venerdì 1 gennaio 2016

Giorno 1: la sfida.

1 gennaio 2016 - Giorno 1

Incostanza è il mio secondo nome. Forse addirittura il primo.
'Ciao, piacere Incostanza!'
Non suona così male, vero?
Inizio una cosa, poi un' altra e un' altra ancora ma ne finisco davvero poche. Quasi nessuna.
Adesso ho iniziato a scrivere questo post, per dirvi della mia brillante idea, e sono 50 minuti che sono seduta alla scrivania davanti il pc perché nel frattempo ho scritto a tre persone che non sentivo da secoli, ho messo su il latte per la Pupina che ho dimenticato ed è diventato formaggio fresco spalmabile, ho messo a registrare delle cose sul MySky.... Vabbé. Ci stiamo perdendo di nuovo.

Dicevamo. La sfida.
Ho deciso che scriverò un post al giorno. Fino al 366° giorno di questo 2016. Dieci minuti al giorno di chiacchiere di cui, magari, non fregherà nulla a nessuno. Che, magari, nessuno leggerà.
Una prova di costanza, per una come me, durissima. Trecentosessantasei post. Un anno.
Mi sento un po' come la protagonista del film Julie e Julia, avete presente quella che ha fatto tutte le ricette del libro di Julia Child per un anno? Ecco. Lei alla fine di quell' anno ci è arrivata. Io non lo so. Ci credo poco, onestamente. Ho come la sensazione che questa sfida fallirà miseramente, un po' come tante delle cose che ho cominciato e mai finito, e già mi dispiace. 

Oggi è il primo giorno di questo nuovo anno che per me è iniziato in una stanza in penombra fissando il visino addormentato di mia figlia. Intorno a noi gente che si augurava il meglio. Risa, musica e applausi. E noi in quella stanza, io e Pisolo. E lei. Mia figlia, pazzesco. Ancora dopo sei mesi la guardo e mi stupisco. Voglio dedicare a lei l'anno appena passato perché è stata davvero l' unica nota positiva. E' stato un anno per tanti versi difficile e per tanti altri inutile; passato velocemente ma con strascichi che ci porteremo dietro per un bel po'.

Non voglio augurarvi la felicità per quest' anno che viene perché la felicità non è una conquista: scegli tu ogni giorno di essere felice di quello che hai o di piangerti addosso per quello che non hai. Voglio augurarvi la serenità di affrontare ogni giorno. Che alla fine tutto passa e pure le ferite più brutte prima o poi diventano cicatrici rosa chiaro che si mimetizzano sulla pelle.


Robi. 




16 luglio 2015 - il momento più bello della mia vita.
Attenta - Negramaro




lunedì 29 giugno 2015

Perché ne vale la pena. #DiarioDiUnaPanza



Secondo l' app, mancano 25 giorni alla nascita della Pupina. Io mi sono lamentata un sacco perché, diciamocelo, la gravidanza non è quel periodo tutto rosa, gridolini ed occhi a cuore che vogliono farci credere. Anzi... Difatti, quando ho cominciato a scrivere il post, l' idea era quella di elencare tutta una serie di disturbi psico-fisici che accompagnano questi nove mesi. Poi la Pupina ha mostrato il suo dissenso e allora abbandoniamoci ad un po' di rosa, gridolini e occhi a cuore. 

Cose per cui ne vale la pena:

-Imparare ad amare. 
E' erroneo dire che sappiamo cosa è l' amore puro fino a che non ci innamoriamo di qualcuno che, fisicamente, non esiste. Immaginate un rapporto in cui sei la sola a parlare e in cambio ricevi calci agli intestini; un rapporto in cui sei tu che ingrassi, che piangi, che cammini come un papero per il bene di qualcun altro. Immaginate di pregare Dio la notte affinché quei 50 cm di personcina sia sana e forte anche a discapito di voi stessi. Immaginate di poter dare la vita, ma davvero, per qualcuno che non avete mai guardato negli occhi.
A parole è difficile spiegare il cambiamento che si avverte non appena il test diventa positivo. L' istinto di protezione che vi porta a mettere una mano sulla pancia se siete in macchina o al sole o in mezzo alla confusione per proteggere vostro figlio.
La frase che le nostre mamme ci hanno ripetuto da sempre 'Quando sarai madre capirai...' è quanto di più vero esista. E il bello è che diventi madre ancora prima di sfornarlo. Assurdo. Bellissimo. 

-Due cuori e una capanna.
O un corpo, in questo caso. Lo immaginate, più o meno, per tre quattro settimane poi si trasforma in un ritmo costante e preciso che esce da un televisore in bianco e nero. Quel momento vi rimarrà dentro per sempre. E' emozionante e spaventoso allo stesso tempo. Vi mette addosso gioia e responsabilità: adesso quel cuoricino dipende da voi. Per quanto razionalmente cerchiate di accettarlo è troppo assurdo avere un altro cuore nelle viscere.

-Il primo calcio.
A me è successo di sentire la Pupina intorno alla 19° settimana. Ero stesa sul divano e lei mi ha fatto Ciao Mamma. Con una capocciata o con un calcio o con un gomitino, non lo so. Ma mi ha detto 'Io ci sono. E' tutto ok, stai facendo un buon lavoro!'. Ed è stato pazzesco. Le ho poggiato una mano sopra e lei ha risposto. Uno scricciolo da mezzo chilo che riesce a rassicurarmi più di tutte le belle parole del mondo. Anche questo è troppo assurdo per accettarlo razionalmente: puoi solo sorridere come una scema.

-La preparazione della valigia. 
Immaginate di prenotare il viaggio più bello della vostra vita e di dover aspettare circa 280 giorni prima di compierlo. I giorni sembrano non passare mai e voi accumulate body e tutine. I mesi invece poi vanno avanti veloci e, a venti giorni dal parto, sei li, sommersa dalle bustine dell' Ikea etichettate per giorni a chiederti se hai fatto tutto per bene; a confrontarti con chi ci sta passando o con chi ci è già passato. Perché quella è la valigia che farà di te una Mamma. E' la valigia che farà di voi una famiglia. E' la valigia che ti porterà nel luogo dove conoscerai la persona più importante della tua vita. Ci sta essere un tantino agitati, no? Pensate all' appuntamento al buio più figo di sempre!

-Il cibo. 
Nessuno vi guarderà più male se, mentre siete al cinema, uscite la teglia di lasagna dalla borsa (No, non ci sono ancora arrivata ma non metto limiti). E' un pozzo senza fondo che, tanto, ingrassate lo stesso. Una goduria sopratutto quando dall' interno arrivano segni di apprezzamento.


Quindi, per adesso, fidatevi, ne vale la pena.
Tranquille che gli aspetti negativi ci sono ma oggi vogliamo vedere tutto rosa, gridolini e occhi a cuore. 


Robi e Pupina.


domenica 7 giugno 2015

Non toccate quel neonato. #DiarioDiUnaPanza



La prima cosa che ho pensato nel momento in cui è comparsa la seconda lineetta rosa sul test di gravidanza è stata 'La gente toccherà mio figlio (perché allora era ancora maschio) quando verranno a trovarlo!'. Lo so che è un pensiero innaturale da fare ma è, penso, la prima paura che ho avuto nei confronti di mia figlia.
Io, per carattere, sono una persona estremamente possessiva e questo mio lato un tantino estremista, con la gravidanza si è accentuato tanto da diventare quasi un' ossessione.
E se le toccano le manine e poi lei le mette in bocca?
E se le baciano il faccino?
E se la poggiano sui vestiti impregnati di fumo?
Io detesto che mio marito tocchi il mio dentifricio, immaginate se qualcuno mi tocchi la Pupina.

Al corso pre-parto, poi, l' ostetrica ha avvalorato la mia tesi rendendola ancora più estremista: secondo il suo parere, la neonata famiglia, non dovrebbe ricevere visite per le prime quattro settimane di vita del pargolo. Sia per saldare il legame con il nuovo nato, sia per far si che il piccolo crei un rapporto di fiducia con solo i genitori e i nonni, sia per evitare che venga in contatto con germi e batteri. Ora, è ovvio che questa è una cosa infattibile e anche ai miei occhi folli appare un tantino estremista ma devo ammettere di aver considerato l' idea di chiudermi in un bunker della seconda guerra mondiale solo con la Pupina e Pisolo e vivere come eremiti. E' che vi immaginate la puzza di pannolini? E il caldo ad agosto? 

Durante le ultime 33 settimane ho potuto averla tutta per me. Godermi i suoi calcetti, gli spintoni sulle costole e il singhiozzo che le viene sempre la sera. E' mia e basta. So io quando è sveglia e l' effetto che le fa la cioccolata. So che non le piace quando mi metto seduta o di fianco a letto. Durante la gravidanza non devi dividere tuo figlio con nessuno se non con Dio, a cui affidi questo piccolo miracolo. Ci siete solo voi due e i vostri corpi che crescono all' unisono. Quando esce, immagino, bisogna abituarsi a dividerlo. Come quando sei il cocco di mamma e papà e arriva la sorellina nuova.

E quindi che si fa? Si sclera in silenzio vedendo baci che volano e la Pupina che passa da un braccio all' altro o si ringhia a chiunque si azzardi pure a guardarla?
Come si supera questo inghippo? Io ancora non lo so. Credo semplicemente che ci sia un momento giusto per tutto e i primi istanti debbano essere un' esclusiva della mamma. I baci devono essere solo i suoi, così come le carezze, le annusatine e, si, anche i pannolini sporchi. Ok... Un po' anche del papà.

Robi in preda all' ansia.
Meno 48 giorni (circa).

venerdì 8 maggio 2015

Una brava mamma. #DiarioDiUnaPanza



Piccolo elenco dei dubbi (fomentati dall' ostetrica che non ha figli del corso preparto) in vista del rapporto Madre-Pupina a cui vado in contro in Less than due mesi. (#Aiuto)



-Riuscirò a non perdere le staffe dopo il 39° giorno senza sonno?
-Riuscirò a prenderla dalla culletta senza spezzarle il collo?
-Riuscirò a spinarle il pesce così che non si soffochi con una spina?
-Come faccio a capire che ha mangiato a sufficienza? 
-Mi sentirò in colpa a lasciarla al nido in favore del lavoro?
-Riuscirò ad educala onde farla diventare troia?
-Riuscirò a farle capire quanto la amo? 
-Riuscirò a consolarla quando le spezzeranno il cuore? 
-Riuscirò a non finire in galera per aver ammazzato quello che le ha spezzato il cuore?
-Capirò cosa vuol dirmi con un pianto? Con un singhiozzo? Con una manina tesa?
-Riuscirò a vestirla senza romperle qualche osso?
-Riuscirò a darle quello che le serve?
-Come farò ad essere madre senza essere troppo ossessiva? 
-Come si fa a non farsi schiacciare dall' ansia ogni volta che la vedrò uscire di casa?
-Riuscirò a fidarmi di lei? E a far si che si fidi di me?
-Riuscirò a cambiare un pannolino senza svenire per la puzza?
-Riuscirò a non imporle la mia visione della vita ma a lasciarle la libertà di scegliere per se stessa?
-Riuscirò a farla sentire libera e legata allo stesso tempo?
-Riuscirò ad insegnarle ad imparare a bastarsi da sola? A non aver bisogno di nessuno per stare in piedi?
-Riuscirò ad essere per lei un punto di riferimento quando, a volte, non riesco ad esserlo nemmeno per me stessa?
-Riuscirò a non spaventarla con le mie stesse paure affinché lei possa crearsi le sue?
-Riuscirò ad essere una mamma?


Robi. 


'Non so se sarò pronto mai
prova a esser pronto tu per noi
ascolto:
mi insegnerai
che puoi
che vale la pena vivere
ti chiederò "dimmi perché"
tu che non parli dirai
"vale la pena vedrai"

Da adesso in poi...'
Da adesso in poi - Ligabue

mercoledì 6 maggio 2015

Cara Jennifer... #DiarioDiUnaPanza

Cara Jennifer Aniston,
ho letto solo qualche stralcio dell' intervista che hai rilasciato a Vanity Fair Italia e poi ho letto i commenti su Facebook alle tue parole. Commenti in cui ti inneggiavano come eroina della donna moderna che decide delle sue ovaie e che è una grande solo perché decide di non riempire il suo utero con niente e allora voglio raccontarti di come mi sono accorta io di volere un figlio. E di come non ho mai chiesto a nessun uomo se volesse dei figli o no. Te lo voglio raccontare ora che figli ancora, tecnicamente, non ne ho.
L' anno scorso a settembre mi sono sposata con l' uomo che nonostante tutto amo da quando avevo diciotto anni e che credo mi ami immensamente anche se il mio solitario non è di otto carati ma di due. Lo sottolineo perché per la giornalista di Vanity a quanto pare le dimensioni contano quindi magari penserà che il nostro amore non è così vero come il tuo.
Più o meno nello stesso periodo feci una visita ginecologica in cui mi trovarono una piccola anomalia all' ovaio destro. La ginecologa mi disse che avrei dovuto fare una cura e che, in linea di massima, volendo entro un anno avrei potuto cercare la cicogna. A ventisei anni non ci pensi. E io non ci pensavo. Io avevo il mio viaggio di nozze con l' anticipo già versato per l' Australia: 25 giorni in giro sui canguri. Io avevo la specializzazione da cominciare: il sogno di diventare pediatra perchè mi piace l' idea di capire che cosa ha un esserino che non te lo può spiegare a parole. Io avevo la casa da completare in cui abbiamo buttato soldi, sonno e travasi di bile. Io avevo mio marito, la mia nuova famiglia e le lunghe sessioni di sesso da sposini che, essendo che sei stata sposata con Brad Pitt magari ne sai qualcosa. Io avevo quello che mi faceva stare bene e avevo accettato di buon grado che prima o poi, quando sarebbe stato il momento giusto, sarebbe arrivato anche un bambino. Un maschio volevo: mi vedevo troppo bene nei panni della suocera rompicoglioni. Ma non era quello il momento e l' avevo presa con razionalità: non ne avevo fatto un dramma, non era necessario. Avevo altri programmi. Avevo la libertà. Avevo la serenità.

Il venti novembre del duemilaquattordici chiamo la ginecologa perché avevo tre giorni di ritardo al ciclo. Dovevo cominciare la cura proprio in quel momento, con la fine del ciclo che invece non è mai arrivato. Al suo posto, totalmente inaspettate, sono arrivate otto lineette fucsia divise in quattro test di gravidanza. Diventavano fucsia in meno di venti secondi. Continuavo a fare pipì e loro continuavano a diventare fucsia. E sai quando ho capito che forse avevo sottovalutato il desiderio di maternità? Quando, poco prima delle vacanze di Natale, abbiamo visto un puntino lampeggiante su uno schermo bianco e nero. Una piccola lucina di Natale che batteva come le ali di una farfalla. E poi quel suono, quel piccolo tamburo, a tempo con il mio cuore, che batteva sereno attraverso un oggetto di forma fallica infilato nella mia vagina. E' stato quel suono che mi ha regalato la realtà dei fatti: amavo quel puntino che batteva incondizionatamente senza che nemmeno me ne accorgessi. Senza che nemmeno ci avessi mai riflettuto.

Io non sapevo di voler essere una mamma eppure adesso sono qua e rido come una scema ogni volta che la mia pancia fa dei balzi. Sono qua a prendermi le vampate di calore e le caviglie gonfie, la cellulite e le smagliature. Sono qua ad amare incondizionatamente qualcosa che per adesso è solo un' immagine sfocata in bianco e nero. E nemmeno io lo so se sarò una buona madre: ma spero di scoprirlo insieme a mia figlia ogni giorno cercando sempre di essere all' altezza dell' immenso dono che mi è stato fatto. Perché è vero che il pianeta è sovrappopolato come dice qualcuno nei commenti; è vero che non tutte vogliono diventare madri perché 'Io alla mia libertà non ci rinuncio per un bambino che è carino solo da piccolo come i cuccioli non ne vale la pena' ma è anche vero che io pagherei altre mille volte il prezzo della mia libertà per rivivere il momento in cui, per la prima volta, ho visto quella lucina di Natale lampeggiare. E mio marito, che è un uomo, aveva le lacrime agli occhi che non c'è stato bisogno di chiedergli perché non facessimo un figlio subito.

Sai Jennifer, e non prendere a male questa considerazione, io ci credo che per te vada bene così: anche per me era lo stesso. Non avevo bisogno di niente di più. E ci credo ancora di più perché, in definitiva, sono le donne che vogliono i figli e che se ne accollano i dolori e le responsabilità ed essendo che sei stata sposata con un uomo per quattro anni senza farne e poi lui ne ha fatti sei in venti minuti con un' altra è la prova che sono le donne a decidere ma che gli uomini hanno questo forte desiderio anche. E voglio sottolineare la parola 'fatti' perché per me un figlio in provetta, adottato, naturale, trovato in un fiume è sempre un figlio.

Io figli ancora non ne ho. La mia Pupina arriverà tra due mesi e l' unica cosa che faccio è pregare tutte le sere per la sua salute. Chiedo sempre una cosa alla Madonna: qualunque cosa il destino abbia di brutto in serbo per lei, di farla ricadere su di me. E mi piace pensare che è questo che fa di me una mamma: l' amore incondizionato.

Con affetto,
Robi e Pupina.

'Ogni tanto penso a te, sposti tutti i miei confini. 
Amor che bello darti al mondo...'

(Ogni tanto - Gianna Nannini) 

martedì 7 aprile 2015

I preferiti di Aprile.




Se non scrivi un post con i preferiti del mese corrente non sei nessuno.
In realtà non sei nessuno nemmeno se lo scrivi. Diventi davvero qualcuno se ne fai un video.
Ma io video non li so fare e in realtà ho ripreso in mano il blog solo ultimamente ma mi viene voglia di scrivere solo di vestitini per neonati ma devo uscire da questo tunnel prima di diventare povera.
Perciò ho deciso di uscire dal tunnel della povertà con dei consigli per lo shopping per voi, che magari non ve ne frega una pippa, che tanto 'ste cose io le ho già comprate e non si piange sul contante versato. Giusto? Giusto. 


BEAUTY
Dopo nove anni ininterrotti di gel alle unghie, causa panza, ho dovuto toglierlo il mese scorso.
Ovviamente, dopo un periodo così lungo di trattamenti non avevo più le unghie sotto così ho cercato una base rinforzante, che non contenesse Formaldeide perché nociva in gravidanza e che non costasse un occhio della testa. La prima che ho preso è stata la base rinforzante di Wjcon ma è una ciofeca. Un pomeriggio, poi, trovandomi a passare da Kiko per il fondotinta, la commessa mi ha consigliato il loro Kiko Post Stressing Treatment Base Coat e dopo una settimana di utilizzo (l' ho passato due volte) le mie unghie sono visibilmente migliorate. Ovviamente non aspettatevi miracoli ma sicuramente vale i 2,50 euro che l' ho pagato perché era in saldo. 



FASHION 
Le New Balance Fucsia.
C'è bisogno che aggiunga altro?
Le indossavo alle scuole medie e se fossi stata previdente non le avrei buttate al liceo con sdegno. Le ho ricomprate fucsia al reparto bambini di Foot Locker che tanto il mio 38 e 1/2 scarso è considerato modello Nana e le ho pagate 54,90. Sono stra comode. Compratevele tutti.  




MaMa

Vestirsi in gravidanza, a meno che tu non voglia sembrare una turista moldava in vacanza d Bucarest per la prima volta, è veramente difficile. Prima di tutto devi ricercare la comodità e quando la trovi, che non è semplice, la maggior parte delle volte l' effetto è Donna in pigiama.
Io la comodità l'ho trovata nei Leggins Mama di H&M che al momento sono in saldo al 50% sul sito e che costano 9,99 in negozio. Vi giuro che è come camminare con le chiappe al vento e la panza sostenuta dagli angeli. No, non esagero. Lo so, non avrei mai pensato di consigliare alle genti di comprare dei leggins e andarci pure in giro ma la vita delle volte ti riserva di quelle amare sorprese...




Fine. Arrivederci al mese prossimo. Forse. Non sono una persona granché costante io.... 

Robi

venerdì 3 aprile 2015

Uscire completamente di senno. #DiarioDiUnaPanza




Io sono una persona razionale.
Io non mi faccio trascinare dalle emozioni.
Io guardo alle cose con obbiettività.
Io sono un cazzo di medico, non cerco i sintomi su Google. 

Io, però, adesso sono incinta.

La percezione delle cose cambia e la mia si è trasformata in una catastrofica palla ingarbugliata d' ansia. E oggi credo di stare toccando i massimi livelli consentiti da una mente apparentemente non affetta da qualche bizzarra patologia psichiatrica.
Sto combattendo più o meno da cinque, sei ore con l' impulso irrefrenabile di correre al pronto soccorso più vicino e gridare AIUTOOOOO NON SENTO MIA FIGLIA DALL' UNAAAAAA.
Lo so.
Magari lo direi con calma e sottovoce.
No. Non è vero: voglio proprio mettermi ad urlare AIUTOOOOOO.

Ho sconcicato la Pupina con tutti i mezzi possibili: solletico, canzoni 'Risveglia Bambino' (Non fate domande, me ne vergogno anche io), Nutella e altri grassi polinsaturi come se piovesse, musica forte di Gigi D' Alessio (l' ha sempre agitata da morire), carezze, legnate, balli di gruppo, sedute spiritiche con mani sulla Panza del Divino Otelma e niente. NIENTE.
Voi vi starete chiedendo il perché io sia ancora qui seduta a scrivere minchiate piuttosto che correre gridando all' Ospedale.
Beh, la risposta è semplice: io sono una persona di buon senso.
Ma NON E' VERO. E' che mio marito non è ancora arrivato. A quest' ora eravamo già in macchina.

Ovviamente ho fatto la cosa più sbagliata che potessi fare: affidarmi a Google.
Cristo Santo, come è potuto succedere?
ROBI DOVE DIAVOLO SEI FINITA???
CHI E' QUESTA PSICOPATICA???
Comunque, dicevamo, ho elaborato complesse combinazioni di parole che potessero darmi risposta:
-FETO CHE NON RISPONDE 24 SETTIMANE.
-PERCHE' NON REAGISCE AGLI ZUCCHERI 24 SETT.
-ECOGRAFI A BASSO PREZZO PER AUTODIAGNOSI.
-GINECOLOGO CINESE CHE NON FA DOMANDE MA ECO IN QUALSIASI MOMENTO DA TENERE IN CANTINA. 
-VADO AL PRONTO SOCCORSO? 24 SETT. 
E via dicendo.

In tutto questo ho comunque guadagnato due kg di cellulite grazie alle due uova di Pasqua tracannate per svegliarla.


Pupina, io te lo dico, con questa bravata del silenzio ti sei giocata il motorino a 14 anni. E se continui pure la macchina a 18. Vedi che devi fare.


Robi e Pupina in Sciopero. 

martedì 24 marzo 2015

La Gravidanzite. #DiarioDiUnaPanza

Essere incinte nuove gravemente alla salute. Quella mentale. Nel momento in cui il test risulta positivo iniziano a manifestarsi i primi sintomi di Gravidanzite, nota sindrome da Panza, che vanno via via peggiorando con il passare delle settimane. 


Eccone quelli più eclatanti: 

-Entri da Zara e ti fiondi al reparto Bavaglini senza nemmeno degnare di un misero sguardo quel delizioso trench azzurro polvere che ti sta ammiccando da quell' angolo in fondo.
-Uscire di casa con addosso i leggins a posto dei pantaloni non ti sembra più una cosa tanto assurda. Anzi....
-La mail di Prenatal che ti invita al Nanna Party ti manda in estati come una svendita da Prada.
-Il portafogli si riempie di Fidelity Card di negozi per neonati e quando te ne chiedono una ti inorgoglisci a vedere quante già ne possiedi. Non parliamo poi del saldo punti già accumulato!
-Entri in farmacia per una crema anticellulite ed esci con due porta ciuccio rosa shocking. 
-Parli di te stessa al plurale. 'Noi abbiamo fame'; 'Noi ci siamo alzate' e nessuno ti guarda come una psicopatica e vieni pure assecondata con domande rivolte direttamente alla tua pancia. 
-Insulti le genti e le genti ti sorridono perché 'Beh, gli ormoni...'
E invece quella persona ti sta sul cazzo davvero.
-Il tipo con la barba del negozio di passeggini ai tuoi occhi risulta estremamente sexy quando ti mostra come montare e smontare l' ovetto. 'Ancora, ancora una volta dimmelo...'
-Il reparto culle dell' Ikea è il luogo migliore dove trovare tue consimili, parlare del giusto materasso, scambiarsi le paure e le ansie. Anch' esse indossano i leggins fuori di casa e hanno al seguito mariti carichi di roba inutile.
-Inizi a credere ad una serie di scaramanzie assurde ma queste si meritano un post tutto loro (presto).
-La gallery del tuo cellulare, che prima era tutto un tripudio di aperitivi con le amiche e foto romantiche con il marito, è adesso intasata da tutine, copri pannolino, modelli di Trio, pagliaccetti, scarpine e, sopratutto, immagini nere e sfocate (le ecografie) in cui tu, gravida affetta da Gravidanzite, riesci a vedere chiaramente la somiglianza con questo e quel membro della famiglia.
-Spendere l' equivalente di una Boston Bag Celine per un passeggino Stokke con i pois non ti sembra poi un' idea così malvagia. In fondo per sei mesi della sua vita la bambina perché non dovrebbe essere fashion?
-L' idea di abbassarti i pantaloni in mezzo all' autostrada, nei bagni degli uomini, in banca, dal fruttivendolo, in mezzo ad un campo di fiori e via dicendo per svuotare la vescica subito è una probabilità che non escludi più. 




Io sono affetta da Gravidanzite acuta. E ancora abbiamo davanti 17 settimane prima della fine.

Robi e Pupina. 

lunedì 16 marzo 2015

Novità.

Vi è mai capitato di essere assurdamente felici e terrorizzati a morte nello stesso
istante? Immagino questa sensazione come quella che prova un paracadutista quandosi lancia dall' aereo, anche se non ho mai fatto nulla del genere perché sono una fifona, un misto di adrenalina e cacca nelle mutande. 

E' quello che capita anche quando non ti viene il ciclo per cinque giorni allora tu fai la pipì su un bastoncino di plastica e lui ti dice 'Due linee' e tu gli dici 'parla come mangi perché che minchia stai dicendo te la vedi tu' e lui ti risponde 'ti sei fatto un panino con dentro un panino la felicità solo il panino ti è andato a finì sui fianchi, il bambino ti è rimasto indigesto sulla vescica'. 

Facciamo così, prendetevi un minuto per digerire la notizia e poi proseguiamo. 
Ci siamo? 
Ok. 

Quindi, dicevamo, sono incinta. 
A me è servito qualche minuto in più per digerire la faccenda ma adesso ci siamo. A Pisolo qualche settimana.
E' andata più o meno così.
'Pisolo ho fatto gli gnocchi al pomodoro, sono entrata in specializzazione e sono incinta'
'Roberta, porca miseria!!! Lo sai che gli gnocchi al pomodoro mi fanno schifo, che il sugo non lo mangio! Cioè lo sai, che la salsa solo come la fa mia mam... Aspetta, cosa hai detto?'
Rianimazione, lacrime e gridolini e da quel momento la figura di Robi è sparita nel nulla per dar posto ad una incubatrice di nuove vite.
Il ragazzo si è rincoglionito e la mattina saluta la mia pancia e le da i bacini ma essendo che il nano non si è ancora espanso tendenzialmente lui bacia la pizza della sera prima. Quando ho cercato di fargli capire questa cosa mi ha messo due mani sulla pancia dicendo che non dovevo più dire che suo figlio è una pizza.

Il post voleva essere più serio, all' inizio, nel mio immaginario, ma io proprio a fare la seria non ce la faccio. Però volevo davvero scrivere delle mille paure che mi assalgono la notte, il giorno, le mezze stagioni... Delle notti insonni, dei doloretti, dei pianti ad ogni ecografia/bambino per strada/gattino su IG/Qualsiasi cosa che si muove o del fatto che per me mangiare sta diventando un incubo perché qualunque cosa ingerisco può essere fonte di una seconda testa o di un terzo piede per il nano. Ovviamente questo non mi sta permettendo di dimagrire perché mangio soltanto pizza, a colazione/pranzo/cena, e di conseguenza sono gia a +1,5 kg con tanto di insulti della mia ginecologa ad ogni visita.
Però l' altro giorno ho letto un post molto serio di VanityFair.it (Che trovate QUI) in cui mi sono ritrovata molto e che vi consiglio di leggere se anche voi state lievitando di giorno in giorno (No, nano, non è colpa tua, tu cresci sereno ma scordati il Chicco Trio che quei soldi servono per la palestra!).

In definitiva le cose che ho capito da quando sono incinta sono queste:
-Nessuno si deve mettere tra te e il bagno: se una donna incinta deve fare pipì vuol dire che DEVE farla subito.
-E' tranquillamente praticabile l' Ikea la domenica a pranzo che tanto tu fila non ne fai ne alle casse nel al ristorante.
-Nessuno si deve mettere tra una donna incinta e il cibo. MAI.

E ancora non ho nemmeno le foto del matrimonio... :D

Robi


P.S. Il post è stato scritto quando ero all' undicesima settimana di gravidanza! Adesso sono alla ventunesima e la panza si espande sempre più, sappiamo che è una femminuccia anche se Pisolo continua a chiamarla Tommaso e siamo alla ricerca di un Trio che non costi quanto una Chanel. 

giovedì 11 settembre 2014

Avvicinarsi alla data X.

Fra quindici giorni, ora più ora meno, mi sposo.
Evitiamo congratulazioni e gridolini che non ne sentiamo proprio il bisogno. Evitiamo i commenti con gli occhi a forma di cuore e le domande sul vestito o sul velo.
Parliamo invece di salute. Quella che sto perdendo. 

lunedì 24 marzo 2014

Walk-In-Closet: il dramma.



Come suonano bene queste parole?
Che melodia angelica che riporta alla mente pezzi di posti fantastici.

Voi lo sapete che cosa è un Walk-In-Closet? 
E’, letteralmente, un armadio in cui puoi CAMMINARCI DENTRO. Cioè una roba che tu hai un milione di scarpe e li dentro ci entrano perché è uno spazio talmente grande da permetterti di camminarci. Avanti e indietro. Organizzarci delle passeggiate, come faceva Socrate con i suoi allievi, insieme alle amiche per mostrare loro il nuovo giubbino di pelle color caramello. Ci puoi mettere addirittura delle panche, o delle poltroncine di pelle bianca intervallata da bottoni in ottone per riposarti ed ammirare il tuo guardaroba. 





Un Walk-In-Closet è un sogno che si realizza. E’ un pezzo di paradiso che si mostra agli occhi di una donna comune e mortale prima di arrivarci davvero al Paradiso. Gli angeli si presentano come file e file di scarpe; i santi come grucce tutte uguali che fanno bella mostra di se in file ordinate.  
Più di una cabina armadio, moooolto di più di un guardaroba: praticamente lo zio d' America dell' armadio. Il parente ricco. Il fratello bello, quello che a scuola tutti vi dicono 'Ah ma tu sei il fratello di Gianarnaldo?'. 




Come ben sapete sto ristrutturando casa dato che a settembre mi vesto di bianco e percorro la navata e, avendo VENTUNO METRI QUADRI da ben spendere in qualcosa di utile, l' ingegnere che sta seguendo i lavori in cucina ha pronunciato le magiche parole: Walk-In-Closet. Chi poteva pensarlo mai che un ingegnere che sa fare di calcolo (Per me, menti superiori, dato che io e la matematica.... vabbè, vi risparmio i racconti sanguinolenti della nostra lite) potesse conoscere suoni tanto poetici.
Ripetetelo con me Walk-In-Closet.
Ci pensate?
Sto sfogliando una rivista nel mio Walk-In-Closet!
Sto facendo tintinnare le collane appese al muro del mio Walk-In-Closet.
Sto spolverando i ripiani per le scarpe nel mio Walk-In-Closet. 

Un posto magico in cui rifugiarsi nei momenti bui. Un luogo dove sentirsi al sicuro circondata dalle tue borse.

Ovviamente, come in tutte le favole, ci deve essere un cattivo: il mio fidanzato.
"Robi, puoi avere una cabina armadio; un armadio gigante; anche una borsa nuova ma non puoi assolutamente usare un' intera stanza per metterci le scarpe. Non puoi e basta."

E pensare che lui vuole metterci delle librerie.
Lui.
Che non legge.


La vita fa schifo. E non ho nemmeno un Walk-In-Closet in cui rifugiarmi.

Robi. 


sabato 1 marzo 2014

Questo è un post interessante, davvero....

Premessa:
Il post viene scritto con il sottofondo di un misto dell' intera discografia degli Aqua e dei Red Hot Chili Peppers. Vedete voi, se già sapendo questo, volete continuare. 

giovedì 30 gennaio 2014

Addii.



A te che sei stato un fedele compagno, versatile in ogni situazione.
A te che hai riempito quei momenti di silenzio assordante con le note giuste, riuscendo a sovrastare il rumore assordante dei pensieri.
A te che mi hai accompagnato attraverso i cieli di mezzo mondo; eccitata verso New York, stanca al ritorno da Dubai, sognante verso Londra, felice alla volta di Roma, Milano, Firenze, Nizza...
A te che mi hai tenuto la mano durante le notti rotte da lacrime e cattivi pensieri.
A te che eri con me durante ogni tragitto in macchina.
A te che eri con me nella corsa verso la laurea, esame dopo esame.
A te che hai chiuso il mondo fuori quando diventata tutto troppo pesante sa sopportare.
A te che sei stato un regalo discusso, ma alla fine utilissimo, per Lui che a settembre sarà mio marito.
A te mi hai salvato dall' esaurimento durante i giorni di buio dopo l' operazione agli occhi; mi hai coccolando dividendo il dolore, alleviandolo...
A te con la tua forma oblunga e magrolina.
A te che hai sudato con me, chilometro dopo chilometro, caloria dopo caloria bruciata, in palestra.
A te che hai coperto le urla che non volevo sentire.
A te che hai battuto il ritmo dei miei passi, durante il cammino della vita.
A te che ho voluto a tutti i costi, di nuovo, quando ti sei rotto suscitando l' ilarità dei dipendenti del centro Apple quando ho speso più che per comprarne uno di nuova generazione.

Perché la musica è vita ed io ho perso la cosa a cui tenevo di più al mondo: il mio IPod.
E non è una questione di materialismo perché era un nano di cinque anni fa vecchiotto e strasuperato.
Avete presente quelle cose che toglietemi tutto ma non il mio Breil?
Quelle cose che hai sempre addosso come un amuleto?
Quelle cose senza le quali la vita non sarebbe la stessa?

Spero che il computer di colui che l' ha trovato ed ha pensato bene di non restituirlo esploda nel momento in cui lo collega per cancellare tutte le mie playlist. E spero che l' esplosione gli causi ferite sparse ed ustioni di grado superiore al quarto. E spero che diventi pure sordo, dopo il boato della suddetta esplosione, così da non poter più ascoltare la musica. E spero che gli cada il cellulare nel cesso mentre va a fare pipì e che un alieno gli bussi alla porta e gli tiri i capelli ad uno ad uno.

Addio mio fedelissimo amico.
E' stato bello. Bellissimo.

Landia. 



domenica 1 dicembre 2013

#VirginLandia e le nuove frontiere dell' essere sportivi.

Il Catanese medio reagisce principalmente in due maniere ad una novità nella sua amata città:

-Lo Snob Chic

A priori rifiuta la novità, di qualunque cosa si tratti, additando tutti coloro che se ne interessano come 'Pecore'. Con l' aria annoiata, a metà tra il radical e l' intellettuale di sinistra, sbuffa quando gli racconti l' ultimo pettegolezzo sulla nuova palestra (che, ve lo dico subito, è il centro focale del post); su chi si è iscritto e su chi c' era all' inaugurazione.
Lo SC afferma con aria fiera che lui MAI E POI MAI si iscriverà; che non verrà nemmeno a vederla e che comincerà a provare anche un certo fastidio per te che hai osato interessarti alla novità.

-Il Compagno d' aperitivo

Non sa neanche cosa sta firmando ma il suo contratto di abbonamento quindicinale alla nuova super figa meravigliosa palestra che ancora non ha nemmeno aperto ma Marco-Ottavio-Luca-e-Carmelo-si-sono-già-iscritti-e-quindi-di-cosa-stiamo-parlando è già stato protocollato!
L' entusiasmo del CdA è contagioso; la sua esuberanza riesce a convincere pure Ignazio, quel ragazzo tarchiatello, con gli occhiali dalla montatura arrotondata in metallo, che non è mai entrato in una palestra, che l' abbonamento open da qui all' estrema unzione è la cosa giusta da fare.
Ovviamente il CdA non viene alla Virgin appena aperta perché è sportivo: lui ci viene perché è giusto. Punto. Lui è depilato e super palestrato; non ha un filo di grasso e i suoi capelli fanno invidia a quelli del Vampiro Edward ma non suda. Lui non si sporca le mani. Lui sta al bar a fare PR sorseggiando un centrifugato di cetriolo e semi di rabarbaro.
E' altresì presente la sua variante al femminile, con il trucco perfetto e lo shatush, il leggins rigorosamente grigio e quasi trasparente.


Io, ovviamente, come una pecora, mi sono iscritta al nuovo villaggio fitness Virgin Active di Catania. Certo è che, a giudicare dai grappoli di cellulite di cui sono fornita, le mie motivazioni sono fortemente diverse. Devono esserlo.... Anche perché, diciamocelo in tutta confidenza, io sono una persona sociopatica. Io detesto la confusione. Io odio le genti e ancor di più quelle con il culo perfetto fasciato dai leggins grigi (molto probabilmente per invidia allo stato puro ma non è ancora stato scientificamente provato, per cui...). Non mi piace socializzare e per questo risulto sempre altezzosa o antipatica a pelle. In realtà, credetemi sulla parola perché nemmeno questo è stato ancora provato, sono una brava persona. Veramente...
Ohhh che sono quelle facce scettiche?
Quindi come mi è venuto in mente di sottoscrivere un abbonamento ANNUALE in un posto dove saranno tutti perfetti e magri?
Dyo, un sacchetto per respirare, mi manca l' aria, boccheggio... Un ANNO, mynchia ma quanto dura un ANNO... Aiuto... ANNO ANNO ANNO...
Perché la palestra è molto bella? Ma quale! Da come la descrivevano tutti quegli stronzi vestiti di rosso mi aspettavo di dover srotolare la matassa onde evitare di perdermi. E' una palestra ben arredata ma è una palestra come ne esistono altre. E poi dove sono i CENTO TAPIS ROULANT che mi avevate promesso? Io li ho contati e SONO VENTOTTO.
Perché incluso nell' open c'è la piscina? Io continuo a raccontarmi la favola che diventerò la regina delle acque; la Jill Cooper dell' Acquatone ma io odio bagnarmi i capelli e odio ancora di più asciugarli. Io odio stare in costume per i grappoli sopra citati e i geni hanno posizionato la piscina in vetrina in piena circonvallazione di Catania, al centro esatto della palestra con le pareti tutte a vetri..... Non devo aggiungere altro.
E allora? Ah si.... Il mio strafigo istruttore adesso lavora li.
Praticamente l' unica motivazione che mi spingeva ad alzare il culo dal divano e ad abbandonare il cucchiaione di Nutella adesso lavora alla Virgin e quindi per evitare di raddoppiare, se non triplicare, la mia mole da qui all' estate prossima vi annuncio una nuova rubrica #VirginLandia.
L' inizio della mia fine.

Un anno è davvero davvero lungo e ne vedremo delle belle.
Scusate ma adesso vado a murarmi nella Somatoline che domani mi apre la palestra.

Robi.


venerdì 27 settembre 2013

Un popolo di integralisti.

Chi ha delle idee che non coincidono con quelle della massa deve essere boicottato.
Chi la pensa in maniera diversa dalla maggioranza deve essere messo al rogo.
Chi sostiene lumi di pensiero diversi o cambia idea viene emarginato. 



Ovviamente il mio pensiero è nato in seguito alla vicenda Barilla, di cui tutti parlate. Gay che hanno detto no al carboidrato; lesbiche che hanno preso le Emiliane Barilla e le hanno lanciate dalla finestra, ferendo passanti e cagnolini; bisessuali che hanno attaccato il MulinoCheVorrei e hanno rapito la Gallina Rosita per farla arrosto... Insomma... Un putiferio.
Un putiferio di grida a suon di #Hashtag e Retweet, perché ormai la protesta si fa silenziosa sui social. L' immediata risposta delle altre marche di pasta che, pur sbattendosene allegramente le palle di con chi andate a letto, hanno subito colto lo spaghetto al volo lanciando contro campagne pubblicitarie con sponsorizzazione dell' amore in tutte le sue forme.

giovedì 5 settembre 2013

Fate l' amore, non la ristrutturazione.

'Amore, devi scendere a casa a parlare con il tubista. Il folle progetto del bagno in quella posizione è tuo!'
'Amore, il citofonista vuole sapere dove preferisci il cavo per il citofono'
'Amore, l' antennista gradirebbe sapere quante televisioni vogliamo mettere in casa.'
'Amore, al piastrellista secca attaccarti il mosaico in bagno. Dice se rinunci al progetto.'
'Amore, l' elettricista vuole sapere dove vuoi mettere le abatjour?'
Insta ista ista ista ista ista ista......

Ohhhhhhhh ma chi è tutta sta gente?
Ma poi, fatemi capire, c'è un tipo che di lavoro fa l' esperto in citofoni?

domenica 1 settembre 2013

E quel settembre senza Gossip Girl..



E' il primo di settembre ed è domenica (Che presa per i fondelli, eh? Tutti a far buoni propositi per il settembre e quello vi comincia di domenica). 
Siccome sono al mare, e non ho nemmeno una schifosissima chiavetta internet, quando vedrete pubblicato questo post sarà lunedì. Fors' anche martedì, chi può dirlo. 
Fino all' anno passato, alla casa al mare, scroccavo la connessione wi-fi di un qualche benefattore nelle vicinanze. Quest' anno, il benefattore in questione, si è trasformato, all' unanimità della mia famiglia che scroccava allegramente, nello stronzo che ci ha messo la password.
Che, con assoluta certezza, non è nè 0000 nè 1234. 

mercoledì 21 agosto 2013

Prevenire è meglio che curare.

Non scrivo più. Ve ne sarete accorti.
Sono assente. Deconcentrata più che altro.
Non riesco a fissare un pensiero su un foglio bianco, figuriamoci a riempirlo. Ho lasciato a metà tante cose e, dovete credermi, me ne dispiaccio da morire. Ma la verità è che mi scoccia prendervi in giro scrivendo cose che non hanno ne un capo ne una coda. Se devo annoiarvi, voglio farlo con cognizione di causa.

Come stavolta.



venerdì 26 aprile 2013

Ho comprato un Wonderbra.



Chi ha le tette può fare tutto.
Chi ha le tette può ottenere tutto.
Chi ha le tette è padrona del mondo.

Io una volta avevo le tette.
Poi mi sono messa a dieta, ho perso quindici kg e adesso loro se ne sono andate.