mercoledì 2 maggio 2012

Situazione sentimentale cambiasi.



Mario Rossi è passato da 'Fidanzato Ufficialmente' a 'Single' 


Questo è il primo passo da compiere dopo la rottura: aggiornare la situazione sentimentale sul social network per eccellenza. Si susseguiranno una serie di commenti di persone più o meno interessate; più o meno li solo per fare cortile; più o meno dispiaciute; più o meno finte.

martedì 1 maggio 2012

Dublino.

Come ben sapete sono stata in Irlanda. A Dublino, precisamente, con una piccola perentesi nella penisoletta di Howth. Di Londra e del suo fascino tutto british ed educato mi ero profondamente innamorata e, quindi, nutrivo forti speranze anche nei confronti di Dublino che, vi dico subito, non sono state disattese. 
A differenza della capitale britannica, Dublino è a misura d' uomo. Un piccolo centro tipicamente inglese dove c'è tutto ma a portata di mano. O di piedi, se sei un turista. I mattoncini rossi, il fiume che divide in due la città, le case basse e i pub in fila, le strade lastricate e gli autobus a due piani che spuntano da ogni parte... non c'è nulla che non ve ne farà innamorare subito. 

lunedì 30 aprile 2012

Dovrei.


Dovrei scaricare le foto di Dublino ed editarle.
Dovrei scrivere un post su Dublino perché se lo merita tutto.
Dovrei disfare la valigia.
Dovrei trovare un posto alle sedici paia di scarpe comprate a Dublino (Oddio.)
Dovrei rileggere e pubblicare il 33° capitolo di 45 Giorni a Vogue.
Dovrei parlarvi del nuovo aggeggio per fare una cipolla da perfetta ballerina classica che ho comprato.
Dovrei mettere a posto lo scatolo delle sciarpe e i cassetti delle canottiere.
Dovrei smettere di comprare vestiti. Almeno per due anni.
Dovrei attaccare al frigo le nuove calamite comprate.
Dovrei vedere le nuove puntate dei centoventordici telefilm che seguo.
Dovrei pranzare con le amiche.
Dovrei chiamare in segreteria per l' orario dei turni.
Dovrei cambiare quei pantaloni prima che scada il termine.
Dovrei aggiornare l' I-pod.
Dovrei fare la ricarica al numero Vodafone.
Dovrei scaricare quell' app di cui mi avevano parlato.
Dovrei scrivervi la ricetta del mio pesto di pomodori secchi.
Dovrei parlarvi di Howth e di quanto bella sia.
Dovrei ringraziare tutti coloro che hanno pensato a Robilandia quando hanno assegnato dei premi.
Dovrei fare il divertente giochino proposto da Giulia.
Dovrei leggere tutti i post dei blog che seguo che mi sono persa.
Dovrei mettere un soldino in più nel mio salvadanaio nuovo.
Dovrei mettere ordine dentro e fuori di me. Sopratutto nell' armadio.
Dovrei passarmi lo smalto sulle unghie dei piedi.
Dovrei prendere un po' di sole dato il pallore cadaverico con il quale mi conduco.
Dovrei dire più spesso Ti voglio bene.

E' che al momento non ho voglia.
Dovreiamente vostra, Robi.

sabato 21 aprile 2012

Diario di volo.


Sono le 18.41. Sono seduta al posto 18 D del volo Meridiana Eurofly diretto a Catania. Dovevamo partire trentadue minuti prima di quando, invece, abbiamo fatto ma pazienza. Ormai è fatta e amer per tutti. 
Come al solito, sono stata a Milano meno di trenta ore. Stavolta, sinceramente, mi sono stancata più del previsto. Questi continui andirivieni da Catania a Milano iniziano ad essere meno eccitanti e meno divertenti di quanto non lo erano all' inizio. Però, per dovere di sincerità, ammetto che questi momenti da figlia unica con Madre sono piacevoli. 
Accanto a me sono sedute una madre e una figlia. Stanno discutendo su cosa devono regalare ad un certo Mario. Mi pare d' aver inteso che si sono accordate per una felpa di Abercrombie e Fitch blu scuro con la renna verde. Buon per Mario. 

giovedì 19 aprile 2012

Giovani turisti tedeschi crescono.




Io non ho mai trovato attraente i turisti tedeschi che incontri in giro, in estate, in bermuda e sandaletto ortopedico con tanto di calzino bianco assorbi sudore.
Un moto di nausea, ogni volta che vado a Taormina a passeggiare romanticamente con il mio ragazzo e ne intravedo uno, mi parte dalle viscere e mi sale al cervello.
Quindi la mia domanda sorge spontanea: perché prendere come esempio questa barbara usanza del calzino color pastello ed indossarlo con i sandali? Motivatemela perché, davvero, proprio non ci arrivo.

martedì 17 aprile 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 32


Davide

La intravedo, attraverso le vetrate, stretta nel suo cappotto di cashmere color tortora. E’ decisamente più magra di quel che ricordassi; il suo volto è spento, chiuso in una cascata di lacrime e mascara; i lunghi capelli castani sono fermati sulla bassa nuca da un fermaglio di cristalli rossi e blu. 
Ho cercato di non pensare a lei. Ho tentato di dimenticare la sua pelle, le sue labbra, il suo profumo; ma ogni tentativo è stato inutile. Tutto mi ricorda lei. 
E lei, stasera, ha chiamato me. E’ talmente fragile che potrei prendermela senza sforzo. Potrei farla cadere in una di quelle trappole, che ho così ben collaudato negli anni, che la farebbero mia per sempre. Ma posso fare una cosa del genere a mio fratello? Sarebbe troppo. Anche per uno come me. Anche per un grandissimo bastardo come me.
Filippa alza lo sguardo e incrocia i miei occhi. Mi sorride forzatamente e si alza sui quel trampoli. Le caviglie esili, fasciate da un sottilissimo strato di nylon, leggere sotto il peso del suo corpo minuto, ondeggiano su quattordici centimetri di tacco firmato Yves Saint Laurent.

lunedì 16 aprile 2012

Donne al volante...

Ho sempre sostenuto che dare la patente ad una donna è una scelta che va ponderata. L' esaminatore, che si trova nella difficile posizione di dover accordare questo permesso ad una signorina, deve prestare attenzione ai segnali. Riconoscere una cattiva guidatrice non è poi così difficile dato che il 95% della popolazione femminile lo è. 
Le cattive guidatrici possono essere distinte in sotto categorie che definiscono meglio il loro status quo di 'portatrici sane di incidenti' e sono facilmente distinguibili.

venerdì 13 aprile 2012

E' tutta una questione di Birkin.

E' vero. Ammetto con un moto di stizza che quella originale, con tanto di pacchetto arancione foderato di bianco, sarebbe decisamente meglio ma si dice che chi si accontenta gode. E allora perché non godere?
In principio fu Banana Taipei a creare, per tutte noi povere squinternate desiderose della borsa dei sogni, la versione low cost della Birkin di Hermés. Successivamente diversi brand hanno scopiazzato l' idea, creando una capiente shopping in tessuto che riportasse le fattezze della Birkin sui lati.
L' idea, da subito, mi è sembrata divertente: in un periodo in cui la crisi la fa da padrona, sbeffeggiare il simbolo per eccellenza di lusso e opulenza è quanto di più azzeccato.
Ovviamente, da brava compratrice di borse convulsiva quale sono, devo possederne una per appagare la mia sete. La scelta, tendenzialmente, è fra questi tre marchi. 

giovedì 12 aprile 2012

La RobiCucina: Stelline calde dal cuore morbido.


Constance, je t' aime.



E' tutto uno sfarfallio di parole francesi e di erre mosce
Il mio cuore batte ad un ritmo romantico da quando dentro c'è Constance.
Tutti i miei sogni hanno lei come protagonista.
Tutti i miei incubi hanno il suo cartellino del prezzo a farla da padrone.
Sbatto le palpebre come Minnie.
Vedo H dorate dovunque.
Immagino il mio corpo fasciato dalla sua sottile tracolla.
Sento la sua pelle morbida sotto le mie mani.

C'è qualcuno di buon cuore, li fuori, che vuole gentilmente andare da Hermès e comprarmene una?
Una qualsiasi.
Tanto le voglio tutte. 
Ed un giorno le possiederò. 
Tutte. 

Constanceamente vostra, Robi. 


mercoledì 11 aprile 2012

Voglio.


Voglio accessori esagerati. Cristalli bianchi grossi come sassi e ametiste viola come le viole.
Voglio il sole del mattino e la pioggia che mi accarezzi i pensieri in quelle notti di insonnia ormai cosi frequenti.
Voglio la tisana calda sul comodino e un bicchiere di thé verde ghiacciato sulla scrivania.
Voglio camminare a piedi nudi sull' erba di Central Park, incurante di quello che tocco.
Voglio correre sui tacchi a spillo emulando, però, la leggiadria di una gazzella e non l' andatura di un t-rex.
Voglio rivivere un ricordo. Uno qualsiasi, anche uno brutto, che mi faccia sentire che il passato mi appartiene ancora.
Voglio avere la consapevolezza di farcela. Sempre. Anche quando è impossibile.
Voglio credere negli altri, quel tanto che basta da non farmi desiderare la solitudine.
Voglio sentire scorrermi nelle vene l' adrenalina e sentire l' euforia di un giocatore d' azzardo mentre tirano i suoi dadi fortunati.
Voglio sentirmi viva.
Voglio le tue unghie conficcate nella mia pelle e che il mio sangue si mischi al tuo in un rito d' amore.
Voglio che nulla possa distrarmi dal mio obbiettivo. E, sopratutto, voglio scoprire quale sia.

E tu? Tu cosa vuoi?
Vogliamente vostra, Robi

lunedì 9 aprile 2012

Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu.

Era da un po' che questo post mi frullava in testa. Ho riflettuto un pochino su come era meglio o giusto scriverlo arrivando alla conclusione che, nonostante mi impegni ad essere più chiara possibile e super partes, sicuramente verrò fraintesa. Per queste, ed altre innumerevoli ragioni, vorrei che non ingranaste la quarta lasciando dietro di voi scie di fumo e polvere dandomi dell' assassina, della cinica, della senza cuore e bla bla bla ma che cercaste di capire il punto della situazione.
Mi è capitato di leggere su Facebook e su Twitter post e stati in cui si maledicevano tutte le persone che avevano anche solo odorato la carne d' agnello o di capretto. Ho letto di incantesimi lanciati, con promesse di morti dolorose e fini indicibili, a tutti quelli che avevamo messo la teglia in forno. Ho letto stronzate, insomma, e mi sono chiesta che male ci fosse a mangiare l' agnello per Pasqua?
Perché io, che mangio la carne senza preferenze e senza sdegno, devo sentirmi giudicata per questo? Perché scegliere di mangiare tutto è meno nobile di non mangiare l' agnello nel giorno di Pasqua? Perché un povero agnellino viene ucciso? E allora quando vai al McDonal's e ti strafoghi di McChiken? Non pensi a tutti quei poveri polletti? E quando fai le puntine alla brace? Non pensi a tutti quei poveri maialini? E quando mangi l' uovo fritto? Non pensi a tutti quei poveri pulcini che non vedranno mai la luce del sole perché li hai fritti quando ancora erano un mucchietto di cellule? E quando divori Sushi come se non ci fosse un domani? Non pensi a tutti quei salmoni che non hanno potuto risalire l' oceano?
E, ancora.
Tempo fa, non ricordo di preciso quando e in che occasione, venne lanciato un secchio di vernice addosso a Kim Kardashian (Gesù santissimo, sto per difendere KK. E' la fine del mondo) perché indossava un gilet di pelliccia non sintetica. Quello che mi sono chiesta io è chi diavolo fossero questi idioti per rovinare il gilet della suddetta? Chi ha dato loro il diritto di innalzarsi a vendicatori delle anime perdute dei poveri animaletti scuoiati?
Io non ho nulla in pelliccia semplicemente perché mi fa impressione avere il pelo di una bestia morta addosso ma non mi sognerei mai di dire ad un altro che la sua scelta di indossare un giubbotto di ermellino o un collo di struzzo è sbagliata. Io ho il chiodo di pelle, le scarpe di pelle ed anche alcune borse fatte a mano da una pelleria della zona secondo mio gusto. Perché dovrei vergognarmi ad usarle? 
Il discorso animalista è più che giusto ma non dev' essere un dogma. Ognuno di noi deve sentirsi libero di scegliere cosa mangiare, cosa indossare e in che occasione senza che lo sguardo inquisitore di un gruppo di integralisti intervenga come paladino della giustizia.
Quelli che mi innervosiscono di più sono gli integralisti musicali (per i quali Gigi D' Alessio deve bruciare al rogo; Tiziano Ferro essere disciolto nell' acido e Laura Pausini strozzarsi con un ossicino di pollo); quelli cinematografici (vai a vedere Twilight? OMD lascia che ti butti addosso dell' acqua santa); e, i peggiori di tutti, quelli letterari (hai letto l' ultimo di Moccia? Che poveretta che sei. Leggi Fabio Volo, l' intoccabile, lui si che è un vero uomo).

Il punto del mio discorso è semplice: nessuno detiene la verità assoluta. Ognuno di noi crede in qualcosa ed è giusto che viva secondo queste credenze ma è fondamentale che questo non violi la libertà di credere in qualcos' altro delle persone che ci circondano.
E' così per le religioni: io sono cristiana ma non ho problemi con i buddisti e con gli induisti (avrei qualcosa da ridire sulla barbara usanza di farsi saltare in aria dei musulmani dentro gli aerei ma insomma.... Contenti loro. Forse un po' meno contenti quelli che erano sull' aereo con loro per caso).
E' così per il modo di vestirsi: sii punk, suora, hippy, rock, fighetto... sii qualunque cosa ti faccia sentire davvero te stesso (ma non indossare stivali bianchi per nessun motivo: quelli sono il MALE).
E' così per l' orientamento politico: che cos'è la destra? Che cos'è la sinistra? Sono solo mani che vanno a destra e a sinistra....
E' così per il modo in cui si sceglie di vivere: a me piace viaggiare, a te comprare vini, a lei ballare il tango.

Siamo stati dotati di ragione e passione. 
Ognuno le usa come meglio crede. 
Ognuno deve sentirsi libero di poterlo fare.
Non esistono scelte giuste o scelte sbagliate. Esistono solo scelte. 

Giudicatamente vostra, Robi. 

sabato 7 aprile 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 31



Ok, lo ammetto, forse il Paradiso non è proprio così. Forse questo lavoro non è un pot-pourri profumato di roselline secche e spezie rilassanti. Assomiglia, per lo più, ad un girone dell’ inferno in cui il tempo non è mai sufficiente e il tuo sedere non è mai abbastanza magro. E nell’ ultimo mese ho smaltito tutti i kg presi a Natale. E anche quelli presi il Natale scorso. 

mercoledì 4 aprile 2012

Beauty reviw: Mascara Pupa Vamp / Olio di Argan Erbolario.






Olio di Argan Erbolario
Prezzo
21,90
Voto 7
Impressioni Per molti anni io ho usato l' Olio di Macassar di Erbolario e l' effetto sui capelli non mi dispiaceva ma puzzava come se avessi una frittata stantia di giorni sui capelli. E, credetemi, non è bello; sopratutto se, come consigliato, lo tenevi su tutta la notte. L' Olio di Argan ha, invece, un delicato profumo di mandorle dolci e miele ed è quindi nettamente più piacevole ma costa undici euro in più.
Il bugiardino consiglia di applicarlo sui capelli mezz' ora prima dello shampoo ma, se potete, tenetelo in posa almeno due ore: l' effetto migliora.
Promette lucentezza e setosità ma, ovviamente, non fa il miracolo; indi per cui, se avete dei capelli stopposi similari alla paglia la soluzione al vostro problema non è questa.
Se abbinato ad un buon balsamo o ad una crema ristrutturante (io, in questo momento, sto usando i prodotti fi Franck Provost) lascia i capelli morbidi e ben districati. Io, dopo i colpi di sole, avevo i capelli sfibbrati e difficili da pettinare e l' impacco con quest' olio ha sensibilmente migliorato la situazione.

Mascara Pupa Vamp
Prezzo 8,99
Voto: 7.5
Impressioni Ne hanno fatto un gran parlare, pubblicizzandolo anche mentre eri in bagno a leggere DipiùTV (accorgendoti che alla tv italiana non passano mai nulla di decente). Tutte le Beauty Blogger ne hanno ricevuti cinquanta e ne hanno discusso animatamente sui loro blog come se la sua nascita fosse di pari importanza alla scoperta del Santo Graal per Dan Brown. E, siccome sono una vittima del consumismo e della pubblicità, ieri pomeriggio sono andata al centro commerciale e l' ho comprato. Ero entrata con l' intento di non spendere più di quindici euro per questo miracolo millantato del Make Up; ergo, se fosse costato di più, fanculo Pupa, le Vamp, e pure tutta la pubblicità (che i miei mascara di Kiko in offerta a 3,90 fanno il loro sporco lavoro e lo fanno pure bene). Il risultato non è trascendentale come si millantava ma effettivamente allunga ed incurva in maniera soddisfacente (la commessa diceva che è grazie alla forma dello scovolino ma sia L' Oreal che Chanel l' avevano già proposto, quindi....). Il colore (io l' ho preso nero, ma esiste in molte varianti, alcune anche assurde) è pieno e da una sensazione di volume e compattezza delle ciglia. In definitiva lo approvo. La qualità/prezzo c'è e tutto sommato è un buon prodotto. L' effetto migliora decisamente se sopra stendete un velo di False Lashes di Kiko. 


Reviwamente vostra, Robi


domenica 1 aprile 2012

Primavera e confusione.


Dopo un attenta e accurata analisi della fauna femminile, che sboccia in questa calda primavera, mi sono resa conto che la stagione di mezzo sta creando non poca confusione nel soggetto medio. Sopratutto la mattina, di fronte l' armadio che non è ancora estivo ma nemmeno invernale; che non è più un total black da perfetto funerale ma nemmeno un' esplosione di colore in tema color block; che non è più lanoso come una pecorella prima della tosa ma che non è ancora idrorepellente e a triangolini! 

sabato 31 marzo 2012

Andiamo al mercato.


Stamattina, io e la mia amica Susanna, compagna di innumerevoli ed indicibili esperienze, ci dovevamo salutare. No, se ve lo state chiedendo, non parte per il fronte. Parte per una romantica crociera insieme al ragazzo suo mentre io rimango qui a studiare come una stronza. 
Si, si, proprio una stronza; perché, se ero figa, anche io sarei andata in crociera. Ai Caraibi magari.
Comunque. Non perdiamo di vista il nostro argomento.
After parrucchiere, che farsi belle è necessario quando l' età avanza, ce ne siamo andate al mercato.
Il mercato è cosa buona e giusta il sabato mattina. Anche il martedì e il mercoledì e, in generale, quando avete tempo e voglia di stronzate. Ho comprato così tanta chincagliera, come se me ne mancasse, che una bancarella la posso allestire pure io!

venerdì 30 marzo 2012

La solitudine della Robi prima.


Lo sentite questo silenzio?
Lo sentite il rumore del nulla che aleggia in casa mia?
Ne sentite la magia? E la poesia?

Sono sola. Completamente sola in questa grande casa. 
SOLA
Io, Robi, per le prossime 48 ore avrò il dominio assoluto della RobiCasa


Sorelle e genitori sparsi per l' Europa hanno lasciato il posto alla pace. Al silenzio. All' Ordine. All' anarchia.
Posso entrare ed uscire quando voglio. Non che sia una novità, tendenzialmente posso andare e venire quando mi pare, ma nessuno -al mio rientro- mi chiederà come è stata la mia giornata; cosa ho fatto; cosa c'è nel sacchetto che ho in mano. Solo silenzio.
Badate bene, non sono una ragazzina asociale a antipatica con la sindrome preadolescenziale del 'Odio Tutti. Tutti ma proprio tutti'. Mi piace avere intorno la mia famiglia ma queste pause dalla realtà del gruppo sono un toccasana. Servono a riordinare i pensieri e l' armadio con la musica a tutto volume senza che nessuno si lamenti. Servono a studiare distesa per terra senza che nessuno ti prenda per matta. Servono a mangiare pizza alle nove del mattino e cioccolata calda e cereali alle dieci di sera. Servono a non dover chiedere e a non dover sottostare a nessun orario. 
Il televisore del soggiorno e, sopratutto, il telecomando di Sky sono solamente miei. Nessuno mi dirà di togliere le telenovelas sudamericane dandomi della casalinga disperata. 
Potrò ciondolare per due interi giorni senza che nessuno si chieda perché sono ancora in pigiama alle cinque del pomeriggio, sorseggiando tisana e lasciando le tazze in giro per la casa.

E' come se avessi tutte le possibilità a mia disposizione. Come se potessi decidere da sola del mio tempo. Come se il fatto di pranzare alle tre con pop-corn e coca cola fosse assolutamente normale.

Lo sentite il silenzio? Lo sentite il rumore della Pace? 
Tutta questa gente dovrebbe partire più spesso

Solamente vostra, Robi.

mercoledì 28 marzo 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 30


Non ho mai realmente creduto al destino, a quello che banalmente si chiama fato. Le casualità della mia vita me le sono creata da sola. Sempre. Ho creduto, fin da quando ero una ragazzina, che se volevo qualcosa dovevo alzare il sedere dalla sedia e fare tutto quello che necessitava per averla. Io non sono come mia sorella Claudia o, perlomeno, non ho voluto esserlo. Avevo un sogno e ne ho fatto un obbiettivo di vita. Avevo un sogno e ne ho fatto una meta: ogni passo, ogni giorno, ogni pensiero erano in quella direzione. 
Non ho mai lasciato che il tempo scandisse i miei pensieri; che delineasse i confini dei miei progetti. Quelle, per me, erano parole al vento. Tempo e destino sono stati, per ventisette anni, nelle mie mani. O, almeno, di questo ero convinta.

Dico io, ma siete cretini?


Avevo letto questa notizia un paio di settimane fa, in giro per la rete, ma non volevo crederci. Mi sono detta 'Robi, sarà solo una coincidenza. Non è possibile che esistano soggetti privi di materia grigia a tal punto da essere davvero entusiasti di questa cosa'. Non era ammissibile. Non era possibile. 
Lassù, qualcuno, deve odiarmi per permettere al mio cervello di assistere a questo scempio.
E, invece, è vero.
Cristo santissimo. Vero.
Luca Caprai, fondatore e proprietario del brand Cruciani, ha rilasciato oggi il braccialetto in onore del tatuaggio di Belen: la famosa farfallina di cui si è discusso fino allo sfinimento dopo che la soubrette l' ha mostrata in diretta nazionale.
Quando ho letto la notizia, francamente, accecata da un senso di buonismo che potete benissimo leggere come rifiuto di vivere davvero in questa realtà, ho ingenuamente creduto che le farfalline del famoso braccialetto fossero in onore, chessò, della primavera; della bella stagione in arrivo.
Ero fermamente convinta che il fatto che evocassero uno dei momenti più bassi della televisione di stato fosse solo una congettura fatta da qualche idiota.
Cavolo, invece sono proprio in onore di Belen. Caprai ha ammesso di essersi ispirato proprio a Belen Rodriguez mentre disegnava il nuovo braccialetto per il brand!
Ma stiamo scherzando? 
Mica stava disegnando dell' intimo per il prossimo film di Franco Trantalance.
La cosa che mi perplime ancora di più è il fatto che questa oscenità sia già sold out prima ancora di essere messa in vendita. Insomma un pugno di lobotomizzati hanno già prenotato questo simbolo di bassezza e malcostume e sborseranno ben 10 euri per mostrarlo orgogliosi ai loro polsi. Stupidi polsi.
L' azienda, infatti, fa sapere che, appena diffusa la notizia, il sito web è andato in tilt e sono state accolte oltre 300,000 prenotazioni per il braccialetto in pizzo macramè.
E io mi chiedo ma siete cretini? 
Ammetto di essere caduta anche io nella trappola modaiola del braccialetto con i quadrifogli (che ho tagliato dopo due settimane che nemmeno ve lo posso raccontare la sfiga che m' ha portato) ma almeno l' idea di un portafortuna, di un accessorio colorato che spezzasse il nero dell' inverno, giustificava la cosa. Ma portare al polso il simbolo della bassezza in cui siamo caduti mi sembra un' idiozia bella e buona. 

Cretinamente vostra, R. 

lunedì 26 marzo 2012

Non indosso le calze.

Il fatto che io non indossi le calze da qualche tempo ha risvegliato in me il buon senso. E' inutile che ci prendiamo in giro: l' estate è più vicina di quanto noi non vogliamo credere, quell' istante in cui ci dovremo mostrare con indosso solo due miseri lembi di tessuto colorato idrorepellente è prossimo. Per prepararsi a quel momento, in cui tutti nodi vengono al pettine e tutti i panettoni e le uova di Pasqua vengono al culo e ai fianchi, ci vuole tempo. Io, ovviamente, sono in ritardo. Effettivamente sono mesi che ci penso, più o meno dalla scorsa estate oserei, ma il tempo mi sta scivolando tra le dita delle mani come granelli di sabbia al vento e -tra una cosa e l' altra- ho rimandato fino ad ora.
Tra l' altro, coincidenza delle coincidenze, stamattina ho aperto una di quelle e-mail pubblicitarie che manda Kiko per avvertirti degli sconti. Io non lo faccio mai, le cestino a piè pari. In parole povere, la mail recitava 'Stronza, smettila di ingozzarti di crispelle di riso al miele e di poltrire. Dai tregua alla tua ciccia e vieni da Kiko a comprarti le creme dimagranti al vantaggioso prezzo di 5 euro'.
Evidentemente il destino stava cercando di dirmi qualcosa.
Le parole della mail non erano esattamente le stesse ma il succo mi sembra abbastanza chiaro; così, mentre tornavo dall' università, mi sono fermata al centro commerciale vicino casa mia e ho preso Shape Design (Crema rimodellante pancia e fianchi) e Ultra Sonic (Crema contro gli inestetismi della cellulite) a 5 euro l' una. 
Ho comprato anche un fondotinta che, si sa, se non puoi eliminare gli inestetismi almeno nascondili! 
Ho come la sensazione che, a meno che qualche santo non le abbia mischiate con qualche ritrovato della scienza miracoloso, saranno inutili come i sacchetti biodegradabili del supermercato ma -almeno- la mia coscienza per oggi s'è rasserenata. Non dovevo mangiare tutti quei deliziosi dolcetti francesi in questi quattro giorni. Forse è proprio vero che, adesso che sono una bionda anche io, sono diventata scema. 
E poi mi sono comprata le All Star con la bandiera americana che desideravo e quelle scarpe, come è noto, non sono clementi per nulla con il regal didietro del gentil sesso. 
Ho già fame e sono a dieta da sole 5 ore. Vado a farmi una tisana drenante... 

P.S.: Mentre ero in Francia ho avuto un' illuminazione. L' inizio di una nuova RobiFiction ha iniziato a prendere forma mentre 45 giorni a Vogue volge al termine.... Sigh...

Cremamente vostra, Robi. 

venerdì 23 marzo 2012

Il portiere.


Non è il racconto di un sogno erotico. Ve lo scivo subito così, chi è arrivato qui cercando riscontro cibernetico di strane fantasie, non perde tempo. 
Lo stabile dove vacanzeggio da che ho memoria, nel sud della Francia, dove inizia quella magica parte dello stato frastagliata e incantevole chiamata Costa Azzurra, è un elegante palazzo della fine del '700 voluto appositamente dalla Regina Vittoria. L' esterno, affacciato sul mare, è ancora perfettamente fedele ai disegni originali. La posizione è magica; messo, da una parte, sulle spiagge pulite del Mediterraneo, dall' altra, sulla caotica cittadina francese. 
Io amo immensamente venire qui se non fosse che odio i francesi. Tutti. Uno in particolare rappresenta in mio incubo primario: il portiere del mio palazzo. 
Il malefico è un omuncolo dalla faccia calante e rugosa come uno di quei cagnoloni della pubblicità, gli occhialoni sempre poggiati sulla punta più estrema del naso a patata, i capelli perennemente oleosi riportati su un lato, i pantaloni sbragati e quell' espressione odiosa tipica dei francesi che hanno sulle palle gli italiani. 
Arrogante e supponente, ha uno stipendio annuo di 55 mila euro; la casa nel palazzo, a piano terra con apertura sul giardino e vista mare che non paga e un orario di lavoro ridicolo (lun-ven 10-12.30/15.30/18). 
L' uomo che non m' ha mai aperto la porta di casa. Mi ha visto arrivare piena di valigie; piena di buste della spesa; piena di roba del mare cercando disperata le chiavi di casa e mai una volta s'è degnato di aprire quella cavolo di porta. 
Ieri pomeriggio, arrivata distrutta e febbricitante in luogo, ho trovato il piatto doccia del bagno di casa mia completamente coperto da una strana poltiglia verdastra abbellita da deliziose palline di merde (che sempre cacca è ma in francese è più delicato). Al che, come è ovvio, sono scesa al pianterreno e sono andata a citofonare a quell' essere facendomi forza di tutta l' educazione e l' eleganza che mi si confà. 
Suono la prima volta. Suono la seconda con più insistenza. Suono la terza attaccandomi al campanello fino a che non lo sente pure l' appartamento vicino. 
L' abbominevole si presenta alla porta e già il solo vederlo mi crea confusione, ansia, paura, disgusto. Il bisunto guarda l' orogologio, che segnava le 18.06, e mi dice con fare fintamente dispiaciuto che il suo orario era finito e che per qualsiasi problema dovevo ripassare l' indomani. 
Ora, secondo voi, in che minchia di lingua m' ha fatto tutto 'sto discorso? Ma in francese strettissimo, è ovvio! Io, in quasi venticinque anni di vacanze qui dire che avessi imparato mezza frase! Io sono una scecca, è vero, ma lui è di origini italiane, porca miseria! I suoi stramaledessimi nonni sono di un paesello sperduto nella provincia di Catanzaro. Catanzaro, Sacre Bleu, mica Marsiglia, Lione, Parigi o Vaffan..... 
Ovviamente, con il bagno in quelle condizioni, non era plausibile aspettare. Il mio ragazzo s'è armato di doppio strato di guanti, rastrello e una serie di disinfettanti tossici che ci sono costati l' ira, ed ha pulito la situazione. Io gli avevo consigliato di lasciare le palline di Merde fino all' arrivo del portiere e dell' idraulico che erano coreografiche ma lui non ha voluto sentire ragioni: dovevano sparire. 
Stamattina, alle 9.59, eravamo già dietro la sua porta armati delle peggiori intenzioni. Dopo una decina di minuti in cui ognuno usava il suo idioma per interloquire con l' altro con l' unica conseguenza di creare confusione e non capire una cippa lippa, finalmente il Dannato si è deciso ad intervenire. 
Ovviamente dopo ci ha lasciato un biglietto sotto la porta perché sui balconi non si può stendere nulla; un biglietto sulla macchina perché il giardino del palazzo non è un posteggio; un biglietto nella buca perché abbiamo sbagliato contenitore della spazzatura per la raccolta differenziata. 
Certo è che quando vede mio padre, che lascia sostanziose mance solo per tenerci le chiavi di casa in caso di necessità dato che stiamo davvero lontani, magicamente impara l' italiano e diventa gioioso come una rondine in Primavera. 
Poi, ditemi, se non mi devo incazzare... Bah, vado a prendermi l' ennesimo Oki della giornata. In cinque anni di liceo, tre di medie e cinque d' elementari, in cui ho supplicato per un febbrone da cavallo che mi facesse stare a letto una settimana, non ho mai preso nemmeno un raffredore; giusto ora che ho quattro giorni di vancanza. 
C'è qualcuno che me la butta. 

Portieramente vostra, Robi. 

lunedì 19 marzo 2012

Un mese, con lo scontrino!

Mi piace il fatto di poter cambiare un abito. Di avere a disposizione un intero mese per poter decidere se mi piace o no quel vestito o quella maglia. L' idea di poter tornare indietro sui miei passi mi da una strana sensazione di libertà appagante. Io non faccio parte di quella categoria di persone talmente decise da dire 'Se tornassi indietro rifarei esattamente le stesse cose'. Io, con il senno di poi, molte cose del mio passato le cambierei, così come si fa con un paio di pantaloni che risulta troppo stretto; altre le lascerei come sono; altre ancora le vivrei come se fosse la prima volta sperando di provare -ancora una volta- una sensazione unica; un battito d' ali convulso sul fondo dello stomaco.
Molte volte non abbiamo il tempo di pensare davvero a quello che stiamo facendo nel momento stesso in cui lo facciamo; ci lasciamo trascinare dalla corrente della vita, dal fiume dei pensieri come fossimo su un gommone durante una seduta di rafting.  Come quando compri un vestito dorato pieno di paillette  semplicemente perché "Uhhh, guarda come Luuuuccciccaaaaa" e quando torni a casa e ti fissi nello specchio, con quello scampolo alla Moira Orfei addosso, pensi a quanto sia stata affrettata la tua scelta.
Io sono sempre stata dell' idea che il tempo sia un lusso. Più dei denari, più dei gioielli. Chi possiede il tempo di scegliere con raziocinio è un uomo ricco.
E' (anche) per questo che lo shopping aiuta. Dopo aver fatto la tua scelta hai ancora la possibilità di cambiare idea. Un intero mese per decidere se quello che credi sia giusto per te lo è davvero oppure no.

venerdì 16 marzo 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 29



Sulle note di questa stupenda canzone. Enjoy it.
‘Ma come ti è sembrato? Ben fornito?’ mi chiede Arianna, curiosa, dopo aver ascoltato il racconto dettagliato dell’ Incidente Plum Cake, così ha rinominato l’ accaduto. 
‘Arianna!’ la riprendo inorridita. 
‘Sai com’è… Non mi era mai capitato di poter tastare le doti… artistiche, diciamo così, di due fratelli! Ho sempre usato un pennello alla volta’ ridacchia la mia coinquilina. 
‘Nemmeno a me. E non ho nessuna intenzione di provare certe esperienze adesso. Secondo te devo dirlo ad Enrico?’. 
Ho bisogno di un consiglio serio ma, a quanto pare, Arianna non è della stessa opinione. 
‘No, dannata ragazza, certo che no! Che cosa gli vorresti dire, poi? Ehy, ciao amore, quel figo di tuo fratello ha tentato di sedurmi con un dolcetto, che come sai per me sono un miraggio dato che tua madre è una fautrice accanita della taglia 40, e con il suo arnese. Però, dato che sono una brava ragazza, non ho voluto constatare di persona chi dei due è messo meglio!’. Arianna mi fa il verso imitando la mia voce. La sua scenetta mi strappa un sorriso e per un attimo non penso a Davide.

giovedì 15 marzo 2012

Capelli sporchi e amori adolescenziali.

Domani, come avranno capito tutti, sopratutto i vicini dopo la prova audio di ieri sera, è il compleanno di Madre. La suddetta ha deciso di dare una festicciola a casa nostra. Senza chiedere permessi di alcun tipo. Così, da che tu sei tranquilla nella tua stanza, a che spariscono sedie e tavoli da ogni dove perché il signore del catering ha detto che bisognava armonizzare la casa e che sedersi, ormai, è out. Per tal motivo, io e Madre, siamo andati al centro commerciale per comprare i beveraggi vari per la suddetta festicciola. Non ho voluto sapere quanta gente ci fosse nella lista degli invitati ma a giudicare dalla frenesia con cui Silvana nascondeva cristalleria ed argenteria (dovete sapere che la nostra signora delle pulizie è fobica: quando abbiamo gente a casa bisogna nascondere tutto. Anche se sta venendo mia nonna a chiedere un po' di sale. Madre ha tentato di spiegarle che nessuno ruberà le bomboniere della cresima di mia sorella Regina ma non ha voluto sentire storie: se viene gente in casa si deve posare tutto. TUTTO) e dalla quantità di alcool che sarà presente non dev' essere un numero irrisorio. A meno che non siano un gruppo di alcolisti conosciuti e quindi i litri d' alcool si giustificano così. Si vedrà. Domani.
Comunque, non era della Madre' s festa che volevo parlarvi. Né dei suoi amici alcolisti. Nè, tanto meno, dei problemi della signora delle pulizie con l' argenteria. Questo era solo il prolisso preludio che spiega il perché, questa volta in particolare, io mi sia recata al centro commerciale.
Si, è vero, potevo scrivervelo in due parole ma, a 'sto punto, che senso ha avere un blog?

mercoledì 14 marzo 2012

Non è mica una puntata di Grey' s Anatomy.



Sinceramente, inizio a chiedermi che pollini sniffino coloro i quali si sparano queste malsane tendenze ogni anno. Ogni, santissimo, anno. Puntuale, appena le giornate si allungano; le farfalle svolazzano di fiore in fiore e le api impollinano qui e li come i donatori di una banca del seme; esce un nuovo dettame per l' estate che si avvicina e, boom, siamo rovinati! 

martedì 13 marzo 2012

E mettitela 'sta gonna, su...

Mettetevi comodi.
Molto probabilmente il post sarà lungo. Magari no.
Il concetto è semplice.



lunedì 12 marzo 2012

Metti da parte i pregiudizi, prenditi meno sul serio.


Il post che segue è su Federico Moccia. Lettore, io te lo dico subito, perché voglio che tu metta in pratica il consiglio che ti do nel titolo: metti da parte il pregiudizio e...  

domenica 11 marzo 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 28



Se vi dico Natale, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Nessun discorso religioso/trascendentale, per carità, siate onesti. So che non sono i buoni sentimenti ne lo zabaione caldo davanti il camino. So che il bacio sotto il vischio non c' entra e nemmeno tutti i dolci che uno si ripropone di non mangiare. Il primo campanello che suona nelle persone normali, quando viene nominato il Natale, è quello dei regali.

sabato 10 marzo 2012

Viviana, perdonami, ma proprio non ce l' ho fatta.

Se me lo dicevate subito che via Madonnina è a Brera, esattamente alle spalle del negozio Marc by Marc Jacobs, io evitavo di stamparmi cartine della zona; memorizzare fermate di metropolitane e colore delle linee; seguire il puntino blu -che indica la mia posizione sull' I-Phone- sulle mappe. Se me lo dicevate, io sapevo dove andare. Comunque, nessuno me l' ha detto e da Angela Caputi, in via Madonnina 11, ci sono arrivata come una scema con la stampata di una cartina in mano e l' I-phone nell' altra. Nella borsa, il portafogli conteneva cento euro in contanti (cifra destinata alla plastica non riciclabile. Di più, da Angela Caputi, sarebbe stato eccessivo) e l' eventuale carta di credito che non si sa mai che una sviene per qualcosa...
Entro nel piccolo negozio ed una commessa gentile che dovrebbe sostituire il mascara dato che il suo le lascia solo grumi sulle ciglia, mi indica l' espositore con i bracciali di Viviana Volpicella (l' ho googlata, per sicurezza, e così si chiama. Vol-pi-cel-LA).

lunedì 5 marzo 2012

Storie di ordinaria follia #2 #PFW


Anna Wintour, temutissima direttora di VogueUS, e Kristen Stewart, che ha fatto un sacco di film ma per noi sarà sempre Bella di Twilight, si incontrano nel front row di Balenciaga durante la Paris Fashion Week SS 2012. 

Anna Wintour: Gesù, ogni sfilata ce ne sta una... Mi mancava proprio la vampira annoiata dalla vita che non sa nemmeno da che parte si infili un vestito d' alta moda.
Kristen Stewart: Yoo Man, senti chi parla... Intanto quelli di Balenciaga hanno voluto me come testimonial per il loro profumo, a te al massimo ti chiamano quelli per i pannoloni!
AW: Ma vedi tu 'sta scema. Sembri un meccanico quando parli! Lo sai che quando ho visto Panic Room credevo che fossi un maschietto?
KS: Tu, mi sa, che è da allora che non vedi un maschietto.
AW: Tipico discorso da calciatore nello spogliatoio. Pff...
KS: Addirittura ti piacerebbe un' intera squadra di calcio? Buongustaia.... L' ho visto come ridacchiavi alla sfilata di Victoria Beckham mentre eri seduta vicino a suo marito!
AW: Non capisco proprio di cosa tu stia parlando...
KS: Di questo! La Stewart, fan di Robilandia, mostra una foto alla Wintour.

La Wintour si gira dall' altra parte indignata. 

KS: Che frigidona... A lei farebbe comodo un bel vampiro che le ridimensioni i sentimenti.

Le luci si abbassano, la sfilata comincia. 


Ordinariamente vostra, R.

venerdì 2 marzo 2012

Avanti il prossimo.


Il popolo della rete sta assistendo ad una serie di morti note che, ahinoi, non sembra destinata a finire tanto presto. Ultimo, in ordine di tempo, il cantautore sessantottenne Lucio Dalla. Prima di lui la cantante Whitney Houston, il pilota Simoncelli, Michael Jackson e Steve Jobs, Oscar Luigi Scalfaro e Giorgio Bocca, Tullia Zevi e Nilla Pizzi, i coniugi Vianello... Insomma la lista di decessi celebri è nota e lunga ma è non è un resoconto degno di un becchino che vi voglio fare. Il mio intento è quello di analizzare, raggruppandole in poche semplici mosse, le azioni dell' abitante medio del social network.

giovedì 1 marzo 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 27




'Non riesco ancora a capire come sia possibile che io sia qui’ borbotta Enrico mentre il taxi, di un inconfondibile giallo, arresta la sua corsa folle attraverso le strade sgombre dell’ alba newyorkese davanti l’ elegante stabile dove abita suo padre. Ho la mano indolenzita per quanto forte mi sono aggrappata allo sportello.

sabato 25 febbraio 2012

La farfallina e il tatuatore: cronache da un matrimonio.

Il  festival di Sanremo potrebbe essere la causa della fine del roseo matrimonio tra la Signora delle pulizie che viene a casa mia e suo marito. In particolare, la causa scatenante dello sfascio del sacro vincolo sarebbe il tatuaggio di Belen in posizione strategica. Il marito della Signora in questione, che chiameremo Silvana per motivi di Privacy, di mestiere fa il tatuatore. Silvana è il pilastro della mia casa; senza lei nessuno vedrebbe più il pavimento della stanza delle mie sorelle che loro hanno scambiato per l' armadio; senza di lei nessuno più -nella mia famiglia- avrebbe i pantaloni della giusta lunghezza e le maglie con gli strass lavate a mano; senza di lei la RobiCasa sarebbe allo  sfascio. Mia madre lavora praticamente dieci ore al giorno e senza il suo aiuto saremmo tutti persi. Per i motivi sopra elencati è chiaro che non possiamo permettere che lei si deprima; i suoi sentimenti ci stanno a cuore dato che la nostra sopravvivenza dipende da lei. 
Ieri pomeriggio, mentre io ero arrampicata su una scala per pulire il lampadario della mia stanza lei mi espone l' astioso problema. 

Silvana: Dopo questo Festival di Sanremo sono davvero preoccupata.
Robi: E perché mai? Capisco che la vittoria di Emma sia stata una catastrofe ma insomma...
Silvana: Oh no, non è per Emma: io ho votato per lei! E' per Belen...
Robi: Belen?
Silvana: Quando Eros s'è tatuato il nome della figlia sul braccio mio marito è stato invaso da gente che voleva tatuarsi il nome dei figli...
Robi: Chi è Eros?
Silvana: Ramazzottoli, il cantante... Comumque... Quando Del Piero s'è tatuato quel tribale sul polpaccio tutti l' hanno voluto. Adesso io sono preoccupata... Hai presente la farfallina di Belen? Hai presente in che punto lei ha il tatuaggio? E' una tragedia...
Robi: Oh... Ohhh 

Avevo capito il punto.
La poveretta è disperata. E chi può darle torto?

Tatuaggiatamente vostra, Robi 

mercoledì 22 febbraio 2012

Il salvadanaio di latta: violenze quotidiane di una spendacciona cronica.

Le sto provando davvero tutte. Non esco di casa. Se lo faccio esco senza soldi. Ho chiuso la carta di credito in una piccola cassaforte e ho nascosto la chiave. Evito di uscire con mia madre. Evito di uscire con mia nonna. Rifuggo da ogni luogo di perdizione in cui è prevista una commessa, dei vestiti nuovi e una cassa. Il centro commerciale è per me un luogo off-limits. Se esco di casa lo faccio per un aperitivo con le amiche o per un cinema con il mio ragazzo. Il centro di Catania è zona minata.
Sto risparmiando per un fine ultimo superiore. Anzi, per due: l' I-Pad e la Muse di YSL in tessuto impermeabile.
Ho escogitato un metodo che sembra stia dando buoni frutti: il salvadanaio di latta.

lunedì 20 febbraio 2012

La RobiCucina: Le patate della Brasserie.



Ingredienti
6 patate
200 ml di latte
1 dado vegetale (servono due tazze e mezzo di brodo)
Mezza cipolla tritata
2 cucchiai di farina
40 grammi di burro

domenica 19 febbraio 2012

Né vincitori né vinti: si esce sconfitti a metà.


Robi: Arisa mi sente, sono Robi del Comitato per la salvaguardia del Festival di Sanremo dagli Amici di Maria. Mi sente?
Arisa: Si... Si...
Robi: Si, cosa? Mi sente? Dica il suo nome!
Arisa: Pippa. Mi chiamo Pippa ma non ho un bel culo così per gli amici sono Arisa.
R: Bene Arisa voglio che lei mi ascolti, è chiaro? Voglio che lei collabori! La situazione non si può reggere più: siamo passati sopra tutti i laghi e tutti i luoghi sono perché ci piace anche noi fare all' amore così, un po' dove capita. Abbiamo detto 'ok' a Marco Carta solo perché poi è sparito nel nulla ma adesso basta!
A: E' buio.
R: Arisa non dica sciocchezze! Abbiamo pagato il canone quindi ce li hanno i soldi per pagare la luce. Adesso mi ascolti bene, salga sul podio, Arisa. Salga sul podio, cazzo.
A: Ho paura. C'è Maria de Filippi!
R: Arisa, questo potrebbe essere un problema ma non si preoccupi. Salga sul podio e mi dica quanti hanno voltato per lei, quanti sono fan di Amici, quanti sms ha mandato Maurizio Costanzo! E' chiaro Arisa? Salga sul podio, cazzo!
A: C' ho i tacchi, Robi.
R: Arisa, per l' amor del cielo, barcolli ma non crolli! Salga sul podio, cazzo!

mercoledì 15 febbraio 2012

45 giorni a Vogue #Chapter 26


‘Quindi tu sei la ragazza di Enrico?’ mi chiede Ina. Gli occhi celesti le brillano. E'  in evidente difficoltà, frenata dalla freddezza scostante di Enrico. Stringe ancora di più la cinta di lana del cappotto color biscotto come se il pesante capo potesse ripararla dal gelo che emana il suo figliastro.

martedì 14 febbraio 2012

Fraintendimenti a San Valentino.

'Al suo fidanzato piace un sacco la cioccolata' esclama il commesso della Lindt quando mi avvicino alle casse per pagare. Gli metto sotto il naso tre confezioni cioccolatose e cuoriciose. 
'Non sono per il mio ragazzo' gli rispondo.
'Ah...' fa perplesso. Il suo sguardo si posa su di me e poi sulle scatole di cioccolatini. Di nuovo su di me. Di nuovo sui cioccolatini. Ci ragiona un attimo e poi con fare malizioso esclama 'Ma come è possibile che una bella ragazza come te non abbia un fidanzatino e si deve comprare la cioccolata da sola a San Valentino?'
'Ce l' ho il fidanzatino' esclamo interdetta 'solo che queste scatole non sono per lui. Posso pagare adesso?'
Ci pensa su un attimo e poi si imbruttisce in faccia. 'Ora ho capito. Siete tutte uguali voi ragazze: illudete gli uomini che vi amano e vi rispettano e poi voi regalate scatole di cioccolatini agli altri!'
Lo fisso allibita per un seccondo cercando di capire cosa intende. Lui ha la faccia contrariata e scuote la testa sbuffando.
'Paghi 45 euro' dice seccato quasi che fosse un crimine vendere cioccolatini nel giorno degli innamorati ad una fedifraga.
'Non che siano proprio affari tuoi ma i cioccolatini sono per mio papà, grande amore della mia vita, e per le mie sorelle che non hanno il fidanzatino e i cioccolatini glieli regalo io. Il mio ragazzo mangia solo sfoglie di cioccolato fondente e qui è tutto al latte'
Il commesso mi guarda mortificato per un secondo. Poi sospettoso. Ho come la sensazione che non creda alla mia storia.
Prendo le confezioni e me ne vado.

Evidentemente San Valentino rincoglionisce il genere umano tutto. Tutto.
Certe cose succedono solo a me: sono una calamita per strani tipi. 

Franintendimentamente vostra, Robi.
Buon San Valentino a tutti. 


giovedì 9 febbraio 2012

Dicono che San Valentino sia vicino: e 'sti ca**i.

La rivolta dei singles, sui social network più improbabili, si sta già consumando da giorni. Tutti a gridare con la mano sul petto quanto bello sia non dover rendere conto a nessuno. Stanno li a progettare memorabili scorpacciate di Nutella annegata nella Vodka in pigiama di pail e pantofole di pelo mentre lo stuolo di coppiette dagli occhi scoppiettanti d' amore invaderanno questo o quel ristorante che propone l' intero menù a forma di cuore. Dall' antipasto al dolce. Perfino il caffè, non chiedetemi come.
Stanno li a far comunella, a prepararsi per il glorioso giorno di San Faustino quando giustizia per i cuori infranti o solitari sarà fatta. Quando i biscotti non saranno più cuoriciosi ma mezze frolle tagliate a zig zag.
Ma è giusto che io dica la mia. E' ora che quelli in coppia si facciano sentire e si ribellino a questo stato d' essere. E' arrivato il momento di guardare in faccia la realtà: San Valentino preoccupa più quelli in coppia che quelli scoppiati. Già l' immagine che ce ne danno non è delle più entusiasmanti: un nano, grassoccio e biondiccio che ti punta un' arma appuntita contro. Seriously? Cosa c'è di romantico in questa immagine? Perché il suddetto nano dovrebbe procurarmi degli spasmi d' amore?
E poi c'è la ricerca del regalo perfetto che non può essere utile; non può essere un maglione o un cellulare. No, belli, il regalo di San Valentino dev' essere romantico!
'Cosa hai preso a Sigismondo?'
'Un paio di scarpe'
'Ma non è romanticoooooo. Io ho ho fatto al mio fidanzato un collage con tutte le mie foto da quando sono nata ad ora da appendere sopra il comodino e ho sparso qui e li dei cuoricini rossi ritagliati con la forbice dalla punta arrotondata!"
'Non avevi un ca**o da fare, eh?'

Così, sentendoti una fidanzata di mierda, esci alla disperata ricerca di qualunque stronzata che possa trasformare il tuo misero paio di scarpe (misero un paio di ciuffoli dato che hai speso quei duecentocinquanta euro che avevi conservato risparmiando perfino sulle patatine fritte -che, si sa, toglietemi tutto ma non le patatine- per comprarti quel bellissimo cappotto color caramello che pur essendo in saldo costava quanto il tuo rene sano) in un romanticissimo dono d' amore.
I negozi sono pieni di pelusches a forma di cuore; le vetrine sono colme di adorabili gadget rossi che ti viene l' emicrania solo a guardare quelle scritte 'Je t' aime' fluorescenti, le commesse ti guardano ammiccanti dalle vetrine dei negozi di intimo che inizi a rimpiangere il giorno in cui ti sei fidanzata. Tu vaghi per il centro commerciale ormai stanca e spaurita. Il tuo corpo si chiede come sia possibile che sia passato già un anno dall' ultimo straziante giro alla ricerca del cuore gonfiabile.
E poi ti devi fare la ceretta, quella seria che nemmeno a ferragosto per dormire in spiaggia. Perché anche se ormai il tuo ragazzo è abituato a fare sesso con un camionista della peggior specie il giorno di San Valentino da te ci si aspetta che ti trasformi miracolosamente in un angelo di Victoria's Secrets. Metti da parte le tue mutande ascellari di H&M prese ai saldi tre paia 5 euro e corri alla disperata ricerca di quel bel merletto rosso che si adagi bene sulla chiappa cellulitica (ora meno perché i soldi destinati alle patatine sono finiti nel regalo pegno d' amore!). Il reggiseno push-up che ti da fastidio tutta la sera sotto il vestito. La ciccia sui fianchi chiede pietà e ti supplica di liberarla dai collant stingi panza di Calzedonia nei quali l' hai intrappolata. I tacchi che ormai sono un ricordo lontano tornano ai tuoi piedi e Dio solo sa come devi fare ad alzarti dalla sedia e arrivare alla macchina.
Poi è d' obbligo l' atteggiamento amoroso: vi dovete tenere per mano (anche mentre tagliate la carne, è ovvio. E li sono ca**i) sfidando la coppia del tavolo accanto che sembra più SanValentinosa di voi. Mai sia che i loro occhi, mentre sono fissi gli uni negli altri, mandino più scintille dei vostri.
Il dopo cena dev' essere memorabile! Almeno mezz' ora di preliminari in cui ringraziate tutti i santi, in particolare il nano che vi ha scoccato la freccia: è ovvio, per avervi fatti incontrare. Poi si dovrà guardarsi negli occhi e fare all' amore dolcemente sussurrandosi nomignoli degni dei peggiori film Disney con Bruno Mars che vi canta che voi siete Emezing jast de wey iu arrrr. Come se fosse la prima volta. Come se non ci fosse un domani. Come se fosse l' ultima prima della vostra partenza per l' Iraq.
Un giorno intero in cui s' inneggia al vero amore come se hai passato il precedente anno con il tuo ragazzo solo in attesa di questo memorabile giorno in cui finalmente potete giurarvi, occhi negli occhi, che non vi lascerete mai; che starete insieme for ever and ever
Poi, magicamente, arriva la mezzanotte. La farsa è finita. Tu e Sigismondo tornate la solita vecchia coppia innamorata che si guarda negli occhi e si sceglie, giorno dopo giorno, senza bisogno di aspettare San Valentino per capire che stare insieme è la cosa più bella del mondo. Anche con le mutande di H&M e una pizza ancora nel cartone davanti una partita dell' NBA. 

SanValentinamente Vostra, R. 

Amiamoci.

Un diamante da Tiffany di Karen Swan

Se state cercando una lettura leggera e che vi incolli alle pagine, il libro che fa per voi è, senza ombra di alcun dubbio, questo. Un diamante da Tiffany è la seconda fatica letteraria di Karen Swan dopo Players che sfortunatamente non è stato tradotto in Italia. Un intreccio di vite e modi di pensare che porterà la protagonista, Cassie, alla riscoperta di se stessa. Un viaggio attraverso tre città in cui sono stata e ritornata tante volte -New York, Parigi e Londra- alla ricerca di aspirazioni e voglie per riprendere in mano le redini di una vita allo sbando.
Cassie scopre, il giorno del suo decimo anniversario di matrimonio, che la sua storia d' amore che lei credeva solida ed indissolubile è basata su una bugia. Questo destabilizza Cassie ma riesce a rimettersi in piedi grazie all' aiuto tempestivo delle sue amiche di sempre -Kelly, Anouk e Suzy- e ad una piccola sorpresa sotto l' albero di Natale più famoso del mondo, quello di Tiffany sulla Fifth Avenue a New York.
Gli ingredienti per una splendida commedia romantica ci sono tutti: la passione, l' amicizia, l' intrigo amoroso e la sensualità.
C'è la frenesia di New York che passa attraverso le passerelle di una sfilata rovinata. Il glamour di Parigi dietro i fornelli di una cucina dai profumi irresistibili su fiumi di vino d' annata. E, infine, il fascino rassicurante di Londra così ordinata ed austera.
Le descrizioni precise vi immergeranno in un mondo favoloso e scintillante. L' espressione dei sentimenti è talmente accurata che il vostro cuore sussulterà ad ogni pagina, ad ogni rigo. 
Insomma, che state aspettando? Correte in libreria! Tra l' altro questa perla tra i romanzi d' autore costa solo 9,90 euro!
Tiffanyamente Vostra, R.

P.S.: Non sbagliatevi con 'Un regalo da Tiffany' di Melissa Hill che è uno dei romanzi più stupidi, mal scritti, scialbi e senza personalità che abbia mai letto.

lunedì 6 febbraio 2012

Tre giorni.

Tre giorni a Milano. 
Tre giorni durante i quali una città solitamente grigia si è piegata al candore di una spolverata di neve fresca, come granita dentro un succo di prugne.
Tre giorni in cui ho sentito freddo come mai in vita mia. Le temperature sono state così basse che in alcuni momenti credevo di perdere il naso congelato per strada. Ho desiderato il caldo che ti fa sudare anche i pensieri della mia Sicilia come un drogato in astinenza.
Tre giorni che volevo dedicare a del sano shopping. Lo sprint finale di una lunga maratona di saldi che però si è tradotto in un misero bottino: un maglione beidge a trecce strette di Tommy Hilfiger; uno scialle giallo ocra a motivi floreali di Zara e una t-shirt di Pinko un po' rock ma fin troppo adolescenziale.
Tre giorni in cui ho riscoperto la bellezza dello stare in famiglia. Le chiacchiere fra sorelle e il sabato sera tranquillo tra una tazza di cioccolata calda e una puntata di Hart of Dixie come non succedeva da secoli.
Tre giorni in cui ho imparato a guardare il cielo e scorgere minuscoli batuffoli di cotone gelato che si posavano leggeri sulle guglie del Duomo e sul velo dorato della Madonnina.
Tre giorni che sono passati veloci ma senza che il tempo mi mettesse fretta. Tutto era scandito dal pensiero di vacanza misto alla voglia di fare. Non abbiamo sprecato il nostro tempo senza che lui ci spingesse. Non avevo mai provato una sensazione tanto piacevole.
Tre giorni in cui ho visto un sacco di cose strane. Un giapponese bassino dall' aria allegra e gli occhi ridotti a due fessure che lasciava dondolare placidamente una Birkin arancio dai profili giallo fluo. Un cagnolino con un bomber di pelliccia di visone con tanto di cappello. Un uomo a maniche corte nel gelo della capitale del glamour.
Tre giorni durante i quali ho visto così tante persone con le scarpe del boscaiolo che sembrava di essere davvero in un bosco! Ed io che credevo… Comunque la parte alta dello stivaletto, dopo un giorno intero, mi ha dato un po’ fastidio: devo prenderci l’ abitudine prima di metterle un’ altra volta!
Tre giorni ricchi di sorrisi e di fotografie.
Tre giorni durante i quali ho scoperto un' ottima pizzeria a Milano. Pizza and Friends in via Baracchino, dietro il Duomo. Io ho preso un' insalata che si chiamava Glamour: questo deve dirvi tutto ma ho assaggiato la pizza da mio papà ed era davvero buona!
Tre giorni in cui ho lasciato che i miei occhi si posassero sulle vetrine dei posti in cui sono racchiusi i sogni di donna. I manichini erano fasciati da eleganti abiti leggeri a stampe floreali; i loro piedi senza dita incastrati in sandali dai colori accesi; le loro braccia scoperte e tese ti invitavano a raggiungerli anche se per te non è ancora momento di primavera.
Tre giorni durante i quali ho sentito una coppia di russi lamentarsi per il freddo di Milano. Ora, posso capire che mi lamento io, che vengo dalla Sicilia, ma voi? Insomma passate l’ inverno intero a meno venti!
Tre giorni in cui ho bevuto così tanta cioccolata calda con panna che nemmeno in tutta la mia vita. Ogni scusa era buona per rintanarsi in un bar e sfuggire al gelo di Milano.
Tre giorni in cui ho apprezzato il caos ordinato di Milano. Mi piace il modo in cui la città abbia tutto sotto controllo nonostante gli impegni e il tempo che corre.
Tre giorni che adesso sono un miscuglio sparso di fotogrammi e ricordi piacevoli.

Tregiornamente vostra, R.

giovedì 2 febbraio 2012

Non siamo mica boscaioli.


E' stata sicuramente colpa dei telegiornali e di tutto il terrorismo psicologico che hanno fatto in questi giorni con la neve e le temperature siberiane. Forse è stata anche un po' colpa di tutte le foto di paesaggi innevati e macchine imbiancate da chilometri di granita candita che avete pubblicato su Istangram. Molto probabilmente non c' entra niente di tutto questo. So solo che l' ho fatto. Erano al 50% di sconto e dato che devo sfidare la tempesta di neve che si abbatterà questo we sul capoluogo lombardo (sempre che il mio aereo parta) le ho prese. Insomma io non ho mai detto di essere una fashion blogger. Al massimo una Sfashion blogger.
Che il boscaiolo che c'è in me finalmente si palesi. Amen.

Boscaiolamente vostra, Robi

P.S.: Sappiate che volevo prenderle rosa. Un barlume di buon senso mi ha attraversato nel momento in cui le stavo pagando. Ma sono ancora in tempo per cambiarle.