venerdì 23 marzo 2012

Il portiere.


Non è il racconto di un sogno erotico. Ve lo scivo subito così, chi è arrivato qui cercando riscontro cibernetico di strane fantasie, non perde tempo. 
Lo stabile dove vacanzeggio da che ho memoria, nel sud della Francia, dove inizia quella magica parte dello stato frastagliata e incantevole chiamata Costa Azzurra, è un elegante palazzo della fine del '700 voluto appositamente dalla Regina Vittoria. L' esterno, affacciato sul mare, è ancora perfettamente fedele ai disegni originali. La posizione è magica; messo, da una parte, sulle spiagge pulite del Mediterraneo, dall' altra, sulla caotica cittadina francese. 
Io amo immensamente venire qui se non fosse che odio i francesi. Tutti. Uno in particolare rappresenta in mio incubo primario: il portiere del mio palazzo. 
Il malefico è un omuncolo dalla faccia calante e rugosa come uno di quei cagnoloni della pubblicità, gli occhialoni sempre poggiati sulla punta più estrema del naso a patata, i capelli perennemente oleosi riportati su un lato, i pantaloni sbragati e quell' espressione odiosa tipica dei francesi che hanno sulle palle gli italiani. 
Arrogante e supponente, ha uno stipendio annuo di 55 mila euro; la casa nel palazzo, a piano terra con apertura sul giardino e vista mare che non paga e un orario di lavoro ridicolo (lun-ven 10-12.30/15.30/18). 
L' uomo che non m' ha mai aperto la porta di casa. Mi ha visto arrivare piena di valigie; piena di buste della spesa; piena di roba del mare cercando disperata le chiavi di casa e mai una volta s'è degnato di aprire quella cavolo di porta. 
Ieri pomeriggio, arrivata distrutta e febbricitante in luogo, ho trovato il piatto doccia del bagno di casa mia completamente coperto da una strana poltiglia verdastra abbellita da deliziose palline di merde (che sempre cacca è ma in francese è più delicato). Al che, come è ovvio, sono scesa al pianterreno e sono andata a citofonare a quell' essere facendomi forza di tutta l' educazione e l' eleganza che mi si confà. 
Suono la prima volta. Suono la seconda con più insistenza. Suono la terza attaccandomi al campanello fino a che non lo sente pure l' appartamento vicino. 
L' abbominevole si presenta alla porta e già il solo vederlo mi crea confusione, ansia, paura, disgusto. Il bisunto guarda l' orogologio, che segnava le 18.06, e mi dice con fare fintamente dispiaciuto che il suo orario era finito e che per qualsiasi problema dovevo ripassare l' indomani. 
Ora, secondo voi, in che minchia di lingua m' ha fatto tutto 'sto discorso? Ma in francese strettissimo, è ovvio! Io, in quasi venticinque anni di vacanze qui dire che avessi imparato mezza frase! Io sono una scecca, è vero, ma lui è di origini italiane, porca miseria! I suoi stramaledessimi nonni sono di un paesello sperduto nella provincia di Catanzaro. Catanzaro, Sacre Bleu, mica Marsiglia, Lione, Parigi o Vaffan..... 
Ovviamente, con il bagno in quelle condizioni, non era plausibile aspettare. Il mio ragazzo s'è armato di doppio strato di guanti, rastrello e una serie di disinfettanti tossici che ci sono costati l' ira, ed ha pulito la situazione. Io gli avevo consigliato di lasciare le palline di Merde fino all' arrivo del portiere e dell' idraulico che erano coreografiche ma lui non ha voluto sentire ragioni: dovevano sparire. 
Stamattina, alle 9.59, eravamo già dietro la sua porta armati delle peggiori intenzioni. Dopo una decina di minuti in cui ognuno usava il suo idioma per interloquire con l' altro con l' unica conseguenza di creare confusione e non capire una cippa lippa, finalmente il Dannato si è deciso ad intervenire. 
Ovviamente dopo ci ha lasciato un biglietto sotto la porta perché sui balconi non si può stendere nulla; un biglietto sulla macchina perché il giardino del palazzo non è un posteggio; un biglietto nella buca perché abbiamo sbagliato contenitore della spazzatura per la raccolta differenziata. 
Certo è che quando vede mio padre, che lascia sostanziose mance solo per tenerci le chiavi di casa in caso di necessità dato che stiamo davvero lontani, magicamente impara l' italiano e diventa gioioso come una rondine in Primavera. 
Poi, ditemi, se non mi devo incazzare... Bah, vado a prendermi l' ennesimo Oki della giornata. In cinque anni di liceo, tre di medie e cinque d' elementari, in cui ho supplicato per un febbrone da cavallo che mi facesse stare a letto una settimana, non ho mai preso nemmeno un raffredore; giusto ora che ho quattro giorni di vancanza. 
C'è qualcuno che me la butta. 

Portieramente vostra, Robi. 

7 commenti:

  1. a quel prezzo vengo a farlo io il portiere O.o sono certamente più simpatico e carino!

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  2. Ma che stronzo! Scusa il 'francesismo', ma ci stava tutto!!!

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  3. so francesi, che pretendi!
    anche tu con la "Vacanzite"?! Io è dai tempi della scuola che mi ammalo solo tipo a Natale e durante le vacanze estive! O_o

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  4. pure io odio i francesi che fanno così!! appena scoprono che sei italiano magicamente non parlano neanche più inglese ma solo francese! ma vaffff... è__é
    per festeggiare la laurea stavo pensando di andare a Parigi d'estate ma sinceramente se solo penso che ci sono i francesi (ma và??) mi passa la voglia!
    ps: se passi da me c'è un piccolo premio! ;)

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  5. forse avresti dovuto mettere nella sua buca delle lettere una busta con le pallèn de mèrde....per una volta avrebbe avuto un buon motivo di avere la puzza sotto il naso, i francesi sono fatti così..gli piace farsi trattare male e non bisogna mai perdere l'occasione di farlo ;)

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  6. Ok, s'è proposto Pier ma, dove si può mandare il CV per il posto da portiere?

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