martedì 12 gennaio 2016

Giorno 12 - Il taglio cesareo

Giorno 12 - 12 Gennaio 2016 

Sono passati quasi sei mesi da quando, con un taglio cesareo inaspettato (ma molto molto sperato) è nata mia figlia Rossella Maria. Oggi niente nomignoli e niente fronzoli, voglio provare ad essere seria per una volta. Vabbè, non al cento per cento che non mi confá. 
Il 15 luglio 2016, alle 10 di una mattinata calda e assolata, ero sola in casa a scattarmi foto al pancione. Ero alla fine della trentottesima settimana; avevo i polsi, le dita e le caviglie gonfie. Giravo per casa in mutande e magliette larghe che erano diventate crop top. 
Erano le dieci di mattina quando, mentre scattavo foto al pancione, mi sono ritrovata in una pozza d'acqua. Sul mio bellissimo divano in pelle martellata color miele. Non avevo dolori ne fastidi, solo un gocciolio costante di acqua bollente da laggiù. Chiamo Pisolo e gli dico che, credo, mi siano rotte le acque. Lui si precipita a casa, le valigie stavano davanti la porta d'ingresso già da qualche giorno perché un paio di giorni prima la ginecologa aveva provato a scollarmi un po' le membrane. Io con tutta la calma di questo mondo, che non credevo proprio di possedere, mi tolgo la maglia, zuppa anche quella non so come, le mutandine, mi infilo in doccia e mi preparo per andare al PSO. 
La giornata si sussegue con controlli, visite, tracciati, medici e ostetriche, donne in travaglio e corsie di pronto soccorso. Sono le quattro di pomeriggio, e io continuo a sgocciolare, quando il medico di guardia decide di mandarmi a casa. Mi dice che, non essendoci contrazioni, devo aspettare a casa che cominci il travaglio prima di ritornare in pronto soccorso. Si dice che una donna a cui si rompono le acque abbia dall' alba al tramonto per partorire e io avevo già sprecato più di sei ore. 
In tutto questo, il pannolone che mi avevano messo le infermiere era zuppi di nuovo. Decido di chiamare la mia ginecologa -che, devo dirlo, per me è stata più di un angelo- e chiederle il da farsi. Lei mi dice, e conferma i miei sospetti, che non devo andare da nessuna parte con le acque rotte e in meno di un' ora mi ricoverano. 
Ormai perdevo liquidi da ore e ore. Un giorno quasi. Erano le sei di pomeriggio quando mi hanno attaccato all' ennesimo tracciato della giornata che confermava che c'era qualche contrazione forte, che io non sentivo e come una stupida pensavo che se il travaglio era quello non avevo di che temere, ma niente di importante. 
Alle otto di sera mi raggiunge la mia dottoressa che propone la stimolazione per fascetta dato che erano passate già tante ore. Mi avverte che quello avrebbe fatto un po' più male di un travaglio normale. Dopo un' ora e mezza dall' inserimento della fascetta di prostaglandine avevo dei piccoli dolorini, simili a quelli del ciclo, ma niente di eclatante. Alle ventitré, da un minuto all'altro, mi arrivano quelle contrazioni. Quelle che ti levano il fiato. Quelle che non ti danno tregua. 
Un dolore acuto, assordante, che non saprei a cosa paragonare. Un dolore che ti parte dalle viscere e ti prende in testa. 
È così fino alle quattro del mattino, senza sosta tra una contrazione e l'altra perché indotte. È così fino a che non supplico la mia dottoressa di chiamare l'anestesista. Dopo l'ennesima visita interna di quella giornata infinita mi comunicano che non ho dilatato nemmeno due cm e che se mi fanno l'epidurale potrei ritrovarmi al momento dell' espulsione senza anestesia. Non mi importa, il dolore è accecante, una sola contrazione in più e mi sarei buttata dalla finestra della mia stanza d' ospedale. Il dolore è stato atroce, indescrivibile e mi sono pentita ogni singolo istante di quelle lunghissime ore di travaglio di non aver chiesto il cesareo subito. Le condizioni c'erano, avevo le acque rotte da troppo tempo e la bambina doveva nascere eppure mi sono lasciata convincere a tentare il parto naturale. Perché la credenza è questa: se non partorisci naturalmente non sei una mamma. Se non soffri come un cane, se magari chiedi una via di sofferenza più breve non sei all' altezza. È questo che leggo negli occhi di chi mi chiede del parto. "Ah, hai fatto il cesareo? Ti sei risparmiata una gran fatica..." 
Sono le quattro e mezza del mattino quando mi scendono in sala parto. Mi dividono pochissimi minuti dalla puntura sulla schiena che mi salverà dall' impazzire. 
Mi siedo sul lettino e devo rimanere immobile. Sono tra le braccia dell' ostetrica che mi accarezza i capelli e mi aggrappo a lei per non gridare, per non accasciarmi a terra perché le contrazioni non mi danno tregua e io devo rimanere immobile mentre mi infilano l' ago per l' anestesia. 
Pochi minuti e tutto svanisce. 
Quel liquido magico fa sparire ogni dolore. Non sento più nulla. La pace. 
Mi attaccano nuovamente al tracciato per monitorare la lunghezza delle contrazioni mentre io scherzo con il medico che mi ha appena assopito il dolore giurandogli amore eterno sotto gli occhi imbarazzati di Madre e divertiti della mia ginecologa. 
Il travaglio io me lo sono fatto, indotto, ed è stato terribile. Ho giurato di morire ad un certo punto. Ero talmente annebbiata che ho sperato che finisse tutto. 
Alle cinque e mezza del mattino mi sale la febbre altissima e la piccola è tachicardica: cesareo d'urgenza. 
Alle cinque e quarantanove del sedici luglio duemilaquindici vedo una massa di capelli scuri e un sederino rosa e poi crollo. 
Il resto è storia. È la storia di come riprendersi da un taglio cesareo non è una passeggiata e a quelle che si sentono "più mamme" perché hanno provato il parto naturale voglio dire che non importa da dove o come escano, essere mamma è tutto quello che viene dopo. Per me dopo sono venute settimane in cui faticavo a camminare. Giorni in cui ero talmente imbottita di antidolorifici e sensi di colpa per non potermi prendere cura della mia piccolina come si deve che le lacrime cadevano giù come neve a dicembre sulle Dolomiti. 

Questa è la storia del mio Taglio Cesareo. Un taglio cesareo che io ho fortemente voluto fin dall' inizio e che, se avessi ascoltato il mio istinto, mi avrebbe risparmiato un sacco di sofferenza in più. Perché, ripeto, non è il come partorisci che tanto sempre male fa, a fare di te una mamma. 
Non voglio più sentir sminuire questo tipo di parto e non voglio più dovermi giustificare dicendo che anche io ho sofferto. Non è una gara.

Colgo l'occasione per fare gli auguri a Claudia, mia cugina, che 25 anni fa nasceva con un taglio cesareo poco dopo la mezzanotte. 

Robi    






15 Luglio 2015 - Mezz'ora prima delle contrazioni
A modo tuo - Ligabue

< Giorno 11   Giorno 13 >




lunedì 11 gennaio 2016

Giorno 11 - Gruppi d'aiuto.

Giorno 11 - 11 Gennaio 2016 


Dove vai se soffri? Se ti ha lasciato il fidanzato e hai bisogno di sfogare? Se una tua amica ha bisogno di piangere tutte le sue lacrime ed, eventualmente, pure le tue per l' imminente partenza del fidanzato per anni ed anni?
La risposta è ovvia: da Tiger.
Le musichette idiote che conoscono solo loro. Le puttanate che ti scaldano il cuore mentre ti svuotano il portafogli. La miriade di tovagliolini e candele e oggetti che ti trasformano il latte in schiuma. E potrei continuare per righe e righe.
Dicevamo, S. aveva bisogno di supporto morale per cui oggi, dopo pranzo, ci siamo incontrate da Tiger. Io, S. ed S.. Che non c'entrano niente con la S. di Giorno 7. Ragionandoci, buona parte delle mie amiche hanno il nome che comincia per S.
Alla fine lei stava meglio di quanto io e S. (l'altra, Dio santo inizio a confondermi pure io) pensavamo per cui poche lastime e molto caffè. Meglio così che la vita è troppo breve per bere solo acqua. 

Avete notato che l' Instagram è pieno di gente che colora? Tutti, tutti proprio tutti, si sono muniti di album da colorare e pennarelli che, a quanto pare, servono da anti stress. Oggi da Tiger c'era un grazioso album da colorare con un grosso hamburger con le candeline e mi sono detta perché no. Perché non sottostare all' ennesima cazzata che spopola in rete! Perché risparmiare questi cinque euro e privare il mio Instagram della foto di me che coloro e sfogo lo stress? Eh, appunto!
Ho comprato l' album e le matite colorate e (presto) mi metterò a colorare.
Onestamente credevo di avere ancora qualche anno prima di comprare album per colorare e pennarelli, in coincidenza, giorno più giorno meno, con l' ingresso alla materna della Pupina e invece...

Ohhhh stasera c'è Il paradiso delle signore, siete pronti? Io poco dato che Pisolo stasera è libera uscita con gli amici e quindi i deliri serali della Pupina saranno tutti per me. 

Robi 



11 Gennaio 2016 - I miei capelli sporchi, S. ed S.
Together Again - Janet Jackson 

domenica 10 gennaio 2016

Giorno 10 - Domeniche lente.

Giorno 10 - 10 Gennaio 2016 

Oggi è stata una di quelle domeniche lente. Quelle dove alle quattordici non hai ancora pranzato (tranne Pupina) e alle diciotto non ti sei ancora tolto il pigiama. Dove il solo pensiero di alzarti per fare il caffè ti crea uno sconforto apocalittico. È infatti ho aspettato che il buon Pisolo me lo portasse a letto. Insieme al cornetto al Nutella che mi è andato di traverso quando ho visto che fuori c'erano 22 gradi e praticamente la gente in costume a mare. Mia figlia sabato compie sei mesi e la scusa che ho appena partorito non posso più usarla. Porca miseriaaaa. 

Poi abbiamo dovuto toglierlo tutti il pigiama perché nel frigo c'era l'eco. Andare a fare la spesa con la Pupina che al passaggio tra gli scaffali afferra di tutto, rovescia contenitori, tira via mobili (Ok non esageriamo, però non è più calma come una volta) non è un' esperienza rilassante. 

Ho comprato il curry e le mandorle. Visto che la mia amica Chiara Maci ci fa il pollo, ho deciso di imitarla. Ovviamente ho dimenticato il pollo. Vabbè. 


Robi 



10 Gennaio 2016 - Finalmente il piede è in bocca. 

Never say Never - The Fray 


< Giorno 9    Giorno 11 >







sabato 9 gennaio 2016

Giorno 9 - After.

Sto in fissa.
Stanotte, anziché recuperare preziose ore di sonno, ho quasi finito il primo romanzo della serie After. Ho letto fino alle due di notte e sono stata punita dalla Pupina, che richiedeva la tetta, alle quattro. E poi di nuovo alle sei ma non riuscivo a tenere gli occhi aperti quindi le ho infilato il ciuccio in bocca e mi sono girata dall' altra parte. Forse non dovrei raccontare così, pubblicamente e senza vergogna, le mie mancanze di madre snaturata. 
Vabbè ma voi l'avete letta sta serie di ragazzini di diciotto anni? No? Eh... Meglio così, non entrate nel tunnel che la luce poi non si vede più per un po'. In realtà Pisolo e Pupina stanotte l'hanno vista fino alle 2 perché leggevo con la luce accesa. 

Pupina spernacchia da ieri sera ma ho deciso di non lagnarmi di questa cosa: meglio sorrisoni e pernacchie piuttosto che il lamento che ci ha accompagnato negli ultimi giorni per l'uscita dei dentini di sotto! 
Sapete che adesso scandisce chiaramente Mamma e Papà. In realtà è Papa però insomma, non ha manco sei mesi. 

Oggi (stavo scrivendo Hoggi con l'H) ho finalmente fatto degli acquisti con i saldi per me: un vestito ed una camicetta di H&M. Trenta euro e ciao. 
Ho litigato con una commessa di Cycleband, un negozio per bambini in cui non vado quasi mai un po' per i prezzi esagerati e un po' perché quasi mai trovo cose che mi piacciono. Comunque, dicevamo, ho litigato con la commessa. Prima di Natale mia cognata, quella della bambola assassina, ha preso alla bambina un giubbino e una tutina a prezzo pieno. Oggi sono andata per cambiare la taglia perché piccole e la commessa mi ha spiegato che potevo cambiarlo con tutto ma che non avrei avuto gli sconti perché visto che la merce era stata presa a prezzo pieno, quello con cui cambiavo me l'avrebbero passato a prezzo pieno nonostante in sconto. Io una roba del genere non l'ho mai sentita. Non mi è mai successo in nessun negozio. Difatti poi da H&M ho cambiato un vestito preso a dicembre a prezzo pieno con delle cose in sconto, tra cui il medesimo vestito che anziché 29.90 ho pagato 15 euro! 
Ma sono nel torto? Non lo so ( e non credo ) ma ho intenzione di scrivere al loro servizio clienti per accertarmi che questa cosa sia giusta. Non solo per i soldi spesi, 90 euro, ma principalmente per rompere le palle che mi viene benissimo. 

Torno a leggere. 

Robi. 



9 gennaio 2016 - Mamma e Pupina 

Mamma - Power Francers



< Giorno 8     Giorno 10 >




















venerdì 8 gennaio 2016

Giorno 8 - Merda.

Giorno 8 - 8 Gennaio 2016

Quando finirà gennaio sarà più complicato tenere il conto, eh?

Oggi è stata una giornata di merda per tanti versi. Ma merda in senso letterale, attenzione. 
Merda numero 1
Ieri abbiamo dimenticato il pannolino pieno di merda della Pupina fuori dal mangiapannolino e oggi hanno dovuto evacuare tutta la via. Stanno pensando di estendere la misura cautelare all' intero paese perché veramente è stato un attacco tossico non indifferente. 
Merda numero 2 
La zia Ale mi sta appena parlando della merda di sua figlia. Proprio ora. Live. (Questo è stato un fuori programma inaspettato ma che è caduto proprio a faiuolo).
Merda numero 3 
La Pupina ha riempito un pannetto di merda e mentre le sollevavo le gambine per pulirla ha deciso che doveva afferrarlo ed ha sparso merda dovunque. Il delirio. 
Merda numero 4 
Da quando ho partorito io non la faccio più come una volta. Sono l'unica a cui è successa questa cosa?

Ma avete notato che una volta diventate madri si parla un sacco di più di merda?? 

Robi 






27 Marzo 2015 - La laurea di Claudia e nella foto c'è pure la Pupina
La canzone della Cacca - Roberto Piumini








giovedì 7 gennaio 2016

Giorno 7 - Ricorrenze

Giorno 7 - 7 Gennaio 2015

Se andassi ancora al liceo oggi mi sarei svegliata all' alba; sarei salita sulla mia macchinina 50 e avrei cominciato il nuovo anno sui banchi.
Se fossi ancora all' università avrei un esame a breve e ancora tre quarti di materia da ripetere che si sa che il meglio si produce nell' ultima settimana utile.
Se avessi ancora una cara amica oggi sarebbe il suo compleanno. 

No, non è andata da nessuna parte, non buttatevi sulla catastrofe subito, semplicemente un anno fa la nostra amicizia ha subito una battuta d' arresto. Vuoi per gli ormoni delle gravidanza, vuoi per le incomprensioni che solo Whatsapp sa far nascere, vuoi perché doveva andare così, ma da quel momento non è stata più la stessa cosa.
Mi dispiace? Si, certo.
Ci sono delle cose che cambierei? Non lo so. Si dice che pensando al come, al se, al futuro e al passato si perde di vista il presente, che è l' unica cosa che dovrebbe contare, per cui...
Non mi piace piangere sul latte versato e, come faccio sul piano della cucina quando preparo il biberon alla bambina, ci passerei una pezza umida sopra. L'ho proposta questa pezza. Un nuovo inizio, senza rimuginare e senza decidere chi deve avere ragione o chi torto, ma evidentemente sono io che sono troppo pulita.

Buon Compleanno S.

E voi che mi dite? Ci sono delle persone che avete perso per delle incomprensioni? Per orgoglio?

Pisolo questo pomeriggio mi ha concesso due ore d' aria dopo che stamattina mi sono caricata Pupina, armi e bagagli e sono sbarcata dalla pediatra. La povera nanetta ha un brutto raffreddore dovuto anche ai dentini (stamattina è venuto fuori il secondo, olè) e s'è scansata pure oggi i vaccini, furba eh? Dicevamo, le ore d' aria. Sono stata al centro commerciale vicino casa che è di una tristezza infinita, figuratevi che il negozio più interessante è Primigi (infatti la Pupina ha un sacco di cose nuove), e ho comprato un ombrello di Carpisa. Arrivo alla Upim e finalmente trovo delle cose interessanti che superano la taglia 24 mesi e non gli funzionano i Pos. Vado al Bancomat del centro commerciale e anche quello è guasto. Coincidenze? Io non credo....
Ho fatto talmente tenerezza alla commessa, con il mio racconto strappalacrime di Puerpera con figlia semi dentata, che mi ha messo tutto da parte fino a lunedì. Mi merito 'sti due pigiami nuovi, insomma!


Ma, cosa più importante, quanto è figo il nuovo set pappa che una certa Befana pugliese ha portato alla Pupina???? Eh... 






7 Gennaio 2016 - Grazie Zia Ale 
Ci vorrebbe un amico - Antonello Venditti 



mercoledì 6 gennaio 2016

Giorno 6 - Il sonno

Giorno 6 - 6 Gennaio 2016


Mi sono alzata e ho trovato il diluvio. E a me il diluvio non piace. Ho proprio il trauma della pioggia. Io con la pioggia non esco nemmeno di casa, un giorno o l'altro ve lo racconto perché. Tanto abbiamo ancora 360 giorni davanti.
Dicevamo, mi sono alzata.
Non che sia mai realmente andata a dormire dato che siamo tornati alle tre, si lo so che è incredibile per me che sono vecchia, e io non ho un letto anymore.
La Pupina ha scambiato la mia parte di letto per la sua culla quindi io dormo (?) in un angolino al centro tra lei e suo padre dove la temperatura media è la stessa percepita nel deserto del Sahara il 12 luglio a mezzogiorno. 

Comunque tornare alle tre ha dato i suoi frutti perché ho vinto 15 euro giocando a Bacará ( si scrive così? ) che, diciamocelo, equivalgono ad un cappotto di Zara agli ultimissimi saldi. Solo che la vincita se l'è intascata Pisolo. Ma poi qua non abbiamo ancora visto manco i primi, di cosa stiamo parlando. 

Diluvia ancora, eh... E io sono sul divano con la Pupina spiaggiata addosso che tossisce come Camilleri dopo la seconda sigaretta post caffè della mattina. Domani, forse, riusciamo a fare il richiamo del vaccino che ci trasciniamo da due settimane e ad andare dalla pediatra per il cambio della dieta! Iniziano omogenizzati di carne, brodo e pastina, la puzza di cadavere é dietro l'angolo. 

A pranzo stiamo preparando gnocchi al pesto e poi, se tutto va secondo i piani , ho le mie ore d'aria, olè!! 


Forza che dopo domani é venerdì e, sopratutto, domani concludo la prima delle 52 settimane di quest'anno sul blog. Se non è una conquista questa!! 


Robi 




6 Genbaio 2016 - il 'loro' letto

Buonanotte Fiorellino- Francesco De Gregori


< Giorno 5     Giorno 7 >

martedì 5 gennaio 2016

Giorno 5 - Ho urlato Basta.

Giorno 5 - 5 Gennaio 2016 

Ho gridato BASTA alla Pupina. Lei era seduta sul passeggino mentre stavo prendendo delle cose in frigo per la cena e si lamentava. E lamentava. E lamentava. Alternava un lamento simile ad un muggito a pianto disperato. L'avevo messa in tutte le posizioni, in braccio, seduta, in piedi... Niente... Piangeva e si lamentava da tutto il pomeriggio. Avevo quel lamento nel cervello e ad un certo punto mi sono girata verso di lei e le ho gridato un forte basta. Lei è rimasta impietrita qualche secondo e a me sono immediatamente scese le lacrime. Un senso di colpa profondo come il mare nei confronti di quel visino paffuto. È rimasta impietrita per qualche istante e poi mi ha sorriso. Io le ho sorriso di rimando e poi ha ripreso a piangere e lamentarsi. Non voglio giustificarmi ma era diventato insopportabile. Ho perso il controllo un nano secondo in cui davvero avrei voluto che si zittisse. Un nano secondo in cui ho visto gente della mia età spensierata senza macchie di rigurgito e sbobba alla pera sui vestiti; con le giornate piene di impegni e prive di pannolini e pappe e pediatra e vasetti alla frutta. Poi l'ho guardata e, nonostante tutto, ho capito che il mio mondo è lei. 
Per quanto ti aspetti che la maternità sia dura, viverla è un'altra cosa. Un'altra storia. Ci sono giorni che passano in fretta ed altri che sembra non passino mai in cui è difficile ricordarsi anche chi sei; chi eri prima di quel taglio sul basso ventre. Ci sono giorni che passano e basta, talmente tanto c'è da fare che nemmeno te ne accorgi. 
So che ci saranno altri momenti in cui perderò la pazienza e tanti altri in cui un basta fermo e deciso sarà necessario e spero di riuscire sempre a gestire la situazione. 

Tra poche settimane tornerò a lavoro e se da un lato sono terrorizzata di doverla lasciare alle cure di un' estranea, dall'altra ho proprio bisogno di ritornare tra gli adulti. 

Il mio raffreddore non accenna a migliorare e adesso anche la Pupina, oltre al dolore per il primo dentino che è venuto fuori, è cotta. Si prospettano grandi giornate!   

Robi. 



25 Dicembre 2015 - Il nostro primo Natale insieme 

Nostalgia canaglia- Albano e Romina




lunedì 4 gennaio 2016

Giorno 4 - Il carillon

Giorno 4 - 4 Gennaio 2016 


Mia cognata è tornata ieri da Praga e ha portato alla Pupina due carillon. Uno di quelli a forma di antica giostrina, con i cavallini che girano e si alzano e si abbassano, tutto rosa e confettoso. L'altro é un po' meno rosa e un po' meno confettoso. È una bambola che esce da un uovo. Potrebbe pure risultare romantico se non fosse che mi ricorda quella puntata di Pretty Little Liars con le bambole assassine. Ha la faccia che ti immagini abbia una delle protagoniste di un romanzo di Steven King. 
Al che, quando mia cognata ci ha salutato e se ne è tornata a casa sua, ho preso la bambola inquietante e l'ho messa nello studio. Pisolo un po' se l'è presa: sostiene che io sia un tantino prevenuta nei confronti della sorella ma giudicate voi, per favore. 


Che vi avevo detto? 
Non posso tenerlo nella stanza della Pupina, non posso e basta. 

È vero che io e lei, mia cognata, non siamo BFF come Paris e Britney ai tempi d'oro ma giuro che io, in otto anni, ci ho davvero provato. Non so se è per il suo carattere o perché le sto grandamente sulle balle ma non ha mai mostrato nessun segno di apertura nei miei confronti nonostante io sia una molto alla mano e sopratutto una gran chiacchierona. La considero una personalissima sconfitta dal momento che io potrei far parlare pure una guardia svizzera. Pazienza, in fondo in fondo, è lei che ci perde. Si sì, la modestia... Bla bla bla. Io due sorelle meravigliose ce l'ho è davvero sarei potuta essere per lei quello che loro sono per me ma mica il bene si può imporre. O sbaglio? 

La Pupina ha paura degli starnuti. Se qualcuno starnutisce in sua presenza è un dramma! Pianti disperati momenti di dolore inconsolabile che sfociano in attimi di panico. Io, al momento, sono raffreddata che veramente sto pensando di fare testamento perciò immaginatevi come stiamo. Quando sento che sta per partire lo starnuto, corro in bagno, apro l'acqua del lavandino, starnutisco e torno da lei. Mi partirà un'aneurisma a fa' sta vita. Ahhhh i figli. 

Ho preparato le lasagne ai carciofi a pranzo. Buono il sapore ma dovevo levare più foglie e ci sono stati alcuni bocconi difficili da mandare giù. Era un esperimento e la prossima volta imparerò dai miei errori. 

Oggi è lunedì e stasera è la mia serata child free a capo del telecomando di Sky! C'è la nuova puntata de Il paradiso delle signore, serie per la quale sto un attimo in fissa. Oh, che volete, ognuno c'ha le sue. 

Oggi sono chiacchierina ma non sprechiamo tutti i nostri argomenti. Non vi scrivo 'A domani' che lo sappiamo bene che di lui non v'è certezza. 

Robi. 



   Que sera sera - Doris Day  












Giorno 3 - Chiara Maci.

Giorno 3 - 3 Gennaio 2016


Ieri sera, non potendo dormire nella mia parte di letto, ho recuperato tutte le puntate di #VitadaFoodBlogger, il programma di Chiara Maci su Fox Life, registrate sul MySky. A me lei, leggendo il suo blog e seguendola sui vari social ha sempre fatto una gran simpatia. Ma ve lo devo dire: sto programma è odioso. La zuccherosità stucchevole e palesemente costruita; le inquadrature sulle sue rughe e i testi finti come una banconota da 25 euro sono gli ingredienti di un programma fatto male. Almeno Benedetta Parodi ti fa fare due risate. Ma veramente le food blogger fanno questa vita? Cucinano sui tacchi a spillo con i vestiti di tulle? Non dico che debbano stare perennemente sporche di farina ma insomma... E poi, se dobbiamo dirla tutta, quel 'Lo preparate con me?' mi fa salire l' Isis. Ma cosa prepariamo con te che lo sai benissimo che con un bambino piccolo a stento riesci ad aprire una busta di insalata. Cosa pressiamo con te che sui tacchi non ci riesco a stare più di dieci minuti? Avevo immaginato un programma molto molto più easy e rilassato; con una Chiara più a suo agio e invece è uscito un programma finto che ti fa pure venire l' ansia. Se avessero messo la Ferragni a cucinare sarebbe sembrata meno finta. Ed è un gran peccato perché la Maci risultava, dai social poi magari è davvero così, molto più simpatica e alla mano. 
Diciamo che hanno voluto sostituire Sonia Peronaci e Giallo Zafferano ma hanno costruito troppo su un prodotto che di suo, se fosse stato puro, non era poi così male. 

Detto questo, perché non ho un letto? Perché mia figlia ha deciso che la mia parte di lettone è la sua nuova culla. Si è impossessata pure del mio amatissimo cuscino. Lei e il padre dormono beati mentre a me toccano il divano e Chiara Maci. E in casa non ho più un grammo di cioccolata perché devo perdere almeno 15 kg da qua all' estate. 


Ma poi, come dovrei perderli che Pisolo per Natale mi ha regalato il Bimby? 
Esatto. 

Stamattina Pisolo ha avuto la brillante idea di fare una passeggiata nella via della, diciamo, Catania bene e io con la crocchia in testa e le Adidas sformate a guardare borse di Balenciaga. 
Che poi a che mi dovrebbe servire un' altra borsa di Balenciaga? Quella che ho si abbina perfettamente a tutti i miei pigiami!! 😂😂😂😂

Bon, nel pomeriggio mi lavo i capelli. Botta di vita. 

Buona (ennesima) domenica a tutti. 

Robi ( e i tre pacchi di fazzoletti finiti finora).    



3 Gennaio 2016 - Rossellina e il suo letto. 

Maracaibo - Lu Colombo




sabato 2 gennaio 2016

Giorno 2 - I saldi.

Giorno 2 - 2 Gennaio 2016

Stamattina, dato che è domenica da un mese, non sapendo che fare, abbiamo deciso di andare a vedere i saldi al Sicilia Fashion Village (un outlet ad una settantina di km da Catania).
Non l' avessimo mai fatto. Non solo per l' assurdità della fila sull' autostrada per arrivare ma, e sopratutto, per le file che si dovevano fare per entrare in ogni negozi. Se avessero regalato banconote da 50 euro ci sarebbe stata meno gente, mettiamola così.
Il buon Pisolo, ovviamente, una volta che avevamo fatto la strada voleva sfruttare la situazione ed aggiungere alla sua collezione di camicie tutte uguali delle altre camicie tutte uguali. Ha fatto 50 minuti di fila per entrare da Ralph Lauren ed uscire con sei camicie a righe bianche e blu. Bah... 
Io sono entrata nell' unico negozio in cui non c'era nessuno: Brums; almeno la Pupina ( che è qui vicino a me e dai versi che fa sta cagando l'anima ) ha un sacco di vestitini nuovi. 

A proposito della Pupina.
Stiamo attraversando una fase di 'Mammite' acutissima in cui, se è sveglia, non posso allontanarmi nemmeno di un passo dal suo campo visivo che inizia ad urlare che manco le vittime di Jack lo squartatore. E dobbiamo anche cantare un sacco. Adesso siamo nel mood El taxi di Pitbull... Non so, non fate domande. Ditemi che anche i vostri nani hanno attraversato questa fase e che passa in fretta. Consolatemi, vi prego, perché a gennaio inoltrato farsi la doccia con la tenda aperta e lei in braccio al padre che mi fissa non è il massimo.
Diventare genitori ci ha un attimo rincoglioniti e ieri sera, quando abbiamo trovato una puntata di Masha e Orso che non avevamo già visto duecento volte ci siamo eccitati che manco un porno. Le sappiamo così a memoria che oggi Pisolo ha riconosciuto la puntata in cui Orso lava e cuce i vestitini a Masha da una musichetta. Io non ci volevo credere. 

Qui a Catania e in gran parte della provincia i sindaci hanno emanato l' ordinanza che vietava i botti di Capodanno. I miei vicini è da ieri a pranzo che sparano. Ok.

Io credo di essermi raffreddata e, di conseguenza, anche la Pupina. Non si sa chi sia il paziente 0 ma aspettiamo la caduta di Pisolo per gridare all' epidemia.
Con il fatto che ancora allatto, anche se ormai massimo una o due volte al giorno, mi posso curare con l' acqua fresca quindi forse per il mio compleanno a giugno mi passerà.

Anche oggi è fatta (siamo solo al secondo giorno e già mi sembra un' impresa titanica quella compiuta). Vado a cambiare il pannolino alla nana, chiamo un' agente nucleare per ritirarlo (santo Mangia pannolini) e mi butto sul divano per morta.


Robi. 



27 settembre 2014 - Matrimonio
Non ho che te - Ligabue





< Giorno 1                                                     

venerdì 1 gennaio 2016

Giorno 1: la sfida.

1 gennaio 2016 - Giorno 1

Incostanza è il mio secondo nome. Forse addirittura il primo.
'Ciao, piacere Incostanza!'
Non suona così male, vero?
Inizio una cosa, poi un' altra e un' altra ancora ma ne finisco davvero poche. Quasi nessuna.
Adesso ho iniziato a scrivere questo post, per dirvi della mia brillante idea, e sono 50 minuti che sono seduta alla scrivania davanti il pc perché nel frattempo ho scritto a tre persone che non sentivo da secoli, ho messo su il latte per la Pupina che ho dimenticato ed è diventato formaggio fresco spalmabile, ho messo a registrare delle cose sul MySky.... Vabbé. Ci stiamo perdendo di nuovo.

Dicevamo. La sfida.
Ho deciso che scriverò un post al giorno. Fino al 366° giorno di questo 2016. Dieci minuti al giorno di chiacchiere di cui, magari, non fregherà nulla a nessuno. Che, magari, nessuno leggerà.
Una prova di costanza, per una come me, durissima. Trecentosessantasei post. Un anno.
Mi sento un po' come la protagonista del film Julie e Julia, avete presente quella che ha fatto tutte le ricette del libro di Julia Child per un anno? Ecco. Lei alla fine di quell' anno ci è arrivata. Io non lo so. Ci credo poco, onestamente. Ho come la sensazione che questa sfida fallirà miseramente, un po' come tante delle cose che ho cominciato e mai finito, e già mi dispiace. 

Oggi è il primo giorno di questo nuovo anno che per me è iniziato in una stanza in penombra fissando il visino addormentato di mia figlia. Intorno a noi gente che si augurava il meglio. Risa, musica e applausi. E noi in quella stanza, io e Pisolo. E lei. Mia figlia, pazzesco. Ancora dopo sei mesi la guardo e mi stupisco. Voglio dedicare a lei l'anno appena passato perché è stata davvero l' unica nota positiva. E' stato un anno per tanti versi difficile e per tanti altri inutile; passato velocemente ma con strascichi che ci porteremo dietro per un bel po'.

Non voglio augurarvi la felicità per quest' anno che viene perché la felicità non è una conquista: scegli tu ogni giorno di essere felice di quello che hai o di piangerti addosso per quello che non hai. Voglio augurarvi la serenità di affrontare ogni giorno. Che alla fine tutto passa e pure le ferite più brutte prima o poi diventano cicatrici rosa chiaro che si mimetizzano sulla pelle.


Robi. 




16 luglio 2015 - il momento più bello della mia vita.
Attenta - Negramaro




lunedì 29 giugno 2015

Perché ne vale la pena. #DiarioDiUnaPanza



Secondo l' app, mancano 25 giorni alla nascita della Pupina. Io mi sono lamentata un sacco perché, diciamocelo, la gravidanza non è quel periodo tutto rosa, gridolini ed occhi a cuore che vogliono farci credere. Anzi... Difatti, quando ho cominciato a scrivere il post, l' idea era quella di elencare tutta una serie di disturbi psico-fisici che accompagnano questi nove mesi. Poi la Pupina ha mostrato il suo dissenso e allora abbandoniamoci ad un po' di rosa, gridolini e occhi a cuore. 

Cose per cui ne vale la pena:

-Imparare ad amare. 
E' erroneo dire che sappiamo cosa è l' amore puro fino a che non ci innamoriamo di qualcuno che, fisicamente, non esiste. Immaginate un rapporto in cui sei la sola a parlare e in cambio ricevi calci agli intestini; un rapporto in cui sei tu che ingrassi, che piangi, che cammini come un papero per il bene di qualcun altro. Immaginate di pregare Dio la notte affinché quei 50 cm di personcina sia sana e forte anche a discapito di voi stessi. Immaginate di poter dare la vita, ma davvero, per qualcuno che non avete mai guardato negli occhi.
A parole è difficile spiegare il cambiamento che si avverte non appena il test diventa positivo. L' istinto di protezione che vi porta a mettere una mano sulla pancia se siete in macchina o al sole o in mezzo alla confusione per proteggere vostro figlio.
La frase che le nostre mamme ci hanno ripetuto da sempre 'Quando sarai madre capirai...' è quanto di più vero esista. E il bello è che diventi madre ancora prima di sfornarlo. Assurdo. Bellissimo. 

-Due cuori e una capanna.
O un corpo, in questo caso. Lo immaginate, più o meno, per tre quattro settimane poi si trasforma in un ritmo costante e preciso che esce da un televisore in bianco e nero. Quel momento vi rimarrà dentro per sempre. E' emozionante e spaventoso allo stesso tempo. Vi mette addosso gioia e responsabilità: adesso quel cuoricino dipende da voi. Per quanto razionalmente cerchiate di accettarlo è troppo assurdo avere un altro cuore nelle viscere.

-Il primo calcio.
A me è successo di sentire la Pupina intorno alla 19° settimana. Ero stesa sul divano e lei mi ha fatto Ciao Mamma. Con una capocciata o con un calcio o con un gomitino, non lo so. Ma mi ha detto 'Io ci sono. E' tutto ok, stai facendo un buon lavoro!'. Ed è stato pazzesco. Le ho poggiato una mano sopra e lei ha risposto. Uno scricciolo da mezzo chilo che riesce a rassicurarmi più di tutte le belle parole del mondo. Anche questo è troppo assurdo per accettarlo razionalmente: puoi solo sorridere come una scema.

-La preparazione della valigia. 
Immaginate di prenotare il viaggio più bello della vostra vita e di dover aspettare circa 280 giorni prima di compierlo. I giorni sembrano non passare mai e voi accumulate body e tutine. I mesi invece poi vanno avanti veloci e, a venti giorni dal parto, sei li, sommersa dalle bustine dell' Ikea etichettate per giorni a chiederti se hai fatto tutto per bene; a confrontarti con chi ci sta passando o con chi ci è già passato. Perché quella è la valigia che farà di te una Mamma. E' la valigia che farà di voi una famiglia. E' la valigia che ti porterà nel luogo dove conoscerai la persona più importante della tua vita. Ci sta essere un tantino agitati, no? Pensate all' appuntamento al buio più figo di sempre!

-Il cibo. 
Nessuno vi guarderà più male se, mentre siete al cinema, uscite la teglia di lasagna dalla borsa (No, non ci sono ancora arrivata ma non metto limiti). E' un pozzo senza fondo che, tanto, ingrassate lo stesso. Una goduria sopratutto quando dall' interno arrivano segni di apprezzamento.


Quindi, per adesso, fidatevi, ne vale la pena.
Tranquille che gli aspetti negativi ci sono ma oggi vogliamo vedere tutto rosa, gridolini e occhi a cuore. 


Robi e Pupina.


domenica 7 giugno 2015

Non toccate quel neonato. #DiarioDiUnaPanza



La prima cosa che ho pensato nel momento in cui è comparsa la seconda lineetta rosa sul test di gravidanza è stata 'La gente toccherà mio figlio (perché allora era ancora maschio) quando verranno a trovarlo!'. Lo so che è un pensiero innaturale da fare ma è, penso, la prima paura che ho avuto nei confronti di mia figlia.
Io, per carattere, sono una persona estremamente possessiva e questo mio lato un tantino estremista, con la gravidanza si è accentuato tanto da diventare quasi un' ossessione.
E se le toccano le manine e poi lei le mette in bocca?
E se le baciano il faccino?
E se la poggiano sui vestiti impregnati di fumo?
Io detesto che mio marito tocchi il mio dentifricio, immaginate se qualcuno mi tocchi la Pupina.

Al corso pre-parto, poi, l' ostetrica ha avvalorato la mia tesi rendendola ancora più estremista: secondo il suo parere, la neonata famiglia, non dovrebbe ricevere visite per le prime quattro settimane di vita del pargolo. Sia per saldare il legame con il nuovo nato, sia per far si che il piccolo crei un rapporto di fiducia con solo i genitori e i nonni, sia per evitare che venga in contatto con germi e batteri. Ora, è ovvio che questa è una cosa infattibile e anche ai miei occhi folli appare un tantino estremista ma devo ammettere di aver considerato l' idea di chiudermi in un bunker della seconda guerra mondiale solo con la Pupina e Pisolo e vivere come eremiti. E' che vi immaginate la puzza di pannolini? E il caldo ad agosto? 

Durante le ultime 33 settimane ho potuto averla tutta per me. Godermi i suoi calcetti, gli spintoni sulle costole e il singhiozzo che le viene sempre la sera. E' mia e basta. So io quando è sveglia e l' effetto che le fa la cioccolata. So che non le piace quando mi metto seduta o di fianco a letto. Durante la gravidanza non devi dividere tuo figlio con nessuno se non con Dio, a cui affidi questo piccolo miracolo. Ci siete solo voi due e i vostri corpi che crescono all' unisono. Quando esce, immagino, bisogna abituarsi a dividerlo. Come quando sei il cocco di mamma e papà e arriva la sorellina nuova.

E quindi che si fa? Si sclera in silenzio vedendo baci che volano e la Pupina che passa da un braccio all' altro o si ringhia a chiunque si azzardi pure a guardarla?
Come si supera questo inghippo? Io ancora non lo so. Credo semplicemente che ci sia un momento giusto per tutto e i primi istanti debbano essere un' esclusiva della mamma. I baci devono essere solo i suoi, così come le carezze, le annusatine e, si, anche i pannolini sporchi. Ok... Un po' anche del papà.

Robi in preda all' ansia.
Meno 48 giorni (circa).

venerdì 8 maggio 2015

Una brava mamma. #DiarioDiUnaPanza



Piccolo elenco dei dubbi (fomentati dall' ostetrica che non ha figli del corso preparto) in vista del rapporto Madre-Pupina a cui vado in contro in Less than due mesi. (#Aiuto)



-Riuscirò a non perdere le staffe dopo il 39° giorno senza sonno?
-Riuscirò a prenderla dalla culletta senza spezzarle il collo?
-Riuscirò a spinarle il pesce così che non si soffochi con una spina?
-Come faccio a capire che ha mangiato a sufficienza? 
-Mi sentirò in colpa a lasciarla al nido in favore del lavoro?
-Riuscirò ad educala onde farla diventare troia?
-Riuscirò a farle capire quanto la amo? 
-Riuscirò a consolarla quando le spezzeranno il cuore? 
-Riuscirò a non finire in galera per aver ammazzato quello che le ha spezzato il cuore?
-Capirò cosa vuol dirmi con un pianto? Con un singhiozzo? Con una manina tesa?
-Riuscirò a vestirla senza romperle qualche osso?
-Riuscirò a darle quello che le serve?
-Come farò ad essere madre senza essere troppo ossessiva? 
-Come si fa a non farsi schiacciare dall' ansia ogni volta che la vedrò uscire di casa?
-Riuscirò a fidarmi di lei? E a far si che si fidi di me?
-Riuscirò a cambiare un pannolino senza svenire per la puzza?
-Riuscirò a non imporle la mia visione della vita ma a lasciarle la libertà di scegliere per se stessa?
-Riuscirò a farla sentire libera e legata allo stesso tempo?
-Riuscirò ad insegnarle ad imparare a bastarsi da sola? A non aver bisogno di nessuno per stare in piedi?
-Riuscirò ad essere per lei un punto di riferimento quando, a volte, non riesco ad esserlo nemmeno per me stessa?
-Riuscirò a non spaventarla con le mie stesse paure affinché lei possa crearsi le sue?
-Riuscirò ad essere una mamma?


Robi. 


'Non so se sarò pronto mai
prova a esser pronto tu per noi
ascolto:
mi insegnerai
che puoi
che vale la pena vivere
ti chiederò "dimmi perché"
tu che non parli dirai
"vale la pena vedrai"

Da adesso in poi...'
Da adesso in poi - Ligabue

mercoledì 6 maggio 2015

Cara Jennifer... #DiarioDiUnaPanza

Cara Jennifer Aniston,
ho letto solo qualche stralcio dell' intervista che hai rilasciato a Vanity Fair Italia e poi ho letto i commenti su Facebook alle tue parole. Commenti in cui ti inneggiavano come eroina della donna moderna che decide delle sue ovaie e che è una grande solo perché decide di non riempire il suo utero con niente e allora voglio raccontarti di come mi sono accorta io di volere un figlio. E di come non ho mai chiesto a nessun uomo se volesse dei figli o no. Te lo voglio raccontare ora che figli ancora, tecnicamente, non ne ho.
L' anno scorso a settembre mi sono sposata con l' uomo che nonostante tutto amo da quando avevo diciotto anni e che credo mi ami immensamente anche se il mio solitario non è di otto carati ma di due. Lo sottolineo perché per la giornalista di Vanity a quanto pare le dimensioni contano quindi magari penserà che il nostro amore non è così vero come il tuo.
Più o meno nello stesso periodo feci una visita ginecologica in cui mi trovarono una piccola anomalia all' ovaio destro. La ginecologa mi disse che avrei dovuto fare una cura e che, in linea di massima, volendo entro un anno avrei potuto cercare la cicogna. A ventisei anni non ci pensi. E io non ci pensavo. Io avevo il mio viaggio di nozze con l' anticipo già versato per l' Australia: 25 giorni in giro sui canguri. Io avevo la specializzazione da cominciare: il sogno di diventare pediatra perchè mi piace l' idea di capire che cosa ha un esserino che non te lo può spiegare a parole. Io avevo la casa da completare in cui abbiamo buttato soldi, sonno e travasi di bile. Io avevo mio marito, la mia nuova famiglia e le lunghe sessioni di sesso da sposini che, essendo che sei stata sposata con Brad Pitt magari ne sai qualcosa. Io avevo quello che mi faceva stare bene e avevo accettato di buon grado che prima o poi, quando sarebbe stato il momento giusto, sarebbe arrivato anche un bambino. Un maschio volevo: mi vedevo troppo bene nei panni della suocera rompicoglioni. Ma non era quello il momento e l' avevo presa con razionalità: non ne avevo fatto un dramma, non era necessario. Avevo altri programmi. Avevo la libertà. Avevo la serenità.

Il venti novembre del duemilaquattordici chiamo la ginecologa perché avevo tre giorni di ritardo al ciclo. Dovevo cominciare la cura proprio in quel momento, con la fine del ciclo che invece non è mai arrivato. Al suo posto, totalmente inaspettate, sono arrivate otto lineette fucsia divise in quattro test di gravidanza. Diventavano fucsia in meno di venti secondi. Continuavo a fare pipì e loro continuavano a diventare fucsia. E sai quando ho capito che forse avevo sottovalutato il desiderio di maternità? Quando, poco prima delle vacanze di Natale, abbiamo visto un puntino lampeggiante su uno schermo bianco e nero. Una piccola lucina di Natale che batteva come le ali di una farfalla. E poi quel suono, quel piccolo tamburo, a tempo con il mio cuore, che batteva sereno attraverso un oggetto di forma fallica infilato nella mia vagina. E' stato quel suono che mi ha regalato la realtà dei fatti: amavo quel puntino che batteva incondizionatamente senza che nemmeno me ne accorgessi. Senza che nemmeno ci avessi mai riflettuto.

Io non sapevo di voler essere una mamma eppure adesso sono qua e rido come una scema ogni volta che la mia pancia fa dei balzi. Sono qua a prendermi le vampate di calore e le caviglie gonfie, la cellulite e le smagliature. Sono qua ad amare incondizionatamente qualcosa che per adesso è solo un' immagine sfocata in bianco e nero. E nemmeno io lo so se sarò una buona madre: ma spero di scoprirlo insieme a mia figlia ogni giorno cercando sempre di essere all' altezza dell' immenso dono che mi è stato fatto. Perché è vero che il pianeta è sovrappopolato come dice qualcuno nei commenti; è vero che non tutte vogliono diventare madri perché 'Io alla mia libertà non ci rinuncio per un bambino che è carino solo da piccolo come i cuccioli non ne vale la pena' ma è anche vero che io pagherei altre mille volte il prezzo della mia libertà per rivivere il momento in cui, per la prima volta, ho visto quella lucina di Natale lampeggiare. E mio marito, che è un uomo, aveva le lacrime agli occhi che non c'è stato bisogno di chiedergli perché non facessimo un figlio subito.

Sai Jennifer, e non prendere a male questa considerazione, io ci credo che per te vada bene così: anche per me era lo stesso. Non avevo bisogno di niente di più. E ci credo ancora di più perché, in definitiva, sono le donne che vogliono i figli e che se ne accollano i dolori e le responsabilità ed essendo che sei stata sposata con un uomo per quattro anni senza farne e poi lui ne ha fatti sei in venti minuti con un' altra è la prova che sono le donne a decidere ma che gli uomini hanno questo forte desiderio anche. E voglio sottolineare la parola 'fatti' perché per me un figlio in provetta, adottato, naturale, trovato in un fiume è sempre un figlio.

Io figli ancora non ne ho. La mia Pupina arriverà tra due mesi e l' unica cosa che faccio è pregare tutte le sere per la sua salute. Chiedo sempre una cosa alla Madonna: qualunque cosa il destino abbia di brutto in serbo per lei, di farla ricadere su di me. E mi piace pensare che è questo che fa di me una mamma: l' amore incondizionato.

Con affetto,
Robi e Pupina.

'Ogni tanto penso a te, sposti tutti i miei confini. 
Amor che bello darti al mondo...'

(Ogni tanto - Gianna Nannini) 

martedì 7 aprile 2015

I preferiti di Aprile.




Se non scrivi un post con i preferiti del mese corrente non sei nessuno.
In realtà non sei nessuno nemmeno se lo scrivi. Diventi davvero qualcuno se ne fai un video.
Ma io video non li so fare e in realtà ho ripreso in mano il blog solo ultimamente ma mi viene voglia di scrivere solo di vestitini per neonati ma devo uscire da questo tunnel prima di diventare povera.
Perciò ho deciso di uscire dal tunnel della povertà con dei consigli per lo shopping per voi, che magari non ve ne frega una pippa, che tanto 'ste cose io le ho già comprate e non si piange sul contante versato. Giusto? Giusto. 


BEAUTY
Dopo nove anni ininterrotti di gel alle unghie, causa panza, ho dovuto toglierlo il mese scorso.
Ovviamente, dopo un periodo così lungo di trattamenti non avevo più le unghie sotto così ho cercato una base rinforzante, che non contenesse Formaldeide perché nociva in gravidanza e che non costasse un occhio della testa. La prima che ho preso è stata la base rinforzante di Wjcon ma è una ciofeca. Un pomeriggio, poi, trovandomi a passare da Kiko per il fondotinta, la commessa mi ha consigliato il loro Kiko Post Stressing Treatment Base Coat e dopo una settimana di utilizzo (l' ho passato due volte) le mie unghie sono visibilmente migliorate. Ovviamente non aspettatevi miracoli ma sicuramente vale i 2,50 euro che l' ho pagato perché era in saldo. 



FASHION 
Le New Balance Fucsia.
C'è bisogno che aggiunga altro?
Le indossavo alle scuole medie e se fossi stata previdente non le avrei buttate al liceo con sdegno. Le ho ricomprate fucsia al reparto bambini di Foot Locker che tanto il mio 38 e 1/2 scarso è considerato modello Nana e le ho pagate 54,90. Sono stra comode. Compratevele tutti.  




MaMa

Vestirsi in gravidanza, a meno che tu non voglia sembrare una turista moldava in vacanza d Bucarest per la prima volta, è veramente difficile. Prima di tutto devi ricercare la comodità e quando la trovi, che non è semplice, la maggior parte delle volte l' effetto è Donna in pigiama.
Io la comodità l'ho trovata nei Leggins Mama di H&M che al momento sono in saldo al 50% sul sito e che costano 9,99 in negozio. Vi giuro che è come camminare con le chiappe al vento e la panza sostenuta dagli angeli. No, non esagero. Lo so, non avrei mai pensato di consigliare alle genti di comprare dei leggins e andarci pure in giro ma la vita delle volte ti riserva di quelle amare sorprese...




Fine. Arrivederci al mese prossimo. Forse. Non sono una persona granché costante io.... 

Robi

venerdì 3 aprile 2015

Uscire completamente di senno. #DiarioDiUnaPanza




Io sono una persona razionale.
Io non mi faccio trascinare dalle emozioni.
Io guardo alle cose con obbiettività.
Io sono un cazzo di medico, non cerco i sintomi su Google. 

Io, però, adesso sono incinta.

La percezione delle cose cambia e la mia si è trasformata in una catastrofica palla ingarbugliata d' ansia. E oggi credo di stare toccando i massimi livelli consentiti da una mente apparentemente non affetta da qualche bizzarra patologia psichiatrica.
Sto combattendo più o meno da cinque, sei ore con l' impulso irrefrenabile di correre al pronto soccorso più vicino e gridare AIUTOOOOO NON SENTO MIA FIGLIA DALL' UNAAAAAA.
Lo so.
Magari lo direi con calma e sottovoce.
No. Non è vero: voglio proprio mettermi ad urlare AIUTOOOOOO.

Ho sconcicato la Pupina con tutti i mezzi possibili: solletico, canzoni 'Risveglia Bambino' (Non fate domande, me ne vergogno anche io), Nutella e altri grassi polinsaturi come se piovesse, musica forte di Gigi D' Alessio (l' ha sempre agitata da morire), carezze, legnate, balli di gruppo, sedute spiritiche con mani sulla Panza del Divino Otelma e niente. NIENTE.
Voi vi starete chiedendo il perché io sia ancora qui seduta a scrivere minchiate piuttosto che correre gridando all' Ospedale.
Beh, la risposta è semplice: io sono una persona di buon senso.
Ma NON E' VERO. E' che mio marito non è ancora arrivato. A quest' ora eravamo già in macchina.

Ovviamente ho fatto la cosa più sbagliata che potessi fare: affidarmi a Google.
Cristo Santo, come è potuto succedere?
ROBI DOVE DIAVOLO SEI FINITA???
CHI E' QUESTA PSICOPATICA???
Comunque, dicevamo, ho elaborato complesse combinazioni di parole che potessero darmi risposta:
-FETO CHE NON RISPONDE 24 SETTIMANE.
-PERCHE' NON REAGISCE AGLI ZUCCHERI 24 SETT.
-ECOGRAFI A BASSO PREZZO PER AUTODIAGNOSI.
-GINECOLOGO CINESE CHE NON FA DOMANDE MA ECO IN QUALSIASI MOMENTO DA TENERE IN CANTINA. 
-VADO AL PRONTO SOCCORSO? 24 SETT. 
E via dicendo.

In tutto questo ho comunque guadagnato due kg di cellulite grazie alle due uova di Pasqua tracannate per svegliarla.


Pupina, io te lo dico, con questa bravata del silenzio ti sei giocata il motorino a 14 anni. E se continui pure la macchina a 18. Vedi che devi fare.


Robi e Pupina in Sciopero. 

martedì 24 marzo 2015

La Gravidanzite. #DiarioDiUnaPanza

Essere incinte nuove gravemente alla salute. Quella mentale. Nel momento in cui il test risulta positivo iniziano a manifestarsi i primi sintomi di Gravidanzite, nota sindrome da Panza, che vanno via via peggiorando con il passare delle settimane. 


Eccone quelli più eclatanti: 

-Entri da Zara e ti fiondi al reparto Bavaglini senza nemmeno degnare di un misero sguardo quel delizioso trench azzurro polvere che ti sta ammiccando da quell' angolo in fondo.
-Uscire di casa con addosso i leggins a posto dei pantaloni non ti sembra più una cosa tanto assurda. Anzi....
-La mail di Prenatal che ti invita al Nanna Party ti manda in estati come una svendita da Prada.
-Il portafogli si riempie di Fidelity Card di negozi per neonati e quando te ne chiedono una ti inorgoglisci a vedere quante già ne possiedi. Non parliamo poi del saldo punti già accumulato!
-Entri in farmacia per una crema anticellulite ed esci con due porta ciuccio rosa shocking. 
-Parli di te stessa al plurale. 'Noi abbiamo fame'; 'Noi ci siamo alzate' e nessuno ti guarda come una psicopatica e vieni pure assecondata con domande rivolte direttamente alla tua pancia. 
-Insulti le genti e le genti ti sorridono perché 'Beh, gli ormoni...'
E invece quella persona ti sta sul cazzo davvero.
-Il tipo con la barba del negozio di passeggini ai tuoi occhi risulta estremamente sexy quando ti mostra come montare e smontare l' ovetto. 'Ancora, ancora una volta dimmelo...'
-Il reparto culle dell' Ikea è il luogo migliore dove trovare tue consimili, parlare del giusto materasso, scambiarsi le paure e le ansie. Anch' esse indossano i leggins fuori di casa e hanno al seguito mariti carichi di roba inutile.
-Inizi a credere ad una serie di scaramanzie assurde ma queste si meritano un post tutto loro (presto).
-La gallery del tuo cellulare, che prima era tutto un tripudio di aperitivi con le amiche e foto romantiche con il marito, è adesso intasata da tutine, copri pannolino, modelli di Trio, pagliaccetti, scarpine e, sopratutto, immagini nere e sfocate (le ecografie) in cui tu, gravida affetta da Gravidanzite, riesci a vedere chiaramente la somiglianza con questo e quel membro della famiglia.
-Spendere l' equivalente di una Boston Bag Celine per un passeggino Stokke con i pois non ti sembra poi un' idea così malvagia. In fondo per sei mesi della sua vita la bambina perché non dovrebbe essere fashion?
-L' idea di abbassarti i pantaloni in mezzo all' autostrada, nei bagni degli uomini, in banca, dal fruttivendolo, in mezzo ad un campo di fiori e via dicendo per svuotare la vescica subito è una probabilità che non escludi più. 




Io sono affetta da Gravidanzite acuta. E ancora abbiamo davanti 17 settimane prima della fine.

Robi e Pupina. 

lunedì 16 marzo 2015

Novità.

Vi è mai capitato di essere assurdamente felici e terrorizzati a morte nello stesso
istante? Immagino questa sensazione come quella che prova un paracadutista quandosi lancia dall' aereo, anche se non ho mai fatto nulla del genere perché sono una fifona, un misto di adrenalina e cacca nelle mutande. 

E' quello che capita anche quando non ti viene il ciclo per cinque giorni allora tu fai la pipì su un bastoncino di plastica e lui ti dice 'Due linee' e tu gli dici 'parla come mangi perché che minchia stai dicendo te la vedi tu' e lui ti risponde 'ti sei fatto un panino con dentro un panino la felicità solo il panino ti è andato a finì sui fianchi, il bambino ti è rimasto indigesto sulla vescica'. 

Facciamo così, prendetevi un minuto per digerire la notizia e poi proseguiamo. 
Ci siamo? 
Ok. 

Quindi, dicevamo, sono incinta. 
A me è servito qualche minuto in più per digerire la faccenda ma adesso ci siamo. A Pisolo qualche settimana.
E' andata più o meno così.
'Pisolo ho fatto gli gnocchi al pomodoro, sono entrata in specializzazione e sono incinta'
'Roberta, porca miseria!!! Lo sai che gli gnocchi al pomodoro mi fanno schifo, che il sugo non lo mangio! Cioè lo sai, che la salsa solo come la fa mia mam... Aspetta, cosa hai detto?'
Rianimazione, lacrime e gridolini e da quel momento la figura di Robi è sparita nel nulla per dar posto ad una incubatrice di nuove vite.
Il ragazzo si è rincoglionito e la mattina saluta la mia pancia e le da i bacini ma essendo che il nano non si è ancora espanso tendenzialmente lui bacia la pizza della sera prima. Quando ho cercato di fargli capire questa cosa mi ha messo due mani sulla pancia dicendo che non dovevo più dire che suo figlio è una pizza.

Il post voleva essere più serio, all' inizio, nel mio immaginario, ma io proprio a fare la seria non ce la faccio. Però volevo davvero scrivere delle mille paure che mi assalgono la notte, il giorno, le mezze stagioni... Delle notti insonni, dei doloretti, dei pianti ad ogni ecografia/bambino per strada/gattino su IG/Qualsiasi cosa che si muove o del fatto che per me mangiare sta diventando un incubo perché qualunque cosa ingerisco può essere fonte di una seconda testa o di un terzo piede per il nano. Ovviamente questo non mi sta permettendo di dimagrire perché mangio soltanto pizza, a colazione/pranzo/cena, e di conseguenza sono gia a +1,5 kg con tanto di insulti della mia ginecologa ad ogni visita.
Però l' altro giorno ho letto un post molto serio di VanityFair.it (Che trovate QUI) in cui mi sono ritrovata molto e che vi consiglio di leggere se anche voi state lievitando di giorno in giorno (No, nano, non è colpa tua, tu cresci sereno ma scordati il Chicco Trio che quei soldi servono per la palestra!).

In definitiva le cose che ho capito da quando sono incinta sono queste:
-Nessuno si deve mettere tra te e il bagno: se una donna incinta deve fare pipì vuol dire che DEVE farla subito.
-E' tranquillamente praticabile l' Ikea la domenica a pranzo che tanto tu fila non ne fai ne alle casse nel al ristorante.
-Nessuno si deve mettere tra una donna incinta e il cibo. MAI.

E ancora non ho nemmeno le foto del matrimonio... :D

Robi


P.S. Il post è stato scritto quando ero all' undicesima settimana di gravidanza! Adesso sono alla ventunesima e la panza si espande sempre più, sappiamo che è una femminuccia anche se Pisolo continua a chiamarla Tommaso e siamo alla ricerca di un Trio che non costi quanto una Chanel. 

giovedì 11 settembre 2014

Avvicinarsi alla data X.

Fra quindici giorni, ora più ora meno, mi sposo.
Evitiamo congratulazioni e gridolini che non ne sentiamo proprio il bisogno. Evitiamo i commenti con gli occhi a forma di cuore e le domande sul vestito o sul velo.
Parliamo invece di salute. Quella che sto perdendo. 

lunedì 24 marzo 2014

Walk-In-Closet: il dramma.



Come suonano bene queste parole?
Che melodia angelica che riporta alla mente pezzi di posti fantastici.

Voi lo sapete che cosa è un Walk-In-Closet? 
E’, letteralmente, un armadio in cui puoi CAMMINARCI DENTRO. Cioè una roba che tu hai un milione di scarpe e li dentro ci entrano perché è uno spazio talmente grande da permetterti di camminarci. Avanti e indietro. Organizzarci delle passeggiate, come faceva Socrate con i suoi allievi, insieme alle amiche per mostrare loro il nuovo giubbino di pelle color caramello. Ci puoi mettere addirittura delle panche, o delle poltroncine di pelle bianca intervallata da bottoni in ottone per riposarti ed ammirare il tuo guardaroba. 





Un Walk-In-Closet è un sogno che si realizza. E’ un pezzo di paradiso che si mostra agli occhi di una donna comune e mortale prima di arrivarci davvero al Paradiso. Gli angeli si presentano come file e file di scarpe; i santi come grucce tutte uguali che fanno bella mostra di se in file ordinate.  
Più di una cabina armadio, moooolto di più di un guardaroba: praticamente lo zio d' America dell' armadio. Il parente ricco. Il fratello bello, quello che a scuola tutti vi dicono 'Ah ma tu sei il fratello di Gianarnaldo?'. 




Come ben sapete sto ristrutturando casa dato che a settembre mi vesto di bianco e percorro la navata e, avendo VENTUNO METRI QUADRI da ben spendere in qualcosa di utile, l' ingegnere che sta seguendo i lavori in cucina ha pronunciato le magiche parole: Walk-In-Closet. Chi poteva pensarlo mai che un ingegnere che sa fare di calcolo (Per me, menti superiori, dato che io e la matematica.... vabbè, vi risparmio i racconti sanguinolenti della nostra lite) potesse conoscere suoni tanto poetici.
Ripetetelo con me Walk-In-Closet.
Ci pensate?
Sto sfogliando una rivista nel mio Walk-In-Closet!
Sto facendo tintinnare le collane appese al muro del mio Walk-In-Closet.
Sto spolverando i ripiani per le scarpe nel mio Walk-In-Closet. 

Un posto magico in cui rifugiarsi nei momenti bui. Un luogo dove sentirsi al sicuro circondata dalle tue borse.

Ovviamente, come in tutte le favole, ci deve essere un cattivo: il mio fidanzato.
"Robi, puoi avere una cabina armadio; un armadio gigante; anche una borsa nuova ma non puoi assolutamente usare un' intera stanza per metterci le scarpe. Non puoi e basta."

E pensare che lui vuole metterci delle librerie.
Lui.
Che non legge.


La vita fa schifo. E non ho nemmeno un Walk-In-Closet in cui rifugiarmi.

Robi. 


sabato 1 marzo 2014

Questo è un post interessante, davvero....

Premessa:
Il post viene scritto con il sottofondo di un misto dell' intera discografia degli Aqua e dei Red Hot Chili Peppers. Vedete voi, se già sapendo questo, volete continuare.