martedì 24 marzo 2015

La Gravidanzite. #DiarioDiUnaPanza

Essere incinte nuove gravemente alla salute. Quella mentale. Nel momento in cui il test risulta positivo iniziano a manifestarsi i primi sintomi di Gravidanzite, nota sindrome da Panza, che vanno via via peggiorando con il passare delle settimane. 


Eccone quelli più eclatanti: 

-Entri da Zara e ti fiondi al reparto Bavaglini senza nemmeno degnare di un misero sguardo quel delizioso trench azzurro polvere che ti sta ammiccando da quell' angolo in fondo.
-Uscire di casa con addosso i leggins a posto dei pantaloni non ti sembra più una cosa tanto assurda. Anzi....
-La mail di Prenatal che ti invita al Nanna Party ti manda in estati come una svendita da Prada.
-Il portafogli si riempie di Fidelity Card di negozi per neonati e quando te ne chiedono una ti inorgoglisci a vedere quante già ne possiedi. Non parliamo poi del saldo punti già accumulato!
-Entri in farmacia per una crema anticellulite ed esci con due porta ciuccio rosa shocking. 
-Parli di te stessa al plurale. 'Noi abbiamo fame'; 'Noi ci siamo alzate' e nessuno ti guarda come una psicopatica e vieni pure assecondata con domande rivolte direttamente alla tua pancia. 
-Insulti le genti e le genti ti sorridono perché 'Beh, gli ormoni...'
E invece quella persona ti sta sul cazzo davvero.
-Il tipo con la barba del negozio di passeggini ai tuoi occhi risulta estremamente sexy quando ti mostra come montare e smontare l' ovetto. 'Ancora, ancora una volta dimmelo...'
-Il reparto culle dell' Ikea è il luogo migliore dove trovare tue consimili, parlare del giusto materasso, scambiarsi le paure e le ansie. Anch' esse indossano i leggins fuori di casa e hanno al seguito mariti carichi di roba inutile.
-Inizi a credere ad una serie di scaramanzie assurde ma queste si meritano un post tutto loro (presto).
-La gallery del tuo cellulare, che prima era tutto un tripudio di aperitivi con le amiche e foto romantiche con il marito, è adesso intasata da tutine, copri pannolino, modelli di Trio, pagliaccetti, scarpine e, sopratutto, immagini nere e sfocate (le ecografie) in cui tu, gravida affetta da Gravidanzite, riesci a vedere chiaramente la somiglianza con questo e quel membro della famiglia.
-Spendere l' equivalente di una Boston Bag Celine per un passeggino Stokke con i pois non ti sembra poi un' idea così malvagia. In fondo per sei mesi della sua vita la bambina perché non dovrebbe essere fashion?
-L' idea di abbassarti i pantaloni in mezzo all' autostrada, nei bagni degli uomini, in banca, dal fruttivendolo, in mezzo ad un campo di fiori e via dicendo per svuotare la vescica subito è una probabilità che non escludi più. 




Io sono affetta da Gravidanzite acuta. E ancora abbiamo davanti 17 settimane prima della fine.

Robi e Pupina. 

lunedì 16 marzo 2015

Novità.

Vi è mai capitato di essere assurdamente felici e terrorizzati a morte nello stesso
istante? Immagino questa sensazione come quella che prova un paracadutista quandosi lancia dall' aereo, anche se non ho mai fatto nulla del genere perché sono una fifona, un misto di adrenalina e cacca nelle mutande. 

E' quello che capita anche quando non ti viene il ciclo per cinque giorni allora tu fai la pipì su un bastoncino di plastica e lui ti dice 'Due linee' e tu gli dici 'parla come mangi perché che minchia stai dicendo te la vedi tu' e lui ti risponde 'ti sei fatto un panino con dentro un panino la felicità solo il panino ti è andato a finì sui fianchi, il bambino ti è rimasto indigesto sulla vescica'. 

Facciamo così, prendetevi un minuto per digerire la notizia e poi proseguiamo. 
Ci siamo? 
Ok. 

Quindi, dicevamo, sono incinta. 
A me è servito qualche minuto in più per digerire la faccenda ma adesso ci siamo. A Pisolo qualche settimana.
E' andata più o meno così.
'Pisolo ho fatto gli gnocchi al pomodoro, sono entrata in specializzazione e sono incinta'
'Roberta, porca miseria!!! Lo sai che gli gnocchi al pomodoro mi fanno schifo, che il sugo non lo mangio! Cioè lo sai, che la salsa solo come la fa mia mam... Aspetta, cosa hai detto?'
Rianimazione, lacrime e gridolini e da quel momento la figura di Robi è sparita nel nulla per dar posto ad una incubatrice di nuove vite.
Il ragazzo si è rincoglionito e la mattina saluta la mia pancia e le da i bacini ma essendo che il nano non si è ancora espanso tendenzialmente lui bacia la pizza della sera prima. Quando ho cercato di fargli capire questa cosa mi ha messo due mani sulla pancia dicendo che non dovevo più dire che suo figlio è una pizza.

Il post voleva essere più serio, all' inizio, nel mio immaginario, ma io proprio a fare la seria non ce la faccio. Però volevo davvero scrivere delle mille paure che mi assalgono la notte, il giorno, le mezze stagioni... Delle notti insonni, dei doloretti, dei pianti ad ogni ecografia/bambino per strada/gattino su IG/Qualsiasi cosa che si muove o del fatto che per me mangiare sta diventando un incubo perché qualunque cosa ingerisco può essere fonte di una seconda testa o di un terzo piede per il nano. Ovviamente questo non mi sta permettendo di dimagrire perché mangio soltanto pizza, a colazione/pranzo/cena, e di conseguenza sono gia a +1,5 kg con tanto di insulti della mia ginecologa ad ogni visita.
Però l' altro giorno ho letto un post molto serio di VanityFair.it (Che trovate QUI) in cui mi sono ritrovata molto e che vi consiglio di leggere se anche voi state lievitando di giorno in giorno (No, nano, non è colpa tua, tu cresci sereno ma scordati il Chicco Trio che quei soldi servono per la palestra!).

In definitiva le cose che ho capito da quando sono incinta sono queste:
-Nessuno si deve mettere tra te e il bagno: se una donna incinta deve fare pipì vuol dire che DEVE farla subito.
-E' tranquillamente praticabile l' Ikea la domenica a pranzo che tanto tu fila non ne fai ne alle casse nel al ristorante.
-Nessuno si deve mettere tra una donna incinta e il cibo. MAI.

E ancora non ho nemmeno le foto del matrimonio... :D

Robi


P.S. Il post è stato scritto quando ero all' undicesima settimana di gravidanza! Adesso sono alla ventunesima e la panza si espande sempre più, sappiamo che è una femminuccia anche se Pisolo continua a chiamarla Tommaso e siamo alla ricerca di un Trio che non costi quanto una Chanel. 

giovedì 11 settembre 2014

Avvicinarsi alla data X.

Fra quindici giorni, ora più ora meno, mi sposo.
Evitiamo congratulazioni e gridolini che non ne sentiamo proprio il bisogno. Evitiamo i commenti con gli occhi a forma di cuore e le domande sul vestito o sul velo.
Parliamo invece di salute. Quella che sto perdendo. 

lunedì 24 marzo 2014

Walk-In-Closet: il dramma.



Come suonano bene queste parole?
Che melodia angelica che riporta alla mente pezzi di posti fantastici.

Voi lo sapete che cosa è un Walk-In-Closet? 
E’, letteralmente, un armadio in cui puoi CAMMINARCI DENTRO. Cioè una roba che tu hai un milione di scarpe e li dentro ci entrano perché è uno spazio talmente grande da permetterti di camminarci. Avanti e indietro. Organizzarci delle passeggiate, come faceva Socrate con i suoi allievi, insieme alle amiche per mostrare loro il nuovo giubbino di pelle color caramello. Ci puoi mettere addirittura delle panche, o delle poltroncine di pelle bianca intervallata da bottoni in ottone per riposarti ed ammirare il tuo guardaroba. 





Un Walk-In-Closet è un sogno che si realizza. E’ un pezzo di paradiso che si mostra agli occhi di una donna comune e mortale prima di arrivarci davvero al Paradiso. Gli angeli si presentano come file e file di scarpe; i santi come grucce tutte uguali che fanno bella mostra di se in file ordinate.  
Più di una cabina armadio, moooolto di più di un guardaroba: praticamente lo zio d' America dell' armadio. Il parente ricco. Il fratello bello, quello che a scuola tutti vi dicono 'Ah ma tu sei il fratello di Gianarnaldo?'. 




Come ben sapete sto ristrutturando casa dato che a settembre mi vesto di bianco e percorro la navata e, avendo VENTUNO METRI QUADRI da ben spendere in qualcosa di utile, l' ingegnere che sta seguendo i lavori in cucina ha pronunciato le magiche parole: Walk-In-Closet. Chi poteva pensarlo mai che un ingegnere che sa fare di calcolo (Per me, menti superiori, dato che io e la matematica.... vabbè, vi risparmio i racconti sanguinolenti della nostra lite) potesse conoscere suoni tanto poetici.
Ripetetelo con me Walk-In-Closet.
Ci pensate?
Sto sfogliando una rivista nel mio Walk-In-Closet!
Sto facendo tintinnare le collane appese al muro del mio Walk-In-Closet.
Sto spolverando i ripiani per le scarpe nel mio Walk-In-Closet. 

Un posto magico in cui rifugiarsi nei momenti bui. Un luogo dove sentirsi al sicuro circondata dalle tue borse.

Ovviamente, come in tutte le favole, ci deve essere un cattivo: il mio fidanzato.
"Robi, puoi avere una cabina armadio; un armadio gigante; anche una borsa nuova ma non puoi assolutamente usare un' intera stanza per metterci le scarpe. Non puoi e basta."

E pensare che lui vuole metterci delle librerie.
Lui.
Che non legge.


La vita fa schifo. E non ho nemmeno un Walk-In-Closet in cui rifugiarmi.

Robi. 


sabato 1 marzo 2014

Questo è un post interessante, davvero....

Premessa:
Il post viene scritto con il sottofondo di un misto dell' intera discografia degli Aqua e dei Red Hot Chili Peppers. Vedete voi, se già sapendo questo, volete continuare. 

giovedì 30 gennaio 2014

Addii.



A te che sei stato un fedele compagno, versatile in ogni situazione.
A te che hai riempito quei momenti di silenzio assordante con le note giuste, riuscendo a sovrastare il rumore assordante dei pensieri.
A te che mi hai accompagnato attraverso i cieli di mezzo mondo; eccitata verso New York, stanca al ritorno da Dubai, sognante verso Londra, felice alla volta di Roma, Milano, Firenze, Nizza...
A te che mi hai tenuto la mano durante le notti rotte da lacrime e cattivi pensieri.
A te che eri con me durante ogni tragitto in macchina.
A te che eri con me nella corsa verso la laurea, esame dopo esame.
A te che hai chiuso il mondo fuori quando diventata tutto troppo pesante sa sopportare.
A te che sei stato un regalo discusso, ma alla fine utilissimo, per Lui che a settembre sarà mio marito.
A te mi hai salvato dall' esaurimento durante i giorni di buio dopo l' operazione agli occhi; mi hai coccolando dividendo il dolore, alleviandolo...
A te con la tua forma oblunga e magrolina.
A te che hai sudato con me, chilometro dopo chilometro, caloria dopo caloria bruciata, in palestra.
A te che hai coperto le urla che non volevo sentire.
A te che hai battuto il ritmo dei miei passi, durante il cammino della vita.
A te che ho voluto a tutti i costi, di nuovo, quando ti sei rotto suscitando l' ilarità dei dipendenti del centro Apple quando ho speso più che per comprarne uno di nuova generazione.

Perché la musica è vita ed io ho perso la cosa a cui tenevo di più al mondo: il mio IPod.
E non è una questione di materialismo perché era un nano di cinque anni fa vecchiotto e strasuperato.
Avete presente quelle cose che toglietemi tutto ma non il mio Breil?
Quelle cose che hai sempre addosso come un amuleto?
Quelle cose senza le quali la vita non sarebbe la stessa?

Spero che il computer di colui che l' ha trovato ed ha pensato bene di non restituirlo esploda nel momento in cui lo collega per cancellare tutte le mie playlist. E spero che l' esplosione gli causi ferite sparse ed ustioni di grado superiore al quarto. E spero che diventi pure sordo, dopo il boato della suddetta esplosione, così da non poter più ascoltare la musica. E spero che gli cada il cellulare nel cesso mentre va a fare pipì e che un alieno gli bussi alla porta e gli tiri i capelli ad uno ad uno.

Addio mio fedelissimo amico.
E' stato bello. Bellissimo.

Landia. 



domenica 1 dicembre 2013

#VirginLandia e le nuove frontiere dell' essere sportivi.

Il Catanese medio reagisce principalmente in due maniere ad una novità nella sua amata città:

-Lo Snob Chic

A priori rifiuta la novità, di qualunque cosa si tratti, additando tutti coloro che se ne interessano come 'Pecore'. Con l' aria annoiata, a metà tra il radical e l' intellettuale di sinistra, sbuffa quando gli racconti l' ultimo pettegolezzo sulla nuova palestra (che, ve lo dico subito, è il centro focale del post); su chi si è iscritto e su chi c' era all' inaugurazione.
Lo SC afferma con aria fiera che lui MAI E POI MAI si iscriverà; che non verrà nemmeno a vederla e che comincerà a provare anche un certo fastidio per te che hai osato interessarti alla novità.

-Il Compagno d' aperitivo

Non sa neanche cosa sta firmando ma il suo contratto di abbonamento quindicinale alla nuova super figa meravigliosa palestra che ancora non ha nemmeno aperto ma Marco-Ottavio-Luca-e-Carmelo-si-sono-già-iscritti-e-quindi-di-cosa-stiamo-parlando è già stato protocollato!
L' entusiasmo del CdA è contagioso; la sua esuberanza riesce a convincere pure Ignazio, quel ragazzo tarchiatello, con gli occhiali dalla montatura arrotondata in metallo, che non è mai entrato in una palestra, che l' abbonamento open da qui all' estrema unzione è la cosa giusta da fare.
Ovviamente il CdA non viene alla Virgin appena aperta perché è sportivo: lui ci viene perché è giusto. Punto. Lui è depilato e super palestrato; non ha un filo di grasso e i suoi capelli fanno invidia a quelli del Vampiro Edward ma non suda. Lui non si sporca le mani. Lui sta al bar a fare PR sorseggiando un centrifugato di cetriolo e semi di rabarbaro.
E' altresì presente la sua variante al femminile, con il trucco perfetto e lo shatush, il leggins rigorosamente grigio e quasi trasparente.


Io, ovviamente, come una pecora, mi sono iscritta al nuovo villaggio fitness Virgin Active di Catania. Certo è che, a giudicare dai grappoli di cellulite di cui sono fornita, le mie motivazioni sono fortemente diverse. Devono esserlo.... Anche perché, diciamocelo in tutta confidenza, io sono una persona sociopatica. Io detesto la confusione. Io odio le genti e ancor di più quelle con il culo perfetto fasciato dai leggins grigi (molto probabilmente per invidia allo stato puro ma non è ancora stato scientificamente provato, per cui...). Non mi piace socializzare e per questo risulto sempre altezzosa o antipatica a pelle. In realtà, credetemi sulla parola perché nemmeno questo è stato ancora provato, sono una brava persona. Veramente...
Ohhh che sono quelle facce scettiche?
Quindi come mi è venuto in mente di sottoscrivere un abbonamento ANNUALE in un posto dove saranno tutti perfetti e magri?
Dyo, un sacchetto per respirare, mi manca l' aria, boccheggio... Un ANNO, mynchia ma quanto dura un ANNO... Aiuto... ANNO ANNO ANNO...
Perché la palestra è molto bella? Ma quale! Da come la descrivevano tutti quegli stronzi vestiti di rosso mi aspettavo di dover srotolare la matassa onde evitare di perdermi. E' una palestra ben arredata ma è una palestra come ne esistono altre. E poi dove sono i CENTO TAPIS ROULANT che mi avevate promesso? Io li ho contati e SONO VENTOTTO.
Perché incluso nell' open c'è la piscina? Io continuo a raccontarmi la favola che diventerò la regina delle acque; la Jill Cooper dell' Acquatone ma io odio bagnarmi i capelli e odio ancora di più asciugarli. Io odio stare in costume per i grappoli sopra citati e i geni hanno posizionato la piscina in vetrina in piena circonvallazione di Catania, al centro esatto della palestra con le pareti tutte a vetri..... Non devo aggiungere altro.
E allora? Ah si.... Il mio strafigo istruttore adesso lavora li.
Praticamente l' unica motivazione che mi spingeva ad alzare il culo dal divano e ad abbandonare il cucchiaione di Nutella adesso lavora alla Virgin e quindi per evitare di raddoppiare, se non triplicare, la mia mole da qui all' estate prossima vi annuncio una nuova rubrica #VirginLandia.
L' inizio della mia fine.

Un anno è davvero davvero lungo e ne vedremo delle belle.
Scusate ma adesso vado a murarmi nella Somatoline che domani mi apre la palestra.

Robi.


venerdì 27 settembre 2013

Un popolo di integralisti.

Chi ha delle idee che non coincidono con quelle della massa deve essere boicottato.
Chi la pensa in maniera diversa dalla maggioranza deve essere messo al rogo.
Chi sostiene lumi di pensiero diversi o cambia idea viene emarginato. 



Ovviamente il mio pensiero è nato in seguito alla vicenda Barilla, di cui tutti parlate. Gay che hanno detto no al carboidrato; lesbiche che hanno preso le Emiliane Barilla e le hanno lanciate dalla finestra, ferendo passanti e cagnolini; bisessuali che hanno attaccato il MulinoCheVorrei e hanno rapito la Gallina Rosita per farla arrosto... Insomma... Un putiferio.
Un putiferio di grida a suon di #Hashtag e Retweet, perché ormai la protesta si fa silenziosa sui social. L' immediata risposta delle altre marche di pasta che, pur sbattendosene allegramente le palle di con chi andate a letto, hanno subito colto lo spaghetto al volo lanciando contro campagne pubblicitarie con sponsorizzazione dell' amore in tutte le sue forme.

giovedì 5 settembre 2013

Fate l' amore, non la ristrutturazione.

'Amore, devi scendere a casa a parlare con il tubista. Il folle progetto del bagno in quella posizione è tuo!'
'Amore, il citofonista vuole sapere dove preferisci il cavo per il citofono'
'Amore, l' antennista gradirebbe sapere quante televisioni vogliamo mettere in casa.'
'Amore, al piastrellista secca attaccarti il mosaico in bagno. Dice se rinunci al progetto.'
'Amore, l' elettricista vuole sapere dove vuoi mettere le abatjour?'
Insta ista ista ista ista ista ista......

Ohhhhhhhh ma chi è tutta sta gente?
Ma poi, fatemi capire, c'è un tipo che di lavoro fa l' esperto in citofoni?

domenica 1 settembre 2013

E quel settembre senza Gossip Girl..



E' il primo di settembre ed è domenica (Che presa per i fondelli, eh? Tutti a far buoni propositi per il settembre e quello vi comincia di domenica). 
Siccome sono al mare, e non ho nemmeno una schifosissima chiavetta internet, quando vedrete pubblicato questo post sarà lunedì. Fors' anche martedì, chi può dirlo. 
Fino all' anno passato, alla casa al mare, scroccavo la connessione wi-fi di un qualche benefattore nelle vicinanze. Quest' anno, il benefattore in questione, si è trasformato, all' unanimità della mia famiglia che scroccava allegramente, nello stronzo che ci ha messo la password.
Che, con assoluta certezza, non è nè 0000 nè 1234. 

mercoledì 21 agosto 2013

Prevenire è meglio che curare.

Non scrivo più. Ve ne sarete accorti.
Sono assente. Deconcentrata più che altro.
Non riesco a fissare un pensiero su un foglio bianco, figuriamoci a riempirlo. Ho lasciato a metà tante cose e, dovete credermi, me ne dispiaccio da morire. Ma la verità è che mi scoccia prendervi in giro scrivendo cose che non hanno ne un capo ne una coda. Se devo annoiarvi, voglio farlo con cognizione di causa.

Come stavolta.



venerdì 26 aprile 2013

Ho comprato un Wonderbra.



Chi ha le tette può fare tutto.
Chi ha le tette può ottenere tutto.
Chi ha le tette è padrona del mondo.

Io una volta avevo le tette.
Poi mi sono messa a dieta, ho perso quindici kg e adesso loro se ne sono andate.

giovedì 21 febbraio 2013

Se stiamo insieme ci sarà un perché....


Penso a tutte le persone che stanno insieme senza amore, per paura della solitudine. E a quelle che si amano senza stare insieme, per paura di sacrificare la libertà. Due scelte in apparenza opposte, ma che conducono entrambe al fallimento perchè generate dal medesimo impulso: la vigliaccheria.
(M. Gramellini)


Perché due persone stanno insieme?
Che cosa tiene uniti un uomo e una donna (o una donna e una donna o un uomo e un uomo, non sottilizziamo)?
Che tipi di coppie esistono nel mondo?


venerdì 15 febbraio 2013

La sindrome dell' arto fantasma.


La sindrome dell'arto fantasma è la sensazione anomala di persistenza di un arto dopo la sua amputazione o dopo che questo sia diventato insensibile: il soggetto affetto da questa patologia ne avverte la posizione, accusa sensazioni moleste e spesso dolorose, talora addirittura di movimenti come se questo fosse ancora presente. Questa sensazione, assolutamente normale e che non rientra in nessun tipo di problema psichico, è la dimostrazione più evidente dell'esistenza dello schema corporeo, che persiste, nonostante dall'arto amputato non giungano ai impulsi nervosi ai centri corticali. (Fonte: Wikipedia)

Per me una rottura è essenzialmente questo.
Parliamone.  


L' abitudine, lo sappiamo bene, e lo dice pure Malika a Sanremo, è un bel posto dove crogiolarsi  Li il sole è sempre caldo. Le copertine sempre ben tirate a proteggerci le spalle. Le telefonate arrivano proprio nel momento in cui le aspettiamo e le brutte notizie, tendenzialmente, vengono affrontate a quattro mani. 
Questo è vivere in un rapporto che dura da tanto. Sembra facile, è vero. Sembra che tutto venga sminuito al mero ingegno di un ingegnere beffardo: bisogna pianificare e disegnare la struttura di questo microcosmo affinché nulla crolli. Ma può bastare la freddezza di un ingegnere a far tutto? No. 
Creare una routine dal nulla non è facile, non lo è proprio per niente. E' un lavoro costante. Bisogna avere gli ingredienti giusti: confidenza; complicità; affetto; pazienza; voglia... 
Ma, statene pur certi, che prima o poi arriva. Arriva sotto forma di messaggino del buongiorno. Arriva come il cinema il venerdì sera e la pizza con gli amici la domenica. Si presenta come i piedi freddi accucciati sotto il sedere di lui, quando sul divano si litiga per il telecomando. 
E, pian piano, ci si abitua ad avere qualcuno che ci cammina a fianco. Ci culliamo del fatto che c'è qualcuno che può sopperire alle nostre mancanze: io so cucinare, tu sai montare i mobili Ikea
Ci abbandoniamo alla tranquilla quotidianità dei piccoli gesti. 

Quando due persone si lasciano -qualunque siano i motivi; di chiunque sia la decisione- l' abitudine è la prima cosa che perdi. E non ci sono mezze misure. Non ci sono momenti di passaggio. Come un bimbo che abbandona il grembo materno, vieni catapultato in un mondo che, apparentemente, non è sicuro. Devi camminare da solo in mezzo a gente che con te non ha niente a che fare. Le tue spalle sono scoperte. Il tuo cellulare non suona più alle nove meno dieci di ogni mattino lavorativo. 
Ti senti sola mentre fissi le istruzioni in finlandese della cassettiera che hai davanti in pezzi e, per qualche istante, ti senti un po' come lei: un mucchio di viti e assi che sembra non si appartengano gli uni agli altri.
La persona che prima avevi accanto diviene il tuo arto amputato. Dove prima c' era la tua gamba adesso c'è un vuoto da colmare. 
Il tuo cuore sente ancora tutto; il tuo cervello percepisce ancora che puoi camminare ma, appena provi a metterti in piedi, cadi; scivoli nel disperato bisogno che tutto torni come prima. 

Ma, badate bene, non è un vuoto incolmabile. 
Anni ed anni di studi di ingegneri meccanici e biomedici ci hanno dato il beneficio di sperare ancora. 
Menti brillanti hanno creato protesi talmente simili ad arti reali che quasi non si nota più la differenza. 
Per due persone che si lasciano ci sono due medicine: il tempo e gli amici
sono questi gli ingredienti di una protesi perfetta per un cuore infranto. 
E mentre i giorni passano, i ricordi sbiadiscono e le abitudini si modificano plasmandosi al nostro nuovo aspetto, gli amici ci accompagnano: ci fanno da stampella e rimangono li finché il nostro corpo non si è abituato alla protesi. Sono le rotelle aggiuntive della nostra bicicletta fino a che non siamo pronti ad andare avanti da soli. 

Nessuno è mai morto per amore. 
Nessuno ne morirà mai. 

Robi.


Questo post è dedicato a Claudia che ha bisogno di una stampella e del tempo ma che ha tutte le carte in regola per poter correre ancora. Veloce come il vento. Felice come un bimbo la mattina di Natale. 



mercoledì 30 gennaio 2013

#MissingDubai



Sono le cinque del mattino di un pigro mercoledì di fine gennaio. Come ormai succede spesso, non riesco a dormire. Non ho una connessione decente da qualche ora perché quelli della Telecom hanno deciso che non me la merito. Hanno deciso che non è giusto che io possa cazzeggiare allegramente su internet ad una velocità decente. Hanno deciso che niente deve aiutarmi a passare queste ore di insonnia. 
Allora, in barba alle loro tirannie, ho messo su le cuffione da DJ (Che David Guetta #LevateProprio) e ho aperto un foglio bianco di word. Che mi prendesse un colpo se non lo facevo da un secolo. 
La verità è che ho perso le parole. Ho perso la concentrazione e, quando succede, non c’è potere che mi possa far battere le dita sulla tastiera. Ed è una sensazione di impotenza quasi dolorosa per una che delle chiacchiere ha fatto uno stile di vita.

mercoledì 19 dicembre 2012

Momenti di Black Out.

Volevo scrivere un post sulla season finale di Gossip Girl. Volevo scriverlo su quello che ho fatto e visto nei giorni passati a Milano e della splendida opportunità regalatami dal Teatro alla Scala. Volevo pubblicare il nuovo capitolo di One Way Or Another. Volevo dirvi dei miei imminenti viaggi, di come va lo studio e di come si sono evolute le cose con il mio ragazzo (Tutto ok, tranquilli). Volevo scrivervi dei miei progressi con la dieta che si scontrano con le festività natalizie.
Volevo rendervi partecipi perché ve lo meritate. Perché un blog a questo serve.
Ma non ce l' ho fatta. Non ce la faccio perché non riesco più a scrivere.
Sono un po' come Ligabue: ho perso le parole. Eppure ce le avevo davvero qua un attimo fa. I pensieri mi sfuggono spinti da un vento pesante che li allontana da me quasi potessi io stessa contaminarli di questa apatia in cui mi sono addentrata. 

venerdì 30 novembre 2012

Il tradimento.



Il divano in pelle giallo ocra faceva da scenario ai loro corpi avvinghiati. Non c' era malizia nei loro gesti, solo voglia di stare in quel modo: stretti in un abbraccio infinito. Il braccio di Luca era tra i capelli di Lidia, le sue dita si arrotolavano distrattamente a piccole ciocche bionde, poggiato sul suo collo bianco e lineare. Loro non erano un insieme, eppure si completavano e riuscivano a formare un cerchio quasi perfetto. Un cerchio quasi perfetto. Quasi perché, fuori dal loro guscio, loro appartenevano ad insiemi diversi. Lidia aveva Andrea; Luca aveva Giulia e Sofia e Claudia... Ma Luca era Lidia che voleva. La voleva in maniera talmente disperata che la cercava in ogni persona, in ogni cosa. E, se in Giulia aveva visto i suoi occhi, in Sofia aveva ritrovato le sue mani anche se sapeva bene che non avrebbe mai trovato in nessun altra il suo tocco gentile o il suo sguardo profondo come il mare. 
Lidia, al contempo, in Luca vedeva un mondo inesplorato. Era la curiosità di quello che c' era nella sua testa che la spingeva sempre un passo più in la. Un passo dietro l' altro verso quel bacio che lei non si aspettava ma che l' aveva sorpresa così piacevolmente come non le succedeva da secoli. 
Lidia razionalmente voleva Andrea al suo fianco. Andrea era la risposta alle sue preghiere inespresse; era l' uomo con cui aveva immaginato da sempre di stare. Posato, tranquillo, rassicurante, onesto. I passi insieme a lui erano impronte incoraggianti sulla sabbia della vita. Ma da quando Luca era entrato nella sua vita le aveva stravolto il sonno. I suoi sogni erano costellati dai loro baci mai dati; delle loro mani incrociate e dei loro sguardi persi l' uno in quello dell' altra. 
Lidia non sarebbe mai stata di Luca eppure lo era da sempre. Da prima ancora che i loro sguardi si incrociassero in quel bar in cui lei sedeva con le amiche mentre Andrea era a letto. Da prima ancora della loro prima chiacchierata. Da prima ancora di decidere che lui la voleva. 
Lidia ogni mattina si alzava con la fronte imperlata di sudore, avvolta nelle lenzuola umide di desiderio, accanto all' uomo che amava con razionalità disarmante. Lidia ogni mattina si alzava con il cuore gonfio di sensi di colpa per l' ennesimo tradimento che si era consumato nei suoi sogni. 


Cosa ne pensate dei tradimenti con il pensiero?
Quanto vale un bacio sognato e quanto vale un bacio dato?


Robi

martedì 27 novembre 2012

Prima che finisca il mondo...



Prima che finisca il mondo devo:


  1. Conoscere la stylist di Clio e chiederle il perché del male che vuole a quella poveretta. 
  2. Finire il terzo libro di Fabio Volo che sto leggendo e ricordarmi di non prenderne mai più un altro dato che scrive come un idiota. E c'è gente che addirittura lo cita. 
  3. Far capire alla cameriera che il plurale di Camion non è Camii. 
  4. Spiegare a Morfeo che sono anni che rompe il cazzo con i pensieri notturni. Che me li porti in dono la mattina quando di alzarmi proprio non ne voglio. 
  5. Sapere chi è Gossip Girl. 
  6. Sapere chi è A e che minchia di problemi ha con quelle quattro sfigate di Pretty Little Liars. 
  7. Esporre ad Elsa Fornero la mia versione di Choosy. Vediamo poi se piangi. 
  8. Chiedere a Raffaella Carrà se c'è posto 'un po' più in la' quando cadrà il mondo. 
  9. Sapere chi è il padre biologico del pupo di Raffaella Fico. 
  10. Imparare a guidare per onorare la patente che ho da sei anni.
  11. Inventare una batteria per Iphone che duri più di Rocco Siffredi. 
  12. Riuscire a dire Ti voglio bene. Uno di quelli sinceri sinceri che ti fanno bene all' anima. 
  13. Compiere un peccato. Uno di quelli per cui ti mordi le labbra al pensiero di quanto sia eccitante.
  14. Farmi i capelli rosso fuoco. 
  15. Indossare tutti i maglioncini di Zara che possiedo. 
  16. Indossare tutte le scarpe che possiedo.
  17. Dire a Florence Welch che mi ha salvato l' anima. 
  18. Vedere Ligabue dal vivo. E magari farci pure all' amore (non lo dite al mio fidanzato). 
  19. Capire perché ai maschi piace tanto il calcio. 
  20. Lasciarmi abbracciare. Davvero, intendo.
  21. Dire a Simona Ventura di smetterla con il botox e, sopratutto, farle capire che lei di musica ne capisce come una a cui piacciono i One Directions. Io, ad esempio. 
  22. Ragionare sul perché io abbia acquistato così tanti Biker Boots. 
  23. Capire perché tutti postano la foto della loro colazione su Instagram. Cos' ha il pranzo che non vi garba? Perché discriminate la cena? E lo spuntino delle cinque?
  24. Dire meno parolacce. Che scurrile che sono diventata. 


E voi?
Qualcosa di impellente prima della fine?

Robi


lunedì 26 novembre 2012

One way or another. Chapter 10




I suoi occhi chiedono risposte. 
Cosa ha significato questo bacio? 
Che effetto hanno avuto su di me le sue parole?
Che cosa provo? Cosa sento?
Io non so cosa dire. Non c’è nulla da dire: il tempo che è passato non si può cancellare con un bacio. 
A malincuore mi allontano da lui. A fatica le mie mani si staccano dal suo corpo caldo.