solitudine della Robi prima.


Lo sentite questo silenzio?
Lo sentite il rumore del nulla che aleggia in casa mia?
Ne sentite la magia? E la poesia?

Sono sola. Completamente sola in questa grande casa. 
SOLA
Io, Robi, per le prossime 48 ore avrò il dominio assoluto della RobiCasa


Sorelle e genitori sparsi per l' Europa hanno lasciato il posto alla pace. Al silenzio. All' Ordine. All' anarchia.
Posso entrare ed uscire quando voglio. Non che sia una novità, tendenzialmente posso andare e venire quando mi pare, ma nessuno -al mio rientro- mi chiederà come è stata la mia giornata; cosa ho fatto; cosa c'è nel sacchetto che ho in mano. Solo silenzio.
Badate bene, non sono una ragazzina asociale a antipatica con la sindrome preadolescenziale del 'Odio Tutti. Tutti ma proprio tutti'. Mi piace avere intorno la mia famiglia ma queste pause dalla realtà del gruppo sono un toccasana. Servono a riordinare i pensieri e l' armadio con la musica a tutto volume senza che nessuno si lamenti. Servono a studiare distesa per terra senza che nessuno ti prenda per matta. Servono a mangiare pizza alle nove del mattino e cioccolata calda e cereali alle dieci di sera. Servono a non dover chiedere e a non dover sottostare a nessun orario. 
Il televisore del soggiorno e, sopratutto, il telecomando di Sky sono solamente miei. Nessuno mi dirà di togliere le telenovelas sudamericane dandomi della casalinga disperata. 
Potrò ciondolare per due interi giorni senza che nessuno si chieda perché sono ancora in pigiama alle cinque del pomeriggio, sorseggiando tisana e lasciando le tazze in giro per la casa.

E' come se avessi tutte le possibilità a mia disposizione. Come se potessi decidere da sola del mio tempo. Come se il fatto di pranzare alle tre con pop-corn e coca cola fosse assolutamente normale.

Lo sentite il silenzio? Lo sentite il rumore della Pace? 
Tutta questa gente dovrebbe partire più spesso

Solamente vostra, Robi.

domenica 25 dicembre 2011

Facciamoci gli auguri.


Finalmente riesco a trovare cinque secondi in croce per potervi fare gli auguri. Il giorno di Natale volge quasi al termine. Quello che dovevate ingurgitare, per lo più, è già andato e adesso aspettiamo frementi l' ultimo giorno dell' anno. In un nanosecondo questo Natale va via, esattamente come è venuto: in silenzio. Io ho osservato da brava spettatrice silenziosa il suo avvicinarsi, il suo arrivare e il suo andare via. Nulla di tutto questo mi ha scalfita. Ho mangiato. Ho aperto regali. Ho fatto regali. Ho sorriso e ringraziato. Tutto meccanicamente. Senza sentire quasi nulla. Certe volte volevo scuotere il corpo che vedevo davanti a me e consigliarlo. Magari dirgli che quegli stivaletti col tacco, essendo nuovi, avrebbero fatto male. Ma ero fuori da quella bolla natalizia. O, per lo meno, una metà di me era fuori mentre l' altra partecipava alla recita del Natale.
Se un anno fa mi fosse venuto a trovare il Fantasma dei Natali Futuri avrei visto queste immagini come uno scherzo. Era impossibile, fino all' anno scorso, pensare a me come a qualcosa di diverso da un elfo di Babbo Natale. Le cose cambiano e questo malessere che ha portato apatia, che mi ha portato ad essere anaffettiva nei confronti di questa festa spero passi in tempo per il prossimo anno. Sempre che i Maya non abbiano ragione. Speriamo di no: non mi piacerebbe ricordare questo Natale come l' ultimo. 

Nonostante quest' ombra buia, spero passeggera, voglio farmi i miei migliori auguri. I vostri commenti, il vostro partecipare alla vita che si svolge su Robilandia, il vostro apprezzare la confusione della mia testa mi ha regalato momenti di puro benessere. Solitamente, quando l' anno sta per finire, si fanno sempre delle statistiche; un bilancio di quello che è stato e di quello che non è stato; di quello che abbiamo fato e dato e di quello che non abbiamo fatto e dato. Io non sono ancora in grado di farle. Sono un tantino smarrita. Persa nei meandri dell' incertezza; della voglia di fare e di realizzare alcuni sogni che si scontra con la realtà delle cose.
Ma voglio che i miei Auguri per tutti voi siano chiari e forti. Voglio che sappiate che sono sinceri. Voglio che sia palese il fatto che io sono grata ad ognuno di voi di aver fatto parte, assiduamente o occasionalmente, della vita sull' Isola di Robilandia. 

Realizzate i vostri desideri e tenetene sempre uno di riserva. Non arrivate mai al punto di dover elemosinare un sogno perché, alla fine della storia, sarà l' unica cosa che vi terrà vivi. Che vi permetterà di alzarvi ogni giorno e di dargli un senso. 


Tantissimi auguri,
Robi.

martedì 18 ottobre 2011

Grazie Florence per avermi smosso l' anima.


...e poi ci sono giorni come questi. Giorni in cui non succede nulla di particolarmente brutto, per fortuna, ma che sembrano non andare comunque nella giusta direzione. A volte è colpa anche di una canzone. Tu sei fresca come un quarto di pollo (cit.) poi senti una canzone e puff ti si smuove l' anima. Allora il tuo cervello inizia a girare. Li puoi sentire scricchiolare tutti gli ingranaggi tra un neurone e l' altro, quei pochi che ti sono rimasti sani ai quali ti affidi. Cerchi di inseguire i pensieri ma corrono troppo veloce. Ed è assurdo perché sono i tuoi pensieri. Come fanno i miei pensieri ad essere più veloci di me? E come fanno ad essere così tanti? Non si può star dietro a tutti e così esci di casa e solo a metà strada ti rendi conto di esserti dimenticata di mettere le scarpe. E forse il fatto che hai speso parte dei tuoi risparmi impulsivamente per un paio di occhiali da sole Tom Ford rotondi ai quali facevi la corte da un po' è un segno del destino. Perché stamattina i tuoi occhiali da sole sono spariti nel nulla. A volte non avere un piano è un' ottima cosa. Io un piano non ce l' ho. Una volta ne avevo tanti poi ho capito che avere un piano significa solo che ad un certo punto qualcuno te lo manda a puttane. Ah... qualora non lo sapeste, nella maggior parte dei casi se tu stessa che li mandi a puttane. E poi succede che pensi di stare vivendo un momento spensierato ed invece vuoi solo una cipria di Chanel da quaranta euro perché ti piace la confezione, e stai parlando con una vecchia amica ma in realtà sei distratta da qualcosa. Io sono distratta in questo momento. Forse dovevo solo scriverlo per rendermene conto. Adesso che è nero su bianco è più vero. E' da cosa sono distratta il problema. Punto. E' da cosa vorrei essere distratta che è peggio. Punto e a capo.
Uno di quei giorni in cui sembra che tu stia guardando il tuo corpo che si atteggia a te. Tu sei li, che mangi pop corn mentre guardi il film della tua vita.

Vostra, R.