Tre giorni a Milano.
Tre giorni durante i quali una città solitamente grigia si è piegata al candore di una spolverata di neve fresca, come granita dentro un succo di prugne. Tre giorni in cui ho sentito freddo come mai in vita mia. Le temperature sono state così basse che in alcuni momenti credevo di perdere il naso congelato per strada. Ho desiderato il caldo che ti fa sudare anche i pensieri della mia Sicilia come un drogato in astinenza.
Tre giorni che volevo dedicare a del sano shopping. Lo sprint finale di una lunga maratona di saldi che però si è tradotto in un misero bottino: un maglione beidge a trecce strette di Tommy Hilfiger; uno scialle giallo ocra a motivi floreali di Zara e una t-shirt di Pinko un po' rock ma fin troppo adolescenziale.
Tre giorni in cui ho riscoperto la bellezza dello stare in famiglia. Le chiacchiere fra sorelle e il sabato sera tranquillo tra una tazza di cioccolata calda e una puntata di Hart of Dixie come non succedeva da secoli.
Tre giorni in cui ho imparato a guardare il cielo e scorgere minuscoli batuffoli di cotone gelato che si posavano leggeri sulle guglie del Duomo e sul velo dorato della Madonnina.
Tre giorni che sono passati veloci ma senza che il tempo mi mettesse fretta. Tutto era scandito dal pensiero di vacanza misto alla voglia di fare. Non abbiamo sprecato il nostro tempo senza che lui ci spingesse. Non avevo mai provato una sensazione tanto piacevole.
Tre giorni in cui ho visto un sacco di cose strane. Un giapponese bassino dall' aria allegra e gli occhi ridotti a due fessure che lasciava dondolare placidamente una Birkin arancio dai profili giallo fluo. Un cagnolino con un bomber di pelliccia di visone con tanto di cappello. Un uomo a maniche corte nel gelo della capitale del glamour.
Tre giorni durante i quali ho visto così tante persone con le scarpe del boscaiolo che sembrava di essere davvero in un bosco! Ed io che credevo… Comunque la parte alta dello stivaletto, dopo un giorno intero, mi ha dato un po’ fastidio: devo prenderci l’ abitudine prima di metterle un’ altra volta!
Tre giorni ricchi di sorrisi e di fotografie.
Tre giorni durante i quali ho scoperto un' ottima pizzeria a Milano. Pizza and Friends in via Baracchino, dietro il Duomo. Io ho preso un' insalata che si chiamava Glamour: questo deve dirvi tutto ma ho assaggiato la pizza da mio papà ed era davvero buona!
Tre giorni in cui ho lasciato che i miei occhi si posassero sulle vetrine dei posti in cui sono racchiusi i sogni di donna. I manichini erano fasciati da eleganti abiti leggeri a stampe floreali; i loro piedi senza dita incastrati in sandali dai colori accesi; le loro braccia scoperte e tese ti invitavano a raggiungerli anche se per te non è ancora momento di primavera.
Tre giorni durante i quali ho sentito una coppia di russi lamentarsi per il freddo di Milano. Ora, posso capire che mi lamento io, che vengo dalla Sicilia, ma voi? Insomma passate l’ inverno intero a meno venti!
Tre giorni in cui ho bevuto così tanta cioccolata calda con panna che nemmeno in tutta la mia vita. Ogni scusa era buona per rintanarsi in un bar e sfuggire al gelo di Milano.
Tre giorni in cui ho apprezzato il caos ordinato di Milano. Mi piace il modo in cui la città abbia tutto sotto controllo nonostante gli impegni e il tempo che corre.
Tre giorni che adesso sono un miscuglio sparso di fotogrammi e ricordi piacevoli.
Tregiornamente vostra, R.





















