lunedì 8 agosto 2016

Giorno 220 - Lo Smalto Essie.

Giorno 220 - 8 Agosto 2016 

Ma come facciamo ad essere già all' otto di Agosto? Dove è finito luglio?

Stamattina ho caricato Pupina e mia sorella Regina in macchina in direzione Sicilia Fashion Village, un grosso Outlet a circa 90 Km da Catania. Non avevamo granché da fare e lo shopping è sempre una buona idea. 
Non ho trovato granché, più che altro nulla sotto i cinquecento euro di decente e qua, ancora, non sono comparsi i milioni sul conto corrente. Manco di lire, eh.. 

L' unica cosa degna di nota erano gli smalti di Essie in promozione al 3X2. Io considero spendere una cifra superiore a 4 euro per uno smalto un' eresia: qualunque tu ti metta dopo due o tre giorni, se sei particolarmente incline alla fortuna, si sbeccherà e amen, dovrai toglierlo esattamente come quelli in promozione a 1 euro da Kiko (che a me durano parecchio!).
Data la breve premessa, nonostante tutti li decantino come l' oggetto del desiderio, la Ferrari degli smalti, non avevo mai investito 13 dei miei euro per comprarne uno. Oggi, vuoi la promozione, vuoi il caldo, vuoi mia figlia che si stava portando mezzo negozio innaffiando le commesse con la sua borraccetta, ne ho presi tre e, precisamente, questi:





Ho deciso di provare il rosa, precisamente il numero 364 groove is in the heart, e il risultato è stato disastroso: con una sola passata era tutto sgranato, con la seconda passata la situazione è migliorata ma nulla di bello da vedere. Con la terza, e ultima che poi mi sono rotta anche le pokeball, il risultato è deludente. Ho applicato sopra un Toap Cot di Wycon e tanti cari saluti. Anche perchè si è svegliata la Pupina con lo stesso atteggiamento pacifico della bambina presa dal demonio ne L'Esorcista.


Prima e Terza passata su dita a salsicciotto. 


Primo tentativo, quindi, bocciato.
Poi dite perché non spendo soldi in smalti!!
Che poi. effettivamente, anche Sweetasacandy l'aveva bocciato qualche giorno fa su Snapchat. E io la ascolto sempre.



Robi.



16 Marzo 2016  -  Londra.

Portati via  - Mina 


domenica 7 agosto 2016

Giorni 219 - Il cesto dei giochi

Giorno 219 - 7 Agosto 2016 

Quando abbiamo iniziato ad arredare casa la Pupina non era in programma, nemmeno lontanamente. Ve l'ho già raccontata questa storia. 
Abbiamo scelto pareti candide color del gesso, mobili bianchi e lucidi e spigolosi, scrivanie interamente di vetro e scale dal passamano inesistente, docce a filo con il pavimento e ante facilmente apribili a chiunque. Insomma, non avevano assolutamente in mente una casa a prova di bambino. Quando ci siamo trasferiti nella casa nuova, a lavori ultimati, nel nostro letto di pelle bianca, io ero incinta di quasi sette mese e tutto quell'arredamento in stile coppia newyorkese senza prole ci ha fatto suonare un piccolo (beh, non piccolissimo) campanello dall' allarme. 

Mentre la nanetta sguazzava ancora serena nel suo liquido amniotico io ho fatto un segreto patto con me stessa: tutta la casa avrebbe risentito del passaggio della nuova coinquilina tranne il soggiorno. Il soggiorno, con le mie fotografie sul mobile basso, il divano delicatissimo, i suppellettili di Kartell che mi sono costati mezzo stipendio e le mie pareti bianche sarebbe rimasto zona Child Free. E così è stato. Fino ad oggi. Fino a che, per una serie di sfortunate coincidenze è spuntato il cesto dei giochi in soggiorno, lì vicino al mio mobile basso e spigoloso. 

In camera da letto era scontato lo stravolgimento delle cose: la culla, i pannolini, i vestitini che pian piano prendono sempre più posto nel mio armadio. In bagno c'è la vaschetta, i detergenti e le Cremine per ogni tipo di evenienza. Nello studio c'è il girello e le scarpine e i birilli. In cucina faccio prima a scrivere cosa non sia suo... 
Tutto questo mi sembrava sufficientemente, non era necessario che il soggiorno venisse invaso. 
Ma è successo. 
Oggi è un giorno di sconfitta per gli adulti di questa casa: la Pupina ha conquistato il soggiorno. 


Robi. 



7 Agosto 2016 - Il nostro nuovo cesto dei giochi. 

Frozen - Madonna. 


< Giorno 218  -  Giorno 220  >


sabato 6 agosto 2016

Giorno 218 - Il rientro.

Giorno 218 - 6 Agosto 2016 


Ieri sera, all' aeroporto di Catania, ho fatto lo stesso pensiero che facevo sempre, quando eravamo fidanzatini io e Pisolo, al rientro da un viaggio. Ho pensato che sarebbe stato brutto ritornare ognuno a casa propria dopo (pochi o tanti) giorni di convivenza. 
Ho alzato gli occhi verso quello che credevo fosse il mio fidanzato e ho fatto mente locale un attimo e mi sono resa conto che non ci sarebbe stato nessun messaggio del buongiorno né della buonanotte; nessuna telefonata per sapere cosa avessimo mangiato dopo pranzo. Ho alzato gli occhi e ho realizzato che avremo continuato a convivere anche oltre la vacanza e quel pensiero mi ha fatto sorridere un po'. 

Il mio rientro è stato fatto di lavatrici di piatti di pastina e carne sbocconcellata. Di una routine ormai consolidada che non mi era mancata ma in realtà si. 

Perché anche se certe volte è davvero intrattabile ed esasperante, il mio scricciolo che grida Mammamaaaamama quando non ottiene da me quello che vuole è davvero diventata la mia ragione di vita. 

Adesso bando ai sentimentalismi. 

Anzi no, ancora uno: ma quanto ho potuto piangere per il finale del romanzo che ho letto in vacanza 'Io prima di te' di Yoyo Moyes?? 


Robi. 



6 Agosto 2016 - Stamattina alle sei. 

Sofia - Alvaro Soler 


venerdì 5 agosto 2016

Giorno 217 - E ritorno da te, senza niente da dire..

Giorno 217 - 5 Agosto 2016 

Stanotte siamo tornati in albergo alle due passate, sono le sette e io sono in piedi. 
In realtà sono seduta, ma questa è un' altra storia..... 

Il mio ritmo sonno/veglia è stato irrimediabilmente compromesso dalla maternità e, anche se dovrei approfittare di questo letto King Size, di queste lenzuola di morbido cotone e di questa miriade di cuscini, mi sono alzata perché il sonno se ne è andato. 

Sono indecisa se scendere al piano 0 e godermi l'ultima colazione prima del rientro in solitaria (visto che, giustamente, Pisolo sta russando) o guardare il soffitto e sperare di dormire almeno un' altra ora. 

Robi, mi chiedo, dovevi essere tu quella ricaricata, pronta ad affrontare tua figlia per un altro anno e invece torni con meno ore di sonno accumulate di prima? 


E, non vedo l'ora di riabbracciarequella nanerottola. 

Robi! 

 

4 Agosto 2016 - Il motivo per cui abbiamo fatto tardi stanotte. 

Un raggio di sole - Jovanotti 

giovedì 4 agosto 2016

Giorno 216 - Gozo e Comino

Giorno 216 - 4 Agosto 2016 


Sono stracotta. 
Eravamo venuti per rilassarci e Pisolo mi ha organizzato una gita in barca con tanto di sfacchinata isole isole. 
Lo so: sono una persona cattiva e irriconoscente ma sono sfinita e domani si torna a casa. Possibilmente più stanchi di prima. 

Però ho fatto delle belle foto, cuccatevele. 


Robi. 

















4 Agosto 2016 - Gozo e Comino 

mercoledì 3 agosto 2016

Giorno 215 - I baci all' aeroporto.

Giorno 215 - 3 Agosto 2016 

All' aeroporto ci si bacia. 
E sono di quei baci che sanno di saluto. Di nuovi inizi. Di addii che sono un arrivederci. 

E poi ci siamo noi, che ci baciamo come se fossimo due fidanzatini alla prima vacanza. Che, in fondo, è davvero un po' così. 

E c'è Pupina, tra le braccia dei suoi nonni e delle sue zie, che sono gli unici al mondo a cui l'affidrrei, che mi ha salutato tranquilla, alle quattro di una mattina qualunque, in una notte in cui aveva dormito serena. 

E ci sono i ragazzi che partono in cerca di avventure estive. E le famiglie con i bambini che urlano dal sonno. E ci sono quelli che, in volo, sono più vicini al cielo, più vicini a chi amano. 

Come se non ci fosse tempo, all' aeroporto, tempo da chiedere in più. 

E va bene così. 

Robi. 



3 Agosto 2016 - Volevo leggere ma ho dimenticato il mio romanzo a casa. E non posso comprarne un altro. 


Ops, I did it again - Britney Spears 





martedì 2 agosto 2016

Giorno 214 - La vita è breve.

Giorno 214 - 2 Agosto 2016


La vita è breve. 
Per non partire quando vorresti. 
Per non superare le tue paure e buttarti. 
Per essere seccata con quella amica. 
Per avercela ancora con quell' ex. 
Per far finta che non vi manchi il respiro quando siete con lui. 
Per non dirgli che l'ami. 
Per aspettare il momento giusto.
Per non perdervi occhi negli occhi.
Per non dire ai vostri figli quanto vi abbiano reso la vita completa. 
Per abbracciare la vostra mamma. E la nonna. E tutti quelli che amate. 
Per non farvi mancare l' ossigeno guardando l'alba; da soli, con i vostri pensieri.
Per avere paura del domani. O, almeno, troppa da immobilizzarvi.
Per sprecare quel minuto al telefono con gli operatori di Telecom. E se poi fosse l' ultimo?
Per non essere voi stessi a porvi dei limiti da superare.
Per assecondare chi di voi vuole solo il male.
Per non essere più forte degli altri. Che, si, lo siete.
Per tenere la lingua a freno quando la vita ci schiaccia. 
Per non accorciare le distanze.
Per non riprendersi, anche dopo anni. Anche dopo secoli.
Per non cambiare una giornata nera accendendole la luce su. 
Per non portare un vassoio di Muffin alla vicina di sotto.
Per non correre sotto la pioggia, chi lo sa se poi non impariate a volare.
Per rinchiudersi dentro quattro mura costruendo un futuro che, in quello stesso momento, è già passato.
Per farvi schiacciare dai rimpianti. 
Per dormire. Che tanto hanno inventato il caffè.
Per non salire su quell' aereo.
Per non mandare quel mazzo di fiori.
Per non ricordare il liceo, anche se è stato una discreta merda.
Per non cambiare, se ne vale la pena.
Per non chiedere scusa.
Per non andare a ballare. E a fare shopping. E a correre. 
Per non essere così come vorreste, che è possibile. 
Per non stupirsi. Di tutto. Anche dello scontato. 
Per non ballare sulle note di quella canzone, con quella persona, sotto questo cielo che chi lo sa per quanto ci stiamo ancora giù e non su. 
Per non andare in quel bar. E in quella pizzeria dove non c'è mai posto, magari domani il tavolo si libera.
Per non cantare a squarciagola brandendo una spazzola per la schiena sotto la doccia.
Per non mangiare quel cioccolatino. E quella granita. 


Godetevela.
Godiamocela.
Siamo già troppo in ritardo per non far pace con noi stessi. Con il mondo. Con la vita. 


Robi. 




16 Luglio 2015 - Il giorno che ho respirato per la prima volta di nuovo. 
Gioia infinita - Negrita


<  Giorno 213   -   Giorno  215  >






Giorno 209 - Suits

Giorno 209 - 28 Luglio 2016



La mia posta elettronica è intasata giornalmente da miliardi di e-mail. E-commerce di tutti i generi mi mandano le loro news letter. Blogger di ogni tipo mi avvertono di un nuovo post. Il tipo figo che cucina con il Bimby su Youtube mi manda una ricetta al giorno.
Insomma, tutti mi avvertono delle novità ma nessuno si è preso la briga di farmi sapere che era ricominciato Suits. Che cattivoni!!

Se non sapete cosa è Suits ve lo dico io: è la serie Tv più figa mai creata.
Dimenticate Grey's Anatomy che Harvey Spector a Derek Shepard gli fa un baffo.
Dimenticate le borsette di Blair Walrdoff e Seiiiirrrinaaaa Van Der Wooooodsen che quelle di Donna e Jessica sono molto più desiderabili.
Dimenticate i cappottini di Oliva Pope.
Dimenticate tutto e fatevi le prime cinque stagioni di Suits direttamente in vena, sbavando sul vestito di Harvey, e poi aspettate pazientemente ogni settimana per la nuova puntata della sesta. 

Oh, poi non dite che non vi avevo avvertito!!
O devo fare come quelli di Dalani.it che mandano una mail l'ora?

Stamattina, mentre lavoravo al pc della mia capa, comodamente seduta alla sua scrivania, e le rimettevo in ordine le cartelle degli ultimi interventi (cosa che avrebbe dovuto fare lei ma purtroppo è impegnata a reggere cocktail sul bagnasciuga di una spiaggia della Florida) ho aperto lo shop online di Gucci e ho riempito il carrello come se avessi il suo stipendio e non il mio. E' stato bellissimo. 
Un po' meno quando ho visto che tutti quei soldi non ce li ho manco sul conto corrente. 
Che brutta la vita del povero. 

P.S. : Un paio di giorni fa mi è arrivato un messaggino polemico sul fatto che io scherzi troppo su questo fatto che sono povera, che sono irrispettosa nei confronti di chi un lavoro non ce l'ha e che devo ringraziare otto volte al giorno per il mio lavoro.
Ora, partendo dal presupposto che, se mi paragonate ad una Kardashian, sono effettivamente povera e che quindi non è che si dice baggianate qui. E a chi non piacerebbe poter comprare una Birkin al giorno e avere come unico scopo della vita farsi selfie e su quelli guadagnarci i miliardi? Dai, su...
In secondo luogo penso fosse chiaro il mio tono ironico e canzonatorio, è ovvio che sono felice di quello che sono e che faccio ma non perché io debba ringraziare qualche manna dal cielo: le notti in cui ho buttato sangue sui libri ero sola: le mattine in cui mi alzo alle cinque per lasciare tutto organizzato per mia figlia e scappare a lavoro sono sola; le ore che potrei passare con la Pupina a giocare le passo in un reparto a farmi il culo per poterle permettere un domani di studiare, di viaggiare e, perché no, anche qualche sfizio, non lo faccio mica per amore della patria.
Mi pare un po' riduttivo scrivere ad una persona che effettivamente si fa il mazzo, che non si conosce e che non ruba la pensione alle vecchiette (c'è di positivo che quando sarò vecchietta io non correrò questo rischio visto che qui pensione nisba) di stare attenta alle parole.
Lo ribadisco, se potessi essere una Kardashia, lo sarei ad occhi chiusi .


Fine della polemica. 

Ritorniamo seri. 

Voglio un reality tutto mio: Keepin up with Robilandia!!


Robi.




16 Luglio 2016 - PupiAnno
Stop - Spice Girls


< Giorno 208  -  Giorno 210 >

Giorno 213 - Valigie.

Giorno 213 - 1 Agosto 2016


Oggi è Agosto e io sono stata a lavoro.
Ma crescere voleva dire questo?
Beh, allora è ufficiale: crescere fa schifo al cazzo.

E non posso dirlo manco a voce alta che Pupina ultimamente ripete a pappagallo (quello che le interessa) e le parolacce sono le sue preferite.


Ma che ci importa.
Io sto facendo le valigie.
Sopratutto quella valigia.
Quella della Pupina per stare dai nonni e dalle zie per un paio di giorni!


E lo so che ormai sono giorni che vi rompo beatamente la minchia - ops, di nuovo, meno male che non sa leggere - con questa mia troppo breve vacanza ma, non posso nemmeno spiegare a parole quanto mi serva. Quanto ci serva. E, sopratutto lo sto facendo cantando Sofia di Alvaro Soler che ho scoperto esistesse solo sabato sera. Ieri l'ho sentita per la prima volta. Oggi l' ho aggiunta alla libreria di ITunes. Un passo alla volta che io e la modernità non andiamo per nulla di pari passo. 

Quanto è difficile avere mezz'ora di tempo per stare soli quando si è genitori? 
Raccontami come fate, come fate ad essere ancora una coppia quando si è già una famiglia?? 
Io, per si e per no che oggi domani un concorso non si sa mai, a soli 5 euro in saldo da H&M, ho preso un baby doll che nemmeno nei peggiori bar di Caracas. 

Robi. 

P.S. : E' lunedì e lunedì non è mai sinonimo di gioia ma anche questo lunedì sono stata ospite a casa di Carola Disiot e quindi beccatevi la mia ricettina su Purse in the Kitchen!!



29 Luglio 2016 - Oggi primo giorno senza nido e io soffro. 

Mama Said - Lukas Graham 

<  Giorno 212  -  Giorno 214 >

domenica 31 luglio 2016

Giorno 212 - Il secondo figlio.

Giorno 212 - 31 Luglio 2016 

Durante il compleanno della Pupina si sono sprecate frasi sul secondo figlio. 

Eh, ma se ti vengono così bene sei pazza a non farne subito un altro! 

Eh, ma ci vuole il maschietto. 

Eh, ma ci vuole la compagnia. 

Ma dai, tutte ci passano dalla sala parto, non essere drammatica! 

Io, invece, al secondo figlio, non ci penso proprio. Per cinque motivi: 

Stanchezza. 
Durante questo mio anno da madre ho raggiunto livelli di stanchezza epici. Roba che se avessi camminato da Catania a Milano sarebbe stato meno faticoso. Perché è la mente che si stanca. La maternità implica un tipo di stanchezza mentale e fisica che fino a che non lo provi non avrai mai la consapevolezza dei tuoi limiti. Ora, mentre vi sto scrivendo, sono esattamente ventisei ore che io non riposo. Non parlo di un sonnellino post pranzo della domenica; parlo di quel momento in cui spegni il cervello, chiudi i neuroni in piccole scatoline porta anello e lasci che il resto scorra senza toccarti. 
La bambina non si è mai addormentata o l'ha fatto in quei momenti in cui per me era impossibile imitarla perché, sai che c'è?, devi continuare a vivere nonostante la maternità! 
Quando si diventa madri si dorme sempre con un occhio aperto e io sono così stanca che non posso tenerne aperto un altro per controllare un altro bambino. 
E, nonostante questa stanchezza cronica, continuo a lavorare, occuparmi di casa e figlia, avere una (pseudo) vita sociale e ad andare in palestra. Certe volte per addormentarmi nella sauna ma questo è un altro racconto. 


Soldi. 
I bambini costano. È inutile dire il contrario. Pappe, latte, pannolini, vestitini, giocatoli, asilo nido, sport, svago, studio. Più crescono e più costano e, datemi pure dell' egoista ma voglio riprendere a viaggiare innanzi tutto. Voglio impiegare i miei soldi in biglietti aerei, con la Pupina al seguito ovviamente (tranne per questi due giorni con Pisolo che mi sembrano ancora lontanissimi anche se sono dietro l'angolo). Viaggiare per me è sempre stata quasi una necessità e voglio che mia figlia veda il mondo meraviglioso, nonostante stiano cercando di renderlo un posto marcio, che c'è là fuori con i suoi occhi. Voglio che si stupisca a Disneyland e che tocchi la sabbia più bella delle spiagge più lussureggianti. Voglio che sappia leggere l'ora sul Big Ben e che corra fra le rovine di Atene. 
Viaggiare è il regalo più bello che possa farle e con un secondo figlio non potrei farlo. 
Voglio regalarle il mondo. 
È un ragionamento egoista, lo so, ma al momento non potrei fare quello che faccio per lei raddoppiato e sarebbe sbagliato nei confronti del nuovo nato non dargli tutto quello che ha avuto la sorella. 
Eh, ma un fratello (o una sorella)é il dono più prezioso che tu possa farle. 
È vero: non ditelo a me che ho due sorelle che amo più della mia stessa vita ma, appunto, i miei genitori hanno fatto per tutte e tre lo stesso identico trattamento e, a conti fatti, io ora non posso (e non voglio, certo) farlo. 

Attenzioni. 
Un secondo figlio toglierebbe a Rossellina le attenzioni di cui ha ancora bisogno. Per quanto ci segue agli aperitivi e al ristorante; per quanto abbia preso già l'aereo ed essere stata con noi come un'adolescente, per quanto la trattiamo come una signorina lei è ancora un cucciolo che ha bisogno della concentrazione della sua mamma e del suo papà tutta su di se. Ha ancora bisogno di venire nel nostro letto e non trovare il posto occupato. Ha ancora bisogno di stare al centro dell' attenzione di tutti perché sta costruendo adesso le basi della sua sicurezza e non voglio che nessuno possa minarle.

Serenità. 
Per una nuova gravidanza ci vorrebbe una serenità che io ora non ho. Non ho perché sono stanca. Non ho perché lavoro come un mulo. Non ho perché mia figlia è una bimba fin troppo sveglia e movimentata e non voglio attutire il suo carattere per dover far posto ad un nuovo coinquilino. 

Coraggio. 
Questo è il motivo principale: mi manca il coraggio di ricominciare tutto daccapo. Ogni giorno che passa, ogni progresso, ogni stupidaggine che mi fa capire che mia figlia sta crescendo per me è un traguardo enorme. Un sospiro di sollievo tirato faticosamente. 

Lo so cosa state pensando, che sono una persona egocentrica ed egoista e materialista. Che voglio crescere mia figlia nella convinzione che può avere quello che vuole. Ed è così. Almeno per il momento. Voglio che, giorno dopo giorno, fino a che ce ne sarà bisogno, sia certa di avermi tutta per se. 

Non escludo un secondo figlio perché Pisolo lo desidera come l'aria. Se fosse per lui ce ne sarebbero anche un terzo ed un quarto. Vedo proprio la sua voglia di una famiglia che fa baccano intorno ad un tavolo pieno di gente come non ha mai avuto fino a che non ha incontrato me. E, appunto, non lo escludo perché so che cosa significhi avere tutte quelle mani ad aiutarti quando hai bisogno. 
Solo, non adesso. 
E, non adesso, per un bel po'. 

E poi, dobbiamo ancora vedere questa benedetta Sidney che ci è rimasta qui, con il viaggio di nozze!! 

Robi. 



31 Luglio 2016 - A me bastano loro, così, e mi scoppia il cuore. 

La risata di mia figlia - Leonardo Pieraccioni 


<  Giorno 211  -  Giorno 213 >

sabato 30 luglio 2016

Giorno 211 - Fermatela!

Giorno 211 - 30 Luglio 2016 

Abbiamo deciso di fare una rilassante passeggiata in una bellissima Taormina gremita di spose e turisti. 
Solo che c'erano 35 gradi, percepiti 89; una Pupina indemoniata perché pur reggendosi in piedi  a stento ha deciso che sul passeggino lei non deve starci più ma deve camminare e nel contempo afferrare gonne e borse dei passanti; e non ho trovato la Miss Sicily rosa che cercavo. Quest'anno Stefano e Domenico hanno deciso di farla con dei bizzarri soggetti muniti di coppola e, cosa fondamentale, con una miriade di figli al seguito che, signori, anche no! Che Pisolo già c'ha strani progetti di allargare l'albero genealogico. 

Insomma, tutto quello che prima della Pupina era rilassante, adesso, fatto con lei, è più fatico di due ore in palestra. 

Speriamo di trovare posto al ristorante, almeno affoghiamo lo stress nella pasta alle vongole. 

Robi. 





30 Luglio 2016 - Pupina interessatissima a farsi immortalare con il padre. 

Friday i'm in love - Cure 




venerdì 29 luglio 2016

Giorno 210 - Scherzi mentali.

Giorno 210 - 29 Luglio 2016 

Ero stra convinta di aver già scritto il post di oggi. Vi giuro. Non riuscivo a ricordare di cosa parlasse, nonostante mi sforzassi, ma nella mia mente era lì, tra quelli pubblicati. 
E, in qualche modo, mi sono sentita rincoglionita. E in colpa. 
Se il mio post viene pubblicato in tempo oppure no, ai fini della vita dell' essere umano medio, importa poco, però mi è venuta in mente la mamma di quella piccina di diciotto mesi che è stata dimenticata in macchina e mi sono fermata un minutino a pensare. 
A pensare al fatto che sono stanca. Che non dormo bene da quando sono diventata madre e forse anche un po' prima. Che tra il lavoro, la casa, un marito, lo stipendio, le bollette, scola la pasta, il caldo, il ciclo mestruale, la pillola, la palestra e la dieta, la bambina, l'asilo, le maestre, le camicie da stirare, le cartelle da rivedere, sei andato tu dal paziente della due?, la cena con gli amici, i tuoi che tornano ma quando tornano?, non riesco a fermarmi un minuto per resettare la mente e ripartire. 
Dire ehy, fermi tutti, ricominciamo. 

E io ho dimenticato uno stupido post. 
Nessuno ci ha rimesso nulla. 

Siamo mamme e questo comporta una stanchezza mentale che non conosci fino a che non ci passi. 
E Siamo donne e quindi fallibili. 
E non voglio giustificare una bimba abbandonata in macchina o la Pupina che non ha ancora mangiato lo yogurt (o forse sì?) o un post dimenticato o i panni sull' asse da stiro da chi si ricorda più quando. 
Ma voglio giustificare la mente umana. 
Perché lei fa un po' come gli pare e poi siamo noi a dover farci i conti. 

A volte, però, questi conti sono troppo salati. 


Robi. 
(Per sicurezza di yogurt gliene do un altro alla Pupina che oggi domani un concorso...) 





29 Luglio 2016 - Ultimo giorno di Nido 

Per me per sempre - Eros Ramazzotti 



giovedì 28 luglio 2016

Giorno 207 - Le ragazze bevono acqua naturale.

Giorno  207 - 26 Luglio 2016


-Dottoressa, sto scendendo al bar, le salgo il caffè?
-No, grazie mille Giovanni, non sono manco le undici e sarebbe il terzo.
-Una bottiglietta d'acqua naturale?
-Faccia frizzante e gliela accetto.
-Ma le ragazze per bene non bevono acqua frizzante.
-E perché mai?
-Perché fa fare i ruttini.

Sorride e se ne va.
Torna qualche minuto dopo con una bottiglietta ghiacciata di acqua naturale.
Giovanni è un infermiere del reparto di chirurgia che, ogni tanto, viene in prestito al piano delle chirurgie specialistiche. Ha un' età compresa tra sessant'anni e l' infinito ma, a quanto pare, la pensione non è vicina proprio per niente. Fa il ferrista da quando alcuni dei ferri chirurgici che usiamo sono stati inventati. 
Mi fa ridere ogni volta che mi chiede qualcosa perché ha una teoria tutta sua sulle donne, ultima la perla di oggi per la quale le ragazze per bene non bevono acqua frizzante. 
Che non fossi una ragazza a modo, di quelle stile Piccole Donne, l'avevo capito nel momento in cui i tacchi mi facevano troppo male anche per star seduta al ristorante ma, mai e poi mai, avrei immaginato che anche l'acqua frizzante potesse determinare il mio status di Bad Girl. 
Anche sul fatto che io venga a lavoro con i jeans, come tutte le altre dottoresse dell' ospedale, ha avuto da ridire: i jeans li usano i maschi nelle fabbriche! 

Superata la consapevolezza che in realtà sono un uomo, però, per il resto vengo comunque trattata come una donna e cioè come una che, si ha studiato, ma che la chirurgia è roba da veri uomini!
Assurdo che nel 2016 ancora ci siano queste differenze. 

Ma io che ne so, volevo fare pediatria, mica il chirurgo!

Bando alle ciance, vorrei parlare di una cosa molto molto più seria della mia dipendenza insana ed immorale da acqua frizzante: l'anello di fidanzamento di Pippa Middletone. 
Bel colpo sorella mia, altro che quel coso riciclato da un matrimonio disastroso che porta tua sorella. Lei diventerà pure regina ma è costretta ad indossare due volte, o anche tre, lo stesso abito come noi comuni poveri e mortali mentre tu e quel milionario di tuo marito farete la bella vita. 
Nella vita ci vuole culo e, come sappiamo, tu ne hai da vendere. 
Congratulazioni!! 

Pippa
           

Kate



20 Luglio 2016 - #PupinaSuiMuri 

Sole Cuore Amore - Valeria Rossi 


mercoledì 27 luglio 2016

Giorno 208 - Lamentarsi è più semplice.

Giorno 208 - 27 Luglio 2016 

Lamentarsi è più semplice. 
È più semplice che fare un complimento. 
È più semplice che ammettere che qualcuno ha fatto meglio di noi. 
È più semplice guardare il lato negativo che quello positivo perché, in fin dei conti, dovremmo ammettere che va tutto Bene. 

Non sempre va tutto bene, eh... 
Certe volte fingiamo che sia così. 
Certe altre ce lo ripetiamo così tante volte che alla fine sembra vero anche se non è. 

Io non voglio lamentarmi. 
Mi voglio ritenere fortunata per quello che sono e che ho. Per i passi che ho fatto e per quelli ancora da fare. Per le persone che ho incontrato e ancora di più per quelle che ho perso nonostante tutti gli sforzi. 

Oggi va così. 
Oggi non mi va di lamentarmi anche se è sempre più facile. 

Robi. 




22 Luglio 2016 - Pupina is on the table 

Tell me why - Backstreet Boys 

<  Giorno 207  -  Giorno 209 >


lunedì 25 luglio 2016

Giorno 206 - Belle sorprese!

Giorno 206 - 25 Luglio 2016


Ma ci potete credere che anche luglio è praticamente finito e io non mi sono ancora mai buttata a mare una volta? Ma che è 'sta storia che diventare grandi significa doversi svegliare alle cinque e mezza per andare a lavorare e che pure le commesse di Kiko ti prendono in giro per il tuo aspetto cadaverico? Ok, le occhiaie ci sono. Ok, le borse sotto gli occhi e la carnagione verdastra pure però dai... Potrebbe andare peggio. In fondo sono un po' abbronzata nonostante la protezione 50+.

Bando alle ciance.
Oggi è successa una cosa bella.
Una cosa che mi ha fatto un super mega enorme piacere.
Sono stata ospite, si dice così?, del blog di Carola Disiot Purse in the Kitchen con una ricetta facilissima che dovete provare assolutamente tutti (che ormai ad agosto di quale prova costume vi preoccupate che un attimo è Natale): La torta di Pasta alla Norma. 

Una gioia in una giornata lunghissima. Che più lunga non si può. E siamo solo a lunedì. 

Detto questo, credo che andrò a sdraiarmi accanto alla Pupina e crolleremo insieme nel lettone in attesa del rientro del papà che è a cena con gli amici.
Voi andate a friggere le melanzane, forza!!

Robi 




27 Settembre 2016 - Torta a Piani.

Torn  - Natalie Imbruglia

<  Giorno 205 - Giorno 207 >

domenica 24 luglio 2016

Giorno 205 - Voglio andare al mareeee...

Giorno 205 - 24 Luglio 2016 


Oggi è stata una giornata troppo lunga per raccontarla. 

Ci sentiamo domani, che è meglio. 

Robi. 



24 Luglio 2016 - Pupina e Pisolo 

Love - Joss Stone 


sabato 23 luglio 2016

Giorno 204 - Vacanza

Giorno 204 - 23 Luglio 2016 

Da quando sono diventata madre si è ridimensionata un po' la concezione che avevo delle cose. Un bel po', oserei. 
Se prima girare tra gli scaffali di un grosso supermercato era, per me, rilassante come un massaggio Thailandese, adesso è quasi angosciante se fatto con la Pupina che si sporge dal carrello o dal passeggino e tenta di combinar più danni dell' uragano Katrina. 
Il concetto di vacanza è, forse, quello che ha risentito di più dello scossone maternità. Le ore sotto il sole bollente, cosparsa di olio, a leggere romanzi leggeri si sono trasformate in alzataccie all'alba per essere al mare alle otto e scappare via prima, molto prima, di mezzogiorno. 
Se prima riuscivo a leggere oltre venti titoli in estate, adesso non arrivo oltre al titolo. Se sono fortunata riesco a leggere la quarta di copertina. 
Se prima il mio bagno a mare era un rilassante sguazzare tra le onde adesso è un rincorrere la bambina sul bagnasciuga o starle dietro in acqua o convincerla ad uscire. 
E con tutto questo non voglio dire che adesso non sia tutto più bello ma, detto sinceramente, tra me e voi, che so che capite, non è per niente definibile vacanza. 

Io e Pisolo però ci ritaglieremo presto un paio di giorni solo per noi. 
E non voglio far altro che leggere in riva al mare e dormire. 
Ok, magari anche qualcos'altro. 
Ma che avete capito, maliziosi!!! Intendevo mangiare! 


Robi. 



22 Luglio 2016 - Stright from the 90's

Try - Pink 





venerdì 22 luglio 2016

Giorno 203 - Via dei Cespugli.

Giorno 203 - 22 Luglio 2016

Il titolo potrebbe trarvi in inganno e farvi pensare che io, impavida, oggi sia andata in piscina con un' evidente bisogno della ceretta everywhere (o in tutti i luoghi e in tutti i laghi, se i retaggi europei ci fanno essere nazionalisti). 
Ed infatti è così. 
Ma il 22 di luglio posso immaginare mai che alla lezione dell' ora di pranzo, con ottantadue gradi all' ombra, ci siano novanta persone? 
Io credevo di essere sola. 
E invece no. 

Ho prenotato la cera per mercoledì prossimo quindi, fino ad allora, altro che via dei Cespugli. 

Torniamo seri per un momento. 
Mamme all'ascolto, ho bisogno di voi: i vostri figli, allo scattare del primo anno di vita, sono diventati dei rompicoglioni (amore, la mamma ti ama tantissimo, ma ultimamente le sfracassi che nemmeno tuo padre) patentati, dalla lacrima facile e la pretesa insaziabile? 
Ditemi di sì. 
Ditemi che non sono sola. 
Ditemelo, anche se non è vero. 


Robi. 


22 Luglio 2016 - Mamma, te l'ho detto, io da qui non mi scollo. 

Crepuscolaria - Otto Ohm 





giovedì 21 luglio 2016

Giorno 202 - E poi ho stirato.

Giorno 202 - 21 Luglio 2016 

Oggi pomeriggio il buon Pisolo era di turno nel suo ruolo genitoriale della Pupina. Io ero di libera uscita. 
Potevo andare in palestra e chiudermi al centro benessere fino a che la calura del bagno mediterraneo non avesse attaccato fino all'ultima cellula lipidica presente nel mio corpo. 
Potevo recarmi al centro commerciale più vicino e vivere intensi momenti di gaudio tra un cartellino scontato ed un altro. 
Potevo dormire. Pratica sempre utile visto che, da un anno a questa parte, ho un debito di sonno con la vita che potrei benissimo saltare il 2017 e ci vediamo nel 2018.
Potevo insultare un giornalista del giornale La Sicilia che, tacciato di beata ignoranza, ha commentato dicendo che su Facebook la punteggiatura non è necessaria. Lo so, anche io stento a crederci. 
Insomma, potevo dilettarmi in più e più faccende gaudiose ma ho deciso di stirare. Stirare le mille mila camicie del buon Pisolo che giacevano ormai prive di ogni speranza di avere una qualche forma, sul divano. Si, sul divano in soggiorno. 
Stirare mi rilassa ma farlo con Rossellina che gattona di qua e di là, strattona l'asse da stiro e si aggrappa in stile Tarzan alla cordicella del ferro potete immaginare bene che non è poi tutto sto divertimento. 
Invece oggi, in meno di un' ora avevo il bagno pulito, due lavatrici stese e tutte le camicie stirate. Non potete capire la goduria di una casa (quasi) ordinata. 

Adesso mi faccio una lunga doccia e poi mi incremo tutta e vado a ninna. 

Serena. 

E pensare che ci voleva solo un po' di vapore. 

Robi. 



15 Luglio 2016 - Ma', belle ste scarpe! 

Il ballo della Casalinga - Orchestra Bagutti 






mercoledì 20 luglio 2016

Giorno 201 - Cara mamma di un figlio maschio...

Giorno 201  -  20 Luglio 2016


Cara mamma di un figlio maschio, 
tu, quando quelle due lineette sul test di gravidanza diventano rosa, ancora non lo sai, ma il destino ti sta investendo di una responsabilità enorme. 
Tu sarai responsabile del matrimonio felice di tuo figlio. 
Tu sarai responsabile di un uomo ordinato che non lascerà mutande e calzini in giro. 
Tu sarai responsabile di un uomo che conosce il galateo e sa qualche forchetta usare per prima a tavola. 
Tu sarai responsabile di un uomo che non rutta, non scoreggia e non si vanta di farlo. 
Tu sarai responsabile di un uomo educato e rispettoso di ogni donna che incontra, anche se lei ha la minigonna e sono le undici di sera in una strada buia.
Se tu crescerai un uomo sicuro, lui non lascerà la fidanzata sull' altare, come è successo oggi alla povera Cristina. Se non lo crescerai mammone, o comunque quanto basta per non rasentare la deficienza, lui non si sentirà in pericolo ad affidare la sua vita ad un'altra donna che non sia tu.
Se crescerai un uomo forte non scapperà da ogni donna con un minimo di carattere che incontrerà nella sua vita, rifugiandosi tra le cosce che si aprono facilmente.
Se crescerai un uomo responsabile si troverà un buon lavoro, studierà, si creerà un futuro di cui tu possa essere fiera.
Cresci un uomo ordinato: non andargli dietro quando si spoglia alla sera raccogliendo tutti i vestiti che semina per casa; non levargli il piatto quando si alza da tavola; non sgambettare a lavargli la sua camicia preferita, uguale alle migliaia che ha, perché deve indossare proprio quella.
Cresci un uomo che sappia cucinare: non c'è bisogno di fargli trovare sempre il piatto pronto, insegnagli a scolare la pasta dopo i giusti minuti e salverai il mondo.
Cresci un uomo libero dalle tue paure.
Cresci un uomo che sappia affrontare le sue.
Cresci un uomo che sa comunicare senza che debba vergognarsi di quello che sente e che prova e, sopratutto, per chi. Perché tu sarai sempre il suo primo amore ma il suo amore andrà anche in altri luoghi e non deve importarti dove.
Cresci un uomo. Uno di quelli veri.
Ed avrai cambiato il mondo.


Robi.





12 Febbraio 2016 - E se trovate un brav'uomo (tutto sommato) sposatelo e figliate. 

Il Funkytarro - Articolo 31 


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